56. Abitare

da qui

Il presente e il passato s’intrecciano nel tessuto logoro della memoria. Le immagini dell’università si confondono con quelle della naja: androni enormi e freddi, angoli invasi dalle ragnatele, un’aria da colonia penale accentuata dalla sagoma del capitano in canottiera che ti sgrana, mentre ancora sei mezzo addormentato, il rosario osceno delle sue avventure. Ti senti del tutto fuori luogo: un poeta in mezzo a un circolo di militari navigati, iscritti nel ritmo dei doveri da sbrigare, mentre tu ti smarrisci in dettagli irrilevanti: le cime degli alberi che spuntano dal palazzo in fondo, l’immagine della Madonna accanto all’arco, il muretto che scorre lungo il prato all’inglese perfettamente pettinato. Ti domandi se la tua vocazione non sia questa: rivelare che la vita non è solo una collana di azioni tutte uguali, ma accorgersi, ad esempio, che il cancello del portico è un occhio d’insetto che ti scruta, che il ponte all’ingresso divide il tuo cuore in parti uguali, che la piazza centrale è la carne immacolata della donna che ti aspetta, forse, nel brusio di una città troppo lontana. Provi a immaginare in che modo reagirebbero se li mettessi a parte di pensieri come questi: il capitano ti riderebbe in faccia, interrompendo i resoconti licenziosi che ti danno il vomito. Ma forse, pensi, è il nocciolo della tua missione: istruirlo sul contrasto tra lo spicchio di cielo e la torretta della sentinella, dirgli delle differenze tra un filo d’erba e l’altro, mostrargli le figure abbozzate lungo il muro di cinta dall’umidità. Lui seguita imperterrito a parlare di trucchi e posizioni, del ruolo del liquore lasciato cadere al punto giusto, della gamma infinita di gridi, muggiti ed ululati, finché ricordi la sera in cui i tuoi erano usciti con gli amici: la casa di campagna si riempiva di rumori cui voi, bambini, provavate a dare un nome: un lupo, un serpente, un fantasma nemico dell’infanzia abbandonata. Solo a te pareva un film: la sequenza delle scene plasmava, a poco a poco, il romanzo risorto dalla branda scomoda della Gandin, in cui ti rigiravi per sfuggire ai memoriali pornografici dell’ufficiale, al passo pesante dei soldati in marcia, alla pioggia che lascia sull’asfalto l’umidità di ricordi ed emozioni, la frenesia nelle cabine del Belsito, la ragazza dell’albergo a via del Corso che godeva e piangeva nello stesso tempo, gli occhi di Sonia sotto l’albero, al pratone, come se il mondo fosse un grumo di simboli che a te spettava solo distinguere e connettere, mentre lui, il capitano, eruttava racconti da un pianeta che non ti era toccato di abitare.

33 pensieri su “56. Abitare

  1. Ci sono posti dove ti senti un pesce fuor d’acqua ,mentre ce ne sono altri dove ti senti a casa tua,perché quello è il tuo posto è il posto dove hai trovato il tuo “abito su misura”

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  2. mentre tu ti smarrisci in dettagli irrilevanti:

    Ciò che per gli altri può essere irrilevante,per te può essere importante,il tutto dipende da quale angolazione osservi i particolari e i momenti della vita.

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  3. ponte all’ingresso divide il tuo cuore in parti uguali

    Un ponte può dividere ,ma può anche unire un “cuore diviso in parti uguali”.

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  4. Ti domandi se la tua vocazione non sia questa: rivelare che la vita non è solo una collana di azioni tutte uguali

    Ciò che non è vissuto col cuore diventa abitudine, è solo questione di tempo.

    — Christian Merighetti
    da PensieriParole

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  5. C’è sempre un Michelino che ci aspetta dietro l’angolo. Chissà, magari anche quel capitano era soltanto un poveraccio, uno che sperava di fuggire dagli “androni enormi e freddi, angoli invasi dalle ragnatele, un’aria da colonia penale” e dalla solitudine rifugiandosi nel suo mondo osceno. Si fa quel che si può anche con le fughe.

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  6. Ti senti del tutto fuori luogo: un poeta in mezzo a un circolo di militari navigati, iscritti nel ritmo dei doveri da sbrigare,

    Il dovere è sentire ciò che è grande, privilegiare ciò che è bello e non inchinarsi a tutte le convenzioni della società con le ignominie che ci impone.

    Gustave Flaubert, Madame Bovary, 1856

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  7. Il dovere,le abitudini, sono tutte cose che ti schiacciano come se fossero un macigno ,se non vengono sostenute dalle mani potenti dell’ Amore.

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  8. Siamo tutti pianeti diversi, ognuno un mondo a parte.
    Ci distinguiamo gli uni dagli altri per carattere, personalità, insicurezze e sicurezze, capacità, talenti e sensibilità.
    Possiamo non incontrarci mai, se rimaniamo chiusi in noi stessi, se ci mettiamo a giudicare; oppure possiamo accorciare ogni distanza ed incontrarci, se andiamo in profondità, se ci accorgiamo che ogni dettaglio è importante, che ogni differenza è una ricchezza e che nella diversità ci possiamo compensare gli uni con gli altri.
    Come i pianeti possiamo anche essere differenti, ma abitare lo stesso cielo e ruotare tutti intorno allo stesso sole dell’accoglienza che avvicina e dell’amore che unisce e che è l’unica vera fonte di vita e libertà.

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  9. – Ti senti del tutto fuori luogo

    Quando non ci si sente capiti, amati e accettati, ci si sente “diversi” e cresce quell’insicurezza che spinge a scappare lontano.
    Quante volte capita di trovarsi in situazioni così, scomode e difficili da affrontare?
    Solo un animo sereno che nasce dalla consapevolezza e dalla certezza di essere sulla strada del Bene, e la gioia di avere un obiettivo ed un fine buoni e positivi da raggiungere, ti donano la forza e la pazienza di restare.

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  10. – la vita non è solo una collana di azioni tutte uguali, ma accorgersi…

    “Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte”.
    EDGAR ALLAN POE

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  11. mentre tu ti smarrisci in dettagli irrilevanti

    E’ nei dettagli che si riesce a cogliere l’essenza di ogni cosa.

    Solo chi fa domande sui dettagli ha provato a sentire cosa sente il tuo cuore. I dettagli. I dettagli: un modo di amare davvero.
    dal libro “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia

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  12. “La tua vocazione” é quella di farci comprendere che nella vita esiste qualcosa di più profondo di quello che appare nella quotidianeità .Ciò che si nasconde nel profondo è un tesoro dal valore inestimabile,quel tesoro è li che aspetta solo di essere trovato,di essere mangiato per diventare un tutt’ uno con noi e con gli altri che vogliono condividere la gioia del pane spezzato,poiché in quel pane è racchiuso il grande amore, quello che normalmente ha la A maiuscola e che lo trovi solo nell’amore di Dio ,l’ unico vero bene,l’ unico vero dono di cui la nostra anima si può saziare.

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  13. Ognuno sgrana il suo Rosario recitando le proprie Avemaria che non sono uguali per tutti: una collana di rose o una corona di spine.
    Quando però nel prato all’inglese ogni filo d’erba è diverso dall’altro come succede all’umanità e l’umidità sul muro disegna bozze di figure al pari di un abile ritrattista di Montmartre, mentre di lontano il cancello si trasforma nell’occhio di un curioso insetto che forse sta scrutando cosa hai dentro, anche la colonia penale della vita può essere accettabile, specie se sai che, nonostante i capitani di turno, prima o poi la libertà sarà tua per sempre.

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  14. Le aule universitarie, come la caserma o le cabine del Belsito, piuttosto che l’albergo a via del Corso e l’albero del pratone: quando non hai accanto la persona giusta che riesce a guardare nella tua stessa direzione, quando non ti senti stretto dal suo abbraccio forte e tenero, ogni luogo è sconosciuto e vuoto, ogni discorso inutile e sei come un exraterrestre su un pianeta sconosciuto, solo, anche se circondato da molte persone, incompreso ed incomprensibile.

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  15. Difficile essere se stessi, se non ci sente amati.
    Facile smarrirsi, se non si sente quella carezza che rassicura.

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  16. Ci sono occhi che riescono a vedere oltre le nuvole, cuori che battono solo per rianimare cuori stanchi, mani che impastano la calce ogni giorno per costruire dignità e vestirci scheletri infreddoliti che non si scaldano nemmeno sotto il sole infuocato d’agosto. Piccoli angoli di cielo in cui abita la speranza.

    sai benissimo che la tua arte
    è nella parte fragile di te.

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  17. dirgli delle differenze tra un filo d’erba e l’altro,

    Visti nell’insieme siamo tutti uguali,eppure se ci soffermiamo sui particolari ci accorgiamo che siamo diversi l’ uno dall’altro ciascuno con un proprio talento,ma questo non tutti riescono a capirlo,perché non tutti sono capaci di guardare oltre ,perché non tutti si pongono domande del tipo: cosa c’è oltre l’ orizzonte.

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  18. “Il presente e il passato s’intrecciano nel tessuto logoro della memoria”…per aprire la strada ad un futuro non sempre comprensibile a prima vista.

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  19. come se il mondo fosse un grumo di simboli che a te spettava solo distinguere e connettere…

    Il mondo è “un grumo di simboli…da distinguere e da connettere” infatti ogni simbolo nasconde una risposta alle situazioni ingarbugliate che ci troviamo di fronte tra presente e passato è come un puzzle dove prima tutti i pezzi sono sparsi in mezzo al tavolo senza sapere da quale parte cominciare,poi inizi a raggrupparli per colore e per forma fino a trovare il giusto incastro di ogni pezzo da dove nasce un disegno ben definito, nel quale sai che devi intraprendere il tuo cammino.

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  20. con le parole “la casa(…)si riempiva di rumori” mi si è ricordata mia amica. Era già grande,aveva forse 16 anni o di più,era rimasta a casa da sola. Lei è un tipo: grande,forte e paurosa. La notte si era scatenato temporale con tuoni, fulmini e allora,lei era andata dormire in bagno nella vasca da bagno,perchè bagno era senza le finestre.

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  21. “Ti senti del tutto fuori luogo”
    C’era un periodo nella mia vita,che non riuscivo adattarmi vivere sul questa terra, mi sentivo fuori luogo; non riuscivo accettare cattiverie,bugie,invidia,odio…
    Mi guardavo intorno e mi chiedevo:dove sto?,come possibile vivere sul questo mondo? io non accetto,non ci riesco stare qua.Mi sentivo fuori luogo…

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  22. Penso che a tutti noi,a volte,vengono questo tipo di pensieri:la vita che faccio è questa giusta? o forse devevo fare qualcosa altro? A volte,proviamo immaginarsi in un altra circolazione….e torniamo nella nostra vita,quasi sempre.

    ****
    Un soldato va da ufficiale e lo chiede di permesso
    -Sono invitato a un matrimonio.Mia amica si sposa.
    -Amica?E chi è lo sposo?
    -Se avrò permesso di andare,sarò io lo sposo!

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  23. “Ma forse, pensi , é il nocciolo della tua vocazione: istruirci” nell’arrivare all’essenza della nostra anima, per capirci fino in fondo.

    Penso che il ponte che stai costruendo, mattone su mattone, tra noi e Dio, sia una delle più belle opere che possa toccare ad un architetto! quanto bene stai facendo e quanto ancora ne farai.
    L’architetto degli ultimi, che speriamo di veder passare, su quel ponte, di mattoni colorati come l’arcobaleno: la dove potranno avere un rifugio sicuro per sempre.

    Ernestina.

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  24. Le ragnatele e il freddo degli stereotipi, delle etichette, degli schemi in cui ci si fissa, sono quelli che che ingrigiscono e rendono anonime le pareti della vita: come se in caserma i racconti debbano necessariamente essere iperbolici, il dirigente d’azienda essere necessariamente arrogante per essere autorevole, il ‘buon cristiano’ essere ogni domenica a messa, anche se il segno di pace sembra più una recita. La vocazione più alta è quella di chi ci insegna a ‘rompere le righe’ anzitutto all’interno del nostro cuore per accorgersi dei colori

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  25. Capire l’altro anche quando ti ripugna? non per ignoranza, ma per volgarità, disonestà, incoerenza ? fino a che punto si può stringere una mano ? Il tuo capitano avrà sicuramente avuto in sé quache aspetto positivo, ma quello che ostentava era di tutt’altro segno. Credo che vada sempre sospeso il giudizio sulla persona, che è impossibile obbiettivamente, ma penso che sul suo operato, sulle sue parole,sulla sua ” apparenza ” si possa esprimere il proprio dissenso e quindi ,anche cristianamente,ci si possa e ci si debba dissociare. Specialmente quando l’ altro rifiuta “imperterrito ” ogni altro approccio, e sembra vivere su un pianeta diverso dal tuo. Fino a che punto si deve cercare un accordo ?

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