95. Laggiù in fondo

da qui

E’ giunta l’ora, lo senti. Devi dire tutto quello che rimane da trasmettere. Cominci dal tempio: di queste belle pietre, non resterà più nulla. Ti chiedono quando avverranno queste cose. Li metti in guardia dai falsi profeti e falsi cristi, preannunci guerre, terremoti e carestie. Soprattutto, li avverti, vi consegneranno nelle sinagoghe e vi trascineranno davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete occasione, allora, di testimoniare: mettetevi in testa di non prepararvi la difesa; sarà lo Spirito a suggerire le parole a cui i vostri avversari non potranno resistere. Sarete traditi dai parenti e dagli amici, vi odieranno tutti a causa del mio nome, ma la vostra salvezza sarà la fedeltà.
Sono più tesi e spaventati del solito: ogni tanto si guardano l’un l’altro con occhi smarriti, che non trovano risposta. Avvertono che qualcosa di grave si profila, un evento che, forse, li getterà nello sconforto, li metterà alla prova.

Quando vedrete Gerusalemme circondata dagli eserciti, sappiate che è arrivata la sua ora. Quelli che sono nella Giudea, fuggano ai monti e quelli che sono nei campi si guardino dal tornare indietro. Guai alle donne incinte e a quelle che allattano i neonati! Molti cadranno a fil di spada e saranno trascinati prigionieri in tutte le nazioni.

Lo scenario così fosco li atterrisce. Sembra passato un giorno da quando predicavi sulla riva del lago mostrando un mondo nuovo, lo sbocciare di un amore e un’armonia mai visti prima. E ora, perché si è fatto tutto così cupo?

Ci saranno segni nel sole e nella luna, e angoscia di nazioni in preda al turbamento e al fragore dei flutti. Gli uomini cederanno alla paura per l’attesa di quello che starà per accadere.

Di timore ne hanno tanto fin d’ora: qualcuno impallidisce, qualcun altro trema.

Vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube, con potenza e gloria grande. Quando avverranno queste cose, alzate il capo, perché state per essere redenti.

Non hanno la forza di alzare neanche un dito; e poi, che redenzione si può attuare in mezzo a una catastrofe di queste dimensioni?

Guardate il fico: quando germoglia, sapete che l’estate è vicina. Così, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno, di cui vi ho parlato fino ad ora, è qui. Il cielo e la terra passeranno, le mie parole non passeranno.

Sono allo stremo: forse gli è sfuggito qualcosa; parlavi di una buona notizia, un vangelo di pace. E invece, tutto crolla; che possono farci?

Attenti ai vostri cuori, che non si appesantiscano in ubriachezze e affanni della vita e il giorno non piombi su di voi improvviso come un laccio; perché si abbatterà su tutti quelli che abitano la faccia della terra. Siate svegli, pregando ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a quello che sta per avvenire.

Quando smetti di parlare, non vola una mosca: forse, a tendere l’orecchio, si sentirebbe il rumore di un passero che prende il volo da quel ramo laggiù in fondo.

9 pensieri su “95. Laggiù in fondo

  1. Veglia, vigilanza, preghiera, per allontanare quel testacoda della buona novella, per credere, per continuare a sperare nel regno di pace dell’annuncio di Gesù, nonostante annunci di sciagure, di rovine, divisioni. E per abituare gli occhi a riconoscere i segni, a sentire nel cuore quando il tempo è giunto..

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  2. per arrivare a te Signore aiutaci a lasciarci andare ad arrivare al cuore del tuo progetto su di noi
    ad accettare i segni del tempo giusto e dei frutti maturi…ad ascoltare la tua voce nel sottile silenzio…solo cosi’ potremo essere felici

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  3. “quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno, di cui vi ho parlato fino ad ora, è qui. Il cielo e la terra passeranno, le mie parole non passeranno”.


    I momenti di estrema crisi svelano i nostri nervi scoperti e vulnerabili, ma misurano quanto la nostra fiducia nell’ Amore possa produrci e produrre speranza, coraggio e cuore attento.

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  4. Viene, Colui che è Amore, che per amore crea e per amore redime, giudicherà sull’amore.
    Promesse d’amore accompagnano la sua venuta, una Parola che scalda il cuore: “se qualcuno mi ama anch’io lo amerò, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui”.
    Verrà anche nei secoli venienti in un franare di stelle, segni nel sole, nella luna, “polvere saranno, alla fine, con la cenere degli uomini”, e angoscia, la vita: uva torchiata in attesa della “liberazione da uno spazio incerto”.
    Tu, fratello nostro, voce antica delle beatitudini, fiore di frumento e miele di roccia, sarai la beata soglia da varcare. “Ricordandoti della tua misericordia”, incendio creatore, Amore ferito, Liberatore che rileggi la storia facendo nuove tutte le cose, frantumerai il cuore di pietra e i mondi, saremo carne profumata di Te e l’universo una distesa di cieli nuovi e nuova terra.
    Cristo- Amore, potere di gesti indicibili.

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  5. Il tempo che precede un incontro è sempre carico di speranza e aspettative. Gesù viene e sicuramente non ci deluderà ma anche noi dobbiamo prepararci a quell’incontro per non deluderlo.

    “Il ravvedimento di un uomo è il coronamento di una speranza di Dio”.
    Charles Péguy

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  6. C‘è sempre lo squillo di un telefono che spezza il silenzio di un’attesa, di una preghiera; le distrazioni offerte dagli affanni della vita, trasformano il silenzio dell’anima in un silenzio puramente vocale. La poesia potrà restituire il giorno alla notte, attraverso quella sensibilità che solo un cuore attento sa discernere.

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  7. “Gli uomini cederanno alla paura per l’attesa di quello che starà per accadere”
    vero. Spesso abbiamo paura di cambiamenti,perchè abbiamo paura che peggioriamo la nostra situazione. A volte soffriamo, bestemmiamo, ma abbiamo paura di fare qualcosa per cambiare.
    Ma noi veramente abbiamo la paura di morire? o solo che abbiamo paura di questo…che c’è dopo?
    E un po’ come attraversare dietro una tenda nera, dove non si sa che cosa sta dietro. E anche se abbiamo sentito che là c’è un mondo meraviglioso, noi con nostro istinto umano non ci fidiamo pienamente e ci rimane sempre il dubbio: ma è così veramente?
    Penso che a noi non tanto fa paura morire, ma la preoccupazione che ci aspetta dopo. E questa paura viene dalla nostra mancanza di fede e fiducia a Dio.

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