59. Agli antipodi

da qui

Questo demonio è muto. Sono i più pericolosi, perché la verità proviene solo dal dialogo: è parlando che l’uomo si conosce e scopre quante dimensioni e sfumature ci siano in una vita. Il diavolo inchioda alla superficie delle cose: alla pelle, ai vizi, alle reazioni più istintive. In questo senso, è facile discernere: tutto ciò che va in profondità è da Dio; è il terzo cerchio quello dello Spirito, custodito dagli altri due, della carne e della psiche. La tua azione vuole abbattere la scorza, il muro che il demonio costruisce con tenacia, formando un deposito di strati che impediscono all’anima di trovare varchi. Per questo l’esorcismo è una tomba scoperchiata, e l’immagine ossessiva da cui sei visitato è quella di una pietra rotolata, in un giardino.
Tu scacci i demoni grazie a Beelzebul, il capo dei demoni.
Hai un moto d’ira: non accetti che lo Spirito santo venga bestemmiato. E’ l’unico peccato che non puoi perdonare. E’ il rifiuto radicale con cui si brucerà in eterno, nella Valle di Hinnom. Provi pietà per questa gente senza gioia.
Ogni regno diviso in se stesso, viene devastato, e una casa cade sull’altra. Se satana è diviso in se stesso, come starà in piedi il suo regno?
Ti guardano in modo inespressivo: hanno deciso da che parte stare, di chi essere servi. E’ un mistero l’attrazione per il male, l’opzione volontaria per la morte.
Se io, per mezzo di Beelzebul, scaccio i demoni, i vostri figli in nome di chi li cacciano? Per questo saranno i vostri giudici.
Non li capisci, ma il tuo cuore sanguina, per la loro perdizione.
Se scaccio i demoni con il dito di Dio, allora il suo regno è in mezzo a voi.
Sì, tenta di convincerli, di scalfire la corazza impenetrabile.
Quando il forte, bene armato, custodisce il suo palazzo, i suoi averi sono in pace; ma se uno più forte di lui, sopraggiungendo, lo vince, gli toglie l’armatura nella quale confidava e ne spartisce le spoglie.
Sì, spaventali, mettili davanti all’orrore della loro scelta.
Quando lo spirito immondo è uscito dall’uomo, va errando in luoghi aridi in cerca di riposo, e non ne trova. Allora dice: tornerò nella casa da dove sono uscito. E, venuto, la trova tutta adorna e ben spazzata. Allora parte, si porta sette spiriti peggiori di lui e insieme vi prendono dimora. Così la condizione dell’uomo diventa peggiore della prima.
Non li hai convinti: c’è un’ostinazione disumana, agli antipodi di Dio.

12 pensieri su “59. Agli antipodi

  1. “Questo demonio è muto. Sono i più pericolosi, perché la verità proviene solo dal dialogo: ”

    Ci sono situazioni che tolgono le parole, altre che le restituiscono.
    Cercare e creare queste situazioni buone e’ la strada da intraprendere per ritrovare il respiro vitale.

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  2. AGLI ANTIPODI
    Terribile e bellissima pagina evangelica, campo di scontro tra una “o-
    stinazione disumana agli antipodi di Dio” e la divina persona del Cristo:
    “Dio sei la pace e la paura
    il perdono e la scure
    che pende alle radici dell’albero”.
    Questa vertigine di tenebra e luce chiama i bellissimi cerchi: corpo,
    psiche, spirito, unica realtà dell’essere, ad un canto a Te,
    divino Signore, corpo di Dio. L’arco quieto del firmamento è una co-
    rona, e la distesa delle azzurre acque un riflesso alla tua bellezza,
    stillano le odorose pianure incenso per la tua umanità e il frumento e
    la vite fioriscono per la sostanza del tuo corpo.
    Un albero disseccato, alla tua redenzione,
    sanguinante corpo di Gesù,
    è sigillo al tuo amore inconsumato.
    Che cosa sono per Te che moristi per me, quando l’intera umanità e le
    schiere celesti, non sono neppure una corte degna alla tua regalità,
    che sei, Tu, la beatitudine di ogni esistenza.
    Il Paradiso trinitario è la tua gloria, cenacolo di eterne nozze dal prin-
    cipio. Tu sei, divino Signore, del Padre l’Amato, scrigno della divinità,
    che quando ti chiamo : Bellissimo, dico : Amore.

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  3. “è parlando che l’uomo si conosce”
    parole possono essere studiate,espressione sul viso può essere mascherata,ma i gesti, a volte,è difficile controllare.
    Quando qualcuno parla con te e nasconde le mani – non è sincero, solo la persona sincera parlando tiene le mani (palmo della mano) aperta verso l’altro, cioè vuole dire- non ho niente da nascondere.

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  4. “ogni regno diviso in se stesso,viene devastato”
    secoli fa,nel mio paese, un re aveva quattro figli; prima di morire aveva diviso suo paese in quattro parti uguali, per dare ad ogni uno figlio eredità uguale.Dopo la sua morte ogni uno di fratelli non era contento dalla piccola parte perché voleva governare tutto paese, allora si sono cominciate le guerre tra i fratelli.
    Ma non è uguale con religioni?!
    Ogni una religione vuole dominare sul’altro.Per questo sono le guerre, per questo non c’è la pace,per questo diavolo,a volte, domina sul di noi.

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  5. ” perché la verità proviene solo dal dialogo: è parlando che l’uomo si conosce e scopre quante dimensioni e sfumature ci siano in una vita.”
    E’ quello di cui sono fermamente convinta!
    E la vita è l’unica cosa che non s’inganna, se tu, cuore, hai il coraggio di accettarla….

    ernestina.
    al mio Simone, a me stessa, e a mio marito.
    grazie al nostro autore che m’insegna sempre, a tornare nella casa di Gesù, dove sono nata.

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  6. Troppe parole o troppo poche, spesso perdiamo ore e ore della giornata in parole inutili altre volte invece ci chiudiamo in noi stessi. In ogni caso viviamo rapporti muti con l’illusione che questo ci tuteli da ogni sofferenza portandoci alla felicità. E’ necessario riscoprire il dialogo profondo, pronunciare ogni giorno parole d’amore e di preghiera per scacciare il demone muto.

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  7. – c’è un’ostinazione disumana, agli antipodi di Dio.

    “Le tentazioni contro la fede e la purità è merce offerta dal nemico, ma non temerlo se non con il disprezzo. Finché egli strepita è segno che non ancora si è impossessato della volontà.
    Tu non ti disturbare per ciò che vai sperimentando da parte di quest’angelo ribelle; la volontà sia sempre contraria alle sue suggestioni, e vivi tranquilla, ché non vi è colpa, ma bensì vi è il compiacimento di Dio ed il guadagno per l’anima tua.
    A Lui devi far ricorso negli assalti del nemico, in Lui devi sperare e da Lui ti devi aspettare ogni bene.
    Non ti fermare volontariamente su ciò che il nemico ti presenta.
    Ricordati che vince chi fugge; e tu devi ai primi movimenti di avversione contro di quelle persone ritrarne il pensiero e far ricorso a Dio.
    Davanti a Lui piega il tuo ginocchio e con umiltà grandissima ripeti questa breve preghiera: “Abbi misericordia di me, che sono una povera inferma”. Di poi alzati e con santa indifferenza prosegui le tue faccende.
    Tieni per fermo che quanto più crescono gli assalti del nemico, tanto più Dio è vicino all’anima. Pensa e compenetrati bene di questa grande e confortante verità.
    Fatti animo e non temere le fosche ire di Lucifero.
    Rammentati per sempre di questo: che è buon segno allorché il nemico strepita e ruggisce all’intorno della tua volontà, poiché questo dimostra che egli non è al di dentro…”

    San Pio da Pietrelcina

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  8. l’esorcismo è una tomba scoperchiata

    Scendere nel profondo, scavare, per trovare una risposta, almeno in parte, alla domanda “Chi sono?”, riservandole un’attenzione speciale, un primo piano, scremato dai contorni di facciata, illuminando quella che si chiama coscienza , come fosse una rappresentazione teatrale, col fascio di luce dell’occhio di bue, luce di Verità, quando punta dritto sul protagonista della scena . Il buio dell’angoscia, della fragilità, della bugia, delle debolezze, la paura di affrontare la notte, ora tutto si arrende davanti a quella luce, un po’ come nei dipinti del Caravaggio, in cui le figure sono apparizioni nella notte, che si evincono nette grazie alla luce più o meno intesa di una candela, o lo spiraglio proveniente dai vetri di una finestra aperta e tutt’intorno è buio, quasi a voler lasciare da parte, scartare, allontanare il male provocato da parole e azioni, illuminando solo il desiderio di confessarlo davanti agli occhi attenti e pazienti della Vita.

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  9. Per raggiungere un equilibrio è necessario scavare in profondità raggiungere il terzo cerchio quello dello Spirito Santo poiché è grazie a Lui che si discerne il bene dal male.

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  10. Quando le parole mancano, o quando si male intendono, e ogni significato diventa altro, è dolorosamente vivere Babele, il rovescio delle cose, quasi che quello stare in superficie, incapaci di vedere e sentire oltre, inverta sensi, significati, alteri la natura stessa delle cose, delle parole.
    Il dialogo è dono di Dio, aprirsi all’altro, alle sue idee, al suo sentire. E’ grazia di cuore aperto e in ascolto, libero, senza pietre che lo ostacolano, ma è anche atto di fede, gesto di affidamento mite, scavato, nell’altro. Che diventa ponte, primo, o ultimo passo di un affidarsi più grande.

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