66. Il fuoco

da qui

Sì, sei venuto a portare il fuoco, sulla terra; ma la terra è piena di pompieri, vuole vivere tranquilla, godersi le quattro carabattole che si è messa da parte con fatica: credimi, è così. Sei venuto a portare il fuoco, ma qui ognuno difende la propria posizione, issando muri, soffocando per mancanza d’aria; preferiscono morire piuttosto che aprire le finestre per spiccare il volo. Sei venuto a portare il fuoco, ma hai sbagliato pianeta; qui saranno in pochi a farsi contagiare: neanche quelli che porteranno avanti per mestiere la bandiera della fede, propensi come sono a mostrarsi in abiti splendenti, a spostarsi su automobili di lusso, sempre pronti al compromesso pur di accrescere il potere, il prestigio, la ricchezza. Sei venuto a portare il fuoco, ma non farà che bruciare te e i discepoli che seguono davvero le tue orme, quelli che, ridotti allo stremo, avranno ancora la forza di annunciare, di compiere gesti d’amore per salvare qualcuno dalla morte. Sì, sei venuto a portare il fuoco, non la pace: hai diviso i famigliari, i membri delle comunità che nasceranno, i veri e i falsi profeti, i credenti e i manager della religione. Chissà se arrivi a immaginare lo sfacelo di una fede impigliata nella rete delle burocrazie, nella calma piatta dei bollettini della Curia, nelle manovre per conquistare un titolo di eccellenza o di eminenza, tu che hai detto di non chiamare nessuno e per nessun motivo padre o maestro. Ne hai abbastanza: devi dirlo al mondo che c’è un limite all’egoismo e alla viltà, che solo la stella polare del Vangelo può salvarlo dalla melma in cui si rotola ormai senza speranza.
Quando vedete una nube che sorge da Occidente, subito dite: viene la pioggia, e così avviene. Ipocriti! L’aspetto del cielo e della terra sapete discernerlo e perché non discernete questo tempo?
Sì, sei venuto a portare il fuoco, sulla terra. Ma la terra è troppo assiderata per aver voglia di scaldarsi ancora.

14 pensieri su “66. Il fuoco

  1. Il gelo dei tutti contro tutti che diventano distruttivi muro contro muro, visibili anche in rete, che trasformano ogni accadimento e ogni tema vitale – da Lampedusa, al governo, ai diritti umani, alle contraddizioni della Chiesa – in scenari dove si perde la meta del costruire.
    Un fuoco salutare quello che ci rende il cuore più duttile, che infiamma un sano conflitto che conduce alla nostra liberazione personale; quello che ci coglie accesi in differenti punti di vista, ma che, nel calore del crogiuolo, estrae il metallo buono del bene possibile per tutti. Un’età dell’oro che porrebbe fine all’era glaciale.

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  2. BELLISSIMO !
    Grazie, Fabrizio, per insegnarci come si prega, si loda, si adora e si piange,
    perché: “l’Amore non è amato”.

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  3. “Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo, 

    Benché le sue strade siano aspre e scoscese.

    E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,

    Benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi.

    E quando vi parla, credetegli,

    Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino.

    Perché come l’amore v’incorona così vi crocifigge. 

    E come per voi è maturazione, così è anche potatura.

    E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole,

    Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra.

    Come fastelli di grano, vi raccoglierà.

    Vi batterà per denudarvi.

    Vi passerà al crivello per liberarvi dalla pula.

    Vi macinerà fino a farvi farina.

    Vi impasterà fino a rendervi plasmabili.

    E poi vi assegnerà al suo fuoco sacro, perché possiate diventare il pane sacro nei sacri conviti di Dio.

    Tutto questo farà in voi l’amore, affinché conosciate i segreti del cuore, 

    e in quella conoscenza diventiate un frammento del cuore della Vita.”

    Gibran

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  4. IL FUOCO
    Tu sei : Amore
    rosa ardente di triplice corolla
    e gloria
    il Corpo di Cristo trafitto.

    Tu sei: Amore-mirabilia, oceano-beatitudine, in cui Te stesso specchi e ardi, contemplando.

    Amore sei: affacciato sorriso oltre il Sè, che irradia amore sul germogliare delle creature.

    Amore sei, che suscita “quello per cui siamo stati creati e non potevamo compierlo se non amandoti”, “nostro intimo Tutto”.

    Amore sei, che non ha principio, né fine, né nome, se non in Se stesso:

    Bellissimo
    Amore libero.

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  5. SEI VENUTO A PORTARE IL FUOCO,
    roveto ardente inconsumabile, accenderai ogni cosa:
    ” …..
    e la terra arderà dentro un unico incendio
    e anche i cieli bruceranno
    in quest’unico incendio
    e anche noi, gli uomini,
    saremo in quest’unico incendio
    e invece di incenerire usciremo
    nuovi come zaffiri
    e avremo occhi di topazio..”.
    (D.M.Turoldo)

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  6. Quando ti avvicini al fuoco e cominci ad assaporarne il tepore, sviluppi sensibilità per chi rimane al freddo e soffri per loro, ti arrabbi anche, quando cerchi di spiegare loro quale grande opportunità si stanno perdendo ma non comprendono e piano piano rischiano di morire assiderati…

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  7. Si,sei venuto a portare il fuoco…quello che riscalda il cuore e non ti brucia, Se solo il Vangelo fosse la nostra stella polare…

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  8. Seguire il Vangelo è una scelta difficile e impegnativa, bisogna ardere di passione per la Parola e non accettare compromessi. La terra è arida, la Curia non sempre è il giusto riferimento ma oggi con ci sono parole e gesti diversi dal Papa che riempiono il cuore e le piazze, segno che quel fuoco è sempre capace di incendiare.

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  9. E sì! Il fuoco brucia, fa male, eccome!. Proviamo ad attraversarlo, a sentire la puzza della pelle bruciata, il dolore delle ustioni, della carne che si lacera e si offre come ad accogliere tutto il male del mondo, ci vuole coraggio a passarci dentro, ci vuole amore, tanto e ancora di più per sopportare le ferite e vederle come fossero dipinti creati da un pennello d’eccezione, ci vuole verità, quella che non si vergogna, che affronta la povertà dell’anima e delle tasche altrui facendola propria, ci vuole un bagno d’umiltà per riconoscere i propri limiti che ci rendono peccatori di giudizio, di integralismo di una sedicente fede capace di combattere e uccidere in suo nome, non per forza con le armi, più che mai con le parole, ci vuole forza e convinzione, per rinunciare a tanti agi e compromessi, in favore di un bene comune tanto conclamato e così poco messo in pratica, da governanti e colleghi d’avventura. Il fuoco brucia, e se non facesse così male…non sarebbe Vangelo.

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  10. Prendo a prestito le parole di Celan…” noi ci sminuzzammo in briciole,/ e delle briciole facemmo un nuovo grumo:/ il Signore spezzò il pane,/il pane spezzò il Signore”.
    Oltre al fuoco che distrugge, spezza e separa, mi piace pensare e credere al fuoco che unisce, che partorisce un nuovo che è rinascita, cibo. La Parola portata, mostrata, accolta è fuoco e pane spezzato per ciò che giace e si conserva nel profondo, calore, conforto per ciò che si scopre diventato freddo, impaurito, in difesa. Il fuoco dona vista, ascolto, pane che nutre. E giunge tramite il Figlio, Parola insegnata, mostrata vivente da lui, che vive la sua piena incarnazione, vero uomo che teme, sa di essere frainteso, non seguito, di non riuscire oltre la dura scorza del mondo. Quel fuoco è pane per tutti, per lui, figlio e uomo, calore oltre il freddo, “li amò sino alla fine”, riconoscendo nel suo cuore l’amore infinito per ogni singola creatura, per ogni preghiera, per ogni sforzo impreciso dei discepoli, per cuori dubbiosi, o solo incuriositi di una folla indistinta, per ogni nuovo grumo, per ogni zaffiro….

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  11. senza il Vangelo che deve darci e far conoscerci il vero Amore come potremmo conoscere l’amore terreno senza il quale la vita terrena sarebbe proprio grigia e triste !Grazie di ricordarcelo

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