Ivano Mugnaini, L’algebra della vita

mugnaini

Ivano Mugnaini L’algebra della vita – Greco & Greco editori, 2011, pag. 262, euro 10.50

Nota di lettura di Annamaria Ferramosca

Continua con il libro di racconti L’algebra della vita l’originale percorso narrativo dello scrittore Ivano Mugnaini, dove l’insolito titolo – dal racconto eponimo – è già segnale inconscio di un traguardo raggiunto. Dalla lettura di questi racconti infatti, costruiti come prismi perfetti, si evidenzia la consapevolezza dell’autore di star facendo i conti con le poliedriche facce della vicenda umana che appaiono regolate, nel loro crearsi e risolversi, come passi di misteriosa perfezione matematica, tracce di un disegno esatto e imprevedibile.

E questa particolare disincantata algebra mostra, mi sembra con un fondo di pessimismo, una prevalenza dei segni meno sui più già fin dal primo racconto. La feritoia, con il suo comparire-scomparire appare chiara metafora di morte-vita, che mostra l’inconsistenza del tutto di fronte a un eterno divenire capace di ingoiare ogni vibrazione.

E subito si percepisce chiara la predilezione dell’autore per una tecnica narrativa che definirei psiconarrazione, dove l’azione è minima e lascia lo spazio per una densità di pensiero che accompagna costantemente il lettore lungo personalissimi percorsi. E’ un raccontare che procede fluidamente aprendo spesso al desiderio di abbracciare la bellezza, cercandola soprattutto negli incontri d’amore. Sono donne-limite quelle descritte, un po’ strane, un po’ straniate, sempre inafferrabili, come del resto deve essere l’assoluto della bellezza. E pure le figure maschili però emergono nitide, spesso guardate dall’autore con indulgenza e profonda comprensione.

Mugnaini indaga con il suo procedere algebrico gli spazi della storia e quelli della realtà quotidiana trovando equivalenze (Viale Voltaire), creando sovrapposizioni tra antiche e attuali congiure (La congiura dei Pazzi), chiudendo lunghi viaggi introspettivi con soluzioni spesso tragiche. Questa tensione al monologo di scavo nel reale e nel metafisico, è capace di illuminare infiniti tratti caratteriali e pulsioni dei personaggi, in cui il lettore può riconoscersi con stupore e a volte anche sgomento. E questo sembra il valore aggiunto di questa narrazione, che grazie alla leggerezza di calviniana memoria, non inficia di certo la prosa per eccesso di psicologismo, anzi la caratterizza in positivo, anche per frequenti sussulti lirici(l’autore è anche finissimo poeta) e per quel suo passo personalissimo e appagante, giocato tra l’onirico e il riflessivo.

Sono riflessioni innescate da ricordi, o da piccoli eventi del quotidiano, come la fila al supermercato, o la morte di un gatto. Piccole intense odissee psicologiche, con straordinarie immedesimazioni (L’ombra del vero, L’alba, l’incredibile Fili sottili, e l’ultimo, Le piume del pavone). Ed è nella descrizione di vicende d’amore, che appaiono così intense e totalizzanti , che la narrazione raggiunge pienezza e finissimo rigoglio, affondando nelle pieghe di una ininterrotta meraviglia, di fronte al mistero-donna descritta come dispensatrice di densità, di sorpresa, di fortissima spinta vitale (Miele e pioggia, Lo sprazzo di luce).

Lo stile inconfondibile di uno scrittore si riconosce da uno speciale dono trasfuso nella scrittura. Il dono di Ivano Mugnaini è anche nella sua particolare capacità di convertire le sue visioni in “scene ultime”, dal sapore di destino, con l’acme di un sorprendente finale, spesso una fine sottilmente corteggiata, che appare con la serenità di una soluzione (algebrica), con la semplicità di un passo inarrestabile.

Mugnaini percorre l’esistenza leggendone la notte e l’alba, tutta la chiara bellezza e l’oscura fuga del senso. E responsabilmente afferma (in Tre parole illeggibili) che Lo scrittore è una specie di dio, un essere costretto alla creazione, incatenato alla necessità di dare carne e sangue a pensieri eterei.

Credo che dopo la lettura di queste pagine i lettori ne siano convinti. E grati.

5 pensieri su “Ivano Mugnaini, L’algebra della vita

  1. Mi viene in mente un’equazione algebrica, valida per la vita, non di “calviniana memoria”, ma quasi, vista la fonte, della quale sono molto grata:
    Libertà + Verità + Carità = Amore

    Complimenti ad Ivano Mugnain e ad Annamaria Ferramosca !

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  2. ogni volta che mi si presenta l’occasione riferisco il mio apprezzamento, anzi, entusiasmo per un libro come questo di Ivano MugnaIni che meriterebbe più lettori e più riconoscimenti ufficiali. Ma così va il mondo(delle lettere e non solo)
    complimenti anche ad Anna Maria Ferramosca per il suo bel commento critico
    lucetta

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  3. ringrazio Ivano e tutti gli amici che hanno apprezzato questa mia lettura. io non ho fatto altro che immergermi nello spessore di queste pagine e cercare di fissare solo alcune tra le tante rilucenze. altri, spero, continueranno con più efficacia. Il lavoro di Ivano lo merita. un caro saluto anche a Fabrizio e a tutta la redazione di lpels
    annamaria ferramosca

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