“BUONA LETTURA” – “SACRIFICIO”, DI GIACOMO SARTORI

di Mara Pardini

Buona lettura è uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina, ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

SacrificioSacrificio di Giacomo Sartori è una storia di questi tempi, tutta giocata su sentimenti di speranze deluse, grigiore e desolazione.
Marta, Diego, Katia, Frank, Anna e Roberto – un gruppo di ventenni in un’opprimente valle trentina – si trovano a fare i conti con un episodio solo a prima vista chiaro e immutabile, perché capace di innescare il sentimento di dolore sotteso alla storia: la morte di Andrea, avvenuta durante il folle attraversamento del greto di un fiume in piena, a bordo di un fuoristrada, in una notte di pioggia.
Per scherzo, per noia, per una stupida scommessa.

Questa morte senza senso produce nel branco un disordine morboso e feroce.
È la molla che fa scattare l’intreccio tra violenze e amori non corrisposti, come raccontano le vicende di Marta e Diego, i due protagonisti: Marta si impegna per portare avanti l’allevamento di trote ereditato dal padre alcolizzato e consuma l’amore proibito per Diego, suo cugino, in una sordida relazione con Frank; Diego fa il guardiaparco, sogna che il bracconaggio venga sconfitto e decide di sposare Katia, alle cui isterie e ricatti è ormai completamente sottomesso.
E intanto la vita rimane prigioniera di quello strano inverno senza neve, di quelle notti stritolate dai versanti delle valli del Trentino, mentre droga, fumo e alcool diventano gli immancabili compagni di giornate sempre uguali, votate all’autodistruzione e al delitto.

Senza lasciare spazio a compromessi o a sfoghi personali, ma con il dominio dello strumento narrativo e l’abilità di chi sa realizzare uno stile solido, privo di sfumature e allentamenti, Giacomo Sartori ci dispiega un mondo vanificato che si affida sempre più alla violenza, al degrado, alla volgarità, e dove il freddo, la pioggia e la muffa fanno da sfondo a disagi sociali e incomprensioni familiari.
Un mondo dove ormai non si riesce più a vivere o ad amare, perché ciò che rimane è “sudare fuori la tristezza, la sua corrosiva malinconia”.

Il fascino di Sacrificio – divenuto anche una pièce teatrale – risiede in una suspense che dura sino all’ultima pagina, sino al gesto crudele e punitivo che chiude il romanzo, quando l’intensità drammatica esplode le sue ragioni nel senso di insoddisfazione e delusione che pervade i nostri giorni.

La sospensione dei sentimenti e l’assenza di passioni vive e profonde fanno emergere quel gran senso di vuoto che domina la storia, quell’opacità che ne rappresenta la vera forza poetica, resa ancor più evidente da una limpidezza del segno talvolta disarmante.
E in questa zona d’ombra, dove “l’allegria nasce dalla torbidezza e dalla disperazione”, i personaggi corrono veloci verso fatali e sfrontati fallimenti.
Verso la consumazione finale.

scrittori trentini : Giacomo SartoriGiacomo Sartori è agronomo, e ha lavorato nell’ambito della cooperazione internazionale in vari paesi del terzo mondo. Vive attualmente fra Trento e Parigi, e è redattore del blog letterario Nazione Indiana. Ha pubblicato alcuni volumi di racconti e i romanzi Tritolo (il Saggiatore, 1999), Anatomia della battaglia (Sironi, 2005), Sacrificio (Pequod, 2008; Italic Pequod, 2013) e Cielo nero (Gaffi, 2011).

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