60. Delle tue parole

da qui

Te ne accorgi, sì che te ne accorgi. Gli occhi scintillano, come vedessero qualcosa di stupendo; le bocche sono aperte, come quando si beve in un’oasi nel deserto; i corpi sono immobili, tesi nell’ascolto, decisi a non perdere nulla della tua espressione verbale e non verbale. Non ti preoccupi, per questo: sai che porterebbe alla rovina chiunque altro, a causa della vanagloria che s’insinua nei gesti anche più nobili; ma il tuo messaggio è puro, non rischia di contaminarli, anzi, li libera dalle manipolazioni dei malintenzionati. Ogni tanto qualcuno, dalla folla, esplode in elogi incontrollabili.
Beato il grembo che ti ha portato e le mammelle che hai succhiato!
E’ una madre; sa quello che dice: un figlio, dentro, serba sempre qualcosa di chi lo ha generato. C’è un legame di sangue che è sciocco rinnegare, un retroterra di traumi e di memorie, un alfabeto d’impulsi, di sensibilità e d’idiosincrasie. Ma sai pure che qualcosa va al di là di tutto questo: il fattore più importante, capace di orientare la natura e di trasfigurarla, con la luce del divino.
Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la custodiscono.
Che cosa può capire, quella donna? O forse intravede più degli altri che quanto ha trasmesso nella procreazione è solo la premessa di una storia da venire, di un Progetto che trascende i codici rigidi della biologia. Quante prove hai fornito della possibilità di un cambiamento radicale, nella marea di guarigioni, nella fiducia di chi ha rinunciato al suo passato per sposare la tua causa?
Questa generazione malvagia chiede un segno.
Come sempre, li lasci senza fiato: che c’entra questo col discorso precedente?
Ma nessun segno le sarà concesso, se non quello di Giona.
Conoscono tutti la storia del profeta riluttante, ingoiato dal pesce e rigettato sulla spiaggia il terzo giorno. Lo colleghi alle immagini che si affacciano spesso nella mente: un sepolcro scoperchiato, un uomo avvolto in una luce che non è di questo mondo.
Come infatti Giona divenne un segno per i Niniviti, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per voi.
Non comprendono nulla, neanche i tuoi discepoli più stretti, ma sai che devi dirlo: arriverà il momento in cui tutto sarà chiaro.
La regina del mezzogiorno si alzerà nel giudizio con questa generazione senza fede e la condannerà, poiché venne dall’estremità della terra per ascoltare Salomone, ed ecco, qui c’è ben più di Salomone. Il popolo di Ninive si leverà nel giudizio con questa generazione e la condannerà, poiché si convertì all’annuncio di Giona; ed ecco, c’è qui ben più di Giona.
La donna che ti ha magnificato, adesso è silenziosa; ma dal sorriso, comprendi che è l’unica, forse, ad afferrare il senso delle tue parole.

17 pensieri su “60. Delle tue parole

  1. Il legame di Gesù con Sua Madre è unico nella profondità perché non avviene sul piano della carne e del sangue, ma sul piano dell’ascolto della Parola e dell’incarnazione di Essa. Don Oreste Benzi

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  2. E’ nel dolore del parto, nell’accogliere e fare propri disagi e debolezze di una vita distratta, la stanchezza e la fatica di un percorso arduo, pieno di sassi e inciampi, la risposta di una gravidanza che vuole dare alla luce nuova vita, desiderio di rinnovo della propria; stavolta non serve l’ingegneria genetica, non ci sono calcoli di probabilità a discrezione di ormoni e provette, è necessario soltanto il sogno per avere questo figlio, per farlo nascere e crescere con amore, riconoscendolo nell’altro, mettendosi in gioco con il coraggio e la forza che solo una madre è capace di inventare. Oggi mi sento ancora tanto figlia: la speranza è che un giorno il grande dono di essere madre potrà essere anche mio.

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  3. “Ma il tuo messaggio è puro, non rischia di contaminarli, anzi, li libera dalle manipolazioni dei malintenzionati.”
    grazie per questo!

    E’ una madre; sa quello che dice: un figlio, dentro, serba sempre qualcosa di chi lo ha generato. C’è un legame di sangue che è sciocco rinnegare, un retroterra di traumi e di memorie, un alfabeto d’impulsi, di sensibilità e :
    @ Roby,
    Oggi mi sento ancora tanto figlia: la speranza è che un giorno il grande dono di essere madre potrà essere anche mio.
    Tu sei già madre, di più di chi ha partorito, lo dicono le tue parole d’Amore
    che ti faranno madre nel senso che tu desideri!
    E noi… preghiamo per questo dono che, io ti vorrei fare subito! cara ,dolce donna.

    ernestina.

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  4. Tutto si fa più chiaro quando c’è Lui, terso e puro, tanto che il diamante sembra carbone.
    E’ la luce che trasfigura, lo scatto al soprannaturale che finalmente si mostra, come il miracolo della procreazione e, ove non basti, quello della resurrezione.
    La via del Paradiso è illuminata a giorno. Come non vedere dove porre il passo?

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  5. E‘ l’amore a partorirti e a partorire una seconda volta. Si rinasce in una famiglia dove il sangue è un flusso d’oro che scorre fino a infinite distanze e che rigenera anche gli stessi legami biologici con un’altra luce.

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  6. BEATA TE MARIA
    Maria, ombra di Gesù, suo riverbero, vergine alba del Sole divino.
    Beata perché ha racchiuso in sé la Vita portando a compimento il
    disegno di Dio.
    Beata perché ricolmata,come un fiume straripante, di grazia. Ver-
    gine deipara in cui l’amore umano e quello divino sono un unico
    evento nel figlio suo.
    “Riviera spalancata sull’oceano”, amore della Colomba, stilla di ma-
    re mutata in amaritudine, immacolata ma con la stessa sorte dei pec-
    catori : dolore e morte. Morte così dura nella sua carne crocifissa
    nel figlio, Lei “creatura dell’ intenso e consumato ascolto” e dell’incon-
    dizionato : fiat.
    Signora beata alla quale Dio ha affidato l’Amato, che questi figli del-
    l’uomo, straziati dal peccato, siano investiti di redenzione dal sangue
    di Cristo.
    Maria, ora beata di una beatitudine che non ti verrà tolta, regina del
    Paradiso accanto al figlio tuo e benedetta, perché benedetto il frutto
    del tuo grembo, Gesù : primo e ultimo tuo amore.
    Anche per noi “nell’Amore ricevano senso tutte le tensioni dell’anima
    e anelino a Lui, anche i nostri cedimenti”,e in questo Amore si compia
    il nostro celeste naufragare.

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  7. Non comprendono nulla, neanche i tuoi discepoli più stretti

    Per comprendere le parole di Gesù è necessario andare oltre la persona,superare la barriera che impedisce la lettura tra le righe nelle quali si nasconde l’ annuncio della Salvezza
    Gesù,infatti ha un solo scopo nella vita: quello di salvare tutti noi!

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  8. @ Roby.
    Si, il senso più alto d ‘Amore ce lo ha insegnato la Madre di tutte le madri,
    e noi con coraggio lo perseguiamo, ognuno di noi, è la più alta espressione che Cristo ci ha voluto “regalare”!
    E Lei è rimasta a guardare … mi domando come ha potuto essere una donna così forte e bella!
    Tendiamo a Lei sempre!
    anche io lascio qui un abbraccio,
    @ Gum, che ci è sempre maestro di dolcezza nelle sue parole.

    ernestina.

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  9. “il tuo messaggio è puro”
    perché Gesù non chiede nulla in cambio,da amore,parla solo d’amore; amore che ha Suo Padre per noi e amore nostro, nostro cuore se riusciamo aprire per vivere meglio. Gesù non vuole da noi niente in cambio, Lui ci offre amore,e solo da noi dipende se decidiamo accettare Suo amore e vivere con amore per migliorare la nostra vita. (tutto per noi) Nessun scambio,nessun sfruttamento, nessuna esigenza.

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  10. – Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la custodiscono.

    Quale grande grazia è saper ascoltare e custodire la Parola, cioè leggere tutta la vita attraverso la Parola di Dio, come fosse un filtro che rende visibili i Suoi doni, anche nei momenti più bui e dolorosi, e svela di ogni cosa il senso che va oltre noi stessi, più alto e di profondo Bene.
    Con questa apertura di cuore è inevitabile lo stupore, anche, che è una gioia più forte della gioia stessa, è un meravigliarsi continuamente: perché Gesù spesso non tiene conto dei nostri progetti e dei nostri desideri, grazie a Dio, ma ci conduce per strade assolutamente diverse da quelle previste, anche nel deserto a volte, e ci dimostra come, facendoci portare da Lui e fidandoci delle Sue promesse, la vita acquista colore e, laddove pensavamo non ci potesse essere felicità, c’è molto di più perché c’è la salvezza.

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  11. beati quelli che ascoltano la Sua parola ela mettono in pratica .Ma come facciamo se non con la complicità di Maria?

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  12. ” Si alza una selva” di uomini intorno al Rabbi, dalla sua bocca una Parola
    forte e pensosa di Verità.
    Evoca Giona ma parla di risurrezione, ed è Lui quell’uomo vestito di luce
    all’alba di quel giorno dopo il sabato. Ricorda la sapienza di Salomone,
    :questa generazione sarà chiamata in giudizio per non aver ascoltato i
    suoi insegnamenti, perché Lui è più di Salomone.
    La folla è inebriata, una vertigine di mani e sguardi nei quali si perde in
    compassione. “Beato il grembo che ti ha portato”, “E’ vero, è veramente
    beata Colei che mi portato perché, nessuno come Lei, nascosta all’ombra
    della volontà di Dio.
    Gesù maestro, bellissimo Fiore trinitario, che cosa avrà ereditato nel suo
    sembiante delle fattezze della madre e di quel carico di ” retroterra, traumi,
    memoria, alfabeto d’impulsi, idiosincrasie” e razza?, ” Nigra sum sed formo-
    sa”, è la voce di Maria, la sposa dei Cantici, Colei che lo vestirà con la sua
    carne e la sua possibile somiglianza.
    Il Maestro si muove nel tempo: “il silenzio sfilava adagio le sillabe”, orma
    divina nell’uomo dispiegata nei tre splenditi cerchi: un Corpo adorato da-
    gli angeli, un anima, luogo di mirabili affettività, cielo aperto sulla storia e
    ragione, flusso, compimento della persona, e lo Spirito: forza vitale e co-
    scienza del suo esistere, una creazione mai più ripetuta.
    “Nessuno come Te”.
    E se la tua anima creata è una vetta sublime, la tua anima eterna, Ver-
    bo divino, è :Spirito Santo:
    ” Come astro del mattino nella nebbia,
    come luna piena nei giorni suoi,
    e come Sole sfolgorante,
    Egli rifulse nel tempio di Dio”.
    (Sir.50,6-7)

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  13. “Vergine Madre, Tu che hai saputo guardare Gesù e penetrare fino alle profondità più intime della Sua persona, insegnaci a guardarlo a lungo nell’Ostia dove è presente. Facci penetrare nell’intimo di questo fuoco d’amore, comprendere fino a qual punto Gesù si offre a noi pieno di tenerezza e di misericordia.”

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