María Mercedes Carranza (Colombia 1945-2003): El oficio de vestirse

boris hecht

El oficio de vestirse

De repente,
cuando despierto en la mañana
me acuerdo de mí,
con sigilo abro los ojos
y procedo a vestirme.
Lo primero es colocarme mi gesto
de persona decente.
En seguida me pongo las buenas
Costumbres, el amor
filial, el decoro, la moral,
la fidelidad conyugal:
para el final dejo los recuerdos.
Lavo con primor
mi cara de buena ciudadana
visto mi tan deteriorada esperanza,
me meto entre la boca las palabras,
cepillo la bondad
y me la pongo de sombrero
y en los ojos
esta mirada tan amable.
Entre el armario selecciono las ideas
que hoy quiero lucir
y sin perder más tiempo
me las meto en la cabeza.
Finalmente
me calzo los zapatos
y echo a andar: entre paso y paso
tarareo esta canción que le canto
a mi hija:
“Si a tu ventana llega
el siglo veinte
trátalo con cariño
que es mi persona.”


Il mestiere del vestirsi

Improvvisamente
quando mi sveglio al mattino
mi accorgo di me,
discretamente apro gli occhi
e comincio a vestirmi.
Per prima cosa mi do l’aria
della persona per bene.
Poi mi metto le buone
maniere, l’amore
filiale, il decoro, la morale,
la fedeltà coniugale:
i miei ricordi li tengo per ultima cosa.
Con disinvoltura mi lavo il viso di
brava cittadina,
vista la mia speranza rotta
mi metto le parole in bocca,
spazzolo la bontà,
e me la metto come cappello,
e negli occhi
questo sguardo tanto amabile.
Nell’armadio scelgo le idee
che oggi vorrei sfoggiare
e me le metto in testa.
Infine mi metto le scarpe
e via : tra un passo e l’altro
canterello quella canzone che canto
a mia figlia:
“ Se il ventesimo secolo
si presenta alla tua finestra,
sii buona
perché sono io in persona.”

Traduzione: Stefanie Golisch

Das Handwerk des Ankleidens

Auf einmal,
wenn ich morgens erwache,
erinnere ich mich an mich,
in aller Stille öffne ich die Augen
und gehe dazu über mich anzuziehen.
Zuerst stecke ich mir die Geste
des anständigen Menschen an.
Dann ziehe ich mir die guten
Gewohnheiten, die Elternliebe,
die Schicklichkeit, die Moral,
die eheliche Treue an:
bis zum Schluss bewahre ich mir die Erinnerungen auf.
Sorgfältig wasche ich mir
das Gesicht der guten Bürgerin,
hülle mich in meine lädierte Hoffnung,
zwischen die Zähne stecke ich mir die Worte,
ich schrubbe die Güte
und setze sie mir als Hut auf
und in die Augen kommt
dieser liebenswürdige Blick.
Aus dem Schrank wähle ich die Ideen,
mit denen ich heute prahlen will
und ohne Zeit zu verlieren setze ich sie mir in den Kopf.
Am Ende kommen die Schuhe dran
und ich gehe los: zwischen einem Schritt und dem nächsten
trällere ich dieses Lied, das ich für meine
Tochter singe:
„Wenn an dein Fenster
das zwanzigste Jahrhundert kommt,
sei lieb zu ihm,
denn ich bin es persönlich.”

Traduzione: Susanne Detering

Un pensiero su “María Mercedes Carranza (Colombia 1945-2003): El oficio de vestirse

  1. Un po’ ironica, un po’ amara e molto vera: rispecchia la superficialità del nostro tempo ed il bisogno di apparire, anzichè di essere, che lo caratterizza, di molti di noi, a volte per costrizione, a volte per cultura, per difesa, per semplice abitudine e per tanti altri motivi.

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