Ancora pesanti prezzi da pagare per invalidi e pensionati – di Mauro BALDRATI

DA TISCALI

Siamo in un periodo di alta fibrillazione politica. Soprattutto televisiva. Non è una novità, in Italia la politica è ormai quasi totalmente televisiva. Vediamo gli esponenti dei vari partiti in diversi programmi, anche nella stessa giornata, impegnati a ripetere le parole di sempre: “gli interessi del paese”, “gli italiani non sono stupidi”, “noi non siamo interessati alle poltrone ma…”. Lo stesso Beppe Grillo, che durante la campagna elettorale ha rifiutato ogni apparizione televisiva sotto forma di interviste, talk show ecc. ha avuto uno spazio enorme. E’ un dato interessante: la televisione continua a occuparsi di un fenomeno che ha tra le sue componenti proprio il rifiuto della stessa.

Lo spettatore che appartiene alla cosiddetta “gente comune” (un altro degli archetipi abusati dai tele-politici) assiste con una sorta di stupore, di smarrimento, di inquietudine, a questo rombo, come un’eco che si rifrange su pareti lontane, inaccessibili. I suoi problemi, le sue difficoltà, sembrano argomenti ignoti alla folla di parlamentari che discutono soprattutto di se stessi, delle loro alleanze, di quanto sono disposti a dare e a ricevere: si farà un accordo col Movimento Cinque Stelle. Sì, no, forse. Si farà un governo delle larghe intese, lo vuole Napolitano. Sì, no, forse. Si tornerà a votare molto presto. Sì, no, forse. La sinistra deve capire. La destra deve capire. Beppe Grillo deve capire. Monti ha fallito. Sì, no, forse.

E la vita reale? Coi suoi drammi, le sue minacce? Quaggiù, nelle fasce “basse”, tutto va avanti, tutto scorre duramente, nonostante alcuni segnali di cambiamento che la nuova classe politica uscita dalle elezioni si sforza di mandare all’esterno dei palazzi del Potere: la cassa integrazione è aumentata del 22% nei primi due mesi del 2013 rispetto al 2012. Chi pagherà? I responsabili del fallimento di un sistema gonfiato, predatorio, incontrollato? Il governo Monti è stato chiaro: devono pagare le vittime. Hanno scaricato il peso dei loro fallimenti sulle classe deboli, quelle meno garantite, quelle che già pagano fino all’ultimo centesimo. Il buco dell’INPS, dovuto soprattutto alla cassa integrazione (e non alle pensioni, come invece si continua a ripetere), lo pagano i pensionati.

 

E’ di questi giorni una circolare interpretativa dell’INPS che riguarda i dipendenti pubblici, la categoria più colpita dalla politica del “rigore”. Consiste in un ulteriore aggravamento dell’età pensionabile per tutti coloro che usufruiscono di uno “sconto” dovuto a gravi problemi familiari o di salute. Non potrà più usufruirne chi ha il diritto di andare in pensione entro il 2017 con meno di 62 anni. Questi sconti riguardano: il congedo parentale al di fuori del rapporto di lavoro anche se riscattato; il congedo per motivi di famiglia anche se riscattato; l’astensione facoltativa post partum fruita in attività di servizio; i permessi retribuiti legge 104/92; il congedo biennale retribuito (legge 104/92); le maggiorazioni per gli invalidi civili; contribuzione volontaria sebbene ricongiunta con onere; disoccupazione anche se ricongiunta; riscatto laurea.

Se confermata, questa norma avrà conseguenze catastrofiche su fasce di popolazione particolarmente deboli e non garantite: invalidi, persone con familiari in difficoltà (per esempio un genitore non autosufficiente, per il quale si può usufruire della Legge 104/92). Chi aveva diritto a questi benefici, come i tre giorni al mese di assenza retribuita della suddetta legge, dovrà restituirli alla fine del servizio. Questo significa la distruzione di ogni forma di assistenza a chi si trova in situazioni di grave disagio.

Il massacro sociale introdotto dal governo Monti dunque va avanti, in silenzio, sottobanco. Ma quanto guadagna il Presidente dell’INPS? La cifra che circola sui giornali è emblematica; 100.000 euro al mese, considerando i doppi e tripli incarichi (stima del Corriere della Sera). Un pubblico dipendente di medio livello difficilmente arriva a 1.200. Possiamo anche immaginare quale pensione avrà, alla fine del suo servizio. A che punto è la famosa norma del “tetto” retributivo per i supermanager di stato, subito inceppatasi per “problemi tecnici”?

Intanto queste “interpretazioni” delle normative rappresentano una volontà precisa, studiata a tavolino, di far pagare i privilegi di pochi a chi ormai non ha più nulla.

19 marzo 2013

3 pensieri su “Ancora pesanti prezzi da pagare per invalidi e pensionati – di Mauro BALDRATI

  1. Concordo. Un segnale positivo, nel senso dell’equità,l’hanno dato Boldrini e Grasso , con la riduzione dei loro stipendi e con i tagli a vari privilegi. Non è aria fritta. Spero che la politica si accorga delle rovine che abbiamo intorno………

    "Mi piace"

  2. Ma se un presidente dell’inps si toglie anche il 30 % avrà sempre a disposizione 70.000 euro.Siamo sempre fuori da ogni logica di mercato.

    "Mi piace"

  3. Il problema non è soltanto della classe politica e della pubblica amministrazione, dei suoi sprechi e privilegi, ma anche di un elettorato immaturo, che diventa sempre più immatura mano a mano che diminuisce d’età. Il tema dei costi della politica è importante, ma bisogna vigilare affinché non diventi il leitmotiv di un ennesimo tentativo di distogliere l’attenzione da un fatto: l’assoluta mancanza di senso civico del popolo di questo Paese. Credo sia questo il problema centrale, e bisogna riconoscere a Monti il merito di aver almeno tentato di aggredire il problema -anche se purtroppo la sua squadra di governo, quasi ad ogni dichiarazione e ad ogni atto, rigettava gl’italiani nella tentazione dell’antipolitica. Io credo che, finché non cambieranno gl’italiani, non cambierà la qualità di una politica che, in fondo, sono stati loro stessi a scegliere. A farne le spese, purtroppo, sono i più deboli. Che in questo momento fanno le spese anche della scelta infelice -compiuta da quasi un quarto dell’elettorato- di far pesare sull’intera cittadinanza il costo di un manipolo d’incompetenti che sta nel Parlamento della Repubblica come se stesse all'”okkupazione” del liceo.
    Mi permetto di condividere con voi un articolo che scrissi all’indomani del risultato elettorale.
    http://gcgalli.wordpress.com/2013/02/26/vi-accuso/

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.