79. Pronto per essere mangiato

da qui

C’è una cosa che proprio non ti piace di questa umanità: la pretesa puntuale di una ricompensa; come se ogni cosa avesse un prezzo, andasse pesata in base a perdite e profitti. Sai che il cuore non può aprirsi quando è immerso in calcoli meschini, se si lascia trascinare nei meandri tortuosi della psiche, compresso tra paure e desideri. Riusciranno a fare mai un’esperienza dello Spirito, che è pienezza e libertà? Scenderanno alle radici del cuore, dove l’essere smette di temere? Guardi la folla immensa che ti segue, uomini e donne schiacciati da pesi che si sono caricati sulle spalle da se stessi: vorresti guarirli tutti insieme, ma non puoi sostituirti alla loro libertà, anche se questa può renderli infelici.
Chi di voi, avendo un servo ad arare o a pascolare, quando questi rientra dai campi gli dirà: vieni e mettiti a tavola? Non gli dirà piuttosto: preparami qualcosa da mangiare, cingi la veste e servimi; poi mangerai anche tu? Sarà forse grato al servo, che ha obbedito al suo ordine? Così anche voi, quando avete compiuto ciò che vi è stato comandato, dite: siamo servi inutili, abbiamo fatto ciò che dovevamo.
Maestro, non è una bella prospettiva!
E’ un giovane che parla, spinto dall’ansia di vedere realizzato qualcuno dei suoi tanti desideri.
Gli metti una mano sulla spalla.
Se Dio ti amasse perché gli sei utile, non sarebbe Dio. Ma Lui ti ama perché non hai da ricambiare. L’amore nasce sulle ceneri del dare e dell’avere, della logica del mondo che regna incontrastata.
Sì, c’è un solo servo utile, il Signore, che offre se stesso sulla tavola, pronto per essere mangiato.

16 pensieri su “79. Pronto per essere mangiato

  1. Non ho parole per commentare , posso solo dire Grazie,perché il Signore ,oggi, mi ha aperto gli occhi su cosa è bene e su cosa è male.Sono contenta di pensare di essere un servo inutile ,Lui ,infatti mi ama per come sono e sa che non posso dare più. di questo: quello che io sono!

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  2. Bellissimo!
    Il compendio dell’amore puro, senza pretese senza desideri, al servizio dell’altro, senza condizioni senza ricompensa, che arriva sino alle radici del cuore, che si apre finalmente libero all’Amore Divino, che ti invita a un pasto tutto particolare dove si offre ” se stesso “.
    Non c’è nulla di più “utile”.

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  3. Il gesto dell’ultima cena era divino, estremo, e al di là del visibile, nella notte in cui fu tradito: spogliato della sua stola di gloria, cinto il grembiule, prostrato ai piedi dei suoi in confidenze uniche, abbracci d’ eternità, d’umiltà un mare Gesù, servo utile, anzi: unico necessario, senza Te “l’umanità massa dannata” nessuno come Te, ma l’impetuosa voce che conta il numero delle stelle, in questa notte:
    “Appena il sussurro
    del rabbrividente silenzio”
    le parole disseminate, quasi silenzio: questo è il mio corpo dato per voi. In questa notte del prodigioso servizio, parabola di gesti, Dio è ai piedi dell’umanità e sul tavolo, Pane per “essere mangiato”,
    “profumo spande
    da ferire..”

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  4. Gesù ha detto una bellissima frase:”devete diventare come bambino”.Bambino è sincero,perdona facilmente,sa chiedere sinceramente questo che vuole e è felice quando riceve un regalo, fa tutto per fare felici genitori, ama genitori senza condizioni,è felice di ogni carezza,apprezza ogni gesto,quando viene premiato è felicissimo,quando viene rimproverato è triste e si impegna di non sbagliare più. Bambino ha il cuore aperto per amare e per ricevere amore.
    “Devete diventare come questo bambino”-ha detto Gesù. Allora dobbiamo togliersi tutte le nostre angoscie della vita e per essere felici dobbiamo diventare come bambino con cuore puro e sincero.

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  5. “Bisogna che l’anima spezzi i tutti legami che lo uniscono alle cose finite per scoprire l’infinito,che si distacchi dall’apparenza per trovare l’essere, e dall’io per trovare Dio”
    Louis Lavelle

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  6. “C’è solo un servo utile, il Signore”.
    “Una immagine clamorosa che solo Gesù ha osato, di Dio nostro servitore, che solo Lui ha mostrato cingendo un asciugamano” (E.Ronchi)

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  7. Un Dio che non guarda ai meriti e al tornaconto ma solo al bisogno dell’uomo, questa si che è una bella prospettiva!

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  8. Il Signore ci ama con tutti i nostri difetti e le nostre incapacità noi dobbiamo capire se con le nostre possibilità possiamo essere di aiuto ai fratelli ma non certo sperando in una ricompensa !

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  9. „ siamo servi inutili, abbiamo fatto ciò che dovevamo“.

    Svestita di quel manto di umiltà formale, che a volte si avverte sia nella città degli uomini che in quella del vangelo, scopre il volto potente dell’ amore, voce del „perché è così“, „perché non potrebbe essere diversamente“, di fronte alla quale mani, voce, sorriso diventano esecutori di un ordine che arriva dalle profondità del cuore.

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  10. “Se Dio ti amasse perché gli sei utile, non sarebbe Dio”.

    “Mi sono persuaso che nessuno è necessario, ma ognuno è invece frutto di un accidente prodigioso e gratuito, che per prodursi deve escluderne un’infinità di altri, tutti possibili. Ognuno è un dono, un’aggiunta non necessaria, che non va a colmare una casella vuota, ma ad arricchire tutti. Vita è questo “eccesso” di natura, esagerazione strepitosa d’una offerta che non è necessaria, però è insostituibile. Ognuno è un pezzo unico, irripetibile, la cui fine è “spreco” totale, senza riparo, rimpiazzo, risarcimento. Nessuno può essere sostituito. Il mondo va avanti a forza di doni e di dissipazioni, di strepitosi regali e brusche cancellazioni, eccesso e mancanza. Non è un sistema equilibrato dare/avere, non è fornito di partita doppia. Nessuno è necessario, ognuno è indispensabile”.
    (Erri De Luca)

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  11. certamente l’unica fonte di amore puro è Dio…che ci ama di un amore infinito ed indefettibile…ma noi strumento del suo amore dobbiamo agire…noi servi inutili Lui TUTTO…per assecondare il Suo disegno su di noi

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  12. Ti chiedi cosa sia la libertà! Se magari non la si trovi all’interno di una scatola di preghiere perfettamente incartate e recitate, piuttosto che in un pensiero scritto nella vita stropicciata di un cioccolatino scaduto, buttata per terra nella speranza inconscia di essere raccolta e letta da un servo inutile. Anche qui è una questione di prospettiva, quella di voler vedere realizzata a tutti i costi una propria necessità oppure quella di soddisfare il bisogno dell’altro; è difficile pensare di poter assolvere contestualmente entrambe le intenzioni, sarebbe come cercare ostinatamente l’esistenza della volta nella “falsa cupola”, disegnata magistralmente dal pittore Andrea Pozzo, nell’affresco che si può apprezzare all’interno della chiesa di Sant’Ignazio a Roma.

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