80. La spada di Damocle

da qui

Così è la vita: finalmente s’era fatta luce, avevi sciolto il nodo che t’avevano legato al collo nelle ore successive al parto, e la libertà s’affretta a presentarti il conto. Salato, come sempre. Una spada di Damocle appesa sulla testa con un esile crine di cavallo; la differenza è che non puoi scambiare il ruolo con quello del tiranno. Sei qui, inchiodato alla tua storia, con l’odio e l’invidia che studiano il momento più adatto per colpire. T’insegnerà qualcosa: per anni hai assecondato la sottile idolatria da cui ti sentivi circondato; una specie d’indennizzo per ciò che t’avevano negato nell’infanzia, per l’angoscia precoce di bambino, le cui foto tradivano una smorfia di dolore, o un pianto inconsolabile. Hai osservato la vita dal balcone, chiedendoti perché la donna col soprabito giallo, il ragazzo con la borsa a tracolla, l’uomo alla guida della Panda sembrassero tutti più invidiabili di te. Se tornassi indietro, prenderesti sul serio i momenti in cui medici e infermieri si piegavano incerti sul tuo corpo per capire che accidenti avessi; proveresti a domandarti perché il timore della solitudine si fosse insediato così a fondo da fare del tuo cuore un radar infallibile, in cerca di sguardi benevoli e conferme, fino a vivere soltanto per un plauso, un elogio, un complimento. Per questo hai affinato le tue armi: per diventare uno che ne sapeva più degli altri, uno che le cose le sapeva dire. Ma la storia non si fa con i rimpianti, dettati da superbia o depressione. Certo, se ne fossi venuto a conoscenza, il tuo percorso si sarebbe appianato in largo anticipo. Ma Dio non avrebbe potuto intercettarti: sarebbe filato tutto così liscio che non avrebbe trovato mai un appiglio, una crepa in cui mettere le mani per fermarti, e parlare finalmente di voi due. Bussa alla finestra, ti trova sul balcone: ti racconta della donna col soprabito giallo, angosciata per il figlio in ospedale; del ragazzo con la borsa, che ha saputo dell’esito funesto dell’esame; dell’uomo con la Panda, che è stato abbandonato dalla moglie. Ti ricorda che puoi essere te stesso, che non hai più bisogno di consensi; se davvero vuoi entrare nella vita, devi mettere in conto sconfitte e umiliazioni; avresti dovuto impararlo da suo Figlio, così poco interessato all’opinione altrui: di cosa pensasse la gente a suo riguardo s’era informato solo per dissipare equivoci e smantellare alibi infondati. Se lo segui, prima o poi ti vedrai calunniato e giudicato ingiustamente. La spada di Damocle e il crine di cavallo sono il segno del destino ti sfida, perché hai smesso di evadere da te e dal tuo dolore.

24 pensieri su “80. La spada di Damocle

  1. E’ una delle pagine più belle che ho letto qui, in cui mi specchio in pieno, ma con una pietra in più sul cuore, ancora un po’ grande, pesante, ma che non vedo l’ora di poter considerare inutile zavorrra.

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  2. A volte le spade di Damocle siamo noi che le creiamo con le nostre insicurezze alla ricerca di un plauso che in certi casi non arriva mai, mentre per altri quando arriva sono costretti a mantenere una maschera che non gli appartiene,perché è ciò che gli altri vorrebbero che tu fossi,ma non sei tu ,e questa maschera a lungo andare si fa sempre più. stretta come una morsa,fino a quando non ti trovi costretto a liberartene per sentirti sciolto dalle catene che prima ti impedivano di volare ,mentre adesso puoi spiegare le tue ali per librarti in volo e vedere la tua vita in un altra prospettiva ,non più dall’alto verso il basso ,ma dal basso verso l’ alto.

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  3. Questo è accaduto:” Dio ti ha intercettato…per parlare finalmente di voi due”,lo
    ha fatto con la discrezione divina dello Spirito che beatifica.
    Lo Spirito che -insegna e ricorda- ti ha dato: “..la memoria cordiale dei grandi
    gesti di Gesù e l’apprendimento di nuove sillabe divine”. (E.Ronchi)

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  4. A volte abbiamo bisogno di toccare il fondo, di sperimentare il fallimento totale di tutte le sicurezze che ci siamo sapientemente costruiti, per mettere da parte l’orgoglio e consentire a Dio di entrare nel nostro cuore.
    Solo quando siamo arrivati in basso, che più in basso non si può, finalmente non ci rimane altro da fare che alzare lo sguardo da noi stessi e cercare l’Amore vero che non ha bisogno di consensi: per Lui conta solo la Verità.

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  5. Oggi un’altra carezza ha sfiorato il capo di quell’uomo che osservava la vita dal balcone, un’altra intercettazione d’amore a dire “io ci sono. sempre”

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  6. Grazie! Ho provato e provo ancora le stesse sensazioni che tu hai descritto così bene! ho sempre una spada di Damocle sulla testa, non capisco perchè visto che apparentemente ho avuto una vita facile! Mi sembra sempre di vivere in salita! Ma tu sei stato più fortunato di me, un giorno hai incontrato il Signore! Chissà se lo incontrerò anch’io ma soprattutto se lo riconoscerò!

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  7. dal libro: “Lettere d’amore del Profeta”

    All’ombra di un tempio,un amico mi indicò un cieco.
    L’amico mi disse:”Costui è l’uomo più saggio del mondo”.
    Ci avvicinammo ,e io gli domandai:”Da quanto tempo lei è cieco?”.
    “Da quando sono nato”.
    “Io sono un astronomo”,soggiunsi.
    “Anch’io”,rispose il cieco.E,mettendosi la mano sul petto,disse: “Osservo qui dentro i tanti soli e le tante stelle”.

    Kahlil Gibran

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  8. “Un uomo a bordo di un aereo vede la Terra da una diversa angolatura,ma con gli stessi occhi. Per poter vedere le cose come sono realmente,deve cambiare gli occhi”.

    Kahlil Gibran

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  9. La felicità è amore,niente altro.
    Felice è chi sa amare.
    Amore è ogni moto
    della nostra anima in cui essa
    senta se stessa e percepisca
    la propria vita.

    Herman Hesse

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  10. Hai mai sentito il battito di un cuore? Se ti metti all’ascolto prima o poi lo troverai come l’ho trovato io oggi vicino ad un caro amico.
    La tenerezza è il battito più lento ed è quello che porta la dolcezza sul viso…è stato bello, è stato davvero bello, sembrava un bimbo che finalmente aveva la pace in lui.

    Grazie caro amico di avermi fatto vedere la dolcezza che mi avevi nascosta, evviva la fragilità che porta l’ Amore

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  11. spesso provo specialmente ora le stesse sensazioni ma poi penso :chi sono io per piangermi addosso, hanno sputato al Signore ed allora mi ricordo e canto .Ti ringrazio o mio…………

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  12. Dopo il terremoto della vita, di crepe addosso a te se ne trovano tante, per fortuna.
    L’edificio, e’ ben corazzato pero’ contro i sismi del Diavolo e non crollerà’
    L ‘ Armageddon finale hai deciso di vincerla tu: ma quando è con quanta fatica?
    Spero tanto che con Domma vicino arrivi al più’ presto per tutti la liberazione.

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  13. Oggi, compleanno di Don Mario, una festa per tutti,e per te, Fabrizio, che il pallore e la stanchezza erano un sorriso, indefinibile sguardo,
    emozione,preghiera e una segreta mano sul tuo cuore, credo, premesse felicità.
    5 maggio 2O13

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  14. Bussa alla finestra, ti trova sul balcone

    È Gesù che prende l’iniziativa, la sua Parola scalda il cuore, dona speranza, gioia, senso di pienezza e ti trova sul balcone perché tu possa aderire al Suo progetto affascinante e coinvolgente, un progetto per la vita intera.

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  15. Guardo il cielo e capisco quanto mi ami, contemplo la tua croce, credo nella Tua Resurrezione e capisco che l’amore è più forte della morte.

    E non voglio che gli altri soffrano quello che ognuno teme: la solitudine.

    – Atto di carità, Don Mario Torregrossa –

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  16. “Cos’è la vita?”
    bella domanda, la vita sei tu solo e sempre tu bella dentro tanto da emanare onde belle e positive anche fuori.

    “La vita: ….e lo strinse un momento lungo un’eternità” Davanti alle onde del mare che calme arrivarono ai loro piedi!
    E’ così che si rinfrescano le idee di un poeta!

    Ernestina.
    ps. Un grande abbraccio a Gum, spero che tu stia bene.

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  17. @ Pam,
    Che bella sorpresa l’arrivo di Don Mario, adesso la vita non ci potrà che fare grandi regali….
    Ciao cara.

    Ernestina.
    ps. Adesso che sei bionda come me chi ti fermerà????

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  18. @ Ernesta
    Credo anche io che con quell’arrivo Dio abbia intercettato molte nostre domande e desideri.
    Grazie per tutto quello che sei e per ciò che sai.
    Un abbraccio forte dalla bionda 🙂
    pam

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