Album

io

di Eliana Petrizzi

Mio padre a 16 anni sull’orlo di un pozzo con gli amici canta e suona tra fisarmoniche e tamburi. Mio padre che fa finta di

tuffarsi, le braccia nella posizione delle ali di certi uccelli che non possono volare.

Mio padre a settembre con la famiglia, a pestare l’uva nei tini. Mia nonna sullo sfondo, piccola e muta come una falena.

Mio padre a Salerno, da solo a testa bassa in piedi su un muro. Bianco il muro, bianco lo sfondo.

I miei nonni materni e paterni che si sono appena conosciuti; i corpi pieni, i visi finalmente soddisfatti.

Mia madre poggiata contro la parete di casa sembra una belva che sta per compiere il balzo.

Mia madre e mio padre abbracciati all’aria aperta, poi sui gradini delle scale di un tempio a Paestum. Mio padre guarda lontano. Mia madre sembra più grande di lui.

Mia madre e mio padre al mare. In una foto lei da sola, nell’altra lui da solo fissa l’orizzonte.

Foto tessera: mio padre guarda altrove, come se qualcuno l’avesse chiamato all’improvviso.

I miei nonni paterni seduti in cucina l’uno accanto all’altra, in una luce di tardo pomeriggio, le braccia in grembo, il sorriso umile di chi, appena ricevuto un dono, dice grazie.

Foto del matrimonio: i parenti stretti, poco trucco, abiti sobri.

La mano di mio padre che regge un cucciolo di merlo, ucciso pochi giorni dopo perché non voleva mangiare.

Io appena nata su un lenzuolo sembro un maschio.

Mia madre davanti casa dei suoceri, con betoniere e mattoni sullo sfondo.

I riti della Candelora e quelli del Maggio.

Mio padre in gita a Roma, poggiato da solo contro la scala di Piazza di Spagna, con l’abito della domenica.

Nascita di mia sorella: mia madre col volto stanco e felice. Mio padre mostra mia sorella come un cesto di funghi.

I 4 anni di mia sorella. Vigilia di Natale, tutti insieme nella foto. A centro tavola una crostata di castagne. Spensi io le candeline, con le dita.

Gli amici americani di mio padre da cui non siamo mai andati.

I miei zii riuniti con le mogli che fanno salami e tagliatelle.

Mio padre a Nettuno al matrimonio di mia cugina. Sullo sfondo un paesaggio collinare. In primo piano, venuto sfocato, indossava l’abito con cui è stato sepolto.

Mio padre che gioca a palle di neve col fratello americano, durante la nevicata dell’’81.

Carnevale 1999: mio padre indossa una maschera di piume d’uccello. Dietro i buchi, gli occhi spenti.

Le mie zie tornano dopo 15 anni a trovare mio padre malato.

Mio padre seduto al balcone tra i gerani. La badante Natashia sorride, reggendo un ciuffo di peperoncini rossi.

Le mie zie a casa per l’ultima volta. La badante, mia madre che sforza un sorriso. Mio padre inerte sulla sedia guarda oltre la foto.

Primo piano di ginestre in fiore a maggio.

La lapide di mio padre al cimitero.

Foto di mia sorella in posa contro muri diroccati e scale in malora. Accanto a lei, mio cugino indossa una maglietta con la scritta “Nothing else to loose”.

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