87. Negli occhi

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Hai cominciato a scrivere in uno stato di chiarezza interiore: alcuni nodi decennali si scioglievano, ti sembrava arrivato il momento di redigere un bilancio del passato, di fare il punto su cosa avevi capito della vita. La prospettiva, col tempo, si è andata precisando: se dovessi dare un titolo, oggi, a questo scritto, sarebbe diventare se stessi. Perché mai come adesso sei convinto che se stessi si diventa, non si è: si tratta di un cammino accidentato, come se la vita autentica, l’amore, incarnassero una minaccia misteriosa, e si dovesse utilizzare ogni sistema lecito e illecito per proibirgli di sbocciare. Fai mente locale sulle persone mobilitate per tentarti: l’esistenza è un campo di battaglia dove Dio e il demonio si misurano attuando strategie raffinatissime, in parte ignote allo sguardo dei mortali, che colgono soltanto segnali frammentari: voci divulgate ad arte, mail che vorrebbero inchiodarti a qualche colpa oscura, pressioni mascherate da bisogni. Se tornassi indietro, se potessi rivivere ogni cosa col senno del poi, sapresti riconoscere all’istante i trucchi e le finzioni del maligno: ti abitueresti a non rispondere, a chiudere il cuore ai falsi appelli, a sbattere la porta di fronte al seduttore. In fondo, i capitoli che scrivi, non sono che il diario di bordo del capitano scampato all’ennesimo naufragio, che ora sta ritto sul ponte, indeciso se godersi la salvezza o stilare l’inventario di tutte le possibili avarie. Sei Ulisse che impone ai suoi compagni di turarsi le orecchie di fronte alle sirene, mentre lui si fa legare all’albero maestro e raccomanda di non scioglierlo per nessuna ragione, mi hai capito? Anche se dovessi supplicarti con le lacrime agli occhi; anzi, in quel caso, dovresti stringermi più forte, siamo intesi? Se fosse andata come a lui, quanti dolori ti saresti risparmiato, quanto tempo in meno avresti perso. Eppure sai che tutto questo è stato necessario; per trovare il desiderio profondo, che emerge soltanto nella lotta, dovevi percorrere un cammino seminato di trappole e di agguati, affrontare una prova a cui chissà se avresti resistito. Anzi, lo sai: perché è il Signore stesso a proporti il Progetto che non può fallire. E’ lui stesso a rivelarti che, per essere te stesso, devi guardare la morte negli occhi, prima o poi.

37 pensieri su “87. Negli occhi

  1. “Hai cominciato a scrivere in uno stato di chiarezza interiore”
    sì, anche io inizio sempre così.
    abbraccio

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  2. E’ lui stesso a rivelarti che, per essere te stesso, devi guardare la morte negli occhi, prima o poi.

    È vero!
    morire per rinascere do nuovo.
    come il seme che muore per generare un bellissimo fiore,o come il bruco che si trasforma in una bellissima farfalla!

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  3. Grano e zizzania sono lasciati crescere assieme… come a ricordare che c’è il bene e il male in ogni campo, anche in quello dissodato e ricolmo di buon seme. Sarebbe meglio, più chiaro, meno doloroso che i canti di sirene non ci fossero, o che fossimo costretti, anche contro noi stessi, a non rispondervi, lì, legati all’albero maestro… ma quel Progetto è misterioso, la fede, quella riposta laggiù e neppure sai come, aiuta a scavallare ostacoli o risalire da trappole profonde, gli occhi di Dio sono carezza, qualunque lotta si affronti.

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  4. La tua “chiarezza interiore”, caro don, aiuta tutti noi “a riconoscere all’istante i trucchi e le finzioni del maligno”, è guida per “diventare se stessi”: la prova che, per essere se stessi, bisogna seguire la via giusta, facendo scelte chiare ed univoche.
    “se stessi si diventa, non si è”: si, ora è chiaro!

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  5. È proibito

    È proibito
    piangere senza imparare,
    svegliarti la mattina senza sapere che fare
    avere paura dei tuoi ricordi.
    È proibito non sorridere ai problemi,
    non lottare per quello in cui credi
    e desistere, per paura.
    Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realta’.
    È proibito non dimostrare il tuo amore,
    fare pagare agli altri i tuoi malumori.
    È proibito abbandonare i tuoi amici,
    non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
    e chiamarli solo quando ne hai bisogno.
    È proibito non essere te stesso davanti alla gente,
    fingere davanti alle persone che non ti interessano,
    essere gentile solo con chi si ricorda di te,
    dimenticare tutti coloro che ti amano.
    È proibito non fare le cose per te stesso,
    avere paura della vita e dei suoi compromessi,
    non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.
    È proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
    dimenticare i suoi occhi e le sue risate
    solo perche’ le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
    Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.
    È proibito non cercare di comprendere le persone,
    pensare che le loro vite valgono meno della tua,
    non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
    nelle proprie mani.
    È proibito non creare la tua storia,
    non avere neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,
    non comprendere che cio’ che la vita ti dona,
    allo stesso modo te lo puo’ togliere.
    È proibito non cercare la tua felicita’,
    non vivere la tua vita pensando positivo,
    non pensare che possiamo solo migliorare,
    non sentire che, senza di te,
    questo mondo non sarebbe lo stesso.
    non sentire che, senza di te, questo mondo non sarebbe lo stesso.

    Pablo Neruda

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  6. Io penso che per essere se stesso,bisogna anche essere forti, bisogna avere il coraggio per vivere.La forza e il coraggio si trova nella fede,ti da Dio

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  7. “l’esistenza è un campo di battaglia dove Dio e il demonio si misurano attuando strategie raffinatissime”
    “per essere so stesso,devi guardare la morte negli occhi”
    come quando la mia macchina andando con tanta velocità, improvvisamente si ferma immobile e io guardando dal mio finestrino mi accorgo che stavo per sbattere contro l’autobus; quando tornando a piedi a casa la sera tardi non riuscivo girare per prendere la scorciatoia,perchè qualche strana forza mi spingeva avanti,e poi mi sono accorta che sulla strada quale volevo prendere erano nascosti delinquenti; quando non ho fatto tempo per comrare biglietto per prendere treno che durante la corsa si era deragliato; quando non ero arrivo in tempo mio visto per poter prendere pullman che poi ho saputo che era caduto nel baratro;quando sono andata fare la doccia,ma improvvisamente mi si è ricordata una cosa e sono uscita in camera e in quel momento era scoppiata la caldaia che stava in bagno…e.t.c
    potevo morire mille volte in mille modi diversi,invece no,sono viva. “perché è il Signore stesso a proporti il Progetto che non può fallire”? Io non lo so.Ci sono ancora tante cose nella mia vita che non riesco capire.

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  8. “per essere te stesso,devi guardare la morte negli occhi”
    si,perchè questo ti fa fare esame di coscienza, per farti capire senso della tua vita

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  9. Dalle parole di Papa Francesco, oggi in mezzo a noi:” sono contento del vostro benvenuto, ma infelice perché non dovevate gridare Francesco ma Gesù.. Gesù!”
    Grande Papa che cambierà ognuno di noi se lo ascoltiamo…VERAMENTE.
    Lo Spirito è sceso tra noi e tutti erano trasfigurati davanti a tanto Amore!
    Che fortuna essere davanti ad un uomo che non si lamenta e non si loda, e va in mezzo ai poveri per i poveri e solo con i poveri.

    Gran bella giornata, le lacrime di chi mi ha offesa, senza pensare che potevo non sapere e non capire, sono state un dono immenso adesso so di chi mi posso fidare, perché colui che grida Amore lo DEVE saper donare soprattutto ad una piccola anima che sbaglia per amore.

    Ma io sono fortunata perché ho già perdonato il povero!

    Ernestina.

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  10. @ Pamartucci,
    Grazie per le tue parole profonde e sentite , anche tu oggi, leggendoti qui mi hai insegnato qualcosa di buono: la Chiesa e chi ne fa parte deve essere un posto aperto al povero, senno’ è una chiesa Malta, dalle parole del Papa di oggi.
    Te le dedico perché sei una donna profonda e sensibile nella povertà dell’essere umano.

    Un abbraccio a te.

    Ernestina la più povera tra i poveri..o almeno questa è la mia strada, spero, con l’aiuto di Dio ma soprattutto della Madonna!

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  11. L’Amore vero è come un fiore che sboccia dentro il cuore e che ti fa sentire così felice e rappacificato, che quasi senti dolore!
    L’Amore vero dona vita autentica, come se quel fiore che sboccia fosse l’inizio di una primavera eterna che vince e disgela i ghiacchi sotto i quali la “vita vecchia/ inverno” era sepolta ed intrappolata.

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  12. @ Cri,
    Vero vita nuova cerchiamola insieme e non chiusi nel gruppo, andiamo per i ponti senza paura!
    La pura e la chiusura non portano da nessuna parte, andiamo in mezzo a tutti e diamo testimonianza che non lo diciamo solo con la bocca, ma col CUORE:

    Vi abbraccio tutti e vi auguro buna domenica di PENTECOSTE.
    Ernestina

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  13. Pentecoste:
    non siamo più soli, lo Spirito Santo, divina colomba, palpita teneramente
    accanto al cuore dell’uomo.

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  14. “Guardare la morte negli occhi “, è quando il cuore , capovolto nell’abisso, non
    trova che asperità. Tu,che sei dentro il dolore dell’uomo, sai cosa manca
    alla sua vita, Tu ,”che tocchi ogni vita” e ami per “la gioia irradiante d’amare”.
    Se, l’anima, ti cerca giorno e notte, nell’infinito frastuono,con desiderio, che riposi
    in Te senza più tormento,mio Dio-luogo- divino, chiamato Paradiso.

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  15. Maggio, mese di Maria, forse per la dolcezza dell’aria o la fioritura di nuovi germo-
    gli, richiami al femminile, che evocano la Donna, nuova Eva, madre dei viventi e
    madre di Dio.

    Creatura d’antitesi divine:
    “Vergina madre, figlia del tuo figlio”
    (Dante)

    Paradigma celeste:
    “Tenda, vestimento” del Signore Gesù.
    (S.Francesco d’Assisi)

    Divina allegoria:
    “Maria, carro di fuoco
    tu portasti il Fuoco nascosto e velato
    sotto la cenere della tua umiltà”.

    Un’antica antifona dice: “De maria numquam satis”

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  16. @ F.
    Grazie per i commenti interessanti e alcuni anche sconosciuti, sei stata cara per averceli ricordati con tanto Amore, serve sempre e comunque a tutti, ma soprattutto a me che voglio sempre ricordare le parole del nostro Parroco e scrittore Don Fabrizio: mettete un biglietto davanti al vostro letto e scrivete… io sono colui che serve!

    Ernestina

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  17. Diventare se stessi significa indagare profondamente nella propria vita fino ad arrivare a conoscere l’essenza profonda della propria persona. Riconoscere il proprio destino anche nella consapevolezza della limitatezza e debolezza ma con la gioia che restando fedeli al Suo progetto non si può comunque fallire.

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  18. ”diventare se stessi”
    Operazione di svestizione, che si fa più complessa quando appesantita da paure, insicurezze, fragilità facile terreno di adulazioni, operatori del divide et impera, seduzioni più o meno manifeste.
    Ma c’è un progetto che vuole assicurare un diritto alla felicità, quello di veleggiare sciolti da corde, a mente e corpo liberi, dove ciò che basta nell’amore sono le mani tese di compagni veri.

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  19. Forse nessuno e’ sicuro di nascere come “se stesso”…..ne’ altrettanto sicuro col tempo di diventarlo.
    Proprio come l’astuto ” Nessuno” che non sapendo se avesse poi resistito al richiamo delle Sirene,
    allora si fece legare per non cedere ai perfidi incanti e venire da esse ghermito, come spesso e’ successo anche a noi quando viene a tentarci il Demonio.
    Però’, dopo avere rischiato la vita, per doppiare lo scoglio che ti separava dalla libertà’, vedrai, s’aprirà’ finalmente al tuo sguardo l’ampio e meraviglioso golfo della pace.

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  20. Forse nessuno e’ sicuro di nascere come “se stesso”…..ne’ altrettanto sicuro col tempo di diventarlo.
    Proprio come l’astuto ” Nessuno” che non sapendo se avesse poi resistito al richiamo delle Sirene,
    allora si fece legare per non cedere ai perfidi incanti e venire da esse ghermito, come spesso e’ successo
    anche a noi quando viene a tentarci il Demonio.
    Però’, dopo avere rischiato la vita, per doppiare lo scoglio che ti separava dalla libertà’, vedrai aprirsi
    finalmente al tuo sguardo l’ampio e meraviglioso golfo della pace.

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  21. @ Pam,
    se ci lasciamo guidare dallo spirito santo e non da noi stessi arriviamo al perdono con grande Amore e riconosciamo i nostri sbagli e quelli dell’altro, e non solo: il nostro limite e quello dell’altro e ne amiamo i difetti anche se crediamo di aver ragione solo noi!

    @Gum,
    “vedrai aprirsi finalmente al tuo sguardo l’ampio e meraviglioso golfo della pace”
    Grazie di queste sagge e grandi parole caro amico.
    Vi abbraccio tutti.

    Ernestina.

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  22. Sì, bisogna guardare la morte negli occhi. Innanzitutto la morte delle persone che ami. Lì vedi riflessa la tua, la immagini, la aspetti, e ci senti dentro tanta solitudine. Io non so se la vita è una lotta col demonio. Non sono neanche sicuro di che cosa Dio vuole da me. Non so neppure se da me vuole davvero qualcosa. Me lo dirà dopo la morte? Mi condannerà per non aver capito? Non so neanche questo. E non è bello vivere così.

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  23. Da un famoso libro di Bradbury….. “Riempiti gli occhi di meraviglie….Guarda il mondo: è più fantastico di qualunque sogno …Non chiedere garanzie, non chiedere sicurezza economica, un siffatto animale non è mai esistito; e se ci fosse, sarebbe imparentato col pesante bradipo che se ne sta attaccato alla rovescia al ramo di un albero per tutto il giorno, passando l’intera vita a dormire. Al diavolo, squassa l’albero e fà che il pesante bradipo precipiti al suolo e batta per prima cosa il…( vabbè, lo immaginiamo)!” . Forse quel mondo siamo noi: le certezze, le risposte di cui abbiamo bisogno, il cosa siamo, il dove, il come, insomma le linee di quel Progetto che, nella fiducia che riponiamo in Dio, sappiamo esserci ma che fatica tanto ad essere visibile e sempre in parte, si scoprono (e non è per nulla piacevole) anche cadendo dall’albero.

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  24. @ Ernesta
    Vero, ci fosse un’Ernestina in ogni relazione umana, azienda, gruppo o qualsiasi collettività :-).
    Riuscire ad allineare i nostri passi a Chi sa condurre perché meglio di noi conosce la felicità è impegno, desiderio, ma anche sforzo o dolore di una vita. Si è più o meno docili, penso sia connaturato al nostro essere ‘umani’. Certo, l’occasione della felicità è quella delle migliori.
    Un abbraccio!
    pam

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  25. speriamo che loSpirito mi aiuti a capire la volontà di Dio. La colomba della Veglia mi ha detto benevolenza e amore .Grazie Fabri che continui il pensiero di Domma!

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  26. Una volta mi ha detto “non devi mai vergognarti di essere te stessa”. Devo dire che questa frase mi ha fatto e mi fa riflettere ogni giorno, o meglio, ogni volta che mi trovo ad un bivio e devo scegliere l’una o l’altra strada. Non è poi così facile; il fatto di star bene con se stessi e nello stesso tempo pensare di poter deludere qualcuno diventa un problema nel momento stesso in cui si effettua la scelta. Ma la cosa va oltre, non può fermarsi al semplice desiderio di esaudire o meno il proprio intento; è importante e necessario essere sinceri e trasparenti, rendere chiara la propria posizione in modo che l’altro abbia di fronte una verità inconfutabile, nella quale sentirsi entrambi senza remore e soprattutto spontanei. Credo inoltre che è proprio in questa sincerità, che non vuole assolutamente significare di sentirsi nel giusto, che può far breccia “il progetto”, quel dono speciale, spesso cercato e altrettanto spesso difficilmente trovato, capace di combaciare nell’autenticità parole e sguardi. Il cammino è lungo e arduo, ma se il desiderio di raggiungere la meta è reale, ce la possiamo fare!

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  27. @ Ernesta Scappaticci

    Ringrazio Te, Ernestina per i tuoi apprezzamenti e, ancor piu’, perche’ saresti capace di amare anche i miei difetti.
    Un abbraccio sincero.

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  28. @ Gum,
    grazie sono venuta qui per leggervi tutti e ritrovarvi, ma sono un essere umano anche fragile, molto” innamorata” della vita, davvero tanto, e se non faccio qualcosa per qualcuno ,sempre, mi sento morire dentro!

    Passione di vivere di una madre , di una moglie, di una donna che non sa davvero quanto sbaglia a darsi sempre e incondizionatamente, ma ricordo mio padre…. mi guardava ,mi baciava con i suoi grandi occhi, e mi diceva” non ti preoccupare mai di quanto dai ne a chi lo dai, torna a casa e dormi tranquilla, quando aprirai gli occhi domani sarai una ragazza felice comunque”.
    Grande babbo, mi manchi tanto!
    Grande Gum mi manchi tanto.. ora ti leggo e sono felice!

    Ernestina.

    ps, troppo dolore nella mia casa, forse è per questo che se non dono mi sento morire.

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  29. @Pam,
    grazie di te cara, sei meravigliosa perché trovi in tutti la bellezza che rifletti tu… sei davvero bella.

    Ernestina.:-)

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