77. Se qualcuno dai morti andrà da loro

da qui

Hai l’impressione che non abbiano capito, che le parole volino sulle loro teste come uccelli di collina, che planano felici nel grembo delle valli. E comunque non sei tipo da fermarti ai discorsi, vuoi vedere realizzate le tue idee, incarnate in una storia, in un destino. Hai pregato più delle altre volte, questa notte; il monte è una seconda casa, lo spazio in cui cerchi la tua voce di silenzio sottile, il Padre che ti parla nel santuario della tua coscienza. Vorresti dirlo in tutti i modi a chi ti ascolta: non cercare le risposte fuori; rientra in te, abbi il coraggio di guardarti dentro, di credere che Dio ha deciso di abitare nel cuore del tuo cuore. E’ lì che nascono le tue parabole, rivelando aspetti della vita sempre nuovi.
C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno banchettava lautamente.
Sono attenti e tesi quando cominci a raccontare: è un bisogno umano lasciarsi catturare da una trama, seguirne col fiato sospeso intrecci e scioglimenti.
Un povero, di nome Lazzaro, giaceva presso il suo portone, coperto di piaghe, desiderando di sfamarsi delle briciole che cadevano dalla tavola imbandita.
Ecco, sono già rapiti: che cosa starà per accadere?
Ora avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli da Abramo. Morì anche il ricco, e fu sepolto.
Si fanno domande su come possa proseguire la vicenda; nelle pause sapienti che poni tra una scena e l’altra, si guardano con ansia per scambiarsi pareri, immaginare soluzioni.
Trovandosi nell’Ade, in mezzo ai tormenti, il ricco vide Abramo e Lazzaro accucciato nel suo seno. Allora gridò forte: padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro, perché intinga nell’acqua l’estremità del dito per venire a rinfrescarmi, perché sono torturato in questa fiamma.
Troverà compassione? Il patriarca potrà fare qualcosa per questo disperato? Sono presi senza scampo, ormai, tutto è sfumato in una nebbia fitta, intorno a loro.
Abramo rispose: figliolo, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni, nella vita, e Lazzaro i suoi mali. Lui, adesso, è consolato e tu sei torturato. Tra noi e voi è fissato un grande abisso, e chi volesse, non potrebbe oltrepassarlo in alcun modo.
Sulla faccia dei più poveri appare una specie di sorriso.
Il ricco disse: ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli; li ammonisca, e non verranno in questo luogo di tormento.
Hanno la fronte corrugata: accetterà? In fondo è una proposta ragionevole. Un’altra chance non si nega mai a nessuno.
Abramo rispose: hanno Mosè e i profeti, ascoltino loro.
Gli sembra duro, questo atteggiamento. Loro avrebbero insistito, cercando uno spiraglio in quella specie di cinismo intollerabile.
No, padre Abramo: si convertiranno, se qualcuno dai morti andrà da loro.
Dài, digli di sì: non hai pietá della sua disperazione?
Se non ascoltano Mosè e i profeti, neppure se qualcuno risorgesse dai morti sarebbero persuasi.
La folla si divide in due, tra delusi e soddisfatti. Un vecchio grida; in molti seguono il suo esempio. L’uomo dalla faccia glabra, sentendosi alle strette, prende dell’acqua da una bacinella e si lava le mani, lentamente.

10 pensieri su “77. Se qualcuno dai morti andrà da loro

  1. Dio ha deciso di abitare nel cuore del tuo cuore. … Di ognuno di noi , se affidiamo il nostro cuore a Maria e le chiediamo di porgerlo con le sue sante mani nel cuore di Dio ecco che accade il miracolo noi non siamo più gli stessi e la nostra vita è diventata un canto, perché ha trasformato il nostro cuore di pietra in un cuore di carne , aprendoci la pietra del sepolcro e facendoci respirare di nuovo a pieni polmoni lo Spirito Santo che ci conduce ad una vita nuova .

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  2. Ad ogni pagina, sempre più, mi colpisce l’immagine de “l’uomo dalla faccia glabra”, Pilato, nel gesto famoso di lavarsi le mani.
    Non mi colpisce il gesto, ma l’aggettivo “glabro”: perchè lui esteriormente è pulito, senza difetti, in perfetto ordine, probabilmente anche impeccabile nel vestire.
    Ma nel suo interno, c’è la sporcizia di un’anima codarda, incapace di riconoscere Gesù, o di difenderlo, sorda anche alla voce della moglie che aveva fatto un sogno sul quale riflettere (forse i morti di questo brano avevano cercato di avvisarla?…).
    Con questo aggettivo, ancora una volta si comprende come sia fondamentale andare in profondità, invocare lo Spirito che è Sapienza, altrimenti un abisso ci separerà da Dio, l’abisso dei nostri NO, delle nostre paure e delle nostre scelte sbagliate.

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  3. Tra noi e voi è fissato un grande abisso

    Una pagina che è ancora una volta un libretto di istruzioni per il Paradiso, l’unica cosa di cui ci verrà chiesto conto è l’amore: avevo fame, avevo freddo, ero malato …. ecco quindi che l’abisso tra il ricco e il povero sulla terra si capovolge dopo la morte, sta a noi scegliere di colmare oggi quella distanza.

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  4. “La folla si divide in due, tra delusi e soddisfatti”

    Si vince tutti solo quando quello che unisce e’ piu’ forte di quello che divide.

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  5. Una chance da non negarci mai: la vita qui ed ora, in tutte le sue espressioni, vita materiale e spirituale, personale e sociale, presente e futura.

    „Da tale contesto di sofferenze e di gioie, di insicurezze e di certezze, di impegni generosi e di ambiguità si alimenta continuamente la nostra intelligenza della fede“ (Gustavo Gutierrez)

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  6. “se qualcuno di morti andrà da loro…”
    “hanno Mosè e i profeti,ascoltino loro”
    Conosciamo regole dalla strada vera,giusta,abbiamo ascoltato Vangelo,Gesù ha insegnato noi tutto,soltanto che noi non sempre vogliamo ascoltare,vogliamo prendersi la vita comoda.Perchè? Perché a noi piace così.
    Mio padre conosceva bene la strada giusta,ma comunque voleva vivere al modo suo. La sua madre e padre,che erano morti qualche anni prim erano “venuti” da lui per rimproverarla,ma lui lo stesso non li ha ascoltato. Si aveva scelto la sua strada comoda. Non ha ascoltato ne Gesù,ne profeti, ne morti che sono venuti da lui.
    Dopo la sua morte mio padre mi ha chiamato, voleva che lo “sveglio” dai morti,voleva che prego per lui,perchè lo sapeva che solo mio perdono lo può aiutarla.
    Non è facile pregare per qualcuno che ti ha fatto tanto male nella vita.

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  7. “se qualcuno dai morti andrà da loro…”
    lo sappiamo bene come dovrebbemo vivere,ma noi spesso,lo stesso e comunque non vogliamo ascoltare nessuno,ignoriamo buon consigli,vogliamo vivere al modo nostro e alla fine della strada pretendiamo di ricevere il premio migliore.
    Non vogliamo seguire il cuore ma pretendiamo solo di prendere i piaceri nella vita.

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  8. Il tempo è la preziosità da custodire, il dono più grande perchè il tempo si identifica nella vita, quel breve volgere della nostra anima nell’eternità dove tutto sarà assorbito e stabile. Qui intanto ti si può :
    “Di nuovo sentire, Signore,
    che stai sotto le radici
    e nelle punte vive dei semi
    negli occhi delle magnolie in fiore
    e respirarti ancora col vento”.
    Qui posso dissetare e sfamare e vestire Chi si è fatto ludibrio ormai restituito alla bellezza e alla gloria, poi ci sarà un abisso tra cielo e terra, un abisso scavato nei giorni su una terra imporporata dal suo sangue, dove si ignora “la voce che dice in silenzio” e dove è possibile il contatto, l’amore, e “cercare il Signore finchè si fa trovare”, mirabile in ogni angolo, sul volto delle creature, sulle piaghe e la morte che ci passa accanto, “anima quasi carne”, con questi occhi l’ho visto e ignorato, per questo, nella luce dell’eternità, Dio, “rivendicherà ogni carne umiliata”.

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  9. Li possiamo incontrare ogni giorno, i morti, ce li abbiamo vicino, ci viene data ogni volta l’occasione di tendere loro la mano, rispondendo al loro canto, entrando ciascuno nel cuore dell’altro; potremmo fare questo ogni giorno, sperimentando insieme la bellezza che salva il mondo e pone al centro il Regno, da vivere subito, senza ulteriori attese, facendone memoria prima che diventi rimpianto.

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