Love story

eduard  boubat

Love story

Lunedì sera.
Cinque persone in un vagone della metropolitana.
Uno comincia a parlare,
gli altri giocano con il cellulare.
Siediti accanto a me.
Mi chiede il mio nome,
gli dico un nome e aggiungo: stanca.
Anche lui dice un nome.
Sei fermate ancora.
E’ andato a teatro, ma si è annoiato a morte.
Mi chiede se faccio la contabile e
si scusa subito.
Dice che nessuno è contento della propria vita.
Io si invece.
Lui: non ci credo.
Chiudo gli occhi, la vie, la vie, quelle connerie la guerre…
Riapro gli occhi.
Chiede se qualche volta possiamo bere un caffè insieme.
Dico che non ho mai tempo perché devo volare.
Dice che mi farà un paio di ali.
Rispondo, grazie.
Mi alzo.
Capolinea.

Stefanie Golisch
La foto è di Eduard Boubat.

7 pensieri su “Love story

  1. finalmente un testo di Stefanie…Complimenti!
    C’è qualcuno che vuole farmi un paio d’ali come dono di Natale? Grazie,si.
    Buon Natale a tutti e in primo luogo a Fabrizio.

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  2. Love story

    Montagabend.
    Fünf Menschen in der U Bahn.
    Einer fängt an zu reden,
    die anderen spielen mit ihren Handys.
    Setz dich zu mir.
    Er fragt mich nach meinem Namen.
    Ich sage ihm einen Namen und füge müde hinzu.
    Auch er sagt mir einen Namen.
    Sechs Haltestellen noch.
    Er kommt gerade aus dem Theater,
    wo er sich zu Tode gelangweilt hat.
    Er fragt mich, ob ich Buchhalterin von Beruf bin
    und entschuldigt sich sofort.
    Er sagt, kein Mensch ist zufrieden mit seinem Leben.
    Ich wohl.
    Er: Glaube ich nicht.
    Ich schließe die Augen: la vie, la vie, quelle connerie la guerre…
    Ich öffne die Augen wieder.
    Er fragt mich, ob wir mal einen Kaffee zusammen trinken können.
    Ich antworte, dass ich nie Zeit habe, da ich fliegen muss.
    Er sagt, dass er mir ein paar Flügel bauen wird.
    Ich sage: Danke.
    Ich stehe auf.
    Endstation.

    Love story

    Monday night.
    Five people in the subway.
    One starts to talk,
    the others, playing with their cell phones.
    Sit down with me.
    He asks me my name
    I tell him a name, adding: tired.
    He too tells me a name.
    He has been to the theatre,
    And is terribly bored.
    He asks me whether I’m a book-keeper
    and apologises immediately.
    He says that nobody is happy with his life.
    But I truly am.
    He: I don’t believe it.
    I close my eyes, la vie, la vi, quelle connerie la guerre…
    I open my eyes again.
    He asks me whether sometime we can have a coffee together.
    I answer that I’m always busy, because I have to fly.
    He says that he will make me a pair of wings.
    I say thank you.
    I get up.
    End of the line.

    Funziona un po’ in tutte le lingue.
    Love stories a tutti!

    Stefanie

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  3. A quando un altro giro, un altro volo? Eh, sì, proprio stupida la guerra. Lei non ha bisogno di ali per volare. Grazie per il regalo, e Buon Natale a tutti.

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  4. Inizio e fine di un possibile amore nello spazio tempo di un breve viaggio in metropolitana. Quante occasioni che avrebbero potuto essere e non sono state, che sono rimaste nell’ambito della possibilità e quante invece sono state colte e sarebbe stato meglio che non lo fossero e quante si sono realizzate e si sono esaurite e quante persone abbiamo incontrato, incrociato, abbandonato, ritrovato, perso …
    Quanta tenerezza e spietatezza insieme in questo brevissimo incontro!
    Grazie Stefanie di questa delizia,
    m.

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