“ALCUNE PAROLE PER ALICE”, DI MICHELE TONIOLO

di Sara Bonafè

da Il Galletto Canterino

copalcuneparoleperaliceÈ stato presentato recentemente al Caffè Letterario del Gallo di Scandicci (FI) il libro Alcune parole per Alice di Michele Toniolo (Galaad Edizioni), con la premessa del giovane scrittore e traduttore Giovanni Agnoloni.

Indubbiamente il tema trattato nel libro, anche se di poche pagine, è molto forte: la morte e il dolore ne formano infatti l’ossatura. Protagonisti che lo stesso scrittore caratterizza come infinito amore di un figlio per la propria madre. Sì, perché è senza dubbio il figlio che dà luogo, nel romanzo, a manifestazioni d’amore verso la madre, che a sua volta si carica dell’essenza del dolore.

“Romanzo” è la definizione che ci offre Toniolo, dopo alcune domande fatte dal pubblico, che invece si ostinava a definirlo “racconto”. È lo scrittore a intervenire e a spiegarci il motivo per cui l’opera va chiamata così. Come esempio, prende le parole di Elsa Morante, la quale – parafrasandola – dice: “Racconto, perché racconta la storia di un momento; romanzo, perché racconta la storia di un’intera vita”. E infatti di personaggi in queste righe ne abbiamo un buon numero.

Va fatto notare che troviamo sia personaggi fisici, quali Alice stessa, il figlio, la donna di cui Alice parla (l’io narrante) e i due uomini che portano via il corpo del figlio. Poi ci sono dei personaggi astratti, che però fanno parte integrante della narrazione, quali la pioggia, l’autunno, il paesaggio e le parole, che vengono analizzate, scelte e divise: quelle che si possono dare ad Alice e quelle che invece non possono esserle restituite.

Come la parola “amore”, la quale appartiene al figlio, in quanto è lui che ama la madre, a tal punto da lasciarsi abbracciare da lei durante la morte, per farle questo ultimo dono. Un’altra parola analizzata è “pudore”, quello del figlio, che da morto si fa lavare dalla madre. Questa parola nel romanzo assume una connotazione “passiva”, perché il figlio è già morto e gli unici movimenti sono della madre.

Importantissimo è il ruolo della natura e del paesaggio. Sono personaggi veri e propri, tant’è vero che c’è un importante passo, nel testo, in cui si sviluppa il tema del lavoro della natura sugli oggetti. Questo dimostra come lo scrittore sentisse questi personaggi veri come figure in carne ed ossa.

Michele Toniolo ci ha rivelato con quanta fatica abbia scritto questo libro. Lavoro che ha impiegato anni a compiere, e nel quale ragionava, prendeva appunti ed elaborava dentro di sé la trama complessa di tutta questa vicenda. Sino al momento in cui, sentendosi pronto, ha cominciato a scrivere il romanzo. L’ha completato in un mese e mezzo, senza più bisogno di guardare gli appunti, perché aveva metabolizzato le parole. Perché, come dice lui, “Si scrive per capire, e le parole non sempre servono per comprendere”.

Michele Toniolo, ALCUNE PAROLE PER ALICE, collana “I Lilliput” per Galaad Edizioni, 2012, € 5.00.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.