81. Un buio così

da qui

Sono molto interessati all’avvento del regno, i farisei. Hanno letto, nelle loro Scritture, della venuta del Messia, e azzardano calcoli, ipotesi, una ridda di scenari che lascia senza fiato. Avresti voglia di tagliare corto, di dire apertamente le cose come stanno, ma sai che corri il rischio di non essere capito.
Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione; né si dirà: è qui, o è là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi.
Ti dispiace che siano così ciechi, che sia impossibile rivolgerti a loro senza giri di parole. Cerchi di farlo almeno coi discepoli.
Verrà un tempo in cui vorreste vedere anche un giorno del Figlio dell’uomo, ma non ci riuscirete.
Nei loro occhi si legge la speranza e la paura.
Vi diranno: eccolo là, o eccolo qua, ma voi non seguiteli, per nessun motivo. Come il lampo, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà per il Figlio dell’uomo.
Non capiscono, ma rimangono tesi e concentrati come bambini sistemati in cerchio ad ascoltare la lezione. Sono felici di fantasticare, d’immaginare il regno venire nella gloria, e il Signore stendere il suo braccio vincitore.
Ma prima è necessario che egli soffra e venga ripudiato.
Devi sempre rovinare tutto: stavano pensando di sedersi alla destra e alla sinistra del tuo trono, ma ora che si parla di dolore vorrebbero fuggire. Li assale spesso la stessa tentazione: non pensare più a niente, prendere la vita come viene, rinunciando a ogni sogno di grandezza.
Come avvenne al tempo del diluvio, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: si sposavano, mangiavano, bevevano, fino al giorno in cui Noè fece ingresso nell’arca e tutti quelli che rimasero fuori furono inghiottiti dalle acque. Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà.
Sono sicuri: gli leggi nel pensiero. Come salvarsi dal giudizio di Dio?
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza, non scenda a radunare le sue cose; chi starà nel campo, si guardi dal tornare indietro. Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà, chi l’avrà perduta, invece, sarà salvo.
Non comprendono, ma pendono dalle tue labbra, come se ciascuna parola precipitasse in qualche luogo in attesa d’essere afferrata; quando, magari, sarai morto.
In verità vi dico: in quella notte, due giaceranno in un letto: l’uno sarà preso, l’altro lasciato; due donne macineranno nello stesso luogo: l’una sarà presa, e l’altra lasciata.
Qualcuno trema. Un altro ha la forza di scuotersi e fare una domanda.
Dove, Signore?
Dove sarà il cadavere, là si raduneranno gli avvoltoi.
I corpi rimangono appesi mentre, d’intorno, è tutto buio. Non s’era mai visto un buio così.

12 pensieri su “81. Un buio così

  1. Esiste un solo modo per vedere uno spiraglio di luce in mezzo a tanto buio ,continuare ad andare avanti e camminare,indietro non si torna ,la salvezza è nel presente è qui! Davanti a noi,basta affidarsi e fidarsi della propria guida spirituale,come fa la pecora con il suo pastore.

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  2. I corpi rimangono appesi mentre, d’intorno, è tutto buio. Non s’era mai visto un buio così.

    C’è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo. “Da mezzanotte fino alle tre di pomeriggio, si fece buio su tutta la terra”. Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia. Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell’uomo….. (don Tonino Bello).

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  3. Appena ho letto bellissime frasi e mi permetto di ricopiarla.

    “Gli antichi dicevano che pregare è respirare. Qui si vede quanto sia sciocco parlare di un “perché”.
    Perché io respiro?
    Perché altrimenti morirei.
    Così con la preghiera”
    S.A. Kierkegaard

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  4. 81 UN BUIO COSI’
    L’ora nona, la prima apocalisse: scoperta di remoti segreti, rivelazione dell’Amore: Gesù crocefisso.
    Il sole si è spento sulle rocce spaccate, sul velo del tempio, e sulla terra, il sangue di Dio, ramifica fino all’estremo confine della creazione.
    L’ultimo giorno cadranno le stelle a grappoli, l’universo sarà “su archi spezzati”, ma allora sarà la gloria di Cristo, guizzante come folgore da una parte all’altra del cielo.
    “Qui non c’è scampo nè fine.
    Da quando si ferì il mio cuore
    un gemito solo lega i miei giorni”, a Te.
    Oltre il gorgo che annienta, oltre l’angoscia, “oltre i frantumi del cielo viene Dio esperto d’amore”.
    Sarà ancora il primo mattino del mondo.
    Si cercherà il Volto del Signore:
    Padre santo, celeste Padre delle creature, Figlio Amato, mitissimo agnello, Spirito Santo, nettare della bocca di Dio, Signore altissimo, come mostrerai il tuo Volto! Tu insostenibile, troppo di Te anche una stilla, infinita pienezza, oceano amoroso, che una goccia basta.
    Goccia, stilla: anche così, così infinito.

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  5. “Dobbiamo tenere accesa la fiaccola della fede, che illumina il cammino e ci indica la meta a cui dobbiamo tendere.” (P. Livio, RadioMaria)

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  6. “Chi crede vede… e non è mai solo” (Papa Francesco)

    La Luce della Fede viene da Dio.
    Ha Luce chi vede gli occhi di Gesù e con gli occhi di Gesù.

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  7. A uomo è più facile credere nel fine del mondo di il regno di Dio in mezzo a noi.
    In mia breve vita ho sentito già tante volte che si sta avvicinando fine del mondo. Quasi dalla mia nascita ho sentito continuamente che, come hanno detto i profeti- ci stanno tutti i segni sulla terra che stiamo alla fine del mondo. Quante volte ho sentito la frase- è fine del mondo! Ma -il regno di Dio? Perché non si sporge la voce- il regno di Dio è in mezzo di noi?
    Perché più facilmente crediamo nelle cattive notizie e non queste più belle?
    Viviamo nel regno di Dio ma aspettiamo catastrofi.

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  8. Qualche anni fa stavo in una chiesa e mi è piaciuta la omelia. Il brano del Vangelo era questo famoso di quale tanti hanno paura, che parla di fine del mondo.Invece il prete ha fatto una bella omelia. Ha parlato, che la fine del mondo,per noi è una bellissima notizia, perché così si avvicina nostro incontro faccia a faccia con Dio. Non è bellissimo?! Così non dobbiamo avere la paura di morire, ma dovrebbemo essere felici di incontrare Dio.
    Dopo un buio sulla terra, arriverà la luce nel cielo.

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  9. «A un tratto, in mezzo alla tristezza, al buio e all’oppressione, il suo cervello sembrava accendersi di colpo, tendendo in un estremo impulso tutte le proprie energie vitali. In quell’attimo, che aveva la durata di un lampo, la sensazione della vita e il senso dell’autocoscienza sembravano decuplicare di forza. Il cuore e lo spirito si illuminavano di una luce straordinaria. Tutti i dubbi, tutte le ansie e le agitazioni sembravano quietarsi di colpo, si risolvevano in una calma suprema, piena di armonica e serena letizia, di speranza, di ragionevolezza e di penetrazione suprema».
    L’Idiota – Fëdor Dostoevskij

    Passare dalla porta stretta per trovare l’interruttore e accendere la luce. Un gran bel sollievo, quando quel male è anche / soprattutto malattia dell’anima.

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  10. Dove sarà il cadavere, là si raduneranno gli avvoltoi.

    Nulla e’ in regalo, tutto e’ in prestito.
    Sono indebitata fino al collo.
    Sarò costretta a pagare per me
    con me stessa,
    a rendere la vita in cambio della vita.
    E’ cosi’ che e’ stabilito,
    il cuore va reso
    e il fegato va reso
    e ogni singolo dito.
    E’ troppo tardi per impugnare il contratto.
    Quanto devo
    Mi sara’ tolto con la pelle.
    Me ne vado per il mondo
    tra una folla di altri debitori.
    Su alcuni grava l’obbligo
    di pagare le ali.
    Altri dovranno, per amore o per forza,
    rendere conto delle foglie.
    Nella colonna Dare
    ogni tessuto che e’ in noi.
    Non un ciglio, non un peduncolo
    da conservare per sempre.
    L’inventario e’ preciso,
    e a quanto pare
    ci toccherà restare con niente.
    Non riesco a ricordare
    dove, quando e perche’
    ho permesso che aprissero
    questo conto a mio nome.
    La protesta contro di esso
    la chiamiamo anima.
    E questa e’ l’unica voce
    che manca nell’inventario.

    -Wislawa Szimborska-

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