55. Così vicina

da qui

Cammina, cammina, non fermarti. Non pensare alle immagini che sempre più frequentemente ti assediano la mente, intorbidiscono la fantasia, appesantiscono i tuoi passi. Sai che dovrai passare per quella porta stretta, che dovrai morire, come il chicco di grano nella terra. Sei venuto per questo: è inevitabile, è inutile credere a una svolta dell’ultimo momento. Stai riflettendo sulla libertà? Sul fatto che un’azione ha senso e valore solo se è scelta fino in fondo? Hai ancora qualche dubbio? Ci sono riserve in qualche angolo del cuore? Ti vengono parole, sulle labbra, che non vorresti mai arrivare a pronunciare: Padre, se possibile, allontana da me questo calice. Sai che in qualche modo devi perdere te stesso, non puoi girarci intorno. Il calice lo devi bere, quel battesimo ti deve battezzare, e come sei angosciato finché non giunga il momento della verità.
Non hai molto tempo per pensarci: sopraggiunge un uomo e s’inginocchia a pochi passi da te.
Maestro, ti seguirò dovunque vada!
Lo fissi negli occhi: è un giovane sbarbato, avrà meno di vent’anni.
Le volpi hanno le loro tane, e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo.
Ti dispiace disilludere la gente: vorresti che tutti aderissero alla buona notizia che hai portato. Ma non puoi fingere che venire dietro a te sia distensivo. Leggi nel cuore, anche in quello della persona che cammina da un poco accanto a voi, con la vanga sulla spalla.
Seguimi! gli dici.
E’ come sorpreso.
Signore, mi hanno avvisato della morte di mio padre, mentre ero nel mio campo. Permettimi di andare a seppellirlo.
Lascia che i morti seppelliscano i loro morti.
Ripensi all’immagine dell’uomo che si alza dal sepolcro, avvolto nella luce strana, prima dell’alba. Muore solo chi vuole, chi resta prigioniero del passato, chi cerca la vita nel cimitero dei ricordi.
Sei interrotto un altra volta.
Ti seguirò, Maestro, ma lascia che prima mi accommiati da quelli di casa.
Vedi i campi di grano, le spighe già mature per la falce.
Nessuno che metta mano all’aratro e si volti indietro è degno del regno di Dio.
Ti sembra di vedere già Gerusalemme, ormai così vicina.

17 pensieri su “55. Così vicina

  1. Solo quando capisci i tuoi limiti, quando riconosci cosa ti impedisce di seguire subito Gesù, puoi iniziare a camminare dietro a Lui, altrimenti non parti mai…

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  2. FERMATI
    Fermati cuore del mio Signore, puledro impazzito contro la bocca
    di quell’aurora che ti porterà sulle pendici del Sion. Fuori la porta del-
    la città santa, resterai come un malfattore inchiodato nella distruzio-
    ne del tuo Tempio: Corpo di Dio adorato, umanità SS., veste del
    Verbo, carne di Maria, la bellissima.
    Come sono questi giorni prima di salire a Gerusalemme, come sono
    e dove vanno i pensieri di Colui che è il Pensiero prigioniero della car-
    ne! Perché precorre, l’anima divina, che tutto conosce e trema, quel
    venerdì nell’ora terza che sale la vetta del mondo dov’è conficcata la
    croce e la terra sarà tenebra e Tu un torrente di sangue!
    Questo ti attende. Questo è il battesimo di sangue desiderato? : tor-
    mento, abbandono, umanità dissacrata, il sospiro del paradiso affo-
    gato.
    Anche Tu, Dio, oceano in tempesta d’amore, attraversato dalla folgo-
    re del desiderio, dell’innamoramento, stretto dalla necessità d’amare,
    hai corso il rischio e hai conosciuto la morte.

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  3. ” Tu maestà troppo grande per essere abbracciata, ti lasci abbracciare
    da chi ti ama” e ” Tu, ami te stesso in noi” (Guglielmo di Saint-Thierry)
    Io abbraccio i tuoi piede rannicchiata dietro di Te, dì “Amore dell’anima
    mia”, all’intero tuo Paradiso ” lasciatela stare”.

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  4. Gesù,ti seguirò,però prima…ho altro da fare-sono le nostre scuse (devo seppelire morto,devo salutare la famiglia,devo…). Lo diciamo che amiamo Dio,che si fidiamo di Lui,ma in realtà siamo sempre occupati per “sistemarsi” bene nella vita terreste.Ci sta la messa in domenica, ci stanno le messe durante le feste, qualche buoni azioni (ma non troppo perché non abbiamo tempo e poi…mica siamo santi), qualche preghiere e…vogliamo che Dio sia al nostro servizio per fare miracoli per noi che noi stiamo bene.
    “Seguimi! gli dici”
    -Certo! però dopo,adesso voglio godere dalla vita.

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  5. “Padre,se possibile,allontana da me questo calice”
    la paura,paura umana,paura del dolore.
    Padre,farò come vuoi tu,però aiutami.
    Nessuno di noi vuole soffrire.Ogni uno di noi conosce sapore del dolore.E dolore che deveva affrontare Gesù è nostro,umano.
    Ogni uno di noi vuole stare bene,ogni uno di noi nell momenti difficili prega: “Padre,se possibile,allontana da me questo calice”
    Ma a volte,dobbiamo bere dal questo calice del dolore per realizzare il Progetto di Dio. Non perché Dio non ci vuole bene, ma perché atraverso di noi si deve riempire la Parola.

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  6. “O mio Dio, tutte le vie che ho
    percorso in questi ultimi cinque,
    dieci, venti anni erano tue.
    Tu hai lavorato in modo tale
    da vedere realizzato il tuo disegno,
    che altro non è che la tu vita
    vissuta e manifestata in me.
    Ma ero insensato. Non ho visto.
    Ho fatto qualunque cosa per
    liberarmi, ritardando così la tua ora.
    Oggi io vedo la tua mano”

    ( Watchman Nee, La liberazione de l’Esprit )

    …. non si tratta di scegliere
    “sacrifici per Dio” e neppure la mia strada,
    ma dire “si” a ciò che non avrei
    mai e poi mai scelto.

    Le scelte sono sempre difficili, ma quella di seguire Cristo è l’unica che non ho scelto, lo ha fatto Lui per me: e, per questo, io ti ringrazio Maestro.
    Tu sei la via dell’Amore, quella che percorro tutti i giorni, mano nella mano con te, dammi coraggio e forza sufficienti per Amarti come vuoi Tu.

    ernestina.

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  7. C’è un grande mistero nel dolore, e scandalo ed ingiustizia: con i ragionamenti umani è impossibile comprenderne il senso.
    Possiamo solo accettarlo e metterlo nelle mani del Padre, farci condurre e sostenere da Lui… e come ha fatto con la croce, sarà Gesù a portarne il peso per noi.
    La preghiera e l’affidamento a Maria, che intercede per noi e conduce al figlio, è il modo per lasciarci guidare, per entrare nella nostra storia senza sfuggire al dolore e per rendere ogni prova che Dio permette l’occasione giusta per salvarci.

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  8. @ Agnese,
    grazie per questo commento! sa di te e sa di buono.

    Ma a volte,dobbiamo bere dal questo calice del dolore per realizzare il Progetto di Dio. Non perché Dio non ci vuole bene, ma perché atraverso di noi si deve riempire la Parola.

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  9. Sai che dovrai passare per quella porta stretta, che dovrai morire, come il chicco di grano nella terra

    Signore, comprendo il tuo dolore e la tua angoscia.Tu ci hai chiesto di pregare per non cadere in tentazione, pregherò per te e con te ,poiché nulla possiamo senza l’ aiuto e il conforto di Dio nostro Padre.

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  10. altro giorno ho letto una bellissima frase:

    “continuate senza stancarvi il cammino intrapreso per essere dovunque testimoni della croce gloriosa di Cristo. Non abbiate paura! La gioia del Signore,crocifisso e risorto,sia la vostra forza e Maria santissima sia sempre al vostro fianco”
    Giovanni Paolo II

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  11. ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE ( 14 settembre)

    “O croce di nostra salvezza,
    albero tanto glorioso,
    un altro non v’è nella selva,
    di rami e di fronde a te uguale.
    Per noi dolce legno, che porti
    appeso il Signore del mondo”

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  12. A galla

    Chiari mattini,
    quando l’azzurro è inganno che non illude,
    crescere immenso di vita,
    fiumana che non ha ripe né sfocio
    e va per sempre,
    e sta – infinitamente.

    Sono allora i rumori delle strade
    l’incrinatura nel vetro
    o la pietra che cade
    nello specchio del lago e lo corrùga.
    E il vocìo dei ragazzi
    e il chiacchiericcio liquido dei passeri
    che tra le gronde svolano
    sono tralicci d’oro
    su un fondo vivo di cobalto,
    effimeri…

    Ecco, è perduto nella rete di echi,
    nel soffio di pruina
    che discende sugli alberi sfoltiti
    e ne deriva un murmure
    d’irrequieta marina,
    tu quasi vorresti, e ne tremi,
    intento cuore disfarti,
    non pulsar più! Ma sempre che lo invochi,
    più netto batti come
    orologio traudito in una stanza
    d’albergo al primo rompere dell’aurora.
    E senti allora,
    se pure ti ripetono che puoi
    fermarti a mezza via o in alto mare,
    che non c’è sosta per noi,
    ma strada, ancora strada,

    e che il cammino è sempre da ricominciare.

    Eugenio Montale

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  13. E’ difficile staccarsi dal passato, paradossalmente è più difficile lasciar andare un passato doloroso, troppo spesso ci si volta dalla parte spagliata, solo la Spirito può accompagnarci e farci da navigatore indicandoci quale sia la strada altrimenti si resta pecorelle smarrite.

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