61. Il potere di salvarti

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In tanti t’invitano a tavola: è un onore incontrare un rabbi ormai famoso; o mirano a coglierti in fallo, a mostrare dove il tuo insegnamento si discosti da quello della tradizione; denunciarti, magari, perché il popolo non può essere traviato. Tu accetti, ti rendi disponibile, ma sai come il gioco sia rischioso, e quanto sia stressante essere passato nel crogiolo: pesano attentamente le parole, i gesti, perfino i tuoi respiri. Ti salva l’affidarti al Padre: lui sa che cosa è bene che tu dica o faccia; ti farà capire passo passo dove andare e cosa confidare del Progetto, della cura che Dio si prende nonostante, del suo essere vicino soprattutto di fronte alle lacune, alle falle che squarciano la barca e la farebbero affondare in poco tempo. Perché il Signore sceglie gli ultimi, gli umili, coloro che hanno fatto esperienza concreta di tutti i propri limiti? Il fariseo che ti offre il pranzo si stupisce che tu non abbia fatto le abluzioni. Padre, non si potrebbe evitare, qualche volta, di leggere nel cuore della gente? Ma ora che sai non puoi tacere, non puoi abbandonarlo al suo peccato.
Voi farisei purificate l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e d’iniquità. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno, non ha fatto anche l’interno?
Il tuo interlocutore sgrana gli occhi: non avrebbe mai pensato di essere scoperto.
Maestro…
Date piuttosto in elemosina ciò che vi è all’interno e tutto sarà puro.
Maestro, perché dici questo?
Guai a voi, farisei, perché pagate la decima della menta, dell’aneto e del cumino e trasgredite ciò che conta: la giustizia, l’amore, la misericordia. Bisogna praticare queste cose, senza omettere quelle.
Maestro, pagare le tasse non è un bene?
La sua faccia è diventata rossa, non si sa per per rabbia o insicurezza.
Guai a voi, farisei, che amate i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze. Siete come i sepolcri che sfuggono alla vista e gli uomini, senza che lo sappiano, vi camminano sopra.
Non starai esagerando? Ma senti l’energia che spinge, non potresti fermarti neanche se volessi.
A tavola c’è un dottore della legge. Si alza in piedi, come per sfidarti in una prova fisica. E’ un omone: potresti avere qualche problema ad affrontarlo.
Dicendo queste cose, offendi anche noi!
Rimani fermo, fissandolo negli occhi.
Guai anche a voi, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, mentre voi non li toccate nemmeno con un dito.
L’omone poggia le mani sulla tavola: starà per rovesciarla?
Guai a voi, che edificate i sepolcri dei profeti, ma i vostri padre li uccisero. Così consentite alle opere malvagie, perché essi li ammazzarono e voi li seppellite. Perciò la Sapienza dice: manderò loro profeti e apostoli, ma li toglieranno di mezzo, a uno a uno. A voi sarà chiesta ragione di tutto il sangue dei profeti versato dalla fondazione del mondo fino a oggi: dal sangue di Abele fino a quello del profeta Zaccaria, trucidato tra l’altare e il tempio.
Maestro, non ti permettiamo!
Sì, vi dico: ne dovrete rispondere, perché avete nascosto la chiave della scienza: non siete entrati, e l’avete impedito a quelli che volevano.
Ti senti circondato: un capannello di scribi e dottori si è formato a poco a poco nella casa. Ti arriva l’eco di grida animalesche: crocifiggilo, crocifiggilo!
L’uomo dalla faccia glabra ti fissa con lo sguardo grigio dei morti.
Perché non dici nulla? Non sai che ho il potere di salvarti o consegnarti a loro?
L’omone ha le braccia conserte: sta aspettando una parola, una qualsiasi, per dare sfogo alla sua rabbia.
Ma tu, di scatto, ti alzi e te ne vai.

21 pensieri su “61. Il potere di salvarti

  1. Gesù è Sapienza dello Spirito Santo, che rivela come solo il Padre, che legge nei cuori, abbia il potere di salvarci, di donarci salvezza eterna.
    Importante e degno di attenzione quindi, è solo che Dio dica bene di noi, che ci bene-dica: tutto il resto non conta più.
    Importante è cercarlo per avere la salvezza, non per raggiungere i nostri scopi.

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  2. ”Nella curia di Buenos Aires lavora da 30 anni un uomo. E’ padre di otto figli. Prima di uscire, prima di andare a fare le cose che fa ogni giorno, sempre dice: ‘Gesù!’. E io, una volta, gli ho chiesto: ‘Ma perché sempre dici ‘Gesù’?’. ‘Ma quando io dico ‘Gesù’ – mi ha detto questo uomo umile – mi sento forte, mi sento di poter lavorare, e io so che Lui è al mio fianco, che Lui mi custodisce’. (Papa Francesco)

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  3. Gesù vorrebbe salvare tutti ,ma sa che non può farlo se loro non vogliono o non comprendono ,per questo usa parole che gli scuotono gli animi, ma gli scribi e i farisei sono troppo attaccati alle cose di questo mondo.
    Fino a quando non ci abbandoneremo a Lui, fino a quando non lo cercheremo per essere salvati, non comprenderemo mai le Sue parole!

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  4. Come capire il cuore dell’uomo, questa creazione così remota dal suo
    Principio, che non ha che un desiderio: ritrovare la dimensione divina
    dove non sia possibile che si opponga la stoltezza di scribi e farisei alla
    Verità, e il potere di Pilato alla gloria di Gesù il Signore.
    E poi, fare silenzio e udire la tua voce.

    “finito questo vaniloquio
    e un silenzio mai prima udito.. e
    (un attimo che sarà la sospensione del mondo”),
    …”stringerà il cuore della terra”,
    in..”questo silenzio del mondo
    dove solo questa Parola sia udita”.
    (D.M.Turoldo)

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  5. Spesso è così fine, sottile, impalpabile la calce che ricopre i sepolcri imbiancati, da attaccarsi così bene all’interno del bicchiere tanto da far sembrare naturale la sua opacità, convincente nel far credere che lo stesso bicchiere sia davvero pulito. Ma questa è solo la risposta povera di una vita superficiale, comoda e indolore, nella quale il grembiule resta un gran bel simbolo, lavato, stirato e indossato ogni domenica soltanto come veste d’occasione, mentre parliamo incautamente d’amore dagli scranni più alti, ma improbabile veste di salvezza finché non riusciremo a comprendere che la stessa dipende solo dal desiderio autentico di salvare l’altro, facendo urlare proprio da quegli scranni le “non voci” che ogni giorno sono sempre più soffocate dalle preghiere beghine volte solo a salvare la propria anima.

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  6. @ Roby,
    Si salvare la propria anima… ma noi siamo un corpo solo, fatto da tutti noi comprese le nostre anime!
    Ho visto una frase un giorno sul muro di una chiesa, che mi ha colpita:”Nè con te né senza di te, con te perché mi uccidi, senza di te perché muoio.”
    La paura dell’altro è tutta in questa frase scritta sui muri di una chiesa, letto sul volto” dell’altro da me” sempre: questa è la sintesi l’altro da me, no l’atro con me!.

    “Finché non riusciremo a comprendere che la stessa dipende solo dal desiderio autentico di salvare l’altro, facendo urlare proprio da quegli scranni le “non voci” che ogni giorno sono sempre più soffocate dalle preghiere beghine volte solo a salvare la propria anima.”

    grazie Roby per avermi dato un altro modo di sperare nell’altro, anche se per natura io non demordo mai.. l’altro co me è il pensiero con il quale apro gli occhi tutte le mattine, grazie a Dio.

    ernestina.

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  7. @ Ernestina
    Vero, Ernestina quando dici ‘noi siamo un corpo solo, fatto da tutti noi comprese le nostre anime’, suggerisce proprio l’idea della chiesa quale ecclesia, comunità, con l’unico scopo di aiuto sociale e spirituale, uno per l’altro.

    A proposito di frasi…Sarebbe più bello leggere sui muri di una chiesa “Fofner sei la mia vita!” … Omaggio all’autore!

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  8. “Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore gioioso.”
    (Seconda Lettera ai Corinzi 9,7)

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  9. “non puoi abbandonarlo al suo peccato”.
    Sembra un già detto e ripetuto; eppure è una frase gigantesca, impegnativa che costruisce un altro mondo, fatto non di blocchi contrapposti, nè di giustizieri. Perché a volte, anche in nome dei valori più vitali di giustizia, l’insofferenza e l’indignazione catapultano nella ripetizione di uno schema dove uno si oppone all’altro – almeno per chi scrive il rischio e il limite è questo –

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  10. “In tanti ti invitano a tavola:è un onore (…) o mirano a coglierti in fallo”
    mi si è ricordato un medico(tanto ci stanno tanti casi di questo tipo); lui lavorava in un ospedale,era bravissimo e tutti pazienti volevano andare curarsi solo da lui,e così altri dottori dalla gelosia hanno cominciato raccontare alla gente che questo dottore non è bravo per niente,hanno fatto tante cattiverie e dottore ha lasciato ospedale e si aveva aperto la sua clinica.Ci stanno tanti pazienti che continuano andare da lui e sono molto contenti (anche io), ma ci sta anche questa gente che ha creduta alla prima parola cattiva dalla invidia e non lo credono alla sua specialità.
    Perché mi è venuto al mente questo fatto?
    Perché penso che con la fede è più meno uguale.
    Ci sono le persone che con la prima parola cattiva,invidiosa e spesso ignorante,che sentono dal altro-si alontanano da Gesù. Ma ci sono anche le persone mature,che credono alla grandezza e amore di Gesù e spesso con la sua vita hanno esperimentato la specialità di Gesù e credono e continuano credere nonostante le cattiverie di altri,e continuano affidarsi a Dio.

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  11. “Voi farisei purificate l’esterno del bicchiere e del piatto,ma il vostro interno èpieno di rapina e d’iniquità”
    ma noi siamo meglio di questi farisei?!
    Quanti di noi sorridiamo al altro e poi dietro le spalle facciamo le cattiverie? Oppure diciamo che siamo buoni e bravi cristiani e si giriamo indietro quando qualcuno ti chiede aiuto?
    Siamo migliori di questi farisei?!

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  12. “…pagare le tasse non è un bene?”
    è un obligo, e quasi tutti combinano come fare per pagare meno possibile;come era nel secoli,secoli,così è anche oggi.
    Chi sa perché?

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  13. “manderò loro profeti e apostoli,ma li toglieranno di mezzo,a uno a uno”
    perché profeti sono scomodi sul questo mondo,perchè noi si sentiamo proprietari di nostra vita,proprietari di questo mondo. E quando viene un profeta dicendo che hai dimenticato che Dio è più grande di te,che la terra non è tua ma di Dio,la gente comincia sentirsi in pericolo,lo toglie scomoda notizia dalla sua strada.
    Non è così nel brano del Vangelo della vigna affidata al popolo?!

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  14. “Ma tu,di scatto,ti alzi e te ne vai”
    ho imparato anche io-dove discusione arriva solo ad un litigio, passo oltre,perchè un litigio dove non si vuole arrivare ad una soluzione, non ha un senso.

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  15. @ Roby,
    Hai ragione meglio una bella scritta:”Fofner, sei la mia vita!
    Omaggio all’autore di questi bei momenti di riflessione e di comprensione… sempre!

    grazie al mio angelo custode e allo scrittore.

    ernestina.

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  16. Quei Giudei ci sono ancora!
    Quelli che hanno sempre l’automobile lucida, gli abiti nuovi, l’acconciatura laccata e la casa
    ” leccata”, Dentro quegli involucri apparentemente impeccabili è contenuta invidia, bramosia di potere, perversione, insofferenza familiare, prevaricazione e violenza. Penose monadi che non schiodano dal proprio individualismo ed autoreferenzialità e che impediscono agli altri di entrare.
    Non poteva vincere con loro neppure Gesù……..Non voleva.
    Ha offerto loro l’occasione, Non l’hanno colta.
    Non restava che la Croce e Lui ha scelto questa per noi come ultima chance. Facile da cogliere e al contempo terribilmente difficile. Tutti i giorni mandiamo Cristo in Croce curandoci solo del contenitore e non del contenuto.
    il Vangelo è lontano dal mondo. Avviciniamolo!

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  17. Rischio, affidamento, ascolto….non so se il Signore scelga gli ultimi, o se la sua voce data, donata al mondo, riesca ad essere udita da ciascuno solo nell’umiltà, nella piccolezza scoperta nel chiedere, nell’invocarne l’aiuto, la vicinanza, scoperta e ascoltata proprio da ultimi. Il bisogno rende umili…mendicare mi vergogno, era il Vangelo di domenica scorsa. Anche il nostro pregare, se da ultimi, da coloro che si affidano perchè sanno di non potere che questo, perchè ogni loro miglior sforzo altro non può, allora diventa ascolto limpido, tolto ogni di più di umana forza, di capacità. Che sa di non doversi solo appoggiare a parole, magari pensate le più efficaci, per farsi ascoltare da Signore, ma alla grazia di un cuore che si sa piccolo, e rischiando, si apre, e attende in ascolto.

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