Sarah Kirsch (Germania, 1935-2013) : Dann werden wir kein Feuer brauchen

sarah kirsch

Il 9.5.2013 è morta all’età di 78 anni la poetessa Sarah Kirsch.
La notizia è stata riportata soltanto oggi, 23.5.2013.

Dann werden wir kein Feuer brauchen

Dann werden wir kein Feuer brauchen
Es wird die Erde voll Wärme sein
Der Wald muß dampfen, die Meere
Springen, Wolken die milchigen Tiere
Drängen sich: ein mächtiger Wolkenbaum
Die Sonne ist blaß in all dem Glänzen
Greifbar die Luft ich halte sie fest
Ein hochtönender Wind
Treibts in die Augen da weine ich nicht
Wir gehn bloßen Leibs
durch Wohnungen türenlos schattenlos
Sind wir allein weil keiner uns folgt niemand
Das Lager versagt: stumm
Sind die Hunde sie wehren nicht
Den Schritt mir zur Seite: ihre Zungen
Aufgebläht ohne Ton sind taub
Nur Himmel umgibt uns und schaumiger Regen Kälte
Wird nie mehr sein, die Steine
Die ledernen Blumen unsere Körper wie Seide dazwischen
Strahlen Wärme aus, Helligkeit
Ist in uns wir sind silbernen Leibs
Morgen wirst du im Paradies mit mir sein

Poi non avremo bisogno del fuoco


Poi non avremo bisogno del fuoco
Ci sarà la terra piena di calore
Il bosco deve fumare, i mari
Saltare, le nuvole, animali di latte,
Si accostano: un enorme albero di nuvole
Il sole è pallido in tutto il suo splendore
L’aria è afferrabile, io la stringo
Un vento di alti suoni
Mi soffia negli occhi e io non piango
Attraversiamo nudi
Case senza porte senza ombre
Siamo soli perché nessuno ci segue, nessuno
Ci nega un posto per riposare: muti
Sono i cani, non spingono
Il mio passo al lato: le loro lingue
Sono gonfie, senza suono, sono sordi
Solo il cielo ci circonda e schiuma di pioggia, freddo
Non ci sarà mai più, i sassi
I fiori di cuoio, i nostri corpi, in tutto ciò sono come seta
Emanano calore, chiarore
È dentro di noi, abbiamo un corpo d’argento

Domani sarai con me nel paradiso

Traduzione di Stefanie Golisch

5 pensieri su “Sarah Kirsch (Germania, 1935-2013) : Dann werden wir kein Feuer brauchen

  1. Domani sarai con me nel paradiso

    Domani e sempre poiché un piccolo angolo di paradiso è presente su questa terra ,è sufficiente cercarlo, mettersi in cammino tra le nuvole alte del cielo per poi trovarlo.

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  2. E’ una poesia molto bella, i versi sono densi, da meditazione. L’ho dovuta rileggere diverse volte a causa di quella che a me è sembrata una sorta di intensità un po’ frenata, o almeno così mi è sembrato.

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  3. La descrizione del paesaggio è ambivalente, le immagini sono potenti, quasi apocalittiche. Sembra un passaggio in tutti i sensi, fisico e interiore, dove tutto è in continuo movimento insieme alle forze della natura, laddove la calma che viene evocata alla fine è anch’essa ambivalente. La fine è muta, pallida, tiepida, morbida ma scivolosa, argentea. Nonostante il verso finale illumini il tono generale, sento la poesia fortemente impregnata da un desiderio di morte. Ma c’è una pallida speranza racchiusa nel poi con cui la poesia esordisce. Da leggere e rileggere.

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  4. Pingback: la terra piena di calore | gusci di noce – blog di poesia (di Sergio Pasquandrea)

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