75. Il tesoro

da qui

Eppure vuoi convincerli, nonostante le loro resistenze. Non ci sono soltanto coloro che se gli tocchi il sacchetto dei denari si turano gli orecchi, ma anche i prigionieri degli scrupoli, bloccati dal timore di sbagliare, che prima di compiere una scelta si fanno risucchiare dal groviglio di codici, norme ed eccezioni. E’ per loro che racconti la parabola dell’amministratore disonesto. Lui non ci sta, non intende giocarsi il suo futuro, andare a zappare o a mendicare. Convoca tutti i debitori e taglia i loro crediti, perché, al momento opportuno, si ricordino di lui. Tessi l’elogio della sua furbizia: dal sorriso di qualcuno, hai capito che il messaggio ha fatto centro. Hai sempre lottato contro il formalismo, sai che fa più danni la fiscalità del sapersi destreggiare tra persone e situazioni. Soprattutto, vuoi lanciare il messaggio che il credente non è mentalmente menomato, ottuso, incapace di comprendere la vita. Che, anzi, è guidato dallo Spirito, la Sapienza di Dio. Ma poi correggi il tiro, per quelli che non potrebbero comprendere, che perdono la fede di fronte a un orizzonte che li spiazza.
Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto, e chi è ingiusto nel poco, è ingiusto anche nel molto. Se non siete fedeli nella ricchezza ingiusta, chi vi affiderà la vera? E se non siete fedeli nella ricchezza altrui, chi vi assegnerà la vostra?
Ecco, adesso li vedi più tranquilli, si sentono nel loro, nelle braccia materne della Legge che regola i dettagli della vita quotidiana.
Ma tu sai che in quella trama, nello stesso tempo, si annidano i raggiri, le astuzie, le mille forme di disonestà che inquinano l’ambiente, distruggono famiglie ed amicizie, rovinano i rapporti più inviolabili.
Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e Mammona.
Avverti nuovamente il rifiuto della gente che affiora sulla pelle, sui volti ormai stanchi di ascoltarti, soprattutto quelli di un manipolo di farisei che segue il tuo discorso alternando facce incredule a chiare smorfie di scherno. Li fissi a uno a uno.
Voi siete coloro che si mostrano giusti innanzi agli altri, ma Dio conosce bene i vostri cuori: perché quello che è nobile per gli uomini, è turpe per lui.
L’uomo dalla faccia glabra è sempre più stupito.
Se tu sei re, dove sono il tuo esercito e i tuoi beni?
Lo guardi con un senso di pietà.
Il tesoro è ciò che ami, per questo bisogna stare attenti a dove si attacca il cuore.

17 pensieri su “75. Il tesoro

  1. Il tesoro
     
    C’era una volta un vecchio
    contadino
    che aveva un suo campetto e la sua
    marra
    e tre figlioli. Giunto al lumicino,
    volle i suoi tre figlioli accanto al
    letto.
    « Ragazzi – disse – vado al mio
     destino
     ma vi lascio un tesoro: è nel
    campetto ».
    E non potè dir altro, o non volle.
    A mente i figli tennero il suo detto.
    Quando fu morto, quelli il piano., il
    colle
    vangano, vangano, vangano; invano
     voltano al sole e tritano le zolle:
    niente! Ma, pel raccolto, quando il
    grano
    vinse i granai, lo videro il tesoro
    che aveva detto il vecchio; era in lor
    mano,
    era la vanga dalla punta d’oro.

    G. Pascoli

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  2. “Chi trova un amico , trova un tesoro”
    Scoprire Gesù nello sguardo di un amico è già trovare un tesoro, perché dietro quello sguardo c’è Lui , che aspetta solo di essere trovato, basta cercarlo in profondità senza stancarsi mai!

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  3. Quando ho visto il titolo “il tesoro”,ho collegato con la pagina precedente e mi è venuto da dire: il tesoro…sta nel cuore,nel cuore del tuo cuore.

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  4. I soldi che dividono.Penso che ogni uno di noi potrebbe raccontare una storia,tante storie,come materialismo ha uciso amore,amicizia.

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  5. “Chi è fedele nel poco,è fedele anche nel molto”
    a me invece si è ricordata una storia,quando un ragazzo provava giustficarsi che non può aiutare a sua mamma perché lui non ha soldi, e poi lei ha poco da pagare allora può pagare tutto da sola,ma se ci fosse grande somma lui la aiuterebbe. E a me veniva da rispondere- se non vuoi aiutare nel poco, come puoi aiutare nel tanto.

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  6. A volte si arriva al ragionamento,che come tanti sono disonesti, furbi, allora non conviene essere giusto.Ma non è vero per niente! Perché il giusto viene sempre apprezzato prima o poi,avrà la sua giustizia,avrà rispetto. Al giusto aiutano tutti. Invece quando disonesto cade nei guai,la gente risponde- ha questo che si aveva meritato.

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  7. “Non si può capire Dio soltanto con l’intelligenza…la sfida di Dio è immischiarsi nelle nostre vite per guarire le nostre piaghe,proprio come ha fatto Gesù…”
    Papa Francesco

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  8. C’è una grande differenza tra “tesoro” e “schiavitù”: il primo arricchisce e libera, mentre il secondo impoverisce e lega.
    A volte però le due cose si confondono o addirittura si invertono, per mille motivi e senza che ce ne accorgiamo: occorre l’aiuto dello Spirito Santo per non confondere Dio con Mammona e per privilegiare l’uno ed “odiare” l’altro.

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  9. PREGHIERA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

    Dettata dalla Madonna a Jelena (Medjugorje) il 28 novembre 1983

    O Cuore Immacolato di Maria, colmo di bontà,
    mostra il Tuo amore verso di noi.

    La fiamma del Tuo Cuore, o Maria,
    scenda su tutti gli uomini.

    Noi Ti amiamo immensamente.

    Imprimi nei nostri cuori il vero amore
    così che abbiamo un continuo desiderio di Te.

    O Maria, mite e umile di cuore,
    ricordati di noi quando pecchiamo.

    Tu sai che tutti gli uomini peccano.

    Donaci, per mezzo del Tuo Immacolato e Materno Cuore,
    di guarire da ogni malattia spirituale.

    Fa’ che sempre possiamo guardare
    la bontà del Tuo Cuore Materno
    e che ci convertiamo
    per mezzo della fiamma del Tuo Cuore.

    Amen.

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  10. “la grazia? È lo stupore davanti alla vita che continua, resiste e rinasce. È a volte scoprire che possiamo più di quello che pensiamo, perché quel che manca ci è dato.” (Mariapia Veladiano)
    Un tesoro inaspettato, che commuove e illumina.

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  11. “Tardi ti ho amato Bellezza sempre antica e sempre nuova.”, che sei il Tesoro, Tu il Figlio, l’Amato, Sole nascente che attraversa il grembo del Padre, beatitudine divina nell’amore dello Spirito Santo, intoccabile santità e fuoco che con una sola tua scintilla hai acceso l’ universo che per Te e in Te, risplende.
    Tu sei il Tesoro dell’innamorato, poverello Francesco che per tuo amore sposò madonna Povertà, ripieno com’era di Te, da non poter desiderare altro.
    Dove cercare per trovare altro, come se si potesse trovare altro dopo Te, vertigine divina:
    “Gli altri si baciavano solo sulla bocca
    ma io ti mangiavo”,
    pane fragrante,
    non abbastanza gustato, divino Tesoro, se desidero ancora qualcosa che non sia Tu.

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