Murazzi Poetry Slam, La poesia il fiume la città

murazzi
In occasione della nascita della LIPS, Lega Italiana di Poetry Slam, che avverrà domenica 1 dicembre a Trieste, e alla quale parteciperò, ho pensato ad alcuni articoli dedicati alla forma poetica che si sta affermando nel nostro paese. Non farò la storia del poetry slam, molti già lo stanno facendo, partirò dalla mia esperienza personale e da un luogo. Da qui proverò a raccontarvi, allargando l’obiettivo di quella che chiamerei “macchina poetografica”, cosa sta succedendo in Italia.
La poesia è legata agli elementi. L’ho sempre pensato e non a caso ho restituito il mio libro alla natura tagliandolo in 4 parti, nel rito che ho descritto della “Libezione”. Gli elementi ci dicono che il poetare non può essere una mera attività artigianale o tecnica ma una espressione che attinge alle forze del cosmo e a disegni che solo in parte siamo in grado di intuire. Il poeta diventa quasi rabdomante, sente, e prevede, percepisce le microscosse telluriche del proprio tempo.
Nel giugno del 2012 ho conosciuto Alessandro Gambo del “Magazzino sul Po”, un locale che si trova ai Murazzi di Torino, in un antico ricovero delle barche. La zona ha alle spalle Piazza Vittorio e guarda il fiume, alzando lo sguardo ritroviamo la Gran Madre, il Monte dei Cappuccini e la collina torinese.
I Murazzi, come ricorda Chiara Sabatucci in un recente studio, vengono abbandonati dai pescatori a causa dell’inquinamento a partire dalla fine dell’800 e dopo un lungo degrado vengono riqualificati nella seconda metà degli anni ’70. Viene concessa l’apertura di locali e in pochi anni i Murazzi diventano il luogo più noto della vita notturna della città. L’epilogo arriva nel novembre 2012, gran parte delle attività viene chiusa dalla magistratura con vari capi d’imputazione. Una delle poche che si salva è il Magazzino sul Po, nel lato sinistro, che si distingue per concerti di musica jazz e proposte culturali. Paradossalmente si spengono i riflettori e un locale accoglie con entusiasmo il mio progetto di poetry slam a Torino. Il Murazzi Poetry Slam realizza così dal giugno del 2012 una serie di dieci poetry slam che rilanciano questa disciplina letteraria. Si apre intanto un duplice dibattito, sul futuro del poetry slam locale e nazionale da un lato e sul futuro dell’area che ci ospita dall’altro.
Ale Gambo il 22 novembre mi conferma via sms che il locale è agibile. Il pericolo ovviamente è la piena del Po, bastano pochi giorni di pioggia. La polizia municipale ha sempre pronte sulla scrivania le ordinanze di chiusura dei pochi locali sopravvissuti.
Il Magazzino sul Po è ampio e la penombra teatrale crea un’atmosfera raccolta. Gli spettatori entrano, prendono posto sotto alle volte in mattoni a vista, sono attenti e hanno una compostezza tutta sabauda che non ho mai trovato in altri slam. Assistiamo alla nascita di una zona franca per le lettere e le arti, (la T.A.Z. la chiamerebbero alcuni, una zona temporaneamente autonoma, un tempo sospeso). Laddove i pescatori facevano riposare le loro barche ora si costruiscono imbarcazioni di parole. Recuperiamo una relazione antica con la natura e con la nostra città.
Il non-limite urbano e naturale dei Murazzi coincide perfettamente con la linea inafferrabile della poesia. I Murazzi sono una frontiera interna che si sovrappone e sfuma, che si può spostare da un momento all’altro e non accetta discussioni. L’ipotetico limitare dei Murazzi è una coincidenza più che una demarcazione, la coincidenza del disegno abitativo con quello terracqueo. Il Murazzi Poetry Slam ha aggiunto un ulteriore livello a questa sovrapposizione, il piano della parola detta, della poesia che non accetta di essere immobilizzata.
La poesia che vive e prospera sulla sua non-linea di confine (confine che è geografico ed estetico, linguistico e segnico) ha trovato ai Murazzi di Torino speculare dimora.

2 pensieri su “Murazzi Poetry Slam, La poesia il fiume la città

  1. Il Murazzi Poetry Slam, oltre ad essere stato caratterizzato da una qualità poetica a dir poco scadente, ha addirittura dimostrato una volontà anti-poetica quando la giuria, composta almeno per metà da poeti in gara, ha decretato la sconfitta di un testo poetico di una autrice che, paragonata al suo sfidante, equivale alla sconfitta di Tarkovskij a merito di un posacenere.

    "Mi piace"

  2. Gentile Andrea Leonessa prima di tutto grazie per le tue seppur fuorvianti e inesatte considerazioni del tutto personali, potevi esprimerti anche in loco senza aspettare un articolo che per altro non riguarda l’ultima serata ma parla del Murazzi Poetry Slam in toto, un progetto che ha coinvolto decine di poeti, che ha avuto una finale con molti spettatori (un’ottantina ne ho contati con un premio in denaro) e che ha anche un patrocinio pubblico di cui sono e siamo abbastanza fieri. Il poetry slam è un gioco e va preso come tale. La cultura e la poesia vanno sostenute, tutte le considerazioni simili alla tua non giovano a nessuno. Nello slam è il pubblico a decidere e il verdetto può non coincidere con le valutazioni singole, mi stupisco che tu ti stupisca. So benissimo che ogni iniziativa forte conta i suoi detrattori, non mi spaventano e non ci spaventano, anche perché il nostro lavoro sarà superiore alle loro critiche da bar dello sport.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.