Di questa cosa

da qui

Perché senza parole è molto meglio:
è una tortura scrivere qualcosa
che non riesce a spiegare ciò che sento.
Le dita che battono frenetiche,
sui tasti del computer, si fermano
in attesa di una luce che non viene,
perché senza parole è molto meglio,
è un’illusione scrivere qualcosa
di questa cosa che scorre veloce
e poi si arresta, pulsa come il sangue,
e grida disperata come un bimbo
restato senza madre, ride, beve,
si affaccia alla finestra come un sole
che sorge dentro casa, tra un adagio
di Mahler e un improvviso di Chopin,
vola sul pentagramma dei tuoi sogni,
perché senza parole è molto meglio
e scriverne qualcosa è una battaglia
persa, l’ultimo scontro del soldato
che lotta, lotta, e poco dopo muore.

17 pensieri su “Di questa cosa

  1. Leggevo oggi, parole come fili, in una ragnatela che si fa trama sull’altrimenti vuoto….cosa potremmo senza parole, senza dialogo, senza costringere l’inesprimibile in stretti confini, si, ma comunicabili. E’ un po’ lo sforzo di amare e di donarsi agli altri, un fuori noi stessi, conoscibile, solo in parte, certo, ma che si fa cibo, che sazia. E’ Comunione.
    Le parole “domandano: Hai portato la chiave?, si rifugiano nella notte, le parole….ancora madide ed assonnate, avviluppate in un insidioso fiume….” ( De Andreade), chiedono silenzio, ricerca, voce interiore e diventano testimonianza per chi le riceve, il dono più bello.

    "Mi piace"

  2. Perché senza parole è molto meglio… quello che il cuore sente a volte non si può spiegare ma uno sguardo o un sorriso sono molto più eloquenti di lunghi discorsi e sanno scendere in profondità rivelando cose che sfuggono all’orecchio distratto.

    "Mi piace"

  3. Dimmi se questo è vero, amore mio,
    dimmi se questo è tutto vero.
    Quando questi occhi scagliano i loro lampi
    le oscure nubi nel tuo petto
    danno risposte tempestose.
    E’ vero che le mie labbra son dolci
    come il boccio del primo amore?
    Che le memorie di mesi svaniti
    di maggio indugiano nelle mie membra?
    Che la terra, come un’arpa, vibra
    di canzoni al tocco dei miei piedi?
    E’ poi vero che gocce di rugiada
    cadono dagli occhi della notte
    al mio apparire e la luce del giorno
    è felice quando avvolge il mio corpo?
    E’ vero, è vero che il tuo amore viaggiò
    per ere e mondi in cerca di me?
    Che quando finalmente mi trovasti
    il tuo secolare desiderio
    trovò una pace perfetta
    nel mio gentile parlare
    nei miei occhi e nelle mie labbra
    e nei miei capelli fluenti?
    E dimmi infine se è proprio vero
    che il mistero dell’infinito
    è scritto sulla mia piccola fronte.
    Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero.

    Rabindranath Tagore

    "Mi piace"

  4. Le parole: “anima mia quasi carne”.
    Il silenzio: parole a compiere il mistero ch’è dentro e
    preghiera, quando anche Dio, così vicino, tace.

    "Mi piace"

  5. Tutto quello che nasce dal cuore, arriva al cuore, perché è Amore: difficile spiegarlo a parole, ma non per chi con le parole ci sa fare e, anche scrivendo apparentemente nulla, invece ha scritto Tutto!

    "Mi piace"

  6. Una volta ho sentito una frase: se due persone riescono stare sedute accanto se in silenzio e questo silenzio “non pesa” a nessuno di loro, queste persone possono diventare veri amici.

    "Mi piace"

  7. Accanto a me ho una poesia di madre Teresa di Calcuta e ho scelto alcuni versi:
    L’ostacolo più grande? La paura.
    L’errore più grande? Rinunciare.
    La radice di tutti i mali? L’egoismo.
    La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
    I migliori professionalisti? I bambini.
    Il primo bisogno? Comunicare.
    Il difetto peggiore? Il malumore.
    La persona più pericolosa? Quella che mente.
    La rotta migliore? La via giusta.
    La sensazione più piacevole? La pace interiore.
    L’accoglienza migliore? Il sorriso.
    La miglior medicina? L’ottimismo.
    La forza più grande? La fede.
    La cosa più bella del mondo? L’amore

    "Mi piace"

  8. A volte dicono ancora di più, sono così intensi che superano la melodia delle parole, parlano e attraversano i vetri chiusi del cuore, per arrivare nel suo punto più profondo dove finalmente se ne percepiscono piccole vibrazioni, i silenzi, di una notte, di una natura che si racconta agli occhi più attenti, di una pagina bianca e intensa, nella quale si legge chiaro il sogno dell’onda che diventa consistenza appena si infrange sulla riva, poesia di ieri e di domani, movimento continuo che si ripete ogni volta, e ogni volta genera quell’attimo di eterno in cui l’infinito sposa il confine.

    "Mi piace"

  9. “…è una tortura scrivere qualcosa
    che non riesce a spiegare ciò che sento.”

    questo posso capire,perchè a volte si sembra che non esistono le parole sufficienti per spiegare questo che sta dentro di noi, si potrebbe dire- il dolore è più grande delle parole.

    "Mi piace"

  10. “…scriverne qualcosa è una battaglia
    persa,l’ultimo scontro del soldato
    che lotta,lotta,e poco dopo muore”

    -mi piace questo ottimismo. Vero come si cammina meglio pensando in questo modo ottimistico? Ti viene la voglia di fare qualcosa. Un ottimo modo di prendere problema!!!!- non vale la pena di fare qualcosa perché tanto si finisce male. Che gioia di vivere!!!!
    Io nella vita preferisco lottare e sperare che tutto si finisce bene.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.