86. Dove pensavi

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Gli appuntamenti, dicevamo. Pare che Dio sia molto disponibile: basta tornare là, in una notte di mezza primavera, col fresco che comincia a pungere, nonostante il maglione di cachemire e il giubbotto buono per l’autunno. La salita non ha più segreti: conosci le zolle dissestate, il sentiero impolverato che conduce alla corona di piante che si sporge dall’altura; il gatto non c’è più: forse si è offeso per quello che hai scritto l’altro giorno. Sei andato giù pesante, lagnandoti della scarsa sintonia. Te ne accorgi adesso che hai alzato gli occhi al cielo, e sembra che qualcuno abbia pensato a spazzarlo e lucidarlo, sapendo che gli avresti fatto visita. La stella polare ha un’aria di compatimento: lei, sempre immobile, incurante degli stati d’animo che confondono la rotta ai naviganti, ti rinfaccia un difetto di lucidità, lo sfogo incontrollato delle tue insoddisfazioni. Non puoi evitarla, perché ormai conosci i trucchi; per trovarla, è sufficiente tendere una linea tra Merak e Duhbe, all’estremità del Grande Carro, e procedere dritti cinque volte la distanza che passa fra di loro; ha il volto corrucciato, ti snocciola l’angoscia e le lotte sostenute per strapparti alla pania in cui t’avevano invischiato. Giacchè ci sei, prolunghi un po’ la linea e trovi Alrai, la stella del Cefeo, che in arabo significa pastore. La prospettiva è giusta, finalmente: solo nello sguardo di chi vi sta guidando è possibile scoprire le ragioni e le sragioni, gli effetti multipli di virtù e di debolezze che si annidano nel cuore, costrette a una dura convivenza. Urge l’austera sorveglianza dei Guardiani del Polo, Kochab e Pherdak: vagliano parola per parola tutto ciò che viene detto; lo sapevano i monaci, avvezzi a domandare a ogni pensiero affacciatosi alla mente: sei dei nostri o sei dell’avversario? Già, l’avversario: ti fissa con lo sguardo bianco di Thuban, nella coda del Dragone, per dirti che il destino di ogni cosa è separarsi, prima o poi. Ma qualcuno dissente: Alpha Virginis, la stella doppia, azzurra, come la maschera affiorata nei tuoi sogni; è facile capire cosa pensi: niente e nessuno può restare solo; l’acqua e la terra sono un tutto inseparabile, solcato da canali e rii, ponti, calli, campielli e sottoporteghi, in cui ogni punto del mondo si specchia dentro un altro, e solo allora ti accorgi, se decidi di alzare gli occhi al cielo, che là dove pensavi di trovare il buio c’è l’arancione carico di Arturo, il rosso vivo di Antares, l’azzurro e il bianco insostenibili di Vega.

27 pensieri su “86. Dove pensavi

  1. Alzare gli occhi al cielo fa pensare ad una persona che sogna, ma non è cosi, chi alza gli occhi al cielo guarda tutto il resto con un altra prospettiva,tutto sembra più nitido e più chiaro poiché il cielo è contornato da infinite stelle luminose ,dove grazie alla loro luce puoi scegliere da quale parte stare…

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  2. La stella polare ha un’aria di compatimento: lei, sempre immobile, incurante degli stati d’animo che confondono la rotta ai naviganti

    Ma sarà proprio cosi? Sarà poi cosi incurante degli stati d’animo che confondono la rotta dei naviganti? Si , forse li è , perché, per essi brilla ancora di più. ,affinché possano mantenere la loro rotta.

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  3. “…niente e nessuno può restare solo; l’acqua e la terra sono un tutto inseparabile”…perché sono in tanti a non capirlo e intorno c’è tanto odio e indifferenza, anche tra quelli che passano come “rispettabili benpensanti”” ; e se gli parli di omissioni, ti rispondono “io mi faccio i fatti miei, io non faccio male a nessuno.

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  4. – là dove pensavi di trovare il buio c’è l’arancione carico di Arturo, il rosso vivo di Antares, l’azzurro e il bianco insostenibili di Vega.

    Mi fa pensare al giudizio, quando manca di carità; mi riporta al fatto che i difetti o errori che pensiamo di vedere indistintamente negli altri, in realtà spesso sono i nostri.
    In questo buio delle nostre ragioni e sragioni, in questo perdere la rotta, ancora una volta la prospettiva giusta si trova nello sguardo di chi ci guida, del pastore che a sua volta segue la direzione indicata dalla Stella polare e ti invita ad interrogarti: ” sei dei nostri o sei dell’avversario?”.
    Perchè il destino, il fine non è separarsi, ma tornare uniti come “un tutto inseparabile”.

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  5. – Pare che Dio sia molto disponibile

    Già!
    Anche quando lo evitiamo o ci allontaniamo, e magari parliamo anche male di Lui, Dio non ci chiude mai la porta, semmai aspetta tutto il tempo necessario; e quando finalmente ci riaffacciamo, Lui ci fa accomodare, sempre disponibile a ricominciare tutto da capo.

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  6. niente e nessuno può restare solo;

    Come ho già detto una volta: nessuna separazione è cosi definitiva se dettata dall’Amore,prima o poi c’è un ritorno nella sua forma più bella ,come lo è stato per Gesù,cosi un giorno sarà per noi!

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  7. Tutte le latitudini e longitudini celesti portano a questa pagina trascinandosi dietro la
    bellezza stellare e il volto di Dio affacciato sull’universo dell’anima.

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  8. “La stella polare ha un’aria di compatimento…. ti rinfaccia un difetto di lucidità, lo sfogo incontrollato delle tue insoddisfazioni.”

    “Il dolore che i limiti delle cose c’impongono, cioè a dire il mal essere del desiderio non soddisfatto, il senso del non potere tutto, ci dà il sentimento e l’idea del tutto. Il limite diventa indizio. E la più larga via verso l’infinito è il dolore.”

    Niccolò Tommaseo

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  9. Beh, acqua e terra , a Venezia, in certi momenti sembrano essere davvero un tutt’uno.
    Tanto che, i percorsi all’asciutto si confondono spesso con quelli al bagnato: come, a volte, nella mente, i nostri pensieri, o nel cuore, gli stati dell’anima.
    Solamente il punto di vista che hanno le stelle può cambiarne la prospettiva e mostrare tutte le divisioni che ci sono di sotto: qui stiamo parlando pero’ di tutt’altro elemento: il cielo.

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  10. ” Pare che Dio sia molto disponibile”
    E’ vero, oggi non è stata una giornata facile per molte cose, spero tanto che domani sia una giornata migliore!
    Ho sbagliato e non ho saputo farmi perdonare, mi è dispiaciuto tanto, ma talmente tanto che ho pensato che Dio guardasse davvero da un’altra parte!
    Devo dire che la mia sensibilità, forse, è stata pari a quella di un elefante, e le lacrime sono scese improvvise: eppure si vive una volta sola ed io dovrei saperlo bene.
    ma dio è disponibile sempre e domani le mie lacrime saranno asciugate sono sicura proprio da Dio che mi conosce bene e sa quanto spendo della mia vita per esserci sempre e comunque.

    Ernestina.
    ps. un abbraccio a Gum, ti ho tanto pensato mentre piangevo e ho sperato che tu arrivassi improvvisamente a difendermi!

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  11. Più che la luna, trovava incredibilmente poetiche le stelle, lui. Poetiche e romantiche. Amava quel palpitare che le rende vive, umane, quel luccicore di mare increspato dal vento in mezzo al quale si aspettava sempre, da un momento all’altro, di veder spuntare il volto di Dio, quel carosello misterioso e caotico che dà letizia a notti sconsolate e per qualche istante, ti fa sentire meno solo, un friccico meno nulla, nella nullità.
    Flavio Venditti

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  12. Occhi dall’alto che sgranano uno strabiliante carosello di colori, che sanno e vogliono convivere insieme, nello spazio immenso dell’universo: un consiglio, quasi a voler dire che anche noi, quaggiù, potremmo convenire per un cerchio attraverso il quale, mano nella mano, scambiarci energie e ricevere conforto. Il tutto in un presente che, in quanto a problemi, si difende bene, ma altrettanto potente può essere la difesa contro il dolore quotidiano, attraverso quella poesia che, silenziosa, ci segue ostinatamente e ovunque, ma che resta discreta nel limbo dell’attesa sperando di essere salvata.

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  13. Sono sempre belle le stelle. Da bambini in tanti abbiamo provato per gioco a misurarne con le dita la distanza le une dalle altre, e la distanza sembrava poca cosa. Da grandi abbiamo scoperto che non è così e che le stelle sono lontanissime le une dalle altre, a volte proprio come le persone, apparentemente vicine in realtà distanti.
    Ma mi è venuta in mente anche questa bella filastrocca che sicuramente tutti conosciamo: «Stella stellina,/ la notte s’avvicina,/ la fiamma traballa,/ la mucca è nella stalla,/ la mucca e il vitello;/ la pecora e l’agnello,/ la chioccia e ’l pulcino,/ ognuna ha il suo bambino,/ ognuno ha la sua mamma,/ e tutti fan la nanna».

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  14. Mi torna alla mente tra i tanti ricordi quando nel deserto libico alzammo gliocchi al cielo e mano nella mano dicemmo Dio esiste !Sono sicura che lassù mi sta aspettando e insieme guarderemo la gloria di Dio

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  15. Stupisciti della luna piena, ma non cercare di portartela con te: il suo posto è nel cielo.
    Riscaldati al sole, ma non dimenticare che non ti appartiene: appartiene a tutte le creature, grandi e piccole.
    Sogna pure con le stelle, ma lasciale brillare nell’alto cielo: quello è il loro posto.
    Non cercare di fermare il vento o di ripararti da esso. Sussurrerà alla tua anima la verità…
    Ma più di tutto fidati di chi sei: sii sempre sincero con te stesso.

    Sergio Bambarèn

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  16. Dovremmo guardare più spesso il cielo, perché solo così possiamo capire quanto siamo piccoli , di fronte a tanta grandezza. Eppure ci sentiamo importanti, ci offendiamo, offendiamo, non perdoniamo, pensiamo di essere noi al centro dell’universo, di valere più degli altri, oppure si sentiamo inutili, soli in mezzo a tanta gente.
    Quando guardo il cielo o solo quando prego pensando al cielo, al Padre, sento la sua grandezza, le sue grandi braccia aperte all’abbraccio, al suo grande amore per me,che sono meno di una formichina, ma di fronte a Lui unica e preziosa, come lo sono sono tutti i Suoi figli . Allora sento una gioia grande, sento il cielo vicino, che mi circonda e prego Dio di tenermi sempre d’occhio, di non abbandonarmi mai.

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  17. “il gatto non c’è più:forse è offeso per quello che hai scritto”
    fatto autentico-una volta,la sera, ho preso il computer e mi messa sulla sdraia sul terrazzo,mio gatto appena mi ha visto ferma,suduta, si è messo sulla mia pancia;stavo scrivendo mail a mia amica,e per salvare computer ho dovuto metterla lontano dal gatto e io stavo in una posizione strana, gatto tranquilmente guardava sullo schermo di computer. Alla fine ho scritto a mia amica-vabbè,devo finire perché non riesco scrivere, perché gatto mi sta adosso e io sto in posizione scomoda. Dopo questa frase, gatto si è alzato e se ne andato. Ma che?-ho detto-questo sa anche leggere in mia lingua?

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  18. Qualsiasi cosa si sta succedendo qua sulla terra,in qualsiasi stato d’anima stiamo noi-le stelle stanno sempre in la stessa posizione,immobile,tranquille. Ci stanno,ti stanno guardando come ci fosse per asicurarti-tranquillo,tutto a posto,tutto andrà bene

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  19. “sei dei nostri o sei dell’avversario”
    ricordo come don Fabrizio diceva spesso che separazione viene dal male, che avversario che vuole sempre dividere,per questo ci stanno litighi,discordia,offese. Il Bene invece cercha sempre pace,unità, “ogni punto del mondo si specchia dentro un altro”

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  20. ”ogni punto del mondo si specchia dentro un altro”
    Un appuntamento da non perdere quello in cui Dio ci accoglie con una mappa del cielo speculare all’ arcipelago dell’essere umano, come se nel firmamento da scoprire sia racchiusa una chiave di lettura, un trovarsi o ritrovarsi, un cogliere la giusta rotta.

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  21. Grazie, alla nostra stella-pastore, Fabrizio, che cammina lungo le traiettorie dei
    nostri cieli dove nascono “ragioni e sragioni”, svelando, al cuore inconsapevole,
    il nostro carico di stelle .

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  22. Rispetto a quella di Dio, la nostra disponibilita’ e’ molto piu’ rara e soprattuto quasi sempre collegata a un interesse o dipendente dal tempo che gli altri ci possono rubare. Invece, non si debbono avere impegni di sorta per rendersi disponibili ad amare.
    Grazie Ernestina, per Te sempre disponibile.

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  23. Niente e nessuno solo…come una goccia d’acqua che può vivere una solitudine grandissima, nei suoi perfetti contorni, nel suo isolamento, nel suo vedersi goccia. Ma se la goccia cambia prospettiva, se quello sguardo si dirige verso il cielo, cosa vede poi, se non acqua di un oceano immenso, frammento di un tutto…meno goccia, più acqua.

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