42. Forse

da qui

Ti piace alzare gli occhi e guardare la distesa delle viti, il monte, giù in fondo, che pare un agnello accovacciato per dormire, con la testa fra le zampe. Il sole batte a perpendicolo e forma una patina chiara dove i campi finiscono e comincia la sagoma bruna del massiccio. Guardi le facce accaldate della gente, che non si stanca di ascoltarti.
Nessuno, accesa una lucerna, la mette sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quelli che entrano trovino la luce.
Li vedi così: come gente che vaga nel buio, cercando a tentoni la sua strada. Ti chiedi spesso come si possa andare avanti privati di una guida, senza che qualcuno ti aiuti a dipanare la matassa ingarbugliata che è la vita. Tu hai il Padre celeste, che ti ispira ogni volta che hai bisogno, e loro? I maestri cui si affidano ne sanno ancora meno, distribuiscono consigli di buon senso senza consultarsi con la fonte unica della Sapienza: ciechi che accompagnano ciechi, che impediscono di scoprire la via per essere felici. Come spiegare che in ognuno di loro c’è un Progetto che attende soltanto di venire realizzato?
Non c’è niente di nascosto che non sia manifestato, né di segreto che non venga conosciuto.
Ti accorgi che sono preoccupati: pensano che voglia mettere in piazza le loro malefatte, smascherarne i peccati. Invece desideri soltanto che la luce nella quale sono nati ritrovi finalmente sbocco, possa liberarsi dalla coltre spessa di nebbia che vi si è depositata. Cos’è l’itinerario dell’anima a Dio se non affrancarsi dagli strati che bloccano il manifestarsi dell’essere autentico? Solo la parola del Signore può compiere il miracolo, discernere tra la verità e la menzogna in cui l’uomo si dibatte.
State attenti, dunque, a come ascoltate.
Scorgi tra la folla un gruppo di scribi e farisei: seguono sempre più incupiti i tuoi discorsi, come temessero d’essere colti in fallo all’improvviso.
Perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che crede di avere.
Li fissi negli occhi, finché sono costretti ad abbassarli. Senti la rabbia che li invade, i propositi omicidi che prendono più spazio in fondo al cuore.
Sulla destra, si nota un movimento: un giovane si fa largo nella ressa, tentando di raggiungerti. Arrivato a pochi metri di distanza, annuncia a voce alta: tua madre e i tuoi fratelli ti cercano.
Passi in rassegna i tuoi uditori: hanno volti segnati dalla stanchezza e dalla fame; eppure sono lì, non se ne andrebbero nemmeno se qualcuno li trascinasse a forza. Ti commuovi un’altra volta; senti la presenza del Padre che sorride, soddisfatto.
Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.
Il giovane rimane a bocca aperta, non sa cosa rispondere. L’agnello-monte, sullo sfondo, continua a dormire accovacciato, con la testa tra le zampe. Forse è morto.

13 pensieri su “42. Forse

  1. Come spiegare che in ognuno di loro c’è un Progetto che attende soltanto di venire realizzato?

    Quello che si semina adesso , si raccoglie dopo…all’inizio le parole non vengono subito comprese , ma se si serbano nel cuore come faceva Maria con il tempo iniziano a germogliare e a risvegliare le persone che avvolte dal torpore hanno accolto la Parola,ed è allora che si comprende di essere parte ,ciascuno a suo modo, di un unico meraviglioso progetto, il Progetto di Amore che Dio vuole realizzare per noi e con noi ,affinché il cielo e la terra siano una cosa sola.

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  2. Tu non dormi. No. Io non dormo.

    Tu non dormi. No. Io non dormo.
    Stiamo parlando sotto le stelle.

    Siamo qui, due rose meditabonde
    nella pace della terra.

    Juan Ramon Jimenez

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  3. Mi piace la scelta delle musiche. La Sonata di Lekeu è un gioiello poco conosciuto, e queste perle minori del Romanticismo più tardo con cui sovente accompagni i tuoi racconti si sposano benissimo al carattere della tua prosa.

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  4. IL PROGETTO
    In principio, Dio è in sé Amore ; nel tempo, è diletto,“nello Spiri-
    to liberato sulle prime acque”, in un sospiro di vita sulle cose buo-
    ne, sulla terra rossa nella bocca di Adamo: “ non dal nulla venuto
    ma da una creazione preesistente a dire l’unità del creato”.
    Non aveva che un diletto, il Signore, camminare nel giardino ac-
    canto all’uomo vestito d’ innocenza e nella bellezza di firmamen-
    ti stellari, acque scroscianti, stupore di animali e l’albero sontuo-
    so bramato da Eva, e poi sognare il sogno della Donna che possie-
    de davanti ai suoi occhi” , il nome di “Colmata di grazia”, Maria:
    un campo di frumento per il Pane, Corpo di Cristo, il Primogenito
    di ogni creatura, il più Bello tra i figli dell’uomo.
    Aveva un solo, unico diletto, Dio: creare, per la sola “gioia irra-
    diante di amare”.

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  5. Era il principio, lo Spirito aleggiava, “Sia la luce”….. primo dono della creazione, prima cosa buona agli occhi dalla mano creatrice, che ha separato dalle tenebre. Il cammino di conversione svela ai nostri occhi, al nostro cuore, nel tempo, con la pazienza, la perseveranza, la grazia della luce che portiamo, che siamo. Attraverso un incessante potare, lasciare, seguire, ascoltare, amare…..

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  6. “…come si possa andare avanti privati di una guida,senza che qualcuno ti aiuti a dipanare la matassa ingarbugliata che è la vita”
    è difficile. Errare tra il buio e la luce,tra le vincite e sconfitte,tra alti e bassi, e…si perde tanto tempo nella nostra breve vita per trovare una strada dritta.

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  7. “ciechi che accompagnano ciechi”
    infatti,si dice:consigli chiedi questa persona che non sbaglia mai.(più meno questa è la traduzione).
    E chi sa tutto meglio di noi? Esiste solo una Persona-Nostro Padre.

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  8. “state attenti a come ascoltate”
    Ci sono varie tipi di ascolto:
    si può ascoltare e poi…tutto dimenticare
    si può….come si dice-con un orecchio entra e con un altro esce
    si può sentire e…non capire
    ti ascolto! che dicevi?
    si può ascoltare e…tradurre tutto al modo suo
    si può ascoltare solo alcune parole
    si dice che sordo quando non sente bene si aggiunge parole da solo
    si può ascoltare e…ripetere qualcosa diverso
    si può ascoltare e…dire che non hai ragione
    si può ascoltare e…fare qualcosa diverso, e anche insistere che così è stato detto
    si può ascoltare e….seguire la Parola.
    “state attenti a come ascoltate”
    sentire e ascoltare sono due cose diverse
    ascoltare,dipende dal nostro impegno.

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  9. “L’agnello ..continua a dormire accovacciato.. forse è morto”

    AGNUS DEI
    Non c’è che una croce, e il tuo Corpo rivoli di sangue,
    un’immersione di desiderio.
    Il tuo Amore è divino segreto.
    Non ti ho chiesto io di morire, nè ho chiamato io il tuo Sangue,
    nè cercato il Paradiso del costato tuo- così dolce.

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  10. Quando il silenzio riesce ad entrare nella vita, farne parte ed esserne predominante, la vita stessa diventa una trama bellissima, un romanzo da leggere di cui sentirsi protagonista, l’unico modo per apprezzare quel filo che lega la prima parola della storia all’ultima, indispensabile per capire anche quando, talvolta, si fa fatica a seguirlo fa le righe.

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  11. Viviamo tempi e situazioni dove l’essere diventa alieno a sè stesso, quasi privato dei propri potenziali.
    Ascoltare la Parola è mettersi in ascolto, o almeno provarci a cogliere Chi vuol presentarti e ricongiungerti al tuo te stesso più autentico.

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