92. La prova

da qui

Ti tirano di qua e di là, vorrebbero fare di te il Messia che gli fa comodo, capace d’innescare la rivolta, o pronto ad allearsi con le forze dell’Impero. Sanno che non ti è indifferente la libertà del popolo di Dio, che lo sogni indipendente dal potere dei romani, perché la dignità che predichi non è compatibile con oppressioni e sfruttamenti; girano voci che i tuoi discepoli possiedano armi, e che tu stia preparando di nascosto da tutti l’insurrezione decisiva. Nel tuo gruppo ristretto hai convocato alcuni militanti della setta zelota: ci sarà un motivo? Ti presenti come figlio prediletto del Signore degli eserciti, quello che passa i nemici a fil di spada e sbatte contro le rocce i bambini del nemico. Come ignorare che il tuo carisma potrebbe facilmente radunare le frange dei ribelli e sollevare tumulti minacciosi per le coorti del governatore?

Dunque tu sei re?
 L’uomo dalla faccia glabra è seriamente preoccupato.
 Lo dici da te stesso o qualcun altro te l’ha detto sul mio conto?

Sei stato mai tentato di tirarti dietro la massa dei ribelli?

Maestro, sappiamo che parli e insegni rettamente, e che non guardi in faccia a nessuno, ma insegni secondo verità.

Le spie le riconosci da lontano, dallo sguardo obliquo, l’intonazione melliflua del discorso.

E’ lecito o no dare l’imposta a Cesare?

Ti basta poco a confondere gli ipocriti. Vogliono aizzarti contro Roma, o contro i patrioti del paese. Ma loro sono i primi a portarsi nella borsa l’immagine sacrilega dell’imperatore.

Mostratemi un denaro: che cosa vi è inciso?

Si sentono scoperti: sono loro i blasfemi e i traditori.

L’immagine di Cesare.

Rendete dunque a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.

Non reggono il tuo sguardo: restano così, con la moneta in mano, la prova schiacciante della loro schiavitù.

12 pensieri su “92. La prova

  1. “Le spie le riconosci da lontano, dallo sguardo obliquo, l’intonazione melliflua del discorso.
”
    Perfetta descrizione delle spie, ma anche degli ipocriti.
    Bello scritto, come ogni volta.
    Giorgina

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  2. “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio, quello che è di Dio”. Anche l’autorità conta, infatti Cesare, “non avrebbe nessuna autorità se non gli fosse stata data dall’alto”.
    Nel disegno di Dio questa autorità si riassume nella pace, perchè non avvenga che, sulla carne dell’umanità, “la chiave del regno si fonda” col fuoco dell’odio e delle guerre.
    E c’è un germe divino che rende l’uomo -figlio di Dio-, abitatore del cielo, per il quale, il tributo da pagare, è solo l’amore: “riassunto della vita”. Quanto? “Con tutto il cuore, tutta l’anima, tutte le forze”.
    Creatore dell’universo, che ha asservito alle sue creature tutte le cose esistenti, Dio ha fatto dell’uomo la sua casa, perchè è nella carne l’incontro, in questa, anche l’amoroso Verbo Gesù, si è fatto prossimo portando sulla terra l’intero paradiso:
    ora resta la fede,
    amara tenebra senza visione
    neppure di spalle come a Mosè sull’Oreb,
    ma viva e bruciante fiamma,
    come sull’Oreb.
    “Per il cristiano non è lecito ragionare come un pagano: una potenza superiore è in lui e in questa luce deve considerare gli aspetti del suo procedere”. (Enrico Medi)
    Questa fede che arde nell’amore, è dare a Dio ciò che è di Dio, in questo amore, “vero anello di più profonde nozze, ove ognuno entra nel più grande talamo”, l’uomo ritrova tutto se stesso, gli altri e il Paradiso.

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  3. Quante volte avviene, quante monete ci restano strette in pugno….il non detto, il non fatto, oggetti, legami, ricordi, tutte cose che provano il nostro non reggere lo sguardo, in non avere coraggio di sentirci liberi di fronte a tanta chiarezza, alla luminosa semplicità della Parola. Cos’è impresso sulla moneta? Come dire, basta lo sguardo limpido e razionale di fronte all’evidenza….Ma i nostri sforzi vorrebbero mescolare un po’, confondere le acque, aggiustare un po’ tutto secondo una prospettiva piccola, miope, dell’immediato. Il volto del Padre, il suo progetto per ciascuno di noi ha un respiro, un tempo, tanti passi che chiedono una fede, una fiducia ricolma di coraggio, anche nel guardare la moneta tenuta in mano.

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  4. E’ lecito o no dare l’imposta a Cesare?

    A ciascuno il suo ,liberarsi della moneta ,come di tante altre monete è liberarsi dalla propria schiavitù, Dio ci rende liberi se lo seguiamo senza voltarci mai ,scrollandoci la zavorra che ci portiamo continuamente addosso.

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  5. La vita è una continua prova a cui siamo sottoposti è come un piatto della bilancia pendiamo da una parte all’altra, mentre la verità ,la via della salvezza ce l’ hai davanti a te,quando vedi Gesù che ti dice : – Seguimi .A questo punto devi poter discernere e capire cosa devi fare per poterlo seguire ,se continuare per la strada che avevi scelto in partenza pur sapendo che non era sbagliata,o se fare una conversione a u e abbandonare in silenzio quello per cui avevi iniziato a vivere avvicinandoti al Cristo.Ora il Signore da me vuole altro, non sono io che devo mettere alla prova Lui,ma è Lui che mette alla prova me ,ponendomi sempre lo stesso quesito, affinché possa prendere una decisione definitiva e seguirlo senza più voltarmi indietro.

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  6. “Lo dici da te stesso o qualcun altro te l’ha detto sul mio conto?
”
    Spesso è sulla distanza tra sentire e sapere che si gioca la partita della vita. Ed è quando la distanza si annulla che seguire ha un senso.

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  7. La verità non si può sconfiggere- ha detto don Jerzy Popieluszko prima che lo hanno ucisi comunisti perché voleva libertà per suo popolo.
    Gesù parlava del amore, di libertà, di un mondo migliore e così è diventato pericoloso per governanti.
    Perché oppressore toglie la libertà al popolo?
    Perché pensa che così è più facile controllarla.
    Dio non toglie la nostra libertà, anzi lascia noi liberi a scegliere la nostra strada, ma comunque ci sta con noi e ci aiuta.

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