1. Il mio Vangelo

da qui

Il vangelo l’hanno letto in tanti. Ognuno se n’è fatto un’idea: chi lo ritiene il fondamento della fede, chi una favola da raccontare quando si è bambini e si crede ancora a ciò che dicono le catechiste, chi un’utopia ridicola o insidiosa, da mettere in cantina insieme a preti, suore e quella realtà enigmatica e inquietante che si chiama Chiesa. Anch’io ho letto il vangelo, anzi, ne ho letta una miriade: i quattro canonici e molti degli apocrifi. Sì, perché cerchi un vangelo e incroci una marea di testi in cui è quasi impossibile orientarsi. Lo stesso Luca dovette provare una sensazione simile, cominciando a scrivere:

Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teofilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

Già il fatto di narrare gli avvenimenti successi tra di noi ci fornisce una chiave decisiva: l’essenziale è l’evento, non una dottrina. Se il Nazareno non avesse deciso, a un certo punto, di mettere in gioco la sua pelle – non la cattedra o il denaro o il suo buon nome -, di dare la vita – così diceva: dare la vita, era questo che gli premeva offrire -, non si sarebbe mobilitata una quantità così inconsueta di biografi. Non è cosa da poco la promessa di ricevere la vita: quello che manca, spesso, alle nostre esistenze isterilite, all’assenza di significato che consuma gli intestini in certi giorni d’inguaribile tristezza. Vale la pena, allora, impegnarsi in ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi e di farne un resoconto ordinato – il che significa che Luca riteneva i suoi predecessori, Marco compreso, carenti d’organicità e di precisione. Chi fosse poi questo Teofilo – un ufficiale romano, per tenersi buone le forze dell’impero? Un simbolo eloquente? (In italiano è l’amico di Dio) – non avremo mai modo di saperlo, ma che importa? Se sai di una notizia simile, a qualcuno devi pure raccontarla, magari al primo che incontri per strada e che ti guarda storto, se lo fermi; basta che ascolti, perché, capisci che vuol dire? lui ti dà la vita: non vale la pena farne l’esperienza? Lo sguardo dell’interlocutore è attraversato da un lampo misto di rabbia e d’interesse. La prego, sediamoci qui, si accorgerà che non ha perso tempo. Posso cominciare? Risponde con una specie di grugnito, ma tu non ti scoraggi:

Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria…

21 pensieri su “1. Il mio Vangelo

  1. Credo che i Vangeli vadano presi per quello che sono: un racconto della Resurrezione. Cui si può certamente, da laici, non credere. Ma che è ciò che si voleva trasmettere e raccontare. Così come quel bellissimo, per certi aspetti commovente nella sua semplicità, compendio evangelico che è la “didaké”. Non sono un teologo e non sono neppure credente, chi mi conosce lo sa: semplicemente è giusto vedere le cose lucidamente e per quello che sono, è la ragione stessa a imporcelo. Ammiro di Fabrizio Centofanti la capacità, da credente invece, di far vivere il Vangelo, di renderlo presente e vicino anche a me, pur al di fuori di un cammino di conversione che al momento non intendo intraprendere. Mi ricorda il grande messaggio di Carlo Maria Martini, che mi pento di non aver mai incontrato di persona. Approfitto, si licet, di chi a mio avviso ne raccoglie l’eredità e può dare a noi, “atei non materialisti” , lo spessore di un messaggio spirituale che non condividono né fingono di condividere, ma che portano “diversamente” avanti nella loro vita.

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  2. “tu non ti scoraggi”
    Quando il Vangelo lo ami e lo vivi nell’ambito della tua vita,” non ti scoraggi” nemmeno quando ne parli di fronte a gente incredula, perché. hai trovato la vera gioia ,per aver scoperto qual’è il fine della tua vita ,quella di vivere il Vangelo con semplicità,nella tua quotidianeità..

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  3. Domma una volta mi disse credi nel Vangelo e divertiti !Ora è difficile divertirmi ma credendo nel Vangelo posso portare le croci giornaliere della vita aspettando di vederLo

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  4. IL MIO VANGELO.
    Una sorpresa al di là di ogni possibile desiderio; proprio oggi,
    seguendo la bellissima omelia sulla SS. Trinità pensavo come
    sarebbe stato importante averla scritta per poterla rivisitare e
    meditare. Ogni punto portava significati, chiarimenti, interpre-
    tazioni che richiedevano una riflessione attenta, impossibile
    mentre il discorso si dipana,e pensavo se fosse stata possibi-
    leuna catechesi su un argomento a tua scelta, portato su que-
    sto blog, dove si puo’ leggere con calma e interagire.
    Ricevo questa novità ,è proprio il caso di dirlo per ” il Vangelo”,
    come un dono, ringrazio il Signore, suggeritore perfetto di ogni
    cosa divina e ringrazio te amabile servitore della sua parola.

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  5. Finalmente, Fabrizio, era tanto che lo aspettavo! Quando il Vangelo viene spiegato come sai fare tu, non può essere considerato solamente “storia”, non può solo soddisfare la curiosità. Ti prende, ti fa desiderare di seguirlo, questo Gesù, questo
    uomo-Dio, in grado di cambiarci nel profondo, di renderci migliori, di dare un senso alla nostra vita, di aprirci alla speranza.

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  6. Una “buona notizia” questo nuovo romanzo, l’ennesima occasione che ci regali, don, di vivere il Vangelo concretamente, ogni giorno.
    Mi piace molto che tu abbia scelto il Vangelo di Luca che era “interessato a temi quali l’etica sociale, i diseredati, le donne e altri gruppi oppressi. Alcune storie popolari riguardanti questi temi, come le parabole del padre misericordioso e quella del buon samaritano, si trovano solo in questo vangelo, che pone un’enfasi speciale sulla preghiera, le attività dello Spirito Santo e sulla gioia.”.
    Grazie!

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  7. “lui ti dà la vita”

    Si! Lui ti dà la vita e ti fa vivere la Vita nella Verità,devi solo seguirlo in base alle tue possibilità.

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  8. Chiunque ascolta la Parola e la mette in pratica è amico di Dio ,forse quel Teofilo non è una persona in particolare ma ognuno di noi che ha fame e sete e per questo si vuole nutrire della Parola perché sa che con essa si sazierà e si disseterà.

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  9. Leggere il Vangelo e vivere il Vangelo ogni giorno insieme tenendo, come dici tu, con l’altra mano il quotidiano? Saremo i tuoi Teofilo.
    Grazie.

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  10. “i ci fornisce una chiave decisiva: l’essenziale è l’evento, non una dottrina. ”

    Una storia che parla d’amore, l’evento degli eventi, fatta di segni da interpretare correttamente.

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  11. e perché io sorrido?
    Perchè sono sicurissima che qua non si tratta di un semplice racconto di Vangelo.
    Don Fabrizio dice spesso che ogni uno di noi scrive suo vangelo con la propria vita.
    Vangelo,si,sicuramente,però dal punto di vista….non lo so…. dal punto di vista dalla vita,vera vita?questa che parte dal fondo, dal fango,dura?questa che ha sapore di vita,di Vangelo,vero Vangelo, non questo raccontato per bambini che Dio ti ama però è severo,molto severo e ti mette in castigo se non fai brava, che ti aspetta fuoco eterno.
    Perché sorrido?
    Perché sono curiosa che ha inventato questa volta don Fabrizio, e sono sicura che ci aspettano qua le sorprese….
    allora….cominciamo nuovo viaggio
    buon viaggio!

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  12. Si intuisce un bellissimo progetto di dare carne alla Parola, respiro nei sentimenti della vita quotidiana. Dare, infondere vita, in tempi in cui nel mondo, a volte, sembra prevalere il toglierla.

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  13. Oggi i bambini difficilmente hanno modo di “incontrare” una pecora, dunque, diventa difficile, per chi spiega, assimilare la figura di un pastore che governa le sue pecore ad un Gesù dei giorni nostri – dicevi più o meno così, nell’omelia di ieri -; potremmo avvicinarlo, piuttosto, ad uno specialist della comunicazione, per esempio. Così potremmo vivere da vicino l’esempio dinamico di una Parola che diventa incontro. Incontro che sono certa di trovare in questo nuovo “romanzo”, necessario per chiarire tanti aspetti che l’autore renderà palesi attraverso quei dettagli spesso nascosti agli occhi del lettore distratto.
    Penso che sarà senz’altro un’avventura da vivere appieno e dalla quale apprendere insegnamenti e scoprire ogni volta nuove sorprese per migliorare un cammino di vita già tanto spigoloso di suo. Tutto questo, per chi lo vorrà!

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  14. Il nostro sguardo è interessato e concentrato sulle righe che ansiosamente attendiamo di leggere, possiamo cominciare e non scoraggiarti se qualche cosa ci sfuggirà, il nostro non è un grugnito ma semplicemente lo smarrimento che a volte coglie le persone in cammino.
    Grazie per questo dono così speciale!

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  15. Hai detto una cosa importante, ieri : vi sono molte interpretazioni del vangelo. Nella mia lunga vita ne ho sentite tante : quando ero bambina ero dominata dalla paura dell’ Inferno. Ci si doveva comportare bene-per noi donne era fondamentale il sesto comandamento- altrimenti…la dannazione eterna.Crescendo ho naturalmente rifiutato questa religione fatta di divieti e di dogmi.. Poi , condotta dai miei figli, ho scoperto una chiesa di periferia dove un prete chiamato Domma diceva che il messaggio del Vangelo di Cristo è l’Amore. Così ho ripreso a frequentare la chiesa e a rileggere il Vangelo nel suo significato autentico, nella sua portata rivoluzionaria, nel suo apporto di speranza. Ci vogliono tanti buoni interpreti della Buona Novellla, come te , come il caro nostro Domma.

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  16. Chi prende su di sé il peso del prossimo e in ciò che è superiore cerca di beneficare l’inferiore; chi, dando ai bisognosi ciò che ha ricevuto da Dio, è come un Dio per i beneficati, egli è imitatore di Dio.

    Anonimo

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  17. Quel lampo misto di rabbia e d’interesse già è grande atto di fede: ti ascolto, so che hai da dirmi cose grandi, che non conosco, rivelami quanto la mia ragione che ha camminato da sola fin qui non ha compreso. Ma accanto c’è l’umanità colma di ciò che riteniamo essere, la rabbia di non bastare a se stessi, di dover ammettere, si, ho bisogno di ascoltarti….. Lo aveva detto l’anziano Simeone, egli è qui, e come segno di contraddizione.

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  18. grazie sempre per l’attenzione e la fiducia: comincia una nuova fase della mia scrittura.
    ed è un privilegio sperimentarla insieme a voi.
    Alessandra, spero di essere all’altezza, nel mio piccolo.

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  19. ” una favola da raccontare quando si è bambini”
    Attraverso loro entrerete nel regno dei cieli: questa è “la favola” che ci ha donato Dio.

    Al mio angelo custode.
    “Ben tornato! proprio stasera ,che attraverso la preghiera dei ragazzi del Centro, la mia preghiera è stata esaudita: il Signore ci ha ascoltati e mio figlio sta bene!

    Ernestina.

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  20. IL MIO VANGELO
    ” Tutti i mortali sono come l’erba
    e ogni splendore è come fiore d’erba.
    L’erba inaridisce, i fiori cadono,
    ma la Parola del Signore rimane in eterno.
    E questa è la parola del Vangelo che vi è stato
    annunciato”.
    ( 1Pt.24-25 )

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