Dal nostro inviato Pablo Quiproquo

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Si respira aria nuova oggi in Italia.
Numerose, anzi, numerosissime le leggi proposte, varate o in procinto d’essere varate dal nuovo governo. Leggi che molti osservatori internazionali non hanno esitato a definire addirittura “di portata epocale” e che sembrano segnare finalmente la strada della rinascita non solo economica del paese.
Dimezzamento del numero dei parlamentari e allineamento dei relativi stipendi alla media di quelli europei. Riduzione a due mandati per qualunque carica pubblica. Abolizione del Lodo Alfano. Abrogazione di numerosi privilegi (che ricordiamolo non hanno confronti nel resto d’Europa) e nuova legge sulla trasparenza dei costi e dei conti pubblici. Legge contro l’omofobia. Legge sul conflitto d’interessi (eravamo l’unico paese occidentale a non averne una) e legge anticorruzione. Per quel che concerne il finanziamento pubblico ai partiti, si passerà dal sistema attuale a quello di contributi volontari deducibili dalle tasse. Si è intanto ricominciato a parlare di fondi da utilizzare per la ricerca, l’istruzione e la sanità.
Importanti passi avanti si stanno facendo nei confronti della lotta al sistema nepotistico che, non dimentichiamolo, è tutt’ora uno dei grandi mali che affligge l’Italia da (possiamo dirlo? Diciamolo…) dai tempi dell’unificazione.
Si preannuncia una nuova offensiva anche nella lotta alla criminalità organizzata, proprio quella criminalità che approfittando della crisi e dell’impasse della politica si era negli ultimi anni ramificata in alcune metropoli del nord, una su tutte Milano, e nella Capitale (dove sono aumentati gli omicidi di matrice mafiosa e camorristica): l’obiettivo è quello di rendere le nostre città dei luoghi non solo più sicuri ma anche e soprattutto più vivibili.
In questo senso, appunto, un forte impulso sarà dato alle fonti d’energia alternativa e all’industria del riciclaggio, con l’intenzione di fare dell’Italia, entro dieci anni, la nazione più “environmentally friendly” del Vecchio Continente.
Certo, la strada è ancora lunga, e molto deve ancora essere fatto. Ma qualcosa ha cominciato a muoversi, non solo velocemente, ma anche e soprattutto nella giusta direzione.
Il Movimento5Stelle ha ribadito che il suo appoggio al governo è limitato ai singoli provvedimenti e che resta finalizzato al raggiungimento, per stadi progressivi, dei punti indicati in campagna elettorale. Resta il fatto che passo dopo passo una rivoluzione senza precedenti pare essere in atto. Per molti aspetti sembra d’essere di fronte a qualcosa di simile a quanto avvenne in Inghilterra col Bill of Rights (che, lo diciamo per gli ignoranti, privò la Corona del potere e lo diede al Parlamento) o, duecento anni dopo, col Movimento del Cartismo, che portò a far varare una serie di riforme importantissime anche per la storia degli altri paesi occidentali.
Intanto, in Italia, i risultati non stanno tardando ad arrivare.
Al di là della ripresa economica e della graduale diminuzione del tasso di disoccupazione (soprattutto giovanile) è il vento d’aria nuova che si respira, è il senso di fiducia nel futuro e nelle proprie capacità di rinascita, è la voglia d’affrontare con entusiasmo e senza pregiudizi il domani e il rinnovato entusiasmo che si scorge negli occhi e negli atteggiamenti delle persone, a colpire maggiormente.
Questa del 2013, insomma, potrebbe davvero essere l’estate della svolta, e sono adesso in molti, anzi in moltissimi, ad indicarla come una di quelle date di cui a lungo si parlerà nei libri di storia.
Di fronte a questa soprendente ‘primavera italiana’ i cui frutti e le cui possibilità paiono essere imprevedibili e illimitate, resta l’ombra grottesca e inquietante di un’anacronistica domanda: cosa sarebbe successo se il governo non fosse stato creato e il paese si fosse ritrovato a dibattersi ancora tra gli annosi problemi? Avremmo forse (in tanti avevano messo in guardia da questo rischio) perso fatalmente – e definitivamente – l’ennesimo, labile treno del cambiamento?

4 pensieri su “Dal nostro inviato Pablo Quiproquo

  1. Questa fantastica e meravigliosa relazione sull’Italia, la leggeremo solo quando…il mondo farà un salto alla rovescia… e l’Italia sarà protagonista di un’altra storia!

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