77. Questo istante

da qui

Hai preparato, in questi giorni, cinque omelie che non servono più a niente. Avrebbero potuto dirlo prima, ma ormai sei abituato a certi scarti improvvisi, all’obbligo duro di ricominciare, col tempo che t’incalza, le forze che mancano, il contesto che diventa più difficile. Il presente, il presente. Ti prende la mano e ti strattona, mentre tu ti ostini a rintracciare un ordine, una qualche successione degli eventi che sveli una logica segreta, che renda conto di quanto la vita faccia appello alla tua capacità di rinnovarti, di mettere in crisi le certezze con cui t’eri fabbricato un rifugio più sicuro. Lo sai che il 17 febbraio è il giorno più sensibile dell’anno e quindi il più difeso. E’ un’impresa stanarti da lì, convincerti ad uscire; sei un guerriero che, prima di ogni scontro, verifica che l’armatura non mostri punti deboli, anche se un tallone esposto, come insegna la storia, è inevitabile. Ti chiedi ancora oggi come, quella volta, sia riuscito a penetrare: t’avrà preso alla sprovvista, sarai stato distratto, o forse non avresti mai sognato una fiducia così grande, un credito che nessuno t’aveva mai concesso, fino allora. Stato di grazia, lo chiamano i teologi. Il fatto che l’abbia vissuto significa che potrà tornare; magari nello spazio effimero della colazione coi biscotti della signora Rosa, o quando litighi con Zaccaria per togliergli il vino dalle mani, o mentre contempli, dal tavolo di fronte, il poster sbiadito d’Isolabella e di Schisò. Ecco, pensi, il Signore arriva sempre come un ladro, ma non ruba nulla; vuole darti qualcosa e sceglie l’attimo in cui sei meno disposto a rifiutarlo, a difenderti da tutto e da tutti, come sempre. Solo lui conosce il giorno in cui solleverai lo sguardo; per ora badi solo a contare: t’accorgi di quanto t’assomigli, il pubblicano; ha l’identico taglio di capelli, le sopracciglia folte, gli occhi concentrati della cuspide, sempre in affanno, eternamente in bilico tra due crinali. Se lo osservi da vicino, ti avvedi che, maneggiando il denaro, sta pensando ad altro: è assorto come un bimbo che s’affaccia dal balcone e fissa ora il taxi colorato, ora la sede austera delle Generali, ora il negozio di scarpe vicino alla fermata; non sa a che cosa serva tutto questo, ma è sicuro che accadrà qualcosa: l’uomo dai capelli bianchi lascerà la Panda e scambierà battute col compagno di viaggio; la donna con la borsa azzurra uscirà dalle Poste e scenderà le scale, attenta a non cadere; gli uccelli voleranno dagli olmi tutti in una volta, alzando una nuvola più scura di quelle che passano di sera, in pieno inverno. Sì, qualcosa accadrà: c’è un uomo con la barba rada, gli occhi inchiodati sul futuro, la bocca leggermente aperta; sta per compiere un gesto, pronunciare una frase decisiva. Le cinque omelie possono attendere, gli sguardi potranno incrociarsi prima di quanto hai immaginato; dipende da te, che da trent’anni aspetti questo istante.

16 pensieri su “77. Questo istante

  1. Esiste una sola ed unica certezza ,che il Signore non ci abbandona mai,infatti , è l’ unico che non ti delude se ti fidi e ti affidi a lui…

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  2. “J’aime l’homme incertain de ses fins comme l’est, en
    avril, l’arbre fruitier.

    Amo
    l’uomo incerto dei suoi fini.
    Come lo è, in aprile, l’albero da frutto.”
    René Char

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  3. E’ vero, i tempi di Dio non sono come i nostri. Lui è sincronizzato con l’eternità.
    Speri che venga presto a farti visita, per questo lasci tutti i serramenti aperti, però spesso l’attesa diventa estenuante, senti di non farcela più a ricominciare, le forze mancano, ormai pensi che non verrà a salvarti in tempo, come il dottore che arriva quando già il paziente è morto. Oltretutto non ti basta una cura, hai bisogno di rianimazione per uscire dal coma in cui sei sprofondato.
    Sono troppi trent’anni perché un essere umano ancora ci creda: che arrivi, “questo istante”.
    Di sicuro qualcosa accadrà.

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  4. In un istante possono crollare le certezze che ti eri costruito, ma è proprio in quell’istante che ti si apre un mondo nuovo,ti chiedi quando tutto questo possa accadere ,non credo sia importante sapere quando questo accada, l’ importante è crederci, l’ importante è perseverare a voler passare per la porta stretta e solo allora in quell’istante in cui ci saremo riusciti qualcosa di meraviglioso accadrà nella nostra vita.

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  5. E’ inevitabile quel tallone, il punto debole, debolissimo di ogni perfetta corazza. Meno male che c’è, pure se nascosto, invisibile agli occhi, chissà, forse è proprio quell’anello segreto che ci permette di rinascere, mille volte, che ci ricorda quanta delicata, bisognosa, bella umanità ci portiamo dietro ben corazzata…è quella logica che ama la nostra debolezza e che al nostro sguardo appare tanto inaccessibile, irragionevole….

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  6. “Sì, qualcosa accadrà (…) dipende da te, che da trent’anni aspetti questo istante.”
    E allora sarà importante esserci.

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  7. qualcosa accadrà-si,prima o poi
    qualcosa accadrà-e bene,significa vivere con la speranza
    qualcosa accadrà-basta che sarà positivo
    qualcosa accadrà-e ora! da trent’anni aspetti questo istante
    Si,qualcosa accadrà!!!

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  8. Oggi, ora e adesso: è questo l’istante da cogliere per amare finalmente, per incrociare quegli occhi.
    Basta aspettare, tergiversare o rimandare a domani: dipende solo da noi se prendere al volo o se perdere quest’occasione…

    “Dum loquimur fugerit invida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.”

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  9. “Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione, tuttavia
    non si terrà nascosto il tuo Maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo Maestro, i tuoi orec=
    chi sentiranno questa parola dentro di te: Questa é la strada, percorrila.”
    (Isaia, 3O,2O-21)
    Tu sei sacerdote per sempre.
    Grazie a Dio e grazie a te.

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  10. Anche se il Signore “ci darà il pane dell’afflizione e l’acqua della triolazione”,

    “Infine vi sarà infuso uno Spirito dall’alto,
    allora il deserto diventerà un giardino”. (Isaia 32,15)

    “Si rallegrino il deserto e la terra arida,
    esulti e fiorisca la steppa
    Come fiore di narciso fiorisca. (Isaia 35,1-2)

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  11. Dio moltiplica il tempo dedicato a Lui e in un attimo,magari ancora lontano, saprà colmarci al punto da annullare tutto il tempo dedicato,per renderlo un unico istante molto più grande del moltiplicarsi di ogni nostro desiderio a lungo coltivato.
    Lei Gli ha dedicato tutta la vita, in qualsiasi modo, la donazione più Alta e sacra.
    Grazie per i suoi Sì di allora e di oggi.
    Che Maria possa rinnovarli ad ogni istante per l’eternità e colmarla di ogni grazia, coraggio e pace e concederle nuovi doni per il suo ministero tanto prezioso!
    Ogni benedizione e grazie!

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  12. ” cinque omelie che non servono piu’ a niente ”. Niente si distrugge, tutto si trasforma. Il bene e’ la prima delle energie rinnovabili.

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  13. Hai preparato,in questi giorni,cinque omelie – Non superare le dosi consigliate (F.Centofanti)
    sei abituato a certi scarti improvvisi- non superare le dosi consigliate (!)
    sei abituato (…) all’obbligo duro di ricominciare- non superare le dosi consigliate !
    le forze che mancano- non superare le dosi consigliate !!
    il contesto che diventa più difficile- non superare le dosi consigliate!!!
    Il presente,il presente -NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE !!!
    Mentre tu ti ostini a rintracciare un ordine,ti prende la mano e ti strattona e ti dice- ricorda! non superare le dosi consigliate!

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