Gli animali domestici, di Bragi Olafsson

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di Guido Michelone

Esce in questi giorni in Italia il romanzo che il cinquantunenne autore islandese pubblica nel 2001 con il titolo Gaelundurin. La quarta di copertina antologizza i giudizi positivissimi delle recensioni su grandi testate internazionali (Los Angeles Time, DV, Berlinke Tidende, Vogue) più la frase lapidaria del critico francese Paul La Farge (‘il romanzo più bello che ho letto quest’anno’) senza peraltro indicarne la data. Si tratta però di un’affermazione che corrisponde a verità nel senso che Animali domestici è davvero una singolare, arguta, intelligente opera narrativa di un artista multiforme, su cui però le note biografiche dell’edizione nostrana lesinano le informazioni letterarie, concedendosi un elenco dei mestieri (in banca, alle poste, presso un negozi di dischi) prima di approdare alla musica quale membro dei Purrkur Pillnikk e bassista dei Sugarcubes, da cui emerge, a fine anni Ottanta, la cantante Bjork, proprio nel momento in cui Bragi Olafsson smetterà via via con il rock suonato per dedicarsi a produrlo con una sua label (Smekkleysa, letteralmente kitsch). Si sa, ancora, che molti altri suoi libri sono diffusi all’estero, mentre in patria traduce dall’angloamericano all’islandese i romanzi di Paul Auster.
Tutto questo è più o meno indirettamente vivissimo in Animali domestici che, forse, è anche un testo un po’ autobiografico, vista la forte, a tratti chiassosa, presenza della musica quale protagonista di una colonna sonora variegata (classica, jazz, pop, r’n’r) nella casa di Reykjavik dove si svolge l’intricata appassionante vicenda. Musicisti sono pure alcune figure minori e musicofilo è senza dubbio il protagonista Emil (che parla e commenta in prima persona), dato che il plot narrativo ruota attorno al suo ritorno da Londra, dove si reca a fare shopping di CD (ben trentadue, oltre libri e DVD), grazie alla vincita di una lotteria. Breve inciso: chissà se a riscriverlo oggi il pretesto iniziale sarebbe ancora lo stesso, data l’attuale massiccia offerta di suoni on line che sta progressivamente sostituendo il supporto fisico fonografico? Tuttavia il desiderio di ascoltarsi i nuovi CD (di una collezione di duemila titoli, senza contare i vinili), in santa pace, appena tornato a casa, è represso dall’arrivo di un ospite indesiderato che stravolge i piani del protagonista, invertendo i ruoli in ogni senso, diventando alla fine ‘personaggio principale’ con un epilogo aperto imprevedibile (e stupefacente).
Ciò che avviene in casa di Emil – invasa via via da Havardur, Armann, Greta, Jaime e Saebjorn, visitata da Tomas e dal punk trio di Hinrik che assieme alla voci al telefono della madre e della fidanzata Vigdis, completano il quadro d’assieme d questa deliziosa pochade, quasi teatro da camera – è meglio nasconderlo (come succede a ‘qualcuno’ nel libro) per lasciare il gusto e la libertà delle tante sorprese al lettore medesimo. A quest’ultimo si può solo rivelare che il libro sprizza filosofico umorismo ovunque, perché dietro l’apparente leggerezza (sempre agrodolce, però) della tensione narrativa (quasi drammaturgica) si cela un pensiero tutt’altro che semplice o lineare: in fondo Animali domestici risulta una sapiente metafora dell’esistenza umana, grazie ad almeno quattro figure (Emil, Havardur, Armann, Greta) caratterizzate minuziosamente – anche solo mediante i dialoghi – nell’eterno scontro antropologico fra debolezze, compiacimenti, arroganze, pragmatismi, slanci emotivi, ludici, passionali.
Post scriptum: Il titolo, Animali domestici, possiede una duplice valenza; da un lato si tratta realmente di un fatto accaduto cinque anni prima ai due protagonisti, che Emil rievoca pensando a Havardur: i due giovani ex colleghi hanno in custodia, da un facoltoso conoscente, quattro bestiole devono accudire in una dimora londinese. Dall’altro, simbolicamente, diventano animali domestici gli attanti invasori della tragicommedia che stanno mettendo in scena sotto lo sguardo perplesso e magari inquietante di un regista inerme e forse un po’ codardo.

Bragi Olafsson, Animali domestici, La Linea, Bologna 2013, pagine 205, euro 15,00.

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