94. Meglio sorvolare

da qui

Sei esasperato. Le immagini non sono più la proiezione di qualche fantasia profetica, ma quelle che hai davanti a te, fin troppo chiare: gli scribi e i farisei che ostentano una fede che non hanno, una pietà di facciata, buona ad aumentarne il prestigio, a gonfiarne i petti di fronte agli ingenui che li seguono. Non sei mai stato così stanco, in vita tua. Ti sembra di vedere in un unico punto spazio-temporale la ressa dei malati, la marea dei derelitti in balia di una casta impegnata a difendere posizioni di potere. Come scardinare il meccanismo diabolico della vanità, quali leve toccare per provocare un sussulto impercettibile di pentimento?

Guardatevi dagli scribi, che amano aggirarsi in lunghe vesti e ricevere i saluti nelle piazze, i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.

Hai gridato d’impulso, quasi senza volerlo. La folla ti guarda esterrefatta: qualcuno cerca di calmarti, d’invitarti alla prudenza, in questo covo di esperti della Legge.

Fingono di pregare a lungo, e divorano le case delle vedove.

Pietro ti prende per un braccio:
Maestro, fai attenzione.

Ma sei attratto da altro: alcuni ricchi gettano grandi quantità di monete nelle trombe del tempio, mentre l’inserviente pronuncia ad alta voce l’entità dell’offerta. Si guardano intorno, per essere sicuri che il gesto non sia passato inosservato. La gente arretra per fare spazio alle sagome imponenti, avvolte nei mantelli. Si colgono commenti ammirati sulle somme generose che hanno offerto. Stai per dire qualcosa a voce alta, perché tutti possano sentire, quando scorgi una figura curva, minuscola, che si avvicina, quasi invisibile, a una delle trombe; ha appena messo le mani nelle tasche, frugando a lungo per capire se ci fosse ancora qualcosa da trovare: due spiccioli in tutto, l’intero patrimonio. Li fa scivolare nel contenitore con un gesto veloce della mano, cercando di non essere vista. L’inserviente tace, non ha mai annunciato un’offerta così bassa. Meglio sorvolare.

In verità vi dico, questa povera vedova ha dato più di tutti. Gli altri hanno versato il superfluo, lei ha dato al tempio tutto quanto le restava per vivere.

E’ l’ora nona. Cerchi tua madre, ma lo sguardo affonda nella nebbia. I soldati gridano, sghignazzano, giocano ai dadi, insultandosi a vicenda.

10 pensieri su “94. Meglio sorvolare

  1. “Hai gridato d’impulso”

    Le persone spontanee sono meravigliose…difficile sorvolarle.

    “In ogni attività spontanea l’individuo abbraccia il mondo.”
    Erich Fromm

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  2. A tanti umani piace essere apprezzati e glorificati, e se nessuno li glorifica, si apprezzano e glorificano da soli

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  3. Ancora una volta tutto è rovesciato, l’invito è a rivestirsi di semplicità e di umiltà. La carità deve nascere dall’amore, dare tutto senza riserve.

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  4. “Non resta che la corolla di queste parole, rosse di sangue”, per l’ora nona, l’ora di Cristo, della Madre e della notte.
    La notte: celato sorriso di Dio sulla creazione: fu sera e fu mattino, per sei giorni, così nella crocifissione, si fece notte su tutta la terra, per la nuova creazione nel sangue dell’Amore incarnato, Gesù, abisso divino.
    In quell’ estrema tenebre dei mondi, accanto al “costato aperto di Cristo, fessura sull’infinito”, stava la Madre,”la radiosa Notte che racchiuse il Giorno”, prosciugata nello svenarsi del Figlio.
    Donna del Paradiso, per Te non è serbato il prodigio della beatitudine, che cantasti sui monti della Giudea, fino al momento della rinascita nel “cuore del tuo cuore”.

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  5. AVVENTO – VIGILIA DI DESIDERIO
    O se Tu, squarciassi il cuore di pietra e scendessi nel suo profondo!
    Amore che ti fai trovare da chi neppure t’invoca, che sarai per quelli che ti cercano, divino giardino perduto.
    “A chi desidera, Signore, Tu doni in abbondanza ciò che desidera” e anche nel tuo cielo, infinitamente perdurerà questo desiderio di Te, Paradiso della nostra origine.

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  6. E se non avesse sorvolato?….derisione, imbarazzo. Ma anche domande, forse qualcuno avrebbe visto un seme piccolo di verità…Sorvolare talvolta è azione saggia, è tempo donato al discernimento, ad ascoltare meglio il respiro delle cose. Ma se diventa falsa superiorità schiava del conformismo, del timore di essere giudicati, allora è il peggior compagno di cammino, perchè fa girare lo sguardo da un’altra parte, rende il vero è troppo evidente, troppo diverso da ciò che si vede.

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  7. “Hai gridato d’impulso, quasi senza volerlo”.

    Siamo torrenti in piena, a volte; affidiamo al fiume della voce o delle parole tutti i sentimenti che abbiamo in tasca o, in qualche modo, il nostro non essere indifferenti di fronte a ciò che ci circonda.
    E‘ a tasche svuotate, nel silenzio che riporta il cuore ad un ruscello, che udiamo la presenza, discreta, di Chi, con amore e fiducia costanti, ci chiede di trasformare, attraverso l’amore, gli spiccioli di speranza e vanità in dono di sè, in un progetto più grande.

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