IL PLUSVALORE DELLA POESIA, IL SIGNIFICANTE NON MERCIFICABILE NÉ DIGITALIZZABILE VS I CLOMINIMEDIA (parte III). Saggio di Antonino Contiliano

Il linguaggio della poesia contro-tendenzaIl plusvalore della poesia, il significante non mercificabile né digitalizzabile VS I CLOMINIMEDIA

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di Antonino Contiliano

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Il linguaggio della poesia contro-tendenza

 

Se la terza rivoluzione industriale capitalistica è quella che sfrutta il linguaggio automatizzandolo pur nei modi sofisticati degli algoritmi elettro-informatici, ma sempre come linguaggio omologo al capitale e alla sua riorganizzazione, perché non pensare il linguaggio della poesia come una rivoluzione e un agire in tendenza opposta?

In quanto divenire libertà cooperativo-plurale di costanti e variabili simbolico-semiotiche eterogenee, la cui significanza rimane una forza viva e potente innovazione creativa ed euristica, il linguaggio dei testi poetici ha, infatti, e propone, una politicità pluralizzata di lotta senza pari. La potenza dei suoi sensi esorbitanti e di soglia “indecidibile” (come il teorema di Gödel in logica matematica: se coerente è incompleto; e se completo è incoerente) non abiura all’impegno della responsabilità etico-politica verso il futuro. È come se fosse l’etica della poesia a chiamare verso l’impegno nella realizzazione di nuovi rapporti con le cose. Il tempo dell’a venire, disponibile a realizzare i valori dell’essere antagonista, infatti, non ha senso alcuno al di fuori del suo rapporto espressivo eversivo segni-cose. Una vera e propria dismisura estetico-politica che, in certo qual modo, si com-misura con quell’istanza morale emergente che, in una globalità voluta a-teorica e a-conflittuale, si vorrebbe conciliatrice, ma in realtà (se sola) è occultatrice del “reale”, delle sue contraddizioni e dei suoi antagonismi politico-sociali.

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17. Preme

da qui

Hai sentito che Giovanni è stato consegnato. Strano verbo: di per sé significherebbe solo che l’hanno messo dentro; ma tu sai che nulla avviene a caso, che il tappeto ha due facce: il lato caotico dei fili che s’intrecciano, i fatti inspiegabili alla luce fioca dei criteri umani, e la preziosa ed elegante superficie che riflette, senza sbavature, la sapienza eterna di Dio. Continua a leggere

Best American Short Stories 2012

Unknown “This year was the strongest for the short story since I began reading for this series six years ago”. Heidi Pitlor comincia così la sua Prefazione a “The Best American Short Stories 2012” e questa volta, anche per i lettori più critici, risulta difficile darle torto. Le venti storie scelte insieme al guest editor di turno Tom Perrotta hanno in sé, più di quanto sia avvenuto nel recente passato (recensisco questa serie oramai da tempo), quella grande varietà di temi, quelle ingegnose e sempre differenti maniere di trattare problematiche insieme eterne ed attuali, quell’uso sapiente e diversificato delle parole, del ritmo e della capacità di rendere il tempo parte integrante di una storia (“good-timing” dice Perrotta, con quella caratteristica che l’inglese ha di concentrare in due parole ciò che in altre lingue necessita di frasi intere) che fanno di ogni racconto una storia che vale la pena leggere, pubblicare, comprare, consigliare e recensire: la crisi economica, le guerre, la sub-cultura dei videogame, i pericoli del consumismo, la diversità, l’emotività dei singloli e delle moltitudini, lo scontro generazionale e quella fascinazione tutta particolare dell’America verso ogni cosa giovane, piena di vita e in lotta per non decadere. A questo proposito, pur nelle dovute differenze, Prefazione e Introduzione (l’una scritta dalla Pitlor e l’altra da Perrotta) sembrano convergere su alcuni semplici ma fondamentali punti: da una parte la difesa

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.44: Sotto mentite spoglie. Rosalba De Filippis, “Danielle. L’ultima foglia è sempre la più alta”

Rosalba De Filippis, DanielleSotto mentite spoglie. Rosalba De Filippis, Danielle. L’ultima foglia è sempre la più alta, prefazione di Stefano Lanuzza, Pasian di Prato (Udine), Campanotto Editore, 2013

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di Giuseppe Panella

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Rosalba De Filippis, poetessa molisana da moltissimi anni trapiantata a Firenze, ha dedicato da anni la sua devozione lirica all’esplorazione di un mondo che si situa, autorevolmente ma con continui e necessari aggiustamenti, tra realtà vissuta del quotidiano e finzione di sogno. Non è un caso che il suo primo libro si intitoli Sotto nevi di carta (Campanotto, 2007) e l’immediato precedente di questa sua ultima fatica, invece, sia La luce sugli spigoli. Canti di Monteloro (Stampa Alternativa, 2011). Tra l’aspirazione a una poeticità forte e vissuta come esperienza di vita e il sogno di un nuovo orizzonte da raggiungere attraverso lo scarto prodotto dalla scrittura lirica, si colloca quest’ultimo omaggio-confronto con un personaggio inesistente, Danielle Sarréra, creatura immaginata e trasformata in opera letteraria da Frédérick Tristan, espressione di una volontà rigorosamente camaleontica di essere altri pur rimanendo, in fondo, sempre se stesso. Personaggio poco noto in Italia, Tristan ha dato vita a una sorta di parto poetico dando vita all’opera postuma di una fanciulla diciassettenne morta suicida, Danielle Sarréra per l’appunto, di cui avrebbe pubblicato un diario e i versi redatti durante la sua breve ma intensa e desolata esistenza.

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La resa, di Fernando Coratelli

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La resa (Gaffi editore)
di Fernando Coratelli

Rashid è sul terzo vagone della linea tre, la “gialla”, in direzione San Donato – il treno è appena ripartito dalla fermata Sondrio. Lo zaino gli pesa ma non gli pesa la testa. Stanotte ha dormito contro ogni previsione. In caso non fosse accaduto aveva una boccetta di Xanax a portata di mano, però non l’ha usata e ne è fiero. Anche Attash ne sarebbe fiero. Sul vagone in cui viaggia c’è tanta gente, ma evita di guardarla: non deve provare alcuna emozione, alcun pentimento o genere di misericordia. Ci crede. È un moto dell’anima. Continua a leggere

Kenneth White, “La strada blu” e “I signi selvatici”

di Giovanni Agnoloni

la strada bluI viaggi in Canada e in Giappone di Kenneth White, in questi due bei volumi di Amos Edizioni, La strada blu I cigni selvatici, ci pongono davanti a una scrittura che è la fedele traduzione narrativa dell’approccio geopoetico al mondo propugnato dall’autore scozzese (ma francese di adozione).

Convinto come sono, e in perfetto accordo con l’editore Michele Toniolo, che un libro non sia soltanto il “testo”, ma la persona che c’è dietro, trovo infatti che non sia solo il viaggiatore White a imbeversi osmoticamente delle atmosfere – in questo caso canadesi e giapponesi –, ma la sua stessa narrativa ad adeguarsi alla “forma dei luoghi”, comportandosi come l’acqua – tanto per citare una battuta di Sergio Rubini a Christopher Lambert nel Nirvana di Salvatores –, che fluisce attraverso quella singolare “realtà virtuale” (in quanto di volta in volta diversa dalle nostre aspettative) che è il mondo reale. Continua a leggere

IL PLUSVALORE DELLA POESIA, IL SIGNIFICANTE NON MERCIFICABILE NÉ DIGITALIZZABILE VS I CLOMINIMEDIA (parte II). Saggio di Antonino Contiliano

Poesia, significante non mercificabile né digitalizzabileIl plusvalore della poesia, il significante non mercificabile né digitalizzabile VS I CLOMINIMEDIA

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di Antonino Contiliano

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Poesia, significante non mercificabile né digitalizzabile

Il linguaggio poetico e la sua capacità di azione dirompente, la sua astrazione particolare quanto la sua stessa capacità di mettere in moto immaginazione e ipotesi come altri punti di vista, come si verifica nei processi degli “esperimenti mentali” scientifici e della stessa astrazione matematica, è cosa da non sottovalutare come modo di agire, conoscere, comunicare e con-astrarre immaginativo diversi, oppositivi e alternativi. L’astrazione, più dell’intuizione, permette sia alle scienze quanto alla poesia di escogitare e ipotizzare versioni nuove e alternative di realtà, che, sebbene contaminate dalla logica fantastica e ana-logica, non perdono mai di vista le possibilità di realizzazione e applicazione (docet, per esempio, la storia dei numeri immaginari e delle città utopiche).

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Nessuno tocchi la Costituzione – di Salvatore SETTIS

Nel 2006 ben 16 milioni di italiani bocciarono una riforma costituzionale che ora si vuole rilanciare. Il vero problema è la mancata attuazione di diritti cruciali come quello al lavoro. Altro che le modifiche…

di Salvatore Settis, da L’Espresso, 21 giugno 2013

La Costituzione è sotto attacco su tutti i fronti. E nessun tema è “di nicchia”, perché la Costituzione non è una litania di articoli isolati, ma una sapiente architettura di principi. In essa, anche il diritto alla cultura (istruzione, ricerca, tutela) è strumento di eguaglianza, giustizia sociale, libertà, democrazia. Ma le modifiche costituzionali di cui si parla in clima di larghe intese non sono indirizzate a questi grandi traguardi. Tendono, invece, a consolidare l’impasse della politica, il “pilota automatico” che assoggetta i governi al potere finanziario, fuori da ogni controllo democratico. Si inventano conventicole arbitrarie e si osa chiamarle “Costituente”: ma un Parlamento eletto con il Porcellum non è legittimato a esprimere nessuna Costituente. E perché Berlusconi non “stacca la spina”al governo Letta, se non perché punta a una riforma simile a quella bocciata dal referendum del 2006? Con il governo Monti, la modifica dell’art. 81 (pareggio di bilancio) fu approvata, senza referendum, dalla stessa maggioranza che appoggia ora il governo: è già pronta a varare una Costituzione presidenzialista ad personam? Continua a leggere

Appunti su “Nevicata” di Francesco Scarabicchi

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L’impermanenza felice della neve.
Nevicata di Francesco Scarabicchi, con i paesaggi incisi di Nicola Montanari, ed. Liberilibri, Macerata 2013, €18.

di Anna Elisa De Gregorio

E’ appena arrivato in libreria (sui magri scaffali dedicati alla poesia o su quelli dedicati alle arti figurative, a discrezione del libraio) un volumetto dal formato inconsueto (50×50) tipico dei “libri d’arte”, che non devono necessariamente stare in ordine come gli altri. Si tratta in effetti di un perfetto “ibrido” dove la poesia scritta da Francesco Scarabicchi e i paesaggi incisi da Nicola Montanari (ventisei per l’esattezza) si incontrano, loro stessi emozionati, in bellezza e in assoluto sun pathos per raccontarci una storia. Continua a leggere

Contro ogni guerra

di Antonio Sparzani
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Sono sempre e dovunque contrario alla guerra: La guerra dei condomini tra loro, la guerra degli scrittori tra loro, la guerra degli imprenditori, della concorrenza spietata e tutte quelle che vi potete immaginare, ma, sopra tutte queste, la guerra organizzata tra popoli, la guerra guerreggiata, con i cannoni le bombe i gas e chissà quali altre diavolerie (proprio!) gli esseri umani sono riusciti ad inventare.

Sono contrario alla guerra per principio, così come sono contrario alla pena di morte, alla tortura, ecc.
E sono contento di vivere in un paese dove la pena di morte non vige e dove la guerra è bandita dall’articolo 11 della Costituzione. O meglio, dovrei dire sarei contento, Continua a leggere

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L’AssociazionePoEtica presenta

mercoledì 26 giugno 2013, alle ore 18:00 a Roma,
presso la Libreria Claudiana
Sala valdese, via Marianna Dionigi, 59 (Piazza Cavour)

il libro di Arnaldo Ederle

Poemetti per Negrura
(CFR, 2013)

Dialogano con l’autore: Elio Pecora, Gianmario Lucini
Incontro a cura di Viviana Scarinci Continua a leggere

Irene Sánchez Carrón: Con un libro en las manos

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Con un libro en las manos

Me recuerdo sentada
en la calle sin aceras de mi infancia
con un libro en las manos.
Mi cuerpo diminuto
cabía en el umbral.
En las horas de siesta,
cuando nada sucede,
esperaba sentada
con un libro en las manos
que todo sucediera.

Con un libro in mano

Ricordo me stessa seduta
lungo la strada senza marciapiede della mia infanzia Continua a leggere

14. Le penne

da qui

E un bel giorno Giovanni fu arrestato. Il terzo evangelista anticipa l’evento, rispetto ai due passi paralleli, perché intende rimarcare il confine tra promessa e adempimento, tra la fine del ministero del Battista e l’inizio di quello di Gesù. Continua a leggere

A ritroso, di Danilo Mandolini

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Appunti su A ritroso di Danilo Mandolini, edizioni L’obliquo, Brescia 2013

di Anna Elisa De Gregorio

Quando un autore decide di riproporre in un unico volume la sua produzione, avverte che è arrivato ad un giro di boa, a un redde rationem: un farsi domande sul proprio lavoro di scrittura, un guardarsi indietro… Ogni giorno si è diversi dal giorno avanti e questo continuo divenire può portare a una “crisi”, ad una necessità di aggiornamento della propria opera poetica. Continua a leggere

Album

io

di Eliana Petrizzi

Mio padre a 16 anni sull’orlo di un pozzo con gli amici canta e suona tra fisarmoniche e tamburi. Mio padre che fa finta di

tuffarsi, le braccia nella posizione delle ali di certi uccelli che non possono volare.

Mio padre a settembre con la famiglia, a pestare l’uva nei tini. Mia nonna sullo sfondo, piccola e muta come una falena. Continua a leggere

Massimo Maugeri, Trinacria Park

Trinacria Park: il sogno è qui!
di Giorgio Morale

Un giallo, un noir, un romanzo realistico, un romanzo psicologico con sfumature horror: questo e altro è Trinacria Park di Massimo Maugeri, un pastiche di generi che compongono una sorta di roman philosophique capace di svolgere un approfondito discorso cum figuris sul nostro tempo. Continua a leggere

Obiettivo: de-formazione. Fisionomia di una smorfia

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Obiettivo: de-formazione

Fisionomia di una smorfia

di Stefanie Golisch

Soltanto ciò che non insegna, ciò che non chiede a gran voce, ciò che non convince, ciò che non accondiscende, ciò che non spiega, è irresistibile.

W. B. Yeats

L’uomo tetrapak

L’obiettivo primario – benché non dichiarato – della scuola di oggi è la produzione di un individuo ben funzionante nella società così com’è. Un essere anonimo, senza caratteristiche specifiche, e, ovviamente, privo di spirito critico. Ben gestibile, addestrato all’ubbidienza cieca, e devoto a una visione del mondo presuntamente razionale che gli impedisce a priori lo sviluppo di qualsiasi forma di utopia politica, sociale e individuale.
L’uomo tetrapak, facilmente immagazzinabile, usabile e abusabile, ossia, l’uomo senza sogno. Continua a leggere