3. L’angelo della presenza

da qui

Chissà perché, nella Bibbia, le nascite importanti si verificano da coppie sterili: Abramo e Sara, i genitori di Sansone, Anna, madre di Samuele. Il perché, a dire il vero, lo sappiamo bene: solo Dio fa nascere la storia, noi la trasciniamo stancamente, testimoni infecondi di continui fallimenti. E’ la ragione per cui Luca comincia il racconto dentro il Tempio: è il luogo di Dio, prima che Cristo insegni a diffidare di ogni facile identificazione col divino, e inauguri una fede in cui quello che conta è soprattutto il cuore. Zaccaria sta per vivere il suo giorno più importante, ma non per il motivo che egli crede. A causa del gran numero di sacerdoti, ognuno di loro può offrire l’incenso una volta soltanto nella vita. Per questo il nostro è trepidante, non sta più nella pelle. Ma sarà qualcos’altro a strapparlo dalla sua tristezza di padre senza figli. Gli appare Gabriele, uno dei sette angeli della presenza, cioè gli spiriti che sostano senza interruzione – salvo in caso di missioni importanti – avanti al trono di Dio (gli altri, secondo un’antica tradizione, sarebbero Michele, Raffaele, Uriele, Sealtiele, Jehudiele e Barachiele). Zaccaria è sull’orlo di un infarto, ma l’arcangelo lo rassicura, comunicandogli che la sua preghiera è stata esaudita dal Signore. Che cosa avrà chiesto, il sacerdote? La nascita di un figlio? Qualcuno ritiene che pregasse per l’avvento del Messia (ipotesi più valida, a causa dell’età). Ebbene sì, il Messia sta per venire, e porterà con sé ogni altro dono, come fosse un sovrappiù. Una bella lezione, per noi che cerchiamo appagamento nei rivoli secchi delle illusioni quotidiane, nei miraggi di chimere a buon mercato. L’unità si genera dall’alto, dall’Unico che ha uno sguardo completo sul reale, che può dire una parola decisiva sull’indole dei nostri desideri. Solo L’Altissimo può ricucire gli strappi della vita, e infatti il figlio si chiamerà Giovanni, ossia Dio ha fatto grazia. L’annuncio è fonte di gioia, perché il bambino sarà pieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre. Un’altra indicazione da tenere a mente: se cerchiamo la felicità, la troviamo nello Spirito; altrimenti, la delusione è sempre dietro l’angolo. Giovanni sarà grande, farà tornare al Signore molti figli d’Israele. Un altro punto di riferimento: lo shub ebraico, quella che nel greco del Nuovo Testamento si chiamerà metanoia, in italiano conversione. Convertirsi significa tornare in sé dopo essersi perduti, come il figlio prodigo della parabola. Giovanni verrà con la potenza di Elia, che gli Ebrei ritenevano vivo, rapito su di un monte da Dio stesso, in attesa della prossima missione. Zaccaria non crede a una parola: troppo bello per essere vero. L’avremmo pensata come lui, probabilmente, noi che di fronte a ogni forma di pienezza ci ritiriamo impauriti, preferendo, al rischio, il conforto delle nostre sicurezze. Eppure Gabriele, l’angelo della presenza, è venuto fino a qui, dal trono di Dio, per annunciare questa buona notizia, cioè il Vangelo. L’anziano Zaccaria resterà muto, come noi, che non riusciamo neanche più a comunicare, se rinunciamo all’avventura dell’amore. La tristezza è una tomba dalla quale le parole non sanno più rialzarsi. Zaccaria porta a termine il suo rito, travolto da un’offerta troppo grande: dovrebbe benedire, ma non può; ci penserà Gesù, ascendendo al cielo, alla fine del racconto. Tutto torna, tutto si converte, se qualcuno ci crede fino in fondo. Intanto, Elisabetta è incinta, non deve vergognarsi della sua sterilità: Dio in persona ha cambiato la sua vita, è l’unico bene fecondo, nella sua vecchiaia.

30 pensieri su “3. L’angelo della presenza

  1. Questo significa che lo Spirito Santo può trasformare la sterilità in fertilità,può trasformare l’ acqua in vino o meglio può trasformare un cuore di pietra in cuore di carne traboccante d’amore ,facendo nascere un fiore là dove prima era solo deserto.

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  2. Grande ricchezza di spunti sui quali riflettere, anche in questa pagina… qualsiasi commento sarebbe riduttivo.
    L’unica cosa che mi sento di sottolineare, dopo gli avvenimenti di questi ultimi due anni, è la frase “solo Dio fa nascere la storia, noi la trasciniamo stancamente, testimoni infecondi di continui fallimenti”: perchè è vero che il nostro cuore è totalmente incapace di far nascere amore, se non è Dio che lo genera dall’alto.

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  3. L’ANGELO DELLA PRESENZA
    Angelo di Dio che sei mio custode, illumina l’anima mia
    con lo splendore che vedi sul Volto del Signore Gesù.

    E’ il mio modo di dire -l’angelo di Dio-.
    Il mio angelo non avra’ il compito di “sostare senza
    interruzione davanti al trono di Dio”, ma conosce la
    gloria che lo circonda, e potrà riverberarla, velato
    fulgore, sulle mie tenebre.

    Io non conosco il tuo Volto, Bellezza divina,
    non conosco il modo, nè il luogo, nè il tempo
    che mi fermerà,
    svelandoti,
    per ora vivo nel desiderio.

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  4. Alcune parole e paroloni farebbero meglio a rimanere nella tomba di tristezza che loro stesse hanno generato.
    Amore per fortuna non e’ solo una parola ma il respiro stesso di Dio.

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  5. Una pagina che si commenta da sola.
    Una cascata di sublimi pensieri, come sublime è la sor-
    gente da cui scaturiscono : la Parola divina .
    La speculazione profonda della Parola, in Fabrizio, men-
    tre svela con soavità la verità nascosta, la canta in forma
    poetica. Un dono così singolare che irrompe nel cuore e
    nell’intelletto con beatitudine.
    Diviene anche un modo nuovo d’intendere, meditare e
    pregare.

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  6. se cerchiamo la felicità, la troviamo nello Spirito;

    Perché è l’ unico che non ci delude,lui non ci abbandona mai ,lui è il Consolatore è l’ Unguento benefico capace di sanare ogni ferita ,anche la più profonda !

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  7. infatti il figlio si chiamerà Giovanni, ossia Dio ha fatto grazia

    Dio ci chiama per nome perché ci conosce dal profondo è lui che ci ha creati e per lui siamo come pepite d’oro ,siamo preziosi ai suoi occhi poiché sa leggere nei cuori di ciascuno di noi.

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  8. “L’unita si genera dall’alto,dall’Unico (…) che può dire una parola decisiva sulla sapienza o la stoltezza dei nostri desideri”
    per tanto tempo,anzi,potrei dire,fino oggi,mi interessa questo tema, cerco le risposte,qualche indicazioni.
    Anche nella storia ci stanno questo tipo di casi,che si definisce o come un miracolo o come…non spiegabile,dove a volte la sapienza ha qualche teorie ma nessuna certezza. Ogni uno si può creare sua teoria,ma com’è davvero?
    Uomo di oggi nega la parola miracolo,uomo di oggi crede solo nella sapienza. Ma sapienza da dove viene? Non è un dono di Dio?! Non è un incontro con lo Spirito che da indicazioni?! Quante volte uno scienziato ha detto:mi è venuta improvvisamente una idea!,o-qualcosa mi diceva che devo fare cosi…-questo tutto viene da Spirito.Ma chi si rende conto di questo dono?!

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  9. – Eppure Gabriele, l’angelo della presenza, è venuto fino a qui, dal trono di Dio, per annunciare questa buona notizia, cioè il Vangelo. L’anziano Zaccaria resterà muto, come noi, che non riusciamo neanche più a comunicare, se rinunciamo all’avventura dell’amore.

    Il Signore non chiede mai cose superiori alle nostre forze: l’iniziativa di amarci parte sempre da Lui, a noi viene solo richiesto di accogliere questo amore e non mettere mai “una pietra sopra” alla nostra tomba di tristezza.
    È il Suo amore che trasforma una storia di morte, dolore e sconfitta in un’altra nuova e sorprendente di vita, gioia e vittoria, la nostra incapacità di amare in grazia e Amore; è Lui che srotola la pietra che chiude il nostro cuore…

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  10. L’anima dovrebbe sempre star socchiusa perché ove il cielo chieda non sia obbligato ad aspettare o temendo di disturbarla

    se ne vada, prima che lei faccia scorrere il chiavistello nella porta per scoprire che il cortese ospite, il suo visitatore, non c’è più.

    Emily Dickinson

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  11. “Chissà perché, nella Bibbia, le nascite importanti si verificano da coppie sterili …” , forse anche perchè la “fecondità” che si allontana da Dio è la vera sterilità , mentre la “sterilità” che anela a Dio è la vera fecondità .

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  12. “…il Tempio:è il luogo di Dio”
    per me il Tempio non è solo,come dicono alcuni,solo un altro monumento,per me ha valore personale.Anche se lo so che Dio sta dappertutto,mi piace entrare in chiesa.La messa di domenica, fare la comunione,mi da la forza, “la ricarica” per affrontare i problemi settimanali; dopo la messa esco come nuova,con le nuove forze,con un sorriso.
    Durante la settimana mi piace entrare in chiesa quando non c’è nessuno,quando posso inginocchiarmi davanti altare e preghare o semplicamente mettersi seduta in silenzio,solo io,Dio e miei pensieri.Affido miei problemi a Dio,con calma,in silenzio, e esco dalla chiesa tranquilla,sapendo che tutto si risolve bene, in qualche modo.
    Anche se lo so che Dio sta dappertutto,ma in Tempio di più sento Dio come mi abbraccia.

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  13. ” Gabriele significa forza di Dio ed è l’ Angelo dell’ incarnazione”
    Ci sono momenti in cui si prega pensando che il Signore non stia pensando a te e invece resti senza parole quando di fronte a te ti trovi l’ Angelo che ti rassicura che le tue preghiere sono state ascoltate,ammutolisci per l’ incredulità e per la meraviglia allo stesso istante dicendo a te stesso e a Dio :- Chi sono io per meritarmi questo?

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  14. Chissà perché, nella Bibbia, le nascite importanti si verificano da coppie sterili

    Dio si rivela in cose che per noi non sono del tutto facili da comprendere, è necessario continuare ad avere fiducia perché la nostra storia è condotta da Lui che realizza sempre e comunque la nostra felicità.

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  15. – Dio in persona ha cambiato la sua vita

    Ho compreso quanto Dio può cambiare la vita, quando ho sperimentato che il dolore e la delusione possono essere vissuti senza disperazione e con serenità profonda, se vissuti alla luce della Sua presenza, con la consapevolezza che esiste un progetto più grande di noi.
    Dio non cancella il dolore, che umanamente si prova, ma ci dona la grazia di viverlo alla luce della croce, nella logica della resurrezione che trasforma la morte in vita, che restituisce liberta e giovinezza dello Spirito.

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  16. “Tu fai nuove tutte le cose”, eterno ritorno di giovinezza
    divina; chiara ti fai e inesauribile nell’ultimo Vangelo, e
    “immetti fiumi ” sconosciuti “nella steppa” del cuore
    perchè fiorisca,
    “come fiore di narciso fiorisca”.
    Sitio…

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  17. il parallelo “coppie sterili ” e “tristezze tombali”, mi fa toccare-sentire l’abisso..la negazione scientifia-organica della Vita…eppure ….”Di’ Soltanto una parola,ed io.,..e noi tutti saremo salvati ,per Dio non c’e’ grembo sterile che tenga…Lui puo’ rialzare le parole annegate nel pozzo della tristezza,e il piu’ delle volte senza chiedere alcuna conversione…

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  18. Quanto avrei voluto nascere da genitori sterili !
    Sembra che siano dei predestinati ad avere un ruolo determinante nella storia in esame. E’ un po’ come nascere con la camicia, mentre a noi per veder certe cose forse non basteranno tre vite. A volte mi chiedo perchè non si possa entrare nella cerchia dei piu’prossimi a Dio senza dover ricorrere alla “metanoia”. Andando avanti nella lettura forse trovero’ una spiegazione.
    Bella la riflessione-professione di M&C di tre commenti fa.

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  19. ” La tristezza è una tomba dalla quale le parole non sanno più rialzarsi”
    La tristezza è la tomba di chi non crede che la mano di Dio, con un tocco dolce …ti accarezza lentamente il volto, e guardandoti nell’anima, ti fa rialzare e ti dice: figlia Mia alzati e cammina e non ti fermare mai perché Colui che ho mandato vi monderà da ogni “colpa”.
    Un cammino in salita che, tu caro Poeta di Dio, ci aiuterai a fare con l’Amore per la verità, che ti contraddistingue.

    Grazie.

    Ernestina.
    Da lontano per servire… Io sono Colui che Serve!

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  20. E’ bello questo Dio che feconda ogni sterilità, quando riconosciamo di essere terreno che ha bisogno di essere arato. Sì, una pagina veramente profonda e importante, da meditare e accogliere.

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  21. L’unità, il tutto dove si fondono,diventando altro, tutte le piccole, multiformi e colorate parti che siamo, piove come Parola che si è rivelata allora, come sguardo di verità che parla oggi, che ci chiede di farsi conoscere, voce da ascoltare, voce di “ombre che gettano luce/, …ombre scintillanti/,….vulcano di Dio che disperde ovunque le ceneri” ( immagine di angeli, nel sogno di Alda Merini) Noi, muti come Zaccaria…beata colei che ha magnificato in luminose parole l’opera del Signore.

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  22. @ Rossella,
    Io mi complimento con te, mi piace quando scrivi e si sente che sono parole che vengono da un cuore buono, le tue “poche” righe sono una poesia piacevole e assolutamente portatrice di una calda serenità.

    ernestina.
    p.s. grazie.

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  23. Sterilità. Un problema che oggi affligge moltissime persone, specialmente quando l’abnegazione raggiunge livelli di sopportazione estenuanti, superati i quali si arriva al collasso morale. Ho cercato molte volte la differenza fra desiderio ed egoismo, fra la necessità di dare alla luce e quella di trovare la luce, la soddisfazione e l’orgoglio giustificato nel presentare al mondo il proprio frutto e l’umiliazione inconscia di non saper vedere le ferite di una civiltà che gareggia nell’esporre i rimedi pratici per la cura dei mali industriali; patologie che spesso ci portano a scavalcare errori di percorso e ostacoli che occupano la strada, scegliendo, per paura o per meschinità, la soluzione più facile, quella di eliminare il problema alla fonte, magari gettandolo nello scarico del bagno o nel cassonetto dei rifiuti, di cui quell’ essere ne è parte integrante, visti gli elementi di base – colore, etnia, istruzione – che ne costituiscono un ottimo esemplare border-line. Sterilità, dunque, dell’amore, di quel sentimento così spesso conclamato e così spesso poco vissuto; sterilità nel non saper dire “ti voglio bene” per paura di “offendere” un’armatura di ferro che all’interno nasconde comunque un’anima che respira e che aspetta di sentire, prima o poi, quella frase.Sarà in quel momento che avremo finalmente la possibilità di dare alla luce quel figlio di nome Giovanni.

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