“PERSONAGGI PRECARI”, DI VANNI SANTONI

di Giovanni Agnoloni

PersonaggiPrecari-300Definire “raccolta di aforismi” o magari di “epigrammi” i Personaggi precari di Vanni Santoni è una tentazione formale, visto che la forma, con accettabile approssimazione, è appunto questa.

Però no. Questo accumulo lungo anni di piccoli scorci/squarci di vita, di cui in questo volumetto edito da Voland troviamo una selezione, è un realtà un insieme di micro-romanzi, perché in ciascuno di essi c’è tutta una vita, per rifarsi alla nota definizione del romanzo di Elsa Morante. Sono istantanee impietose, spesso caustiche e a volte comiche e paradossali, e in ogni caso assolutamente oneste. Mettono a nudo attimi privati – che spesso sono quelli dei quali più ci vergogniamo – destinando loro tutto lo spazio di una puntuale ed esaustiva attenzione.

Di stili diversi, da una sorta di “rap letterario” alla raffinata ricerca lessicale, per poi virare bruscamente sul toscanismo corrosivo, sono un campionario pressoché inesauribile della “precarietà” esistenziale di oggi, che – come ben sottolineato da Raoul Bruni nella sua postfazione – non è solo quella del lavoro, ma quella della mente, del corpo e dello spirito, che il nostro mondo scollato e slabbrato, la società liquida teorizzata da Zygmunt Bauman, ci regala quotidianamente.

I personaggi precari, allora, sono come degli avatar facebookiani a cui sia stata fatta la tara di tutti gli aspetti di “cosmesi-ad-uso-e-consumo-dei-terzi” che caratterizzano i profili dei social network. Una volta tolta di mezzo tanta zavorra di apparenza informatico-modaiola, restano questi cristalli minimi, attimi epifanici tanto più evocativi quanto più grande è il loro non-detto, il bianco/vuoto che c’è intorno.

C’è da da augurarsi che questi, che in fondo sono ottimi spunti per possibili romanzi “lunghi”, un giorno lo diventino. Oppure no. Finirebbero per smorzarsi. Meglio che restino così.

Domani, venerdì 15 novembre, prima nazionale di Personaggi precari alla libreria IBS in via Cerretani 16/R a Firenze, con l’intervento dell’autore Vanni Santoni, del critico letterario Raoul Bruni e del giornalista Fulvio Paloscia.

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Informazioni su giovanniag

GIOVANNI AGNOLONI è nato a Firenze nel 1976. Laureato in Legge, è scrittore, traduttore e blogger. Ha pubblicato il romanzo Sentieri di notte (Galaad Edizioni, 2012), espressione del movimento connettivista e ora edito anche in lingua spagnola (2014, Editorial El Barco Ebrio, co-tradotto da lui e dallo scrittore cubano Amir Valle), e il suo spin-off Partita di anime (marzo 2014), seguito dal sequel La casa degli anonimi (dicembre 2014), oltre ai saggi Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori (Galaad, 2011), Nuova letteratura fantasy (Eumeswil e Sottovoce, 2010) e Letteratura del fantastico. I giardini di Lorien (Spazio Tre, 2004). È curatore, co-autore e traduttore della raccolta di saggi su J.R.R. Tolkien Tolkien. La Luce e l’Ombra (Senzapatria, 2011) e co-traduttore (con Marino Magliani) della raccolta di saggi su Roberto Bolaño Bolaño selvaggio (Senzapatria, 2012). È redattore dei blog La Poesia e lo Spirito e Postpopuli ed esponente del movimento letterario del Connettivismo (ha partecipato all’antologia connettivista, a cura di Sandro Battisti e con la partecipazione di Valerio Evangelisti, AFO – Avanguardie Futuro Oscuro, Kipple Officina Libraria, 2010). Dei suoi racconti e reportage di viaggio sono sui blog “Nazione Indiana” e “Scrittori precari”, sul sito “AlibiOnline” e sul quotidiano “Corriere Nazionale”. Conferenziere presso università e sedi culturali americane, inglesi, olandesi, polacche, tedesche, belghe e svizzere, lavora come traduttore con le lingue inglese, spagnola, francese e portoghese. Nell'agosto 2014 è stato ospite della residenza per scrittori e traduttori “Zvona i Nari”, in Croazia. Nell'ambito della saggistica, ha tradotto dall'inglese Il miracolo dell'acqua, saggio sulle proprietà dei cristalli d'acqua del ricercatore giapponese Masaru Emoto (Il Punto d'Incontro, 2007). Ha inoltre tradotto dall'inglese e dal francese i saggi della raccolta, a sua cura, Tolkien. La Luce e l'Ombra (Senzapatria, 2011), e co-tradotto (con Marino Magliani) dallo spagnolo quelli della raccolta Bolaño selvaggio (a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau) (Senzapatria, 2012). Ha tradotto dall'inglese il saggio La saggezza della Contea di Noble Smith (Sperling & Kupfer, 2012) e co-tradotto, sempre dall'inglese (con Floriana Pagano) il saggio La cassa del Vaticano (di Jason Berry, pubblicato da Newton Compton nel 2012); con vari colleghi, ha tradotto Il gangster. La vera storia di Mickey Cohen (di Tare Tereba, Newton Compton, 2013) e l'autobiografia di Mike Tyson True - La mia storia (Piemme, 2013). Ha inoltre tradotto dall'inglese varie guide turistiche della Lonely Planet, delle Rough Guide e del National Geographic Traveller e ha collaborato a lungo con il Gabinetto Vieusseux, traducendo dall'inglese e dal francese articoli di natura storico-scientifica. In uscita tra il febbraio e l'aprile del 2014, editi da Mondadori, due volumi storici su Gallia Lugdunense e Gallia Belgica, nell'ambito della serie Roma e l'Impero, in uscita in edicola in allegato al “Sole 24 Ore”, a “Panorama” e a “TV Sorrisi e Canzoni”. Sempre nel 2014, è uscita una raccolta di scritti di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, da lui tradotta dallo spagnolo, oltre al saggio di Caroline Moorehead Un treno per Auschwitz e all'autobiografia di Felix Weinberg Bambino n° 30529 (Newton Compton), da lui tradotti dall'inglese insieme ad Alessandra Maestrini. Nell'ambito della narrativa, ha tradotto dall'inglese i romanzi Non lasciar mai che ti vedano piangere (Anordest, 2012) e Le porte della notte, dell’autore cubano Amir Valle (Anordest, 2013), e dallo spagnolo i romanzi Nel cuore oscuro del male di Peter Straub e The Surrogate, di Tania Carver (Anordest, 2013). È rappresentato dall'agenzia letteraria Factotum Agency.

3 pensieri su ““PERSONAGGI PRECARI”, DI VANNI SANTONI

  1. Elisabetta Bordieri

    “Una volta tolta di mezzo tanta zavorra di apparenza informatico-modaiola, restano questi cristalli minimi, attimi epifanici tanto più evocativi quanto più grande è il loro non-detto, il bianco/vuoto che c’è intorno.”
    Da incorniciare!
    Un abbraccio

    "Mi piace"

  2. Pingback: tre appuntamenti e due recensioni | sarmizegetusa

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