14. Le penne

da qui

E un bel giorno Giovanni fu arrestato. Il terzo evangelista anticipa l’evento, rispetto ai due passi paralleli, perché intende rimarcare il confine tra promessa e adempimento, tra la fine del ministero del Battista e l’inizio di quello di Gesù. La scelta può sembrare arbitraria, ma sappiamo che i Vangeli sono puzzle dai pezzi intercambiabili. Ciò non significa anarchia: piuttosto, che gli autori si attengono a un disegno definito, una visione teologica che affiora volta a volta, senza sottomettersi a un rigore cronologico che in fondo è un’utopia, trattandosi di dati trasmessi per via orale. La sostanza è invariata: il Battista, come tutti i profeti, parla troppo; ha preso di mira Erode ed Erodiade, rinfacciandogli il legame illecito e incestuoso. La faccenda è più complessa di quanto possa parere a prima vista. Qualcuno pensa che Erode incarceri Giovanni per difenderlo dall’ira di Erodiade, che lo vuole morto. Girava voce che il re lo ascoltasse volentieri, come fosse incantato dalla sua eloquenza dura e coraggiosa. Cosa avesse in comune coi valori predicati non è chiaro, ma il fascino supplisce, non di rado, alle più grandi divergenze di pensiero. Il groviglio, in realtà, è ancora più intricato. Joseph Ben Matityahu, meglio noto come Flavio Giuseppe, storico e scrittore d’origine ebraica (assunse il nome Flavio in seguito all’affrancamento e alla concessione della cittadinanza da parte dell’imperatore), si sofferma anch’egli sulla storia del Battista, ignorando le ragioni degli evangelisti, propensi a vedere, nell’esecuzione, una vendetta per l’accusa di adulterio fra Erode e la cognata; per Giuseppe, i moventi decisivi furono politici: Giovanni era troppo popolare, la gente gli credeva ciecamente; le cause di scontento sarebbero sfociate facilmente in disordini rivolti contro il re. Una linea che conduce dritta all’arresto a Macheronte. I sinottici optavano, invece, per questioni etico-legali, che toglievano colore politico all’operato di Gesù e del precursore, per difendere i cristiani dal sospetto di trame sovversive; così fu per il processo romano, in cui Pilato si disinteressa di ciò che non lo tocca in alcun modo. Ma il tutto si potrebbe ingarbugliare ulteriormente: qualcuno sostiene che Giovanni esasperasse l’accusa perché il Nazareno lo metteva sempre più in secondo piano: se l’avesse spuntata coi regnanti, il suo prestigio si sarebbe accresciuto e avrebbe imposto a tutti il suo talento di messia politico vincente. Il fantavangelo lo lasciamo ad altri: l’argomento più attendibile è che Erode abbia immolato lo scomodo profeta per l’allarme suscitato da un carisma irresistibile, che avrebbe minato, prima o poi, la sicurezza del suo regno. Per noi, la morale della favola non cambia: il profeta autentico ci lascia le penne, prima o poi.

12 pensieri su “14. Le penne

  1. LE PENNE
    Un capitolo evengelico che racchiude la perfidia degli
    uomini, gli intrighi, l’immoralità accanto alla santità, la bel-
    lezza del Nazareno, presenza discreta.
    Il Battista, che ha esultato per Lui nel grembo materno,non
    teme inganni, tranelli, non teme i tiranni. E’ “il più grande tra
    i nati di donna”, lo confessa, lo copre di gloria.

    "Mi piace"

  2. – il profeta autentico ci lascia le penne, prima o poi.

    “Beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati sarete voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli, poiché così hanno perseguitato i profeti che furono prima di voi.”
    Mt 5, 10-12

    "Mi piace"

  3. Non so perché la figura di Giovanni Battista (almeno da me) è stata diminuita,si parlava poco di lui, o sono io che non ascoltavo o ricordo poco.Si trattava come uno di tanti altri profeti,per non dare qualche importanza di più.
    Ricordo di più dal raconti di don Fabrizio dal lectio.

    "Mi piace"

  4. E’ diventato problema politico? Sicuramente ci stava problema, anche politico,perchè stava entrando nuova ideologia (teologia) diversa da questa in comune, il popolo aplaudiva, e con questo diventava problema,anche politico.

    "Mi piace"

  5. Se si tratta del Vangelo, non mi sono mai impegnata a studiare bene,cronologicamente,per cercare punti giusti o sbagliati con la storia. Per me Vangelo è il messaggio,è la forza per esistere, per mio cammino.
    Ho sentito anche una teoria,che hanno scoperto che nel Vangelo (originale)è scritto con un codice tutta la storia della vita sulla Terra,che nel Vangelo era scritto di tutte le guerre che abbiamo passato,tutti avvenimanti importanti e tutto il resto.

    "Mi piace"

  6. Il Vangelo è come la vita la gente vuole sempre sapere il perché delle cose come se sapere la causa fosse la soluzione di tutti i problemi, ma le esito dell’ effetto non cambia è sempre lo stesso.
    Tanto tempo fa mi capitò di incontrare una signora che teneva un libro in mano ,sulla copertina del libro c’era l’ immagine di Gesù crocifisso, le chiesi se era un libro che parlava di Gesù ,lei mi rispose di si, non ricordo il titolo del libro,il punto era che in questo libro si attestava che Gesù fosse morto a 38 anni e non a 33 come abbiamo sempre creduto.A questo punto le ho risposto che importanza ha sapere con precisione l’ età della sua morte,l’ importante è che Gesù è vissuto in mezzo a noi e che è risorto,perché soffermarsi sulle piccolezze che distolgono dalla Verità,quando la Verità è proprio li davanti a noi?

    "Mi piace"

  7. GESU’ “CONFINE TRA PROMESSA E ADEMPIMENTO”
    I Giudei, giudicano Gesù dall’apparenza che è quella di
    un uomo, “essi non vedono risplendere nella carne la
    gloria del Figlio di Dio”, così non possono leggere in
    Lui, l’adempimento della promessa, ma di questa,il Bat-
    tista ne ha una cognizione precisa e converge tutto sulla
    persona di Gesù.
    L’adempimento della promessa passa attraverso la storia,
    per questo, mentre si chiarifica la figura del Messia, si di-
    segna la storia che lo ha accolto con tutto il peso del suo
    peccato.
    Una lettura divina, del mistero di Cristo, sempre nuova.
    Grazie, Fabrizio, per la tua evengelizzazione.

    "Mi piace"

  8. “E il Verbo si fece carne e pose la sua tenda
    in mezzo a noi”. (Gv.1,14)
    traendoci :
    “dalle tenebre alla sua ammirabile luce”. (1Pt.2,9)

    Il Signore Gesù tocca l’intimo dell’uomo facendo
    fiorire la Redenzione.
    Amore !

    .

    "Mi piace"

  9. Scotta, è in arginabile, destabilizza. A tal punto da volerla ignorare per non scomodare troppo la nostra vita, più o meno piacevole, come fosse un cruciverba, in cui è impossibile spostare la casellina nera altrimenti bisogna cambiare tutto e ricominciare da capo. Spesso non c’è tempo, o forse facciamo fatica a trovarlo per attuare qualche cambiamento che, seppure impercettibile, troverebbe comunque la sua utilità. Ad ogni il modo il mondo gira e non si ferma certo davanti a un qualsiasi semaforo che sta per diventare rosso e che con velocità riusciamo a oltrepassare liberandoci dall’ennesimo venditore di fazzoletti. Anche stavolta siamo liberi, non costretti a ripetere la solita frase “ no, grazie”. Il profeta si arrangi, ci sarà qualcuno che gli comprerà qualcosa, disposto a credere alle sue favole. Qualcuno che ha voglia di sentirsi libero davvero.

    «Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere: completamente vivi.»
    M. Gramellini, Fai bei sogni

    "Mi piace"

  10. “La differenza tra un profeta e un poeta è che il primo vive quello che insegna.
    Il poeta non lo fa:può scrivere versi magnifici sull’amore, e tuttavia continuare a non essere amato.Quando si accetta di non essere amati,si finisce per trasformarsi in qualcuno impossibile da amare.
    L’arte è il tentativo di esprimere ciò che l’umanità ama. In tutte le epoche,noi amiamo la bellezza.Non tutto ciò che è bello è buono, ma la bontà è sempre bella.”

    Kahlil Gibran

    "Mi piace"

  11. Il profeta autentico, non ci lascerà le penne, prima o poi, ci lascerà lascerà l’ Amore del quale è pieno e fervido come una madre gravida.
    Gli intrighi non hanno mai dato frutti… ma deserti senza neanche un’oasi per potersi ristorare.
    Il profeta autentico ha dalla sua i discepoli che sempre lo seguiranno nella verità e nell’Amore che solo Lui è capace di donare.

    Non abbiate paura di seguire la verità sarete ricompensati da ogni dolore, che rende persone vere, vere!

    ernestina.

    "Mi piace"

  12. La sostanza non cambia…. molto scrivere, parole tramandate tra le generazioni possono essersi lasciate contaminare qua e là, o aver privilegiato una lettura degli eventi più o meno politica, ma rimane la sostanza… la fine in una morte ingiusta, violenta, crudele di colui che doveva anticipare il Cristo, preparare la via, anche in questo.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.