96. Cos’è

da qui

Il resto sappiamo com’è andato. O forse no. E’ vero che Giuda, l’uomo di Keriot, avrebbe tradito soltanto per metterti alla prova, per farti venire allo scoperto e liberare Israele dal giogo dei Romani? Che non avevi alcuna intenzione di fare dell’eucaristia un rito magico di trasformazione di elementi, ma solo d’insegnare a spezzare la vita insieme agli altri? Che hai detto agli apostoli di vendere il mantello per comprarsi una spada, sapendo che quelli erano i giorni favorevoli a una rivolta generale di zeloti contro l’oppressore? Che hai chiesto al Padre di cambiare all’ultimo momento la tua sorte?
 Una cosa è certa: c’è voluto amore per lasciar fuggire i tuoi discepoli e andartene in carcere da solo, per perdonare Pietro dopo il triplice rinnegamento, con uno sguardo dal secondo piano del palazzo del sommo sacerdote, per sopportare l’insipienza dei soldati, la viltà dell’uomo dalla faccia glabra mentre si lava le mani nel catino, l’arroganza di Erode che pretende di vederti esibire in un miracolo, la scelta di liberare al posto tuo Barabba il terrorista, gli scherni dei capi dei giudei mentre pendi dalla croce. Ti sei sentito abbandonato, anche se l’ultimo salmo a cui accennavi, prima di morire, non era il ventuno, ma il sessantadue: O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora ti cerco, ha sete di te l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua. Per questo hai detto: ho sete. Perché tutti, perfino un pagano, il centurione, potessero afferrare l’essenziale: la fede è desiderio, e solo cercando allo spasimo la vita, all’alba della domenica mattina, quando ormai più nessuno se lo aspetta, ecco che la vita arriva. Le donne non potevano saperlo perché erano scappate via, all’annuncio dell’uomo sconosciuto. Non avevano riferito nulla dell’incontro; ma non avrebbero potuto immaginare che il tuo desiderio così intenso avrebbe infranto il velo che copriva gli occhi dei discepoli, un terremoto avrebbe messo in discussione le loro sicurezze, e avrebbero intuito, tornando verso Emmaus, che la tua parola, tante volte risuonata in riva al lago, era vera più che mai, capace di accendere a sua volta un desiderio irrefrenabile che avrebbe cominciato a correre dovunque, per le strade della Palestina, e poi del mondo. Sì, questo è il vangelo, il vangelo che hanno letto in tanti. Ognuno se n’è fatto un’idea: chi lo ritiene il fondamento della fede, chi una favola da raccontare quando si è bambini e si crede ancora a ciò che dicono le catechiste, chi un’utopia ridicola o insidiosa, da mettere in cantina insieme a preti, suore e quella realtà enigmatica e inquietante che chiamiamo Chiesa. Ma cos’è tutto questo, se non viene contagiato dal folle desiderio che ha dato a un Galileo lo stesso sguardo, lo stesso cuore di Dio? Cos’è tutto questo, se non è scritto e vissuto così, con la stessa forza indistruttibile, al punto da risorgere nel cuore del tuo cuore?

FINE

10 pensieri su “96. Cos’è

  1. Cos’è?
    Un treno che ha viaggiato dentro il lettore, attraversandone anima e corpo, toccando 96 stazioni, fra le distese immense e assolate della certezza e le gallerie poco illuminate, se non del tutto buie, del dubbio; conferma di una Verità che ama senza chiedere, che brucia e fa male, che scalda e rincuora, che apre gli occhi e lascia il segno. Sì, ognuno interpreta come vuole, vantando una fede più o meno incrollabile, sinceramente profonda o semplicemente illusoria, davanti ad un pubblico che può a sua volta più o meno convenire, ma non di certo davanti alla Croce che legge nell’anima prima ancora che abbia proferito parola o soltanto abbozzato un pensiero.
    Cos’è? E’ il miracolo dell’Amore, la pietra che rotola ogni volta il cuore si apre al Suo abbraccio.

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  2. Tutto questo e’ parlare e soprattutto vivere d’amore.

    Grazie a questa bellissima pagina scaturisce nel cuore un inevitabile, irrefrenabile nonche’ contagioso desiderio di Bene.

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  3. Ma inumano è pur sempre l’Amore…di chi rantola senza rancore….
    Di Maria dicono fosse il figlio….
    Sulla croce sbiancò come un giglio!
    E morì..come tutti si muore…..come tutti cambiando colore….
    Grazie, il genio di De Andrè l’aveva capito

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  4. “Le donne (..) erano scappate via”, e anche noi,a volte, scappiamo via senza ascoltare la verità, a volte non vogliamo ascoltare la verità, a volte abbiamo paura di sentire la verità per vivere nella unica Verità.

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  5. Inizi a capire che l’ Amore è il più forte quando, letti come in uno specchio, tutti i personaggi e le situazioni della pagina che – al di là di „come è andata“ – possono attraversare il cuore, la parola finale resta all’ Uomo che, nel cuore del tuo cuore, ti porta con sé in alto, sulla croce, per condurti fuori dalla notte e correre incontro al mondo con ciò che, svestito da ogni struttura, è un soffio di energia bella.

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  6. grazie, di averci aiutati a capire meglio noi e il Vangelo.
    Una pagina che scrive la parola Fine e noi ne aspettiamo un’altra per poter capire meglio ciò che Dio ci vuole dire: Seguimi e sarai felice e “guarito”.
    Ritornerà l’energia? che sembra persa per tutti noi che viviamo questo momento così confuso e sembra senza speranza.

    ernestina.

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  7. “Il mio Vangelo”, la buona novella, divina voce che cerca l’anima “in impossibili itinerari” sconfinante terre nuove, sommuove “desideri acuti”, e sulla bocca che sprigiona Spirito Santo, dell’audace sovvertitore Gesù, un torrente di soavità: annuncio, parabola, testamento – “cuore del suo cuore”, che svela “infiniti oggetti d’amore”.
    Splendore è l’ incarnazione del Verbo divino, Maestro: rivelazione, fuoco, vitalità, pietà; Signore della vita: redenzione, totalità di ogni frammento
    Presente, invisibile Amore, travolto dal nostro vivere perchè “ora la nostra carne non ti abbandona”, disseminato negli universi, sei la Parola decisiva, cerchio mai concluso, infinito, “acutissimo arco”, voce e “silenzio e il canto dentro il silenzio”, che ora posa nel giardino segreto del Padre. Come si oserà varcare il confine divino del suo grembo, dimora nuziale, per raggiungerti e sostenere il tuo fuoco senza incenerire!
    Signore, festa della nostra coscienza, “saremo piantagioni di carne, odorerai in questa carne”, celeste Amore.

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  8. @ d. Fabrizio.
    Entrare nel tuo sogno evangelico, d. Fabrizio, dove ogni cosa tua è di tutti e
    tu di Cristo.
    Grazie.

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  9. Grazie per ogni tappa di questo viaggio attraverso il Vangelo tante volte letto ma sicuramente oggi meglio compreso e grazie in particolare di quest’ultima pagina.

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