16. Un pezzo di pane

da qui

Qualcuno ti scorta nel deserto, il simbolo stesso dell’ambiguità. La condurrò nel deserto, parlerò al suo cuore, fa dire il profeta Osea a un Dio inguaribilmente innamorato; ma nel contempo è il luogo dei demòni e dei loro adescamenti, ancora più insidiosi se sei solo con te stesso e ti misuri con i tuoi fantasmi. Il deserto è la liberazione, per il popolo uscito dall’Egitto, ma anche la sfida della fede, lo scenario della prova, da cui esce sconfitto troppo spesso. Lo Spirito ti spinge in un cammino accidentato, percorso a suo tempo da una stirpe predisposta ad ogni ribellione: come ne uscirai, tu che passi per essere il figlio primogenito di Dio? Sei stremato dal digiuno di quaranta giorni, boccheggiante, sull’orlo del collasso. Un ombra si avvicina: cominciano i miraggi? Le immagini turbano se dubiti che siano parti equivoci della fantasia. Meglio ignorarli: come sono venuti, se ne andranno. Ma l’ombra è ancora lì, ostinata, con un sorriso gelido, sempre più vicina; le labbra, quasi, toccano le labbra: è un alito leggero, come il vento che la sera si solleva debolmente, incapace d’increspare il velo urticante della sabbia. Ora dalla bocca trasudano parole: se sei il figlio di Dio, di’ che queste pietre si trasformino in pani. Tu non hai la forza di rispondere; non puoi sprecare fiato per un incubo indistinto. Eppure è meglio non omettere nulla, pur di liberartene: l’uomo vive di tutto ciò che esce dalla bocca di Dio. Non sai chi ti abbia ispirato la risposta, ma basta per zittire il tentatore. Non può essere che un sogno, perché voli: sì, stai viaggiando velocissimo verso la Città, atterri sul pinnacolo del tempio, dove senti la voce tagliente come il sibilo di un serpente velenoso: se sei il figlio di Dio, gettati giù, perché gli angeli, è scritto, ti porteranno sulle mani, affinché il piede non urti nella pietra. Sei colto da vertigini improvvise, quassù in alto. La fame ti arpiona lo stomaco, fatichi a pronunciare la risposta che inciampa sulle labbra: non tenterai il Signore Dio tuo. Ma l’ombra, il fantasma, chiunque sia, non accenna ad arretrare: gioca come il gatto con il topo, sa che può affondare da un momento all’altro la stoccata decisiva. Ti porta molto più in alto del pinnacolo, mostrandoti i regni della terra, il loro sfarzo, la loro esibizione di potenza, e ti sussurra in un orecchio: tutto questo è tuo, si ti decidi ad adorarmi. Hai un moto di rabbia; è come se le forze tornassero in un ultimo sussulto, come ti accorgessi in quell’istante di avere avanti a te il nemico, l’avversario, e con tutte le energie ricuperate gridi, gridi a squarciagola, perché ti sentano fino ai confini della terra: Vattene satana! Poiché sta scritto: il Signore Dio tuo adorerai, a lui rivolgerai il tuo culto. Non sai che cosa accada, dopo l’ultima parola: sei di nuovo nel deserto, appoggiato alla pietra color sabbia, con un pezzo di pane che noti solo adesso, alla tua destra, quasi che un angelo pietoso, di passaggio, l’avesse sistemato lì, mentre lottavi coi tuoi sogni.

23 pensieri su “16. Un pezzo di pane

  1. Stare nel deserto è come passare per la porta stretta, devi superare la prova oltre le tue forze , ci sei solo tu e nessun’altro,è una lotta tra le tue debolezze e la salvezza .In questo momento di massima vulnerabilità rischi di venire tentato, il tuo corpo vacilla , la tua mente è confusa , mentre i tuoi piedi sono saldi,perché nonostante tutto sai già da quale parte stare, hai scelto il Signore è Lui che ti da la forza di cacciare Satana ,è Lui che ti sostiene e ti consola con il premio per la tua fedeltà.
    La prova nel deserto è proprio questa essere fedeli nonostante tutto.

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  2. In questo giorno particolare,dove tutto mi parla di deserto, e forse non a caso, dedico questa preghiera speciale ad una famiglia speciale, a me molto cara, certa che sotto la protezione di Maria, Gesù e S. Giuseppe riuscirà a superare il momento difficile che sta attraversando, e con la sicurezza e la fiducia che in ogni deserto che la vita ci riserva, solo appoggiandoci al Signore e facendoci guidare da Lui, rimettendo nelle Sue mani tutte le nostre debolezze, incapacità e paure, è possibile arrivare alla terra promessa…

    PREGHIERA PER RIUNIRE LA FAMIGLIA
    Santa Famiglia di Nazareth, vi sono oggi nel mondo tante famiglie che non possono presentarsi davanti a Te unite e colme d’amore, perché l’egoismo, il peccato e l’azione del demonio hanno portato in esse la divisione, l’odio, il rancore e la diffidenza.
    Con questa umile preghiera, io le presento tutte a Te, o Santa Famiglia di Gesù, e, in particolare, ti affido la mia famiglia (oppure la famiglia di….) perché sia posta sotto la Tua protezione.
    San Giuseppe, sposo casto e laborioso, allontana, ti prego, da questa famiglia la causa di tante divisioni: l’attaccamento ai soldi, alle ricchezze, la prepotenza, la strafottenza, la superbia, l’infedeltà coniugale, l’egoismo e ogni altro male che disgrega la famiglia.
    Propizia loro il pane quotidiano, il lavoro e la salute.
    Santa Madre di Gesù, che sei addolorata per i Tuoi figli divisi o lontani dalla Casa del Padre, accogli sotto la Tua materna protezione questa famiglia che non trova la pace e che viene turbata dalle insidie del demonio.
    Gesù, nostro Salvatore, Re della pace, pongo nel Tuo Cuore ardente d’amore tutti i componenti di questa famiglia.
    Il Tuo perdono li riconduca nel Tuo Cuore e in esso possano riabbracciarsi e perdonarsi, riconciliandosi l’uno con l’altro nel vero amore.
    Signore, ricaccia Satana, autore di ogni divisione, nell’inferno e proteggi questa famiglia da ogni persona malefica che semina in essa la discordia e la zizzania. Allontana da loro chi porta la divisione e la rovina morale di questa famiglia.
    Gesù, fa che tutti i membri di questa famiglia si riuniscano nella fede e nella pratica dei sacramenti e che ognuno di loro sia accogliente alla Tua infinita misericordia. Riconciliata nel Tuo amore, possa questa famiglia essere testimone della Tua presenza e della Tua pace nel mondo.
    Amen.

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  3. Ieri ho letto una cosa bellissima e verissima: “per passare dalla porta stretta, occorre farsi piccoli”
    Grazie Raffa, per quello che sai…!

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  4. UN PEZZO DI PANE
    E’ scomparsa la gloria del Giordano, Gesù è nel deserto
    in balia di Satana. Il Santo di Dio è ora un uomo attra –
    versato dalla solitudine, e dalla fame, turbato dalla tentazio-
    ne. Alle sue orecchie è il soffio di Satana, ma il Padre,
    nel deserto, parla al suo cuore con antiche parole: “Ecco
    sto per far piovere pane dal cielo”.
    Gesù è sfamato col pane sceso dal cielo nelle mani de-
    gli angeli e confortato dalla parola del Padre che vive in
    Lui: ” Il Padre è sempre con me”.
    Il Signore Gesù ammaestra divinamente: il pane sostiene
    il nostro vivere, la Parola di Dio è vita alla nostra vita.

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  5. Nel cammino dell’uomo ci sono momenti di prova ma il deserto “è anche la realtà che ci circonda, povera di valori e ricca di egoismo. Nel deserto si attraversano le difficoltà ma è lì che Dio si rivela, è lì che l’uomo sceglie quale risposta dare decidendo se convertire il cuore e lasciare entrare Dio nella propria vita.

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  6. – un pezzo di pane che noti solo adesso, alla tua destra

    Mentre nel deserto lottiamo con i nostri sogni, è già pronto un angelo per alleviare le nostre sofferenze, perchè il Signore non ci lascia mai soli, semmai siamo noi che spesso ci isoliamo, ci chiudiamo nei nostri problemi e non siamo in grado di vedere i Suoi doni e gli aiuti che ci manda…

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  7. Del mare e della terra faremo pane,
    coltiveremo a grano la terra e i pianeti,
    il pane di ogni bocca,
    di ogni uomo,
    ogni giorno
    arriverà perché andammo a seminarlo
    e a produrlo non per un uomo
    ma per tutti,
    il pane, il pane
    per tutti i popoli
    e con esso ciò che ha
    forma e sapore di pane
    divideremo:
    la terra,
    la bellezza,
    l’amore,
    tutto questo ha sapore di pane.

    P. Neruda

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  8. “se sei il figlio di Dio…”
    il diavolo non debita (che Gesù e figlio di Dio),ma provoca. Cadere nella provocazione significa cadere nel peccato.
    Quante volte noi abbiamo risposto nelle provocazioni, che non servono a niente,solo a litigio. A volte,meglio tacere. Non devo dimostrare niente, i fatti che parlano per me.

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  9. La preghiera che viene dal cuore è il migliore difesa.
    La preghiera dà la forza.
    Con la preghiera si esce vincitori

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  10. Spezzò il pane e ne diede a tutti dicendo loro: -Ecco questo è il Mio Corpo offerto per voi in remissione dei peccati, fate questo in memoria di Me-
    Ogni volta che il dubbio mi assale, non mi spavento più come una volta, penso a Lui e cerco di spezzare il pane con il mio prossimo a qualsiasi prezzo, e mi sento felice, anche se mi ha dato dolore fino alle lacrime.

    ernestina.
    dedicato a mio figlio! e a tutti noi figli, solamente buoni!… andiamo in pace dove ci porta il cuore.

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  11. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.Come era nel principio,e ora e sempre,nei secoli dei secoli.Amen

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  12. “Pietà di me o Dio,
    secondo la tua misericordia;
    nella tua grande bontà
    cancella il mio peccato.
    Lavami da tutte le mie colpe;
    crea in me o Dio un cuore puro,
    rinnova in me uno spirito saldo”

    dal Salmo 50

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  13. sei di nuovo nel deserto, appoggiato alla pietra color sabbia, con un pezzo di pane che noti solo adesso, alla tua destra, quasi che un angelo pietoso, di passaggio, l’avesse sistemato lì, mentre lottavi coi tuoi sogni.

    “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Quando l’essenziale è quel pane che non si presta a sfamare le prepotenze e i soprusi inflitti sulla povertà, gli abusi che rendono indegne altre culture, i fedeli servitori di ogni sorta di arma, non ultima quella tagliente della negazione del pensiero che sigilla i lucchetti della libertà; ma un pane spezzato che si offre come bastone di sostegno al vecchio che arranca per arrivare a fine mese, come giocattolo di plastica per il bambino soldato, come carezza per il cuore malato di solitudine. E anche per il ricco che, nonostante il carrello della spesa pieno zeppo fino all’orlo, non sa cosa mangiare a cena perché ha perso il gusto della vita, continuando, anche lui, ignaro, a lottare con i suoi sogni
    .

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  14. @ Roby,
    grazie del tuo commento è per me “il nocciolo” di questo bel post.”Quando l’essenziale è quel pane che non si presenta a sfamare….”
    E Gesù disse ….- PRENDETE E MANGIATENE TUTTI-

    ernestina.

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  15. GESU’ FIGLIO DI DIO
    Gesù, Figlio di Dio, sottoposto a giudizio dal demonio, dalla
    incredulità del popolo, dai sommi sacerdoti, dai pagani.
    Nel deserto, “simbolo d’ambiguità”, Satana, premette:”Se sei
    il Figlio di Dio..” La menzogna- Satana, conosce perfettamente
    che gli sta davanti la Verità, ma è l’ora della tentazione e il prin
    cipe di questo mondo spadroneggia nel suo regno. In un’altra
    circostanza sarà costretto a confessare:”Io so che Tu sei il San-
    to, il Figlio di Dio”. Più tardi, all’inizio della passione, a motivo
    del suo dichiararsi Figlio di Dio, Gesù, sarà condannato da Cai-
    fa sommo sacerdote “Abbiamo una legge per questa deve morire
    perchè si è fatto Figlio di Dio”.
    Gesù, vero Dio e vero uomo, il Figlio l’Amato, la gloriadel Padre,
    il salvatore del mondotore è stato giudicato e condannato.
    Voglio confessarti Signore Gesù: Tu sei Dio, Tu sei il mio Dio.
    Come chiamarti con un altro nome che non sia Amore.

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  16. Ci sta il colore bianco e ci sta il colore nero,ci sta il bene e ci sta il male.
    Le tentazioni possiamo trovare in ogni momento,quasi in ogni situazione,nessuno escluso.
    E’ cosi facile cadere nella tentazione,arrendersi e scivolare nel male,accontentare il corpo e fare soffrire l’anima…è cosi facile. Ma poi…quando ti accorgi che hai preso la strada sbagliata,hai sensi di colpa,ti arrabbi con se stesso…è cosi facile cadere…
    Quando tua coscienza ti aiuta superare tentazioni e essere più grandi della caduta nel male,senti la gioia,grande gioia,la doppia forza,è un gradino di più verso il Cielo-sono riuscita sconfiggere il male! Dio ti ringrazio!

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  17. Quasi in chiusura del suo intervento sulla fede sua eccellenza monsignor Ladaria ha detto una cosa molto bella e importante: ricordiamo che con il pater noi ci rivolgiamo a Dio chiamandolo “Padre nostro” ma insieme al Padre nostro c’è il “pane nostro” e questo impegna molto noi cristiani.
    Il padre nella famiglia distribuisce il pane. Se il padre è nostro, lo è anche il pane, testimoniamo con le labbra la nostra adesione a Cristo, adesione o fede che nasce nel cuore e condividiamo con gli altri questo “cibo” spirituale nella vita di tutti i giorni.
    Gesù riceve il pane perchè ha aderito totalmente al Padre e a sua volta si fa pane per la nostra salvezza, nello spezzare il pane riconosciamo Cristo e quello stesso pane diventa cibo da condividere con gli altri, cibo materiale, cibo spirituale, vita quotidiana.
    Ricordiamo però che aderiamo a Cristo non solo nel deserto della nostra vita, ma anche nel giardino rigoglioso dei momenti di gioia, la via crucis diventa via lucis, il nostro è il dio della gioia, l’uomo crocifisso, come ricorda sempre don Fabrizio, è l’uomo risorto non un altro.

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  18. Ci sono condizioni estreme che possono diventare terra di tentazione come occasione di chiarimento e salto di qualità nella vita dell’individuo. Credo ad un Dio che non pone delle condizioni contrattuali per AVERE qualcosa, ma che sussurra delle parole per ESSERE per sempre; comunione con noi stessi, con quel mondo che è Suo figlio e con quel soffio di energia eterna.
    Il Dio nel profeta Osea ha una relazione con un popolo che lo tradisce con altri idoli, con un coniuge che si vende ad altri amanti; da inguaribile innamorato non punisce ma vuole ricondurre a sè.
    Capita anche che gli innamorati siamo noi che ci troviamo a chiedere a Dio che cosa possiamo fare per essere sempre con lui, nella sua grazia.

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  19. Deserti che si rincorrono, dal sogno alla pietra calda, ricerca di Dio che ci porta dal nostro più profondo interrogarci e sperimentarci, menti che pensano e che soffrono, anime nella prova, fino alla realtà di un quotidiano cercare, di prove e bisogni che diventano quanto di più concreto si possa immaginare. Ma è proprio lì che troviamo un pezzo di pane, nella nostra incarnazione nel deserto che ha colore, che è sabbia, calore….è lì che troviamo di che sfamarci.

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