57. Dalla parte opposta della branda

da qui

Insomma, un gran casino. Ma tu non ti davi per vinto. Eri il campione impavido delle tue giornate, il poeta maledetto che piaceva alle donne e mai a se stesso; anzi, più le donne t’inseguivano e meno ti accettavi, come fosse un maleficio, qualcosa di cui avresti volentieri fatto a meno. In fondo, la tua vita potrebbe etichettarsi col marchio che ti ha afflitto fino a ora. Più cerchi di spiegarti, più lo senti appiccicarsi addosso, come la colla che usavi da bambino, come si chiamava? Coccoina: sapeva di mandorla e includeva il pennello nel barattolo grigio di alluminio. I frammenti bianchi si attaccavano alle dita e finiva sempre che t’imbestialivi, perché non riuscivi a sbarazzartene. E’ così, dannazione, ancora oggi. Dovresti metterti al collo un cartello con su scritto: chiuso, sbarrato, inaccessibile. Macché, più fuggi dalla folla, più s’insinuano per canali sotterranei, setacciano la zona in cerca di spiragli, pertugi, fenditure. Eppure, qualcosa di peggio ti accadeva: quando, sui mezzi di trasporto, si avvicinava un uomo con movimenti viscidi, studiati, per sondare il terreno e capire se fossi il tipo giusto. Oggi ti chiedi come sarebbe la tua vita, senza questa croce. Eppure, in fondo, te la sei voluta: l’aria da playboy te la sei costruita a poco a poco, e ne sconti la pena con tutte le aggravanti. Non eri tu a irritarti se qualcuna tardava a caderti nelle braccia? Non ti stupivi se conservavano il ben dell’intelletto? La domanda è fino a quando dovrai scuoterti i pezzi di Coccoina dalle dita. Ultimamente, in realtà, sei più ottimista: rinuncia qui, taglia di là, qualche magro risultato cominci a conseguirlo. Dalle e dalle, se scasseno pure ‘e metalle, dicono nella tua città. Forse non devi scomparire, per ritornare a vivere. Forse hai fatto abbastanza penitenza. Comunque sia, ora ti è chiaro perché non sopportassi il capitano in canottiera: eri tu, evidentemente, visto dalla parte opposta della branda.

34 pensieri su “57. Dalla parte opposta della branda

  1. Scomparire equivale a fuggire e fuggire non serve a nulla se si vuole ritornare a vivere perché il passato ti segue e ti insegue dappertutto fino a quando non affronti il tuo problema , e affrontare il proprio problema significa fare dei tagli netti,mettere dei paletti per evitare che l’ altro possa invadere e sconfinare il tuo territorio. Questi tagli sono molto dolorosi sia per chi li fa,sia per chi li riceve,ma necessari se si vuole vivere la vita nella propria indipendenza,per non sentirsi soffocati dentro.

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  2. Comunque sia, ora ti è chiaro perché non sopportassi il capitano in canottiera: eri tu, evidentemente, visto dalla parte opposta della branda.

    Ciò che non ci piace di noi stessi molto spesso lo troviamo riflesso nell’ altro.

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  3. Quello che conta non è l’etichetta che ti appiccicano addosso, ma la verità e la libertà di essere se stessi fino in fondo; qualsiasi tentativo di distoglierci dal cammino verso il bene, nella trasparenza e nell’autenticità, magari insinuando dubbi, sensi di colpa o ripensamenti, e qualsiasi tentativo di impederci di ragionare con la nostra testa ed il nostro cuore, vanno troncati di netto!
    Non serve scomparire, basta essere liberi dal peso del giudizio altrui.

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  4. Ho sempre sentito dire che i presunti difetti che troviamo negli altri, in realtà sono i nostri. Se così è, e penso lo sia, un esame di coscienza ci farà scoprire di noi verità alquanto scomode. Recitato un doveroso mea culpa, ritengo però importante anche sapersi perdonare. Insomma, è vero che le nostre intenzioni possono essere fraintese, ma è anche vero che ciascuno di noi è responsabile sia delle proprie azioni che dei propri fraintendimenti.

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  5. Se è vero che il giudizio è il diaballo, colui che divide, non solo ci separa dagli altri, ma anche da noi stessi.
    Non posso che concordare con il commento di M&C n.4: è la miglior mazzata che si possa dare al nemico.

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  6. – Eppure, in fondo, te la sei voluta: … Non eri tu a irritarti se qualcuna tardava a caderti nelle braccia?

    Non è importante aver sbagliato, nei sentimenti o nelle azioni, l’unica cosa che conta è aver visto e compreso l’errore e l’aver in seguito cambiato rotta.
    Tutti abbiamo infatti un punto debole, ma non dobbiamo soffermarci su questo, sentircelo addosso come colla, farci venire i sensi di colpa, perchè in questo modo non potremo mai migliorare; dobbiamo invece affrontarlo e superarlo, prima di tutto perdonandoci, poi evitando la repressione forzata, perchè tanto non funziona, e cercando un fine più alto che sia più bello, buono e soddisfacente per noi.

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  7. – … eri tu, evidentemente, visto dalla parte opposta della branda.

    Quello che più ci infastidisce nell’altro, è sicuramente il riflesso dei nostri più terribili ed inconfessabili difetti.

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  8. – Dalle e dalle, se scasseno pure ‘e metalle

    Anche se siamo “de coccio”, un esempio fermo e deciso, coerente e costante, alla lunga ci fa comprendere molte cose ed alzare lo sguardo, più di tante parole, anche se giuste e profonde: della serie “quando ce vo’, ce vo'”!

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  9. Dalle e dalle, se scasseno pure ‘e metalle

    Magari fosse vero! A volte ti sembra di avere dato un taglio netto e ti rispuntano fuori come funghi da qualche altra parte,cercando di catturarti su ciò che per te è più importante ,usandolo come strumento di attacco invece che di difesa ,è allora che ti difendi con tutta te stessa perché indietro non ci vuoi tornare ,vuoi fare un cammino in avanti ,vuoi progredire vuoi migliorare e al tempo stesso cambiare. Hai scoperto una strada che non è la loro, hai scoperto la strada che ti porta alla salvezza e quando scopri questa strada hai trovato la libertà.

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  10. “Dovresti metterti al collo un cartello con su scritto:chiuso,sbarrato,inaccessibile”
    si,però ci sono le persone quali butti fuori dalla porta e loro entrano dalla finestra…

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  11. “Oggi ti chiedi come sarebbe la tua vita,senza questa croce”

    -noiosa? ti mancarebbero ricordi,belli ricordi,ti mancarebbero esperienze della vita per poter evitare i problemi e per dare consigli giusti ad altri
    -più tranquillo? non ho fatto niente nella vita,non conosco sapore di amore,dolore, gioia, tradimento,…-ti piace?
    -oppure,come non ti sei sfogato prima,cominceresti adesso?meglio?
    Ogni uno di noi ha sua croce da portare.
    E come lo dico io-Dio ti ha dato il cervello,allora usala,magari prima di fare una cretinata.

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  12. La ricerca di una vita per trovare l’universo giusto in cui abitare, lo spazio adatto nel quale vivere non è soffocare e soffocarsi, ma respirare a pieni polmoni un’aria pulita, distillata da maldicenze e pettegolezzi, filtrata da polveri di occhi indiscreti convinti di scrutare l’invisibile e da parole equivoche e improbabili, prive di ogni fondatezza , che agiscono come bisturi affilati quando sono in mano a dottori macellai che vogliono operare a tutti i costi, anche il paziente sano; un’aria pulita e trasparente, in cui il discernimento ha svolto con fatica il suo compito, rafforzando la serenità e il desidero di essere in mezzo alla folla, e restituendo la convinzione che questa, malgrado le eccessive manifestazioni d’affetto, sia una folla attenta e soprattutto rispettosa e sensibile verso certe scelte di vita che si traducono in missioni speciali, dettate dalla Voce della Verità.

    In questo caso l’invadenza, potrà trovare porte e finestre e comignoli aperti, ma tornerà irreversibilmente indietro, come un boomerang, sospinto dalla sua stessa energia , quando il lanciatore cerca invano di colpire la vittima e fallisce il tentativo, anzi ne viene colpito lui stesso.

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  13. “chiuso, sbarrato, inaccessibile.”
    Certo una decisione forte, mi dispiace leggere queste righe.
    La vita è questa: c’è chi rispetta l’altro, e c’è chi il rispetto non sa neanche cosa sia.

    La vita è amore nella libertà dell’altro, difficile concetto, pochi sanno farlo, forse solo Dio.
    Nel frattempo io vado…

    Ernestina.

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  14. A volte nell’altro vediamo riflessi i nostri difetti,quelli che non ci piacciono avere addosso come le etichette attaccate con la ciccoina,ma…

    Ci sono difetti che, sfruttati bene, brillano più della stessa virtù.
    François de La Rochefoucauld

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  15. gumNNel post di oggi ho trovato un pò d'ottimismo, che mi fa sperare che a Termini mi aspettino giorni migliori.el post di oggi ho trovato un pò d'ottimismo, che mi fa sperare che a Termini mi aspettino giorni migliori. ha detto:

    E’ vero, il marchio del playboy ti rimane incollato a vita. Hai voglia a spiegare che tu non sei mai stato uno sciupafemmine, che in fondo il gentil sesso ti ha fatto sempre anche un po’ paura.: come diceva mamma – attento perchè le donne ti possono rovinare-. In parte così è stato , la vita un pò me l’hanno condizionata e prematuramente, tra sorelle figlie mogli e suocere. Nel senso che il bene che ho voluto loro è stato la Coccoina che non si stacca mai dalle dita. la stessa colla che ti fa appiccicare addosso tutta quella folla che a volte non te lo sai spiegare il perchè specie quando stai sottotono per non dire direttamente nella m…, quando sanno che ormai c’è rimasto ben poco da sgranocchiare, come avessi una calamita, altro che colla.
    Non sarai proprio tu che fai quel gran casino? Che hai sempre viaggiato, seppur ante litteram, su un treno ad alta velocità come sto facendo io in questo momento, sapendo che in un battibaleno( nemmeno lo spazio di metabolizzare il post di Fabrizio per farne un commento), mi scaricherà nuovamente dove pace non c’è. Alla faccia delle vecchie tradotte che durante il tragitto ti davano modo di scrivere un intero romanzo!
    Nel post di oggi ho trovato un pò d’ottimismo, che mi fa sperare che a Termini mi aspettino giorni migliori.

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  16. Amore, rispetto e libertà sono proprio concetti difficili da applicare.
    Mi viene da ripensare alle donne che si recano al sepolcro di Gesù, con gli unguenti: loro cercano un corpo morto, che quindi non può dare più nulla, ma lo cercano animate solo dall’amore e dal desiderio di curare e donare, senza aspettarsi nulla in cambio e tutto quello che invece riceveranno sarà un surplus, una sorpresa e sempre più del prevedibile.
    I problemi in amore iniziano infatti proprio quando cominciamo ad avere delle aspettative, delle pretese, che inevitabilmente limitano la libertà dell’altro e procurano solo grandi delusioni e sofferenze.
    La condizione per amare veramente allora è questa delle donne: donare, senza aspettarsi un contraccambio, e farsi sorprendere ogni volta.
    Non aspettarsi nulla rende ogni dono ricevuto ancora più bello e, soprattutto, porta a ricevere molto più del previsto, a non avere delusioni e, alla fine, ad ottenere qualcosa di assai migliore.

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  17. Altra condizione per amare veramente: continuare a cercare l’altro, seguirlo fino in fondo e nonostante tutto, come fanno le donne con Gesù.

    Si, il Vangelo capovolge tutto!

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  18. Tardi Ti amai,
    o bellezza tanto antica e così nuova,
    tardi io Ti amai.
    Ed ecco che Tu eri dentro ed io fuori e lì
    Ti cercavo, gettandomi, brutto,
    su queste cose belle fatte da Te.
    Tu eri con me,
    ma io non ero con Te:
    mi tenevano lontano le creature,
    che, se non fossero in Te, non sarebbero.
    Tu mi hai chiamato,
    hai gridato, hai vinta la mia sordità.
    Tu hai balenato, hai sfolgorato,
    hai dissipata la mia cecità.
    Tu hai sparso il tuo profumo,
    io l’ho respirato e ora anelo a Te.
    Ti ho gustato e ora ho fame e sete.
    Mi hai toccato e ardo dal desiderio della tua pace.

    — Sant’Agostino (scheda)
    da PensieriParole

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  19. Dici che ora è chiaro…Proprio oggi in Gv,8: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. E’ tutto lì, credo, vivere la sincerità nel cuore, capire, finalmente, il nostro vero volto, il lato bello e il lato brutto, non facce in contraddizione ma complementari. E così cerchiamo il perchè di come siamo, come vorremmo essere, come gli altri amano immaginarci, vedendoci. Concerdersi finalmente la libertà della vera immagine di noi è il piccolo, difficilissimo passo, imprescindibile e necessario, mentre si cammina verso la Verità più grande, quella che converte il cuore, quella che ti porta ancora di più la libertà dai lacci, dal “chiuso e inaccessibile”, che fa pensare che sia bello non far scomparire parti di noi, ma amarle, illuminarle per renderle libere, convertite.

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  20. Siamo creature fatte di giorni e di notti, di chiaroscuri, come l’umanità dei dipinti di Caravaggio.
    Solo riconoscendo ed accettando le nostre ombre possiamo vedere la luce nel mondo.

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  21. @Robysda 17

    Sì, il discernimento. E’ cio che ci permette, per dirla alla Calvino, di riconoscere in mezzo all’inferno ciò che inferno non è, per farlo durare e dargli spazio.

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  22. @ Pam 32

    E sempre per un omaggio a Calvino potremmo citare da Le Città Invisibili:
    “Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone”
    Una meta da raggiungere attraverso l’unico mezzo di salvezza, la Parola.

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