63. Il mondo nuovo

da qui

Le malattie degli altri si scoprono solo se ci fai attenzione. Fu uno dei sipari che si aprirono nell’incontro con don Mario. Solo chi vive nella carità vede la parte opposta del mondo, quella a cui non osi avvicinarti quando sei preso da te stesso e avverti come una minaccia tutto ciò che non rientra nei tuoi schemi. Con lui, le barriere cadevano, una dopo l’altra, rivelando processioni pittoresche di alcolisti, drogati, schizofrenici, una corte dei miracoli che trasformava a poco a poco la percezione stessa del reale: eri costretto a fare i conti con ragionamenti imprevedibili, cortocircuiti sorprendenti; dovevi mettere da parte tutte le risposte preconfezionate, entrare in una logica diversa, quella di Agatino, per esempio, che don Mario aveva mandato a lavorare nel giardino di una rigida beghina del quartiere: s’era disteso tutto il tempo su una sedia a sdraio, e aveva preteso d’essere pagato. Di fronte al rifiuto prevedibile, aveva risposto con epiteti in contrasto con l’austerità del personaggio: lei è una zoccola!, le ripeteva con compiacimento. La signora era corsa da don Mario imponendo un ultimatum che non ammetteva compromessi: o lui o io. Fu in quel frangente che toccasti con mano i criteri rovesciati del vangelo, la parzialità di un Dio che si schiera dalla parte del più debole, anche in presenza di argomenti ragionevoli; pensasti a quante volte Gesù aveva preso le difese di gente impresentabile: adultere, pubblicani, prostitute; a come assumesse soggetti discutibili tra suoi i collaboratori: Matteo dal banco delle imposte, Simone lo zelota, gli attaccabrighe Giacomo e Giovanni; ne deducevi che Dio sarebbe stato un pessimo manager d’azienda, avrebbe portato al fallimento qualsiasi associazione politica o sociale, circondato da impiegati inaffidabili, funzionari che avrebbero affondato le ditte più fiorenti, accettando incarichi importanti per poi dormire nel divano dell’ufficio. Avrebbero insultato la segretaria del partner prestigioso – lei è una zoccola! -, che si sarebbe di certo imbestialita, intimando in nome dell’azienda un ultimatum senz’appello: o lui o io; avrebbe atteso con le braccia conserte, pretendendo le scuse doverose. Ma Dio le avrebbe risposto inaspettatamente: lui; e la pia parrocchiana se ne andò, sbattendo la porta e imprecando contro i tempi moderni e la nuova morale da strapazzo. Agatino continuava a scrivere poesie sui conti correnti e le bollette, sulle pratiche e gli atti notarili, e il bello è che niente sembrava fallire; anzi, tutto funzionava meglio, come se ogni infermità, una volta accolta, avesse il potere di guarire anche i sani che si pensano nel giusto, e l’unico modo per sbloccare un meccanismo inceppato dal giudizio fosse quello di ripetere: neanch’io ti condanno. Per un momento, ti apparve all’orizzonte il mondo nuovo che soltanto in questi giorni torna a splendere, per uno dei miracoli che accadono quando, oramai, non ci speravi più.

22 pensieri su “63. Il mondo nuovo

  1. Per me è l’attualità. Quella di camminare nella direzione dei “criteri opposti” di non essere fedele ai tuoi schemi nemmeno un po’, una visione opposta del mondo che ti porta matematicamente al fallimento. Un concetto diverso dell’investimento quello sull’eternità, un business plan a lunghissimo termine. E dire che ho fatto studi economici, anche se ho sempre proteso di più per la finanza etica

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  2. ‘pensasti a quante volte Gesù aveva preso le difese di gente impresentabile’

    ‘..la visuale del maestro è un’altra ancora, all’esterno della chiesa, dove si mettono a sedere i mendicanti, sul muretto a ridosso dell’ingresso. Come ho fatto a non pensarci prima ? Gesù sta lì, Dio sta lì: vede tutto con gli occhi degli esclusi dalla nostra prospettiva di vincenti. E’ il punto in cui il mondo, con le sue illusioni irriducibili, finalmente si rivela.’
    (F. Centofanti, Non superare le dosi consigliate).

    Eppure non mancano parrocchie che sembrano club esclusivi, dove ti viene quasi da chiedere ‘è permesso entrare ?’

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  3. mi fai ricordare ibei tempi quando andavamo ai concerti e l’articolo nutre sempre di più l’anima

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  4. Si dice che i santi sono coloro che riescono a vedere negli occhi degli ultimi lo sguardo di Gesù,se cosi è ,è facile fare una scelta quando ti pongono di fronte al bivio ” o lui o io ” ,in questo caso scegli lui la via che ti conduce all’ amore,e abbandoni l’ io la via che ti conduce all’egoismo ,impedendoti di fare quel pellegrinaggio dall’io al tu ,perché scegliendo l’ io permetti all’egoismo di indurirti il cuore!.

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  5. “Le malattie degli altri si scoprono solo se ci fai attenzione”
    questo è anche vero,perchè amore ti permette guardare con attenzione ad altri.
    Però qua devo fare (purtroppo!)anche un po’ solita cinica,perchè ci stanno le persone che,o per avere sua attenzione o perchè a loro piace lamentarsi sempre,e sempre si lamentano di tutto (mia madre quando sente che qualcuno è ammalato subito si inventa che lei ha la stessa cosa e anche peggio). Problema è che poi uno si abbitua a continui lamenti del altro che alla fine non fa più caso e in momento che la persona veramente sta male e ha bisogno di aiuto,non si reagisce più pensando che è solita simulazione.
    Da noi si dice:-chi sta sempre male?-donna. Chi muore per primo?-Uomo

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  6. Agatino? Non era primo e non era ultimo comportarsi cosi.
    Anni fa (non so se anche qua in Italia) era abitudine, e c’era anche un proverbio, che nel lavoro statale:se stai seduto o se stai sdraiato,devi essere pagato.
    Forse Agatino aveva questo abitudine.

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  7. Perchè ultimi hanno la precedenza di essere aiutati?
    Perchè tutti dobbiamo andare avanti,crescere con la fede,e proprio questi ultimi hanno di più bisogno di essere tirati su per stare insieme con altri

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  8. Trafficanti di parole che spesso si barattano in cambio di una bella figura o di un’ottima presentazione, nell’azienda, nella vita, davanti “alle persone che contano”, trafficanti di miraggi, che cercano in tutti i modi di propinarci soluzioni comode e facili per raggiungere sospirati obiettivi di una felicità infelice, trafficanti di messaggi di amori superficiali che ci invadono e ci convincono che la luna ha soltanto un lato, quello che si vede nelle notti calde d’estate. Rovesciare schemi e istituzioni è complicato, ma con un cuore un po’ più “allenato” sarà più probabile fare il giro del mondo e scoprire che la Pasqua abita proprio lì.
    Auguri di nuova luce per tutti

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  9. Buongiorno!
    Svegliatevi! CRISTO RISOLTO, VERAMENTE RISOLTO!!!
    Auguri a tutti noi di una splendida e serena PASQUA
    Baci

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  10. ‘Ma l’amore rovescia ogni valore storico, sociale e politico e restituisce all’uomo e alla donna quell’io profondo che la società, lo stato e il potere tendono a negare’, come scrive la bellissima postfazione di Deborah Mega al romanzo ‘Yehoshua’.
    Tra i figli dell’Amore vi sono l’intelligenza, la comprensione, l’apertura, per andare davvero a guardare oltre ogni tipo di schema.

    Auguri, amici, per una Pasqua di gioia.

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  11. – Solo chi vive nella carità vede la parte opposta del mondo

    ed il bello è proprio che “tutto funziona meglio… per uno dei miracoli che accadono quando, oramai, non ci speravi più.”

    Un augurio sincero a tutti perchè questa S.Pasqua sia l’inizio di un “mondo nuovo”!

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  12. “Agatino continuava a scrivere poesie sui conti correnti e le bollette, sulle pratiche e gli atti notarili, e il bello è che niente sembrava fallire”

    Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo. E’ il logico che cerca di mettere il cielo dentro la propria testa. Ed è la sua testa che si spacca. Gilbert Keith Chesterton

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  13. “Per un momento, ti apparve all’orizzonte il mondo nuovo che soltanto in questi giorni torna a splendere”

    La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. È l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. È il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio!

    PAPA FRANCESCO – Jorge Mario Bergoglio

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  14. La gente è ossessionata di non poter vivere abbastanza, e così ha fretta….in tutto ciò che fa ci mette fretta, la sua vita va di fretta.
    Corre, corre, senza accorgersi di ciò che percorre, degli incontri che fa durante questi tragitti, e soprattutto è convinta che fermarsi un attimo ad ascoltare il prossimo, significhi soltanto: istanti rubati ai suoi giorni.
    E’ il tempo che insegue se stesso, in un vortice frettoloso dove non vi sono abbastanza orecchie per sentire e occhi per vedere…
    Perché tutto questo?
    Non è questa la mia vita, non è questo che voglio.
    Ho veramente troppo poco tempo a disposizione per correre avanti ai miei giorni.
    La mia vita è fatta di giorni, ore, minuti e perfino secondi, ed ognuno di essi è degno di essere vissuto nella sua pienezza.
    E’ solamente in questo modo che posso trovare la mia tranquillità, nell’Amore donato senza contare i minuti che credevo di perdere!

    “per uno dei miracoli che accadono quando, ormai, non ci speravi più.”

    Buona Pasqua a tutti voi… che vi siete fermati per donare qualcosa di voi agli altri.

    Ernestina.

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  15. Chi accetterebbe un giardiniere che scrive poesie e si sdraia tra il verde invece di lavorare? L’inversione della convenzione non si accetta mai, e del resto la povera beghina non aveva probabilmente gli strumenti (ma quanti li hanno?) per cogliere quell’atto di remissione all’attimo fuggente che ti invita ad auto-affidarsi alla bellezza dell’essenziale.
    A che serve, infatti, un giardino se non a goderne la bellezza? A che serve strappare erbe e pulire se in quel momento dovresti anche strappare dalla mente versi e parole che si accordano danzando tra loro? A che serve allevare alberi se invece di donare il frutti li custodiamo solo per noi?
    E chi custodirebbe un Agatino?
    Chi custodisce “la pia parrocchiana” che “se ne andò” indignata?
    Mi viene in mente un vecchissimo film “La regina d’Africa”: il capitano della African Queen, marinaio ubriacone, ha i suoi modi e i suoi tempi, ha le sue indolenze e le sue fasi di alacrità, la signorina Rose, rigida missionaria, fatica ad accettarlo (e viceversa). Eppure si innamorano, un po’ assurdi, un po’ sgangherati e patetici amanti risaliranno vittoriosi, sul battello altrettanto sgangherato, il fiume Ulanga e riusciranno a mettere insieme un artigianale lanciasiluri, far saltare la nave cannoniera tedesca e perfino a sposarsi.
    Ecco forse a volte ci vorrebbe un lanciasiluri-miracolo
    Qualche idea?

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  16. Io ne avrei una, un lanciasiluri chiamato Arcobaleno, dai: saliamo tutti e lasciamo a terra quelli che corrono e non lasciano dietro loro neanche il ricordo di uno sbaglio, anche piccolo; perché non sanno che Dio perdona tutto!

    Ernestina.

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  17. @ Mariaserena

    Mi piace molto il tuo commento. Mi fa pensare ad un’ umanità non contrapposta e schematizzata, ma sulla stessa barca.

    Un saluto.

    Pamela

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