15. Sempre e comunque

da qui

La scena è piena di mistero: Gesù viene al Giordano, si mette in fila come gli altri, per ricevere il Battesimo. Che avrà pensato, prima che toccasse a lui? Osservava la gente, col carico più o meno pesante di peccati. Aveva, il Nazareno, il dono della cardiognosia, la conoscenza del cuore che, per intenderci, permetteva a padre Pio di allontanare i finti penitenti prima che aprissero bocca per mentire. Il Santo legge dentro, non ha bisogno che qualcuno gli spieghi i fatti altrui; per questo il Padre del figlio prodigo non lo lascia continuare, troncando di netto l’autodenuncia che aveva così accuratamente preparato. Sarebbe il massimo, un confessore come lui: niente esame di coscienza, solo un offrirsi inerme alla misericordia che scandaglia gli angoli più bui della coscienza. Giovanni è imbarazzato e gli rifiuta il rito. Io battezzare te? Ma stai scherzando? Anche lui, si sente letto dentro: sarà il più grande tra i nati da donna, ma qualche difettuccio, gratta gratta, l’avrà avuto. Quale fu mai lo stato d’animo, ad esempio, del confessore di Francesco d’Assisi o d’Ignazio d’Antiochia macinato dalle belve come grano del Signore? La risposta di Gesù chiarisce poco: lascia fare, per ora, bisogna che si adempia ogni giustizia. Perché per ora? Di che giustizia parla? Oggi il Battesimo non ha più segreti; la discesa nell’acqua è un simbolo di morte, l’abbandono di qualsiasi sicurezza; la scena richiama da vicino il dramma del Calvario, il battesimo di cui Gesù desiderava ardentemente il compimento. Solo sul colle appena fuori le mura è possibile comprendere la giustizia di Dio: l’agnello prenderà il peccato del mondo su di sé, s’immergerà nell’abisso della morte al posto nostro, lui, l’innocente; e questo per suo Padre è giusto. La più grande ingiustizia concepibile, per Dio è la giustizia suprema: dare la vita per chi non è capace di morire.
C’è qualcosa che non deve sfuggirci: Gesù, battezzato, emerge dall’acqua; i cieli sono aperti e lo Spirito scende su di lui. Un movimento logico: la terra sale, il cielo scende, altrimenti non potrebbero incontrarsi. Non è lecito dividere l’ascesi e la mistica, la grazia e la natura. Il centro della persona umana è fuori del suo ego, sta all’incrocio tra materia e spirito, anima e corpo, storia e eternità. Solo così c’è la nuova creazione, rappresentata qui dalla colomba, che aleggiava – in simbolo – sulle acque della Genesi e – concretamente – alla fine del diluvio. Soltanto a questo punto puoi sentire la voce di Dio, che ripete il già saputo e mai capito veramente: tu sei il figlio che amo e che amerò, sempre e comunque.

17 pensieri su “15. Sempre e comunque

  1. SEMPRE E COMUNQUE
    “Dimmi, Amore dell’anima mia”, (Ct.1,7)
    “Tu sei la figlia che amo e che amerò, sempre e comunque”.

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  2. – si mette in fila come gli altri…

    Ecco, proprio questo mi ha sempre colpito moltissimo: Lui, il primo tra tutti gli uomini, non uno qualunque, ma l’Uno, si mette in fila per farsi battezzare come fosse davvero uno qualunque.
    Fin dall’inizio, un grande esempio di giustizia ed umiltà, per noi abituati al “lei non sa chi sono io!”.
    Perchè, ieri come oggi, chi è veramente grande non ha bisogno di spiegarlo a parole, di mettersi in risalto, ma saranno le sue opere a parlare per lui e lo capiranno tutti, anche chi non possiede la cardiognosia, prima o poi dovrà arrendersi all’evidenza…

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  3. Poesia per due amici che hanno deciso di sposarsi in Dio

    “Anche il mio cuore pare librarsi festoso nell’aria mentre ti accolgo, amore, illuminando la mia casa.
    Ora anche il tempo si è fermato e in ogni dove brilla la luce rinasce gioia e speranza che leggo nei tuoi occhi trasparenti.
    Entra, come un raggio di sole che riscalda, quel tuo amore semplice tessuto e ricamato come un diadema da quelle abili mani del Vasaio.
    Incastonato come pietra preziosa nel nostro anello sponsale, adorna prezioso le nostre mani il SI’ che abbiamo offerto a Dio dall’altare.
    Muoiono per sempre freddo e solitudine, trovando pace al tuo focolare; e anche quando si fa sera, so che sei là ad aspettarmi, perché mi ami.
    Raccontami, dove hai attinto quel riflesso e la dolcezza per volermi bene?
    Oso pensare che fra le ali del vento hai varcato le porte dell’infinito per cercarmi, sconvolgere la mia vita e stregare per sempre il mio cuore.
    E così si è compiuto il miracolo di chi sa amare donandosi amore.
    Restami accanto, camminiamo insieme, mano nella mano verso l’orizzonte; sostieni il mio passo, dammi la vita, regalami un sorriso, perché l’amore è dono.
    Esultiamo nei cuori che battono all’unisono e sfoceremo verso il mare aperto, Madre e Padre, a immagine del Dio fecondo, daremo frutti come l’albero di vita.
    Poveri o ricchi, che importa, se amandoci come siamo, tocchiamo il cielo con un dito, restando immobili per contemplar felici gli occhi che sanno di mistero.
    Eterno amore abbiamo giurato sull’altare, e così sia, per sempre innamorati.”

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  4. “Io sono un Padre per Israele”. (Gr.31,9)
    “Voi siete figli per il Signore Dio vostro”. (Dt. 14,1)
    Tu sei Padre, Signore mio Dio, perchè generi il Figlio
    l’Amato, ma sei anche Padre nostro in virtù del tuo
    Bene che ci ha creati a immagine del tuo Figlio, primo-
    genito di tutte le creature, che in noi dice:Padre nostro.
    Non c’è piu niente da desiderare.

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  5. “Ecco vorrei dirvi come Gesù ha evangelizzato Dio”.
    “…Gesù si mette in quella fila di peccatori solidale coi
    peccatori. Dio si compiace di Gesù solidale coi pecca-
    tori, perchè, Gesù, sta spiegando con un gesto il volto
    di Dio, lo sta narrando”.
    (E. Bianchi)

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  6. Lui ci ama sempre e comunque!
    “e noi non lo capiremo mai”, è vero, è davvero molto difficile leggere nel cuore di un Padre così grande!
    Possiamo solo provare a sentirci amati.
    E il cammino di fede sarebbe iniziato..finalmente.

    ernestina.

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  7. La risposta di Gesù chiarisce poco: lascia fare, per ora

    Esistono domande alle quali non si può dare subito una risposta,è necessario lasciar fare ” per ora”, è necessario che gli eventi si rivelino a poco a poco affinché noi possiamo comprendere.le risposte che co vengono donate.

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  8. Tutti conosciamo il quadro:Gesù nel Giordano con le mani piegate sul petto,sopra di lui la colomba e il cielo che si apre.
    E’ un altro avvenimento importante nella vita-il Battesimo.
    Gesù è venuto sul questo mondo per insegnare noi la vita giusta.
    La vita del cristiano si comincia con battesimo-pulirsi dal peccato, rinunciare satana, e cominciare la nuova vita come cristiano, “puliti” e protetti.
    E allora anche Gesù è venuto per battezzarsi,per dare esempio di vero cristiano. Quante volte ha detto- seguite me! Io sono la Via.
    E quando Gesù è stato battezzato si è sentita la voce di Dio, cosi penso,che anche quando noi veniamo battezzati, Dio pronuncia per ogni uno di noi la frase: “tu sei il figlio che amo e che amerò, sempre e comunque”.

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  9. “Che avrà pensato,prima che toccasse a lui?”
    Io mio battesimo certamente non ricordo,avevo 2 mesi, prima comunione-la cosa più importante era avere vestito più bello di tutte ragazze (per fortuna adesso bambini hanno veste tutti uguali), ma ricordo mia cresima. Stavamo tutti in fila,dietro ad ogni uno ci stava la madrina della cresima, e stavamo aspettando che passa vescovo. Ricordo che più si stava avvicinando mio turno,più tremavo,ero felice ma tremavo.Poi ho sentito la mano della mia madrina sul mio braccio e mi sono calmata.
    “Che avrà pensato,prima che toccasse a lui?”- sono sicura che non tremava come me.

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  10. E’ il bello della nostra imperfetta umanità il bisogno di un discernere faticoso, di fare un bilancio del nostro agire, un esame di coscienza per comprendere quanto di ciò che siamo sia in ascolto e poi appoggiare tutto sui piatti della comprensione e della misericordia del Signore. Che sa e già conosce i moti del nostro cuore, “non sprecate parole” nel pregare il Padre, era il Vangelo di qualche giorno fa….eppure è proprio il nostro lato “terra”, i nostri piedi che, se pur ben piantati, devono imparare a lasciarsi innalzare, a camminare dove non vorrebbero, a portarsi dove è magari fatica trovare il Signore, o dove il rischio è barare proprio noi stessi. Ma allora quanto è ancora più preziosa la sincerità faticosamente raggiunta, l’accogliere la luce, la colomba col cuore aperto, che scopre il punto dove cielo e terra si incrociano…..

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  11. EPIFANIA TRINITARIA
    Sulle rive del Giordano converge su Gesù la testimonian-.
    za divina in una grandiosa epifania trinitaria.
    Il Padre attesta che Gesù è il Figlio Amato dichiarandone
    inplicitamente la divinità.
    Gesù è il Figlio incarnato, Verbo divino, coeterno al Padre.
    Lo Spirito Santo, in forma di colomba, conferma con la sua
    presenza che Gesù è il Signore.
    L’ADEMPIMENTO DELLA GIUSTIZIA
    Gesù è stato investito della sua missione salvifica.Sul suo
    Corpo sarà caricato il peccato dell’umanità perchè sia resa
    giustizia all’oltraggio del peccato.Il Signore Gesù renderà giu-
    stizia pagando il riscatto dell’offesa non “a prezzo d’oro o d’ar-
    gento” ma con la preziosità del suo sangue.
    IL PADRE, LO SPIRITO SANTO, L’UMANITA’, decretano la mor-
    te di Gesù.
    Quando – IO- nella mia perdizione ho implorato -Signore salva-
    mi- ho decretato, Amore, la tua morte…

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  12. “dare la vita per chi non è capace di morire”
    con queste parole mi si è ricordato Massimilian Maria Colbe al campo di concentramento,quando si è offerto di morire in cambio di un altro uomo che è stato scelto da tedeschi per essere uciso ma pregato se lo possono lasciare vivo perché lui ha una famiglia, e cosi in quel punto Massimilian Colbe ha detto che lui può offrire la sua vita per lui. Ricordo che una volta ho visto intervista con uomo che ha sopravvisuto ringraziando Massimilian Colbe.
    “dare la vita per chi non è capace di morire”
    come nel brano dal vangelo di domenica:”…chi perderà la propria vita per causa mia,la salverà”

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  13. Cielo e terra per la nuova creazione, uomo e donna creati per creare. Il grembo è una vita vissuta e condivisa fra umiltà e arroganza, generosità ed egoismo, pugni e baci, il bambino che nascerà sarà frutto di sentimento o di ingegneria genetica, ma sarà bello vederlo crescere mentre la strada gli insegnerà l’amore, e la scuola dei colori lo aiuterà a non diffidare del prossimo; la sua sarà una vita più o meno fortunata, ma è importante credere che sarà sempre e comunque figlio di Dio, il quale lo amerà sempre e comunque, a prescindere da ogni valutazione e croce che solo l’uomo sarà capace di gravare su di lui.

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  14. Quante belle emozioni ci da questa vita!
    Un figlio che non a tutti è donato, ma la donna che è nata per questo,nonostante non partorisca, è una madre capace di amare tutte le creature in modo ancora più speciale; è madre nel senso più alto della stessa parola” Madre!”
    Non ci avevo mai pensato… ma è una verità che devo davvero meditare nel silenzio del mio cuore.
    Mi commuove il pensare a tutte noi madri”feconde” che crediamo di essere mamme! l’uomo che abbiamo partorito se ne va per il “suo mondo” libero finalmente di essere se stesso, e come colomba vola nel cielo a cercare la sua via.
    Possiamo solo alzare lo sguardo, e guardarlo volare alto nel cielo, sperando che incontri la stella cometa che gli indichi la via buona.
    Non è partorendo, che rendi feconda la vita che vivi!

    ernestina.
    grazie a chi mi ha lasciato entrare nel suo cuore e con infinita dolcezza mitiga le scelte di chi ama.

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