IL PLUSVALORE DELLA POESIA, IL SIGNIFICANTE NON MERCIFICABILE NÉ DIGITALIZZABILE VS I CLOMINIMEDIA (parte I). Saggio di Antonino Contiliano

CLOMINIMEDIAIl tempo è rivestito di indumenti diversi a seconda del ruolo che riveste nei nostri pensieri.
John Wheeler
Il tempo viaggia in posti diversi con persone diverse. Ti dirò con chi il tempo va all’ambio, con chi al trotto, con chi al galoppo, e con chi sta fermo.
William Shakespeare
Noi deduciamo la nostra estetica, come pure la nostra moralità, dai bisogni della nostra lotta.
Bertolt Brecht

Il plusvalore della poesia, il significante non mercificabile né digitalizzabile. VS I CLOMINIMEDIA

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di Antonino Contiliano

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Siamo nel pieno avanzamento dell’economia dell’immateriale industrializzato (la svolta post-fordista), l’economia capital-neoliberista che nei suoi processi produttivi espropria e sfrutta il cervello/mente, il linguaggio e gli affetti, l’informazione e la comunicazione, il cognitivo e le relazioni cooperative mentre, dall’altro lato, cura l’occupazione della terra delle soggettivazioni sociali con l’ausilio complementare delle nuove protesi macchiniche quali il computer e internet.

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Sorrentino omaggia Fellini, ma spreca bellezza

la grande bellezza

Preferisco non recensire cose che non apprezzo. Sono sensitiva e naif, penso sia meglio non immettere negatività nel cosmo, e la critica scatena energie da evitare: per me è un piacere gratuito di condivisione, non un mestiere. Ma farò un’eccezione per La grande bellezza di Paolo Sorrentino perché Sorrentino ha un grandissimo talento, che da solo merita menzione e attenzione. Se fossi la sua zia acida, gli direi di smettere di scrivere i soggetti delle storie che gira, e di cercare piuttosto belle sceneggiature scritte da altri. Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 246

L’uomo ormai quasi canuto vede ancora lo sguardo vuoto e lo scuoter la testa di suo padre mentre in dialetto gli dice “non c’è nulla”, intendendo con questa espressione che la realtà materiale che cade sotto i sensi terreni è l’unica esistente, e pertanto la sola di cui valga la pena di occuparsi.
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12. Il sogno bello

da qui

Fedeli ai precetti, Maria e Giuseppe si recano ogni anno alla festa di Pasqua nella città santa di Gerusalemme. Vale la pena avventurarsi là, anche solo per per seguire i passi di chi ha avuto un rapporto così intimo con Dio. Continua a leggere

Mapamundi

di Irene Sánchez Carrón

Mapamundi

mappamondo catalano 1375

Sobre el mapa tu dedo avanza firme
cruzando negras fronteras y montañas de nieve,
a través de llanuras extensas con ciudades,
hasta adentrarse
en el lejano país que querías mostrarme.
De repente te paras.
Acaricias
el cauce azul del río, sus fértiles orillas,
las veredas, las piedras, los tejados,
la entrada de tu casa. Continua a leggere

Aggiornamenti dal crollo

maggio-agosto 2008

di Eliana Petrizzi

Le erbe selvatiche raccolgono il vento, iniziando il passante alla legge schiva del luogo.

Una nuvola bianca sale da dietro la montagna come lo sbuffo di un vulcano. Ai miei piedi, formiche in riga trasportano una falena come un santo in processione. Molte finestre chiuse: chi ci abitava è morto, o se mi ha vista non mi ha riconosciuta. Continua a leggere

L’ottavo pilastro della saggezza – di Alberto Asor Rosa

da: il manifesto
14.06.2013

 Non c’era un piano (così almeno presumo). Ma da un certo momento in poi il piano ha preso corpo: quando i soggetti interlocutori (ovvero, sia pure moderatamente e modestamente, distinti e contrari) sono così deboli e/o rinunciatari, è facile – diviene cammin facendo sempre più facile, – costruire un piano alternativo alle loro (peraltro estremamente confuse) intenzioni. E da quel momento, – e cioè dal momento in cui è diventata chiaramente visibile la confusione in cui i vari proponenti versavano, – il piano è stato applicato con sempre più lucida consapevolezza e con una davvero superiore capacità di controllo della crisi. La gente comune, però, -cioè noi, – ha visto solo la punta dell’iceberg. Chissà se esiste in Italia un valoroso giornalista d’inchiesta, che, oltre ad occuparsi delle malefatte dei consiglieri regionali laziali e della compravendita di voti in Lombardia, sia disposto ad occuparsi di ciò che è accaduto in Italia nelle “alte sfere” della politica, dietro l’apparenza degli scenari visibili, nel corso degli ultimi tre-quattro mesi? Sarebbe il colpo della sua vita (si spera non in senso definitivo).Andiamo per ordine, perché andare per ordine significa fermarsi un momento e dare ordine alle cose.Il primo movimento è consistito nel negare al Pd di Bersani e conseguentemente all’intera alleanza di centro-sinistra, di presentarsi alle Camere con il proprio programma e di chiedervi il voto di fiducia. Non esistevano le condizioni che tale verifica si concludesse positivamente? E allora? Il centro-sinistra aveva la maggioranza assoluta dei voti alla Camera dei deputati e una consistente maggioranza relativa al Senato. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.43: Mi(s)tica del quotidiano. Sauro Albisani, “La valle delle visioni”

Sauro Albisani, La valle delle visioniMi(s)tica del quotidiano. Sauro Albisani, La valle delle visioni, Firenze, Passigli, 2012

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di Giuseppe Panella

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Sauro Albisani, discepolo spirituale di Carlo Betocchi e conosciuto anche come autore teatrale, non ha certo bisogno di lunghe presentazioni delle sue opere.

Alcune delle sue opere (Campo del sangue, il dramma del 1987 edito da Vallecchi e Terra e cenere, Il Labirinto, del 2002) sono conosciute al pubblico dei lettori di poesia italiana contemporanea. Apparso diciannove anni dopo All’uomo nuovo e dieci dopo Terra e cenere, l’ultima fatica lirica di Albisani si presenta come il poema di una vita, soprattutto familiare, ma soprattutto il bilancio di una solitudine incardinata in una scrittura che alla dimensione colloquiale di alcuni momenti alterna il tono alto della confessione (ma di ascendenza romantica – caratteristica della prosa autobiografica da Rousseau e Tolstoj in poi – piuttosto che di quella teologico-religiosa tipica di Sant’Agostino). Il poeta qui si mette a nudo e si conforta trovandosi carente e umiliandosi, cercando una spiegazione al suo disagio e una verifica del suo passato nel bene e nel male.

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10. Una sintesi perfetta

da qui

Giuseppe sogna molto: è un uomo a cui il Signore trova il modo di parlare, consigliandolo e guidandolo nelle svolte decisive. La filosofia s’è ingegnata per secoli a provare o confutare l’esistenza di Dio. Continua a leggere

“SINISTRE PRESENZE”, L’HORROR “POLITICO”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Sinistre presenzeInconscio individuale o collettivo? Perché “scegliere”? Sono entrambi presenti nella nostra natura intima, come ci insegna Carl Gustav Jung. E si nutrono reciprocamente, legati in un rapporto osmotico. È questa, a mio avviso, la chiave di lettura di Sinistre presenze (Bietti Editore), antologia horror sui generis, a cura di Gian Filippo Pizzo e Walter Catalano. Ed è in questa zona “di confine” tra l’individualità e la collettività dell’esperienza psicologica “d’Ombra” che si colloca lo specialissimo carattere “politico” di una raccolta di racconti così originale.

Il titolo allude alla “sinistra”, e questo sorprende, in un genere per tradizione incentrato sui tormenti dell’Io (e perciò stesso considerato politicamente poco “impegnato”). Però questo libro fa delle dinamiche intime della natura umana una finestra aperta su una molteplicità di eventi perturbanti che toccano l’intera collettività, dalla follia di un’infermiera assassina (penso al racconto di Gian Filippo Pizzo) alla crudeltà di chi abbandona gli animali (ed ecco il contributo di Dario Tonani), passando per le vicissitudini politiche di un piccolo centro di provincia (Francesco Troccoli). E altro ancora. Continua a leggere

CON LA CULTURA SI MANGIA

di Massimo Maugeri

In occasione delle elezioni politiche del febbraio 2013 il “forum del libro” (www.forumdellibro.org) aveva proposto l’iniziativa “E/leggiamo” basata, tra l’altro, sull’invio di una lettera aperta ai candidati al Parlamento. Nella premessa del testo si evidenziava che «dove la lettura è abitudine più diffusa, in molti casi è anche più alto il reddito, è migliore la qualità della vita, la società è più coesa, sono maggiori la capacità di innovazione e la propensione alla crescita». Oggi il principale referente di quella iniziativa è l’attuale ministro per i Beni e le Attività Culturali (persona degna, preparata e rispettabile), il quale – peraltro – dovrà tener conto degli esiti del più recente report dell’Istat. In Italia, anche chi legge, legge poco: tra i lettori il 46% ha letto al massimo tre libri in 12 mesi, mentre i “lettori forti”, con 12 o più libri letti nello stesso lasso di tempo, sono soltanto il 14,5% del totale. Dati poco confortanti, come sempre. E come sempre può sembrare vano ribadire la necessità di incrementare gli incentivi alla lettura e gli investimenti in cultura. Eppure bisogna continuare a farlo, come fanno benissimo Bruno Arpaia e Pietro Greco nel loro pamphlet “La cultura si mangia” (Guanda, € 12, p. 174). Il titolo del volume fa il verso all’infelice frase dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti pronunciata il 14 ottobre 2010: «con la cultura non si mangia. Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia». Arpaia e Greco, dati alla mano, dimostrano invece che la cultura non è un bene di lusso. Continua a leggere

Basilicata. La Lucania: terra dei boschi bruciati di Nunzio Festa

basilicata_PRIMA_golenaAssociazione culturale Golena – 2013

Nota di lettura di Rosa Salvia

In questo saggio così dettagliato e preciso sulla propria terra, La Lucania: terra dei boschi bruciati, a causa del problema dei numerosi incendi boschivi provocati ogni estate, più che da piromani occasionali, soprattutto dalla piaga “di una pastorizia anti-sociale,” Nunzio Festa palesa quell’amore che ciascun lucano ha inciso nel proprio silenzio, come su pietra, e che nessuna mano, neppure quella del Tempo, può raschiare. Continua a leggere

Se il Papa critica il capitalismo (e la sinistra no) – di Francesco Peloso

DA MICROMEDIA

Bergoglio non è un rivoluzionario, né ha fatto parte delle correnti più progressiste della Chiesa. E tuttavia il suo magistero s’inserisce in quella rinnovata attenzione alla dottrina sociale scaturita dagli anni del Concilio e dalle esperienza della Chiesa latinoamericana. Perché una simile prospettiva di fede non ha ancora riscosso l’attenzione delle forze culturali e politiche della sinistra?

di Francesco Peloso

Cosa succede se una delle più antiche istituzioni globali della storia, la Chiesa cattolica, attraverso la sua più alta autorità critica le virtù e i presunti benefici del capitalismo mondializzato? La prima reazione dell’opinione pubblica, quasi automatica, è quella di declassare gli interventi del Papa in materia economica e sociale a tradizionale attenzione ai poveri, vale a dire pensieri caritatevoli pronunciati da un leader spirituale. Insomma nulla di nuovo. In quest’atteggiamento c’è ovviamente un po’ di distrazione e di conformismo, eppure si scorge anche qualcos’altro: un certo fastidio verso interventi – in questo caso del Pontefice ma altrove lo stesso effetto è causato da un economista deciso a rompere certi tabù – che provano a rimettere in discussione le fondamenta del modello di sviluppo nel quale siamo immersi e che a quanto pare non ha costruito la felicità per tutti. Continua a leggere

7. L’importante è nascere

da qui

Gesù, secondo Luca, nasce al tempo dell’editto di Ottaviano, che bandisce il censimento per la tassazione: come dire, tra le rogne dell’umanità, l’oppressione fiscale, le pratiche fredde e spietate della burocrazia. Continua a leggere

Gli imprenditori invocano misure per l’occupazione. Intanto portano le loro fabbriche all’estero – di Mauro BALDRATI

DA TISCALI

Contro la disoccupazione giovanile fatti, e non parole! invocano gli imprenditori. Intanto chiudono le fabbriche in Italia e le portano all’estero.

E’ opinione diffusa che uno dei problemi più urgenti, e più drammatici, del nostro paese sia rappresentato dalla disoccupazione. Ogni anno, ogni mese si bruciano posti di lavoro. In particolare la disoccupazione giovanile è una piaga che appare senza soluzione, nonostante i proclami e gli appelli che provengono da ogni parte, politica, imprenditoriale e sindacale. I giovani sembrano addirittura avere perso la prospettiva di un impiego. Chi ha figli che si affacciano al mondo del lavoro, o che stanno per farlo, conosce il loro senso di rassegnazione, che chiude lo stomaco e fa stringere il cuore. Continua a leggere

L’amore folle di Françoise Hardy

Hardy COPERTINA

Il debutto narrativo della mitica cantante francese

di Guido Michelone

Françoise Hardy nel 1962, a soli diciott’anni, con la canzone Tous les garçons et les filles, è l’idolo dei giovani parigini : poi in breve tempo conquista le platee di tutto il mondo, diventando, lungo gli anni Sessanta, l’unica diva francese a contrastare il predominio angloamericano nel campo della musica leggera. Le canzoni di Françoise Hardy hanno successo perché affrontano temi generazionali dal punto di vista di una ragazzina che recita il ruolo della post-adolescente triste, delusa, vittima insomma dell’egoismo e dell’incomprensione dei maschi e degli adulti. Continua a leggere