10. Una sintesi perfetta

da qui

Giuseppe sogna molto: è un uomo a cui il Signore trova il modo di parlare, consigliandolo e guidandolo nelle svolte decisive. La filosofia s’è ingegnata per secoli a provare o confutare l’esistenza di Dio. I nomi da passare in rassegna sono troppi per essere citati; basti ricordare, per l’antichità, Diagora, Crizia, Evemero; più tardi Anselmo, Tommaso d’Aquino, Cartesio, Leibniz e Kant; per l’età moderna, Feuerbach, Nietzsche e Marx. Senza affaticarsi inutilmente, basterebbe venire a conoscenza degli interventi diretti del Signore nella storia; che però, al di là di ciò che dicono alcuni degli ultimi teologi, per essere creduti esigono la fede. Giuseppe di fede ne ha da vendere e riconosce senza esitazioni la voce dall’alto, o dal profondo, che lo spinge a fuggire in Egitto, perché Erode, famoso per la sua ferocia, ha intenzione di uccidere il bambino. Giuseppe si attiene, come sempre, alle indicazioni ricevute, accompagnato da una citazione del profeta Osea (11,1): Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Con un colpo da maestro, Matteo suggerisce la direzione profonda del racconto: Gesù è il nuovo Mosè, ripercorre l’esodo di un popolo ridotto in schiavitù, liberato a suo tempo ma, lo si capisce adesso, in modo provvisorio. Solo Cristo libera per sempre da ogni forma di oppressione, non dall’esterno, ma rifacendo in prima persona il percorso della storia. In realtà, s’intuisce un motivo ulteriore nella scelta del soggetto: Gesù, nel compiere miracoli, è accusato dai Giudei di aver appreso le arti magiche in Egitto; Matteo può confutare questa tesi: il figlio di Maria si recò là, effettivamente, ma solo da neonato, quand’era impossibile apprendere qualcosa.
Il re Erode, nel frattempo, ingannato dai Magi nel modo che sappiamo, decide di dar sfogo alla sua proverbiale crudeltà: ucciderà i bambini di Betlemme dai due anni in giù. Il paese aveva al massimo un migliaio di residenti, quindi le vittime si sarebbero contate sulle dita; una strage, comunque, orribile e drammatica, con cui Matteo richiama un’altra fase della storia d’Israele, l’esilio in Babilonia, col lamento altrettanto proverbiale di Rachele per i figli che non vedrà mai più. Gesù, dunque, vive un’infanzia attraversata da lampi d’odio e grida d’innocenti, s’immerge nella feccia del mondo che è venuto a salvare dall’abisso del peccato. Risulta chiaro il disegno di Matteo: guardare indietro fino a Mosè e avanti in direzione della croce: in Gesù c’è la sintesi perfetta della storia di un Dio che desidera salvare chi è perduto. Finalmente arriva una notizia: sono morti quelli che cercavano la vita del bambino. E’ il destino di chi ostacola il progetto del Signore. Giuseppe può recarsi a Nazaret, realizzando così la profezia: Gesù sarà chiamato Nazareno. Il problema è che, nel Primo Testamento, di annunci simili non se ne trova alcuno, eccetto il germoglio (netzer) di Isaia 11,1 (Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici
): nel Cristo si adempie, in modo esemplare, la Scrittura degli Ebrei.

22 pensieri su “10. Una sintesi perfetta

  1. – guardare indietro fino a Mosè e andare avanti in direzione della croce

    Questa frase mi sembra anche la “sintesi perfetta” del cammino di Fede verso il Bene che porta alla conversione: si guarda al passato per non dimenticare le nostre origini, per ricordarci chi siamo e per imparare dai nostri errori; si guarda al presente ed al futuro mettendo la resurrezione come fine, sapendo di dover passare anche necessariamente per la croce.

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  2. Spirito, anima e corpo è la sintesi perfetta di un progetto d’Amore che si è fatto carne per liberare gli uomini di ogni tempo.

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  3. “La filosofia s’è ingegnata per secoli a provare o confutare l’esistenza di Dio”
    “Solo Cristo libera per sempre da ogni forma di oppressione”

    “Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt, 5,9)
    E’ straordinario come il Vangelo dia risposte che vanno oltre il cristianesimo stesso, oltre noi, oltre ogni libera impostazione di pensiero, per identificare il seme comune nella costruzione della pace e della giustizia sociale, a prescindere da ogni mentalità e cultura. Figli di Dio nei fatti concreti, quindi, piccoli e grandi, quotidiani ed epocali, al di là di parole, teorie, e, si potrebbe dire, persino della stessa fede in Dio.

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  4. “Gesù è il nuovo Mosè..” . In realtà la storia dell’esodo è un’anticipo della storia della salvezza.in Gesù , la sua prima parte . Quell’attraversamento del mare fra due mura d’acqua ( ricordo il film ) somiglia molto ad un parto , ad una nascita , preceduta sempre da un evento che in gergo si chiama l’apertura o la rottura delle acque ( si tratta dell’apertura del sacco amniotico ) : è la nascita di un popolo a cui capo Dio ha messo Mosè . Il popolo d’Israele è in realtà il corpo di Mosè , che con il suo popolo avrà poi lo stesso rapporto conflittuale che credo tutti abbiamo con il nostro corpo . Di seguito questo popolo diverrà il corpo di Cristo e quindi la Chiesa .

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  5. Una sintesi perfetta : “Ci trema il cuore a pensare che
    questa materia, questi elettroni, sono stati chiamati un
    giorno a formare il corpo del Figlio di Dio: mistero in-
    finito di Amore….C’è una misteriosità insondabile in –
    questa materia.
    L’infinita Sapienza che riallaccia a sè il creato nell’ulti-
    mo anello della creazione…
    Vengono le vertigini a pensare alla materia, Corpo di
    Gesù “.
    ( Enrico Medi )

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  6. “Giuseppe sogna molto: è un uomo a cui il Signore trova il modo di parlare”

    I sogni vanno protetti affinche’ l’Erode di turno non possa distruggerlo.

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  7. Solo Cristo libera per sempre da ogni forma di oppressione, non dall’esterno, ma rifacendo in prima persona il percorso della storia precedente

    Non può bastare il semplice gesto di generosità che nasce improvvisa da una terra sterile, da cui non cresce foglia da anni, bisogna attraversare insieme lo stesso dolore, condividerlo insieme per comprenderlo e sostenere attivamente chi ne subisce il peso. La terra va innaffiata di carità, fertilizzata con la dolcezza, stimolata con l’energia di mani e cuori che credono davvero che un ramo secco possa diventare un albero rigoglioso anche in mezzo al deserto. Tutto con costanza e amore, desiderio di progressione, istruzione, crescita morle, civile ed economica, per tutti coloro che vengono considerati scarti, rifiuti di una società che fa fatica a negarsi il superfluo; non parlo di essenziale, ma di tutto ciò che non serve e che diventa necessario quando subentra la corsa ossessiva al consumismo. Se ne ricaverebbe una sinergia imprescindibile per la crescita umana dell’intero pianeta, da cui ognuno potrebbe trarne beneficio.

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  8. Io ricordo (più meno,perchè ero ancora bambina) come mia nonna una volta ha raccontato che quando Giuseppe, Maria e Gesù stavano andando verso Egitto per salvare Gesù dal crudeltà di Erode,un ragno ha fatto una grande ragnatela per nascondere loro in momento di pericolo.
    Mia nonna conosceva tante storie,la vita di tanti santi, purtroppo io ascoltavo poco.

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  9. “Gesù,nel compiere miracoli,è accusato dai Giudei di aver appreso le arti magiche in Egitto”
    tanto sempre si trova qualcuno che o per la sua paura o per gelosia o superbia,trova un modo per buttare un sasso,il fango verso la persona innocente.
    Gesù suoi miracoli non facceva per far divertire spettatori, ma per aiutare e salvare le persone.

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  10. Ogni cosa ha un punto d’inizio ed una fine che corrisponde al punto d’arrivo, ma per quanto le cose si ripetono come in un cerchio gli avvenimenti non sono mai gli stessi,perché si manifestano con dei risvolti sempre diversi corrispondenti all’evoluzione umana e al nostro perfezionamento spirituale.Infatti,Gesù non è venuto”per abolire la legge, ma per perfezionarla” con un unico comandamento :che ci Amiamo!

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  11. Cristo, uomo e Figlio, è sintesi perfetta di quella eternità, di quella una linea retta della quale facciamo parte, che si rende visibilmente concreta ma velata nel nostro segmento terreno, dove si nasce, si muore, dove si cerca il volto del Padre e si ascolta, magari nel sogno, magari nella preghiera, o nella voce, nel volto, nel bisogno fratello. Il progetto del Signore si svela in una sapienza infinita quanto misteriosa ai nostri cuori, nella nostra storia, chiama una Verità e una giustizia alla quale non siamo pronti, magari, o che vorremmo diversa, con altri tempi, o con altre forme. In Cristo si adempie, come grande mano di misericordia del Padre…..

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  12. Mi domando spesso-che cosa è di strano o sbagliato-vivere in pace,amore,bene?!
    Spesso ripeto a tutti-sià gentile,bravo,non ti costa niente ma cosi si veve meglio.
    Invece no! La gente spesso si trova le scuse per odiare,essere invidiosi,per fare le cattiverie,giustificando se stessi che non è lei ma altro che si comporta male.
    E perdono?! Ogni uno vuole essere perdonato, però noi spesso non perdoniamo (“non ti dimenticerò mai…!”)
    Perdono è sempre amore!
    Che c’è di strano vivere in pace e l’amore?!
    Che c’era di strano che Gesù è venuto sul questo mondo per fare ricordare noi delle nostre radice,per fare ricordare a noi che amore è il più importante nella vita?!
    Che c’era di strano?
    A noi “umani” (?) non piaceva questa idea, fino al punto che abbiamo crocifisso Gesù che parlava del bene e AMORE!

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  13. “Gesù vive un’infanzia attraversata da lampi d’odio e
    grida d’innocenti”, eppure era “la luce vera che illumi-
    na ogni uomo, che viene in questo mondo”.
    Poichè “Tutto è stato fatto per mezzo di Lui”:
    Tu, mio Signore, sei l’Essere del mio esistere,
    anima dell’anima mia.
    Incarnato, amoroso Verbo,
    sei veste alla mia umanità,
    cuore al mio cuore,
    respiro al mio respiro.
    Signore senza tempo, sei sorgente e risposta
    “alla mia miseria implorante” Te,
    indefettibile Amore!

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  14. Giuseppe sogna molto: è un uomo a cui il Signore trova il modo di parlare…

    Si ,il Signore trova sempre il modo per parlare con noi, anche attraverso i sogni…solo che a volte non sono così chiari come lo sono stati per Giuseppe, a volte è necessario avere pazienza e aspettare che il tempo ne sveli il significato.

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  15. Giuseppe sogna molto: è un uomo a cui il Signore trova il modo di parlare

    Che grande virtù saper ascoltare la Sua voce.

    O Dio, parla con dolcezza nel mio silenzio
 quando il chiasso dei rumori esteriori di ciò che mi circonda 
e il chiasso dei rumori interiori delle mie paure
 continuano ad allontanarmi da te,
 aiutami a confidare che tu sei ancora qui 
anche quando non riesco a udirti.
 Dammi orecchi per ascoltare la tua sommessa,
 dolce voce che dice:
”Venite a me, voi che siete affaticati e oppressi,
 e io vi darò riposo… perché io sono mite ed umile di cuore”. 
Che questa voce amorevole sia la mia guida.
    Henri J. M. Nouwen

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  16. Be’, il nostro Giuseppe di giorno ha ben altre cose a cui pensare..lo immagino “preso” come noi da fatiche e preoccupazioni,Dio non osa ..ma c’e’ un altro spazio dove ci si puo’ incontrare.. d’altra parte che ne sa’ Giuseppe delle sintesi “perfette”?, ..Dio trova il modo..per Lui…e ho fiducia ,.anche per ognuno di Noi..

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