18. Un’altra famiglia

da qui

Cammini lungo il lago. Lo stesso specchio d’acqua che si vede oggi, circondato da alture e da giardini carichi di palme. Cammini come noi, sentendo le punture dei sassi sotto i sandali, posando lo sguardo ora sugli arbusti secchi per l’afa, ora sulle macchie d’alberi giù in fondo, che coprono solo parzialmente le pareti grigie dei monti. Hai pregato quasi tutta la notte: senti che qualcosa accadrà, come sempre, quando ti metti in contatto col profondo. E’ sufficiente camminare, e la vita, se hai pregato, ti viene incontro silenziosamente, sotto forma di nuvola, o di refolo di vento, o di barca cullata dal movimento ritmico dell’onda, che va e viene, fa la spola tra un punto e l’altro del lago, come se la vita fosse un eterno movimento, il gettare una rete che si spera raccolga la maggiore quantità possibile di pesci, prima d’essere ricuperata. Sono esperti: chissà da quanto tempo il padre gli ha insegnato il suo mestiere. Le braccia e le gambe sono tese nello sforzo: niente e nessuno potrebbe distrarli, in un momento come questo. Hai pregato senza stancarti, nella notte, e il flusso che diventa più impetuoso si dirige sui due uomini, li afferra in un vortice a cui non è possibile resistere. Sì, sono loro, tuo Padre non si sbaglia. Ti sei cullato spesso in questa sicurezza, nel conforto di sapere che nulla avviene a caso, che ogni passo è suggerito da chi ne sa di più, da chi vede il presente intrecciato inestricabilmente col passato e col futuro. A te non resta che chiamare, lasciando uscire le parole che fino all’alba risuonavano nell’anima, come un mantra che ora articoli con la tua voce calda, tanto simile a quella del lago, quando l’onda si allunga fino a sbattere sui ciottoli grigi della riva: venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini. E’ come se ti avessero aspettato, come se, di notte, la stessa voce li avesse accarezzati nei gesti rapidi e decisi della pesca e il sogno ad occhi aperti si materializzasse adesso, all’improvviso, sotto forma di parole. Si guardano, come a confermare l’uno all’altro che sì, era proprio quella voce, ma non avrebbero mai avuto il coraggio di confessarsi a vicenda la visione. Solo così lasciare lì le reti diventa naturale, senza presupporre una conoscenza precedente, magari l’esperienza di un miracolo, di una pesca mai compiuta, di giorno, quando neanche un demente lancerebbe il giacchio nelle acque tiepide del lago. Il flusso diventa prorompente, quasi ti costringe a camminare ancora, si posa su altri due fratelli che rassettano le reti con il padre e che vedendolo pensano, ognuno per suo conto: non era lui l’uomo che ho sognato prima di tirarmi giù dal letto? La preghiera è così: ti raggiunge mentre dormi, come il seme che cresce nel terreno anche quando al contadino non resta che sognarlo, e forse è proprio il sogno a farlo crescere, proprio l’aspettarsi qualcosa fa accadere gli eventi che non avresti immaginato. Quando li chiami, lasciano la barca e il padre inebetito: si sentono ormai membri di un’altra famiglia, operai d’un altro genere di pesca.

15 pensieri su “18. Un’altra famiglia

  1. La preghiera è così: ti raggiunge mentre dormi, come il seme che cresce nel terreno…

    La preghiera avvicina a Dio, rende il cuore più aperto ad ascoltare la Sua voce,: giorno dopo giorno, una preghiera dopo l’altra, il cuore piano piano si libera dalle sue catene e dai legami che lo rendevano prigioniero sordo.
    Si può iniziare a pregare ed inizialmente non sentire nulla, ma perseverando con fiducia, un giorno che non ti aspetti arriverà a chiamarti proprio Lui, l’Uomo dei tuoi sogni, il desiderio vero e profondo del cuore… E sarà inevitabile seguire la Sua voce, il Suo invito a lasciare tutto e tutti, perdere anche i propri amici, la propria famiglia, rendendosi anche oggetto di critiche e scherno; ma seguendoLo, ciò che si perde ci viene prima o poi restituito con gli interessi, nella sua forma più bella, vera e duratura.

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  2. UN’ ALTRA FAMIGLIA
    C’è la bellezza di un lago e rozzi pescatori e un uomo sco-
    nosciuto sulla riva, dice una cosa incredibile “venite”, e an-
    cora più incredibile la risposta. All’istante, senza frapporre
    tempo, lo seguono come Eliseo che si trovò sulle spalle il
    mantello del profeta, lasciò i campi, l’aratro tirato da dodi-
    ci paia di buoi, la casa paterna e lo seguì.
    Non fanno domande, seguono quella voce irresistibile, la
    stessa che ha creato l’universo, che ha chiamato alla vita
    il visibile e l’invisibile, Parola che si è fatta carne e che ha
    tremato a congiungersi con la divinità. E’ “il più bello tra i
    figli dell’uomo” che “non ha dove posare il capo, che li se-
    duce, l’inganna perchè troveranno fatica, rifiuto, martirio
    e la morte: tutti.
    Ma hanno visto Dio, si sono fatti suoi familiari e Tu ti sei
    fatto vedere con i loro occhi mortali e toccare con le lo-
    ro mani e testimoniare; uomini rozzi, pescatori che ti hanno
    testimoniato fino ai confini della terra.

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  3. La preghiera è un dialogo profondo che ti mette in contatto diretto con Dio, quando preghi il cuore si infiamma e tu non puoi fare a meno di pregare,essa è un sentimento è una chiamata che viene dal profondo ,alla quale non puoi dire di No!

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  4. La preghiera:
    “Predestinati ad essere lode della sua gloria”. (Eb.1,12)

    “Lodare Te è come prendere cibo”.
    “Se la mia lingua deve tacere che gridi la mia vita”
    (S.Agostino)

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  5. A tutti noi si sembra che siamo esperti….dalla vita. Abbiamo imparato a…sopravvivere,e ad ogni uno si sembra che cosi è giusto,che già lo sa tutto,e quando sentiamo una Voce che dice a noi:” butta le reti dalla parte destra”,che facciamo? Alcuni ignorano (chi mi può dire qualcosa! io so meglio! ho provato tante volte e niente!),ma alcuni ascoltano,credono,si vogliono fidare, perché suo cuore lo dice di ascoltare. Chi ascolta la Voce di Dio si carica di Bene,si carica di “pesci in abbondanza”, chi non ascolta-rimane rinchiuso nel suo povero mondo.

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  6. ”un’altra famiglia”
    Germogli che spuntano in chi è accanto e che forse neanche osavi sognare, quella domanda ‘’ che cosa è successo’’, la netta sensazione che non tutto dipenda solo da te proiettano il cuore verso la certezza di una famiglia allargata oltre la condivisione del tetto, dell’ affetto, dei legami di sangue, dove il filo è l’Energia che si canalizza nell’ attenzione e nella preghiera. Siamo seme nella famiglia dell’Amore e saper trasmettere quella Voce è grazia.

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  7. Cuori in ascolto….Cristo, Figlio incarnato nell’ umanità tanto piena di chi si interroga, prega, cammina, si lascia condurre per primo in un discernimento profondo alla ricerca della voce del Padre:cammina nell’ascolto, profondo, del cuore e la vita si fa rivelazione, incontro, si fa vita piena. Come per i pescatori, ai quali non servono segni, la Parola sgorga con sovrabbondanza di ascolto, è la voce, diventa tutto naturale……

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  8. Quando impari ad amare Gesù, hai il desiderio di andarlo a trovare,perché sei ormai membro di un altra famiglia che non è la tua.

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  9. Nell’ amare Dio non basta il sentimento ci vuole anche la determinazione accompagnata dalla perseveranza e dalla pazienza,la stessa che ebbe Maria nel collaborare alla realizzazione del progetto divino assieme a Gesu

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  10. “nulla avviene a caso”
    lo so,parlo alla base della mia vita.
    Tutto che si succede nella nostra vita ha un motivo,ha le conseguenze,ha un senso.Soltanto che raramente riusciamo capire,e quasi mai subito.
    “nulla avviene a caso”,ne gioia ne dolore. Si,anche sofferenze, dolore ha un motivo. Quante volte ho urlato:ma cosa ho fatto di male!? Ho sopportato tanto,senza,si sembrava un motivo. Ma non è vero,perchè proprio nostro dolore,da parte che fa a noi diventare più forti,insegna umiltà,ma spesso, in conseguenza, cosi siamo capaci ad aiutare l’altro. A volte,bisogna passare attraverso dolore per imparare amare,per imparare essere felici.
    “nulla avviene a caso”

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  11. ” IL PANE SPEZZATO
    “Il pascolo degli eletti è il volto di Dio”. (S.Gregorio Magno)
    Dio, è Parola e Pane, cibo per la fane dell’uomo.
    Pane eucaristico -comunione-la più alta forma unitiva, sulla
    terra, col Signore Gesù, non in senso spirituale, ma reale e
    carnale, il Signore si fa in me, diventa me, Colui che è germi-
    nato dal grembo del Padre. Il Signore, presenza, nei cieli, sul-
    la terra e sotto terra, diviene -inabitazione-, presenza amorosa
    “più che in ogni cattedrale”. E così, “più che in ogni cattedrale”,
    nell’uomo che mi è accanto e che Tu, con dolci parole,mi esor-
    ti ad amare. Che Amore incomprensibile sei, che dici: prendete
    e – mangiate- questo è il mio Corpo”, che richiama il “ruminare
    che i monaci facevano della parola di Dio”, un’assimilatione
    gustosa che a poco a poco si fa carne e sangue, vita “inverata”
    del mio vivere, sei Dio che “premi” per raggiungere,per farti co-
    sì vicino all’umanità, -unione- a similitudine di quella ipostatica
    che fece, del Verbo con la carne, l’uomo Gesù.

    D.Fabrizio, “Il pane spezzato”, è la tua parola che preme, con
    amore tenerissimo , sul tuo gregge.

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  12. Mi piace pensare ad un’altra famiglia, come una numerosa, senza confini, né colori, con le porte della casa sempre aperte. Capace di accogliere le differenze e farle proprie, nel rispetto di ogni libertà e con l’impegno fattivo che ciascuno riesca ad essere sostegno per l’altro. Penso che il percorso sarebbe davvero molto impegnativo, un obiettivo raggiungibile con tanto lavoro e soprattutto tanto amore, chiave imprescindibile per leggere e vivere appieno quel Libro, trasformandolo in pane e acqua per il corpo e per lo spirito, anziché spolverarlo con cura ogni volta in cui si ostenta il desiderio di esporlo come un bene prezioso nella vetrina immobile della libreria delle parole.

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