Maurizio Soldini, Poesie

Maurizio Soldini
Due inediti

Ascolto i miasmi della carne
erompere dal centro della musica
e il murmure vocale della notte
si libra dalle nudità sonore
nelle salite all’acme del giorno.

Inviso al sogno il presentarsi
della luce spoglia i piaceri,
languori di usignoli appena svegli,
e un brivido si acquatta nella schiena.

Alle finestre della giovinezza
si affacciano di nuovo percussioni
di ante verdi sbattute sul tramonto
e spigoli di muri incedono nell’anima.

Sono i sapori delle rinverdite ore
nei sonni che trapassano alla veglia
e di anno in anno premono di feste
e spiazzano i dolori con tempeste.

Assommo i tempi transfughi dal petto
e conto gli anni di tenute in corsa
di fianco ai desideri di domani
che profumati emergono dal corpo.

È solo un gioco d’archi a sesto
che regge snodi e curve di pensieri
a tener uno quanto si moltiplica
nelle sonorità dei contraltari.

*****

Sbieco sotterfugio di visione
a scatti emula l’arcobaleno
e dei colori riempie le cadute.

Si sfalda il tuono a empiti di cielo
e scardina le balaustre dei silenzi
sfuggiti dal rumore della grandine.

Un nerofumo s’alza da lontano
e sbiadisce e ingrigia e insabbia
di vento australe il battito di ciglia.

Un cormorano solitario fugge
la tempesta verso la schiarita
e m’illumina un lampo di speranza.

*****

Sul davanzale del nuovo anno

Scivolano le carte a sorte
sui tavoli boscosi della vita
e trovano sentieri preclusi
dove la radura dischiude
all’orizzonte di soffici muschi
che nutre la rugiada al sole.
Alle spalle vecchi bagliori fumosi
della notte di un anno di dolore
evaporano e si intravedono
schiuse di gemme solitarie:
parole frasi versi lo stupore
che canta la poesia per noi
nelle ore dell’incipit dell’anno.

da In controluce, LietoColle, 2009

*****

Una sera a Paternopoli

Ho guardato negli occhi
del tramonto e ho visto
il delirio delle stelle
arrampicarsi nella montagna
distesa nel nero tra luci
diroccate nei sentieri in tralice
ai sentimenti sparuti nel verde
al traguardo dei silenzi.

da Solo per lei. Effemeridi baciate dal sole, LietoColle, 2013

*****

Maurizio Soldini è nato nel 1959 a Roma, dove vive e lavora.
Medico, filosofo e poeta, insegna Bioetica e svolge l’attività di clinico medico presso la “Sapienza” Università di Roma.
Ha all’attivo numerosi interventi, articoli e saggi anche su riviste internazionali.
Collabora con Riviste e quotidiani, in particolare ha collaborato come editorialista con il quotidiano “Il Messaggero” e ha collaborato e tutt’ora collabora con le pagine culturali oltre che come editorialista con il quotidiano “Avvenire”.
Ha pubblicato diverse monografie tra cui: La bioetica e l’anziano (ISB, 1999), Argomenti di Bioetica (Armando, 1999 e 20022), Bioetica della vita nascente (CIC, 2001), Filosofia e medicina. Per una filosofia pratica della medicina (Armando, 2006), Wittgenstein e il libro blu (Mattioli 1885, 2009), Il linguaggio letterario della bioetica (Libreria Editrice Vaticana, 2012), Hume e la bioetica (Mimesis Edizioni, 2012).
E ha pubblicato le seguenti raccolte di versi: Frammenti di un corpo e di un’anima (Aracne, 2006), In controluce (LietoColle, 2009), Uomo. Poemetto di bioetica (LietoColle, 2010), La porta sul mondo (Giuliano Ladolfi Editore, 2011) e Solo per lei. Effemeridi baciate dal sole (LietoColle, 2013).
È presente in diverse antologie poetiche. Numerosi suoi interventi di critica letteraria.

Si sono occupati della sua poesia tra gli altri: Raffaele Aggujaro, Giorgio Barberi Squarotti, Franco Caporossi, Giovanni Caso, Giuseppe Conte, Salvatore Contessini, Flaminia Cruciani, Maurizio Cucchi, Rosaria Di Donato, Riccardo Duranti, Cristiana Freni, Emerico Giachery, Marco Godio, Giovanni Guanti, Giuliano Ladolfi, Maria Lanciotti, Giorgio Linguaglossa, Dante Maffia, Roberto Maggiani, Valerio Magrelli, Salvatore Martino, Cinzia Marulli Ramadori, Enrico Mattoccia, Eugenio Montale, Roberto Mussapi, Eugenio Nastasi, Nazario Pardini, Plinio Perilli, Alberto Pucciarelli, Roberto Raieli, Merys Rizzo, Paolo Ruffilli, Antonio Spagnuolo, Antonietta Tiberia, Stefano Verdino, Marcello Vitale.

http://www.larecherche.it/autore.asp?Utente=soldini

http://www.wuz.it/biografia/1480/Soldini-Maurizio.html

https://www.facebook.com/maurizio.soldini.1?ref=tn_tnmn

https://mobile.twitter.com/MaurizioSoldini

Twitter @MaurizioSoldini

7 pensieri su “Maurizio Soldini, Poesie

  1. Scopro una poesia che non teme né la precisione descrittiva né la perifrasi, consapevole com’è del ” traguardo dei silenzi”. Alla inadeguatezza della parola tenta di sopperire appellandosi alla Natura, attingendo da essa per metafore e similitudini (in queste poche poesie incontriamo l’arcobaleno, il tuono, la grandine, il cormorano, la radura, la rugiada, “il delirio delle stelle”). Una scrittura che si trattiene alle soglie dell’enfasi, che tradisce alla fine tutta la sua autenticità.

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  2. La vita… la poesia…

    “È solo un gioco d’archi a sesto
    che regge snodi e curve di pensieri
    a tener uno quanto si moltiplica
    nelle sonorità dei contraltari”

    E il dire tende alla trascendente sonorità del silenzio. Alla contemplazione della Luce silente.

    Per quanto, come ebbe a dire Stefano Verdino nella Prefazione di In controluce:
    “la sismografia accidentale e frantumata dell’esistere, con i suoi colpi di vento consente anche dati di acquiescenza come “lo sbocciare sempre nuovo / del senso rabbonito della vita”, che è anche quanto non inficia il nostro comune destino e giustifica altresì il nostro bisogno di dire e di parlare, anche in versi”.

    Grazie, Antonio!
    Maurizio

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  3. L’agglutinarsi nelle sapienti costruzioni delle prime poesie, fatto di densità metrico-sonora, e archi di utopiche visioni, si impasta in una griglia tra tradizione e parola suono così fitta, da riempire: cadute e vuoti della vita, e predilige appunto un’ architettura forte, come contrappunto. Ma trova poi, nelle poesie ultime un dispiegarsi e respirare, che segue un passo inedito, una svolta… Cammino affascinante e naturale, per un poeta .Grazie, Maurizio. Maria Pia Quintavalla

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  4. Inviso al sogno il presentarsi
    della luce spoglia i piaceri,
    languori di usignoli appena svegli,
    e un brivido si acquatta nella schiena.

    Ottimi versi, davvero. Grazie per questa proposta poetica.
    PVita

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  5. una poesia cristallina, che si lascia amare fin dai primi versi. Lo stile snello aiuta l’interpretazione e la fuga verso quell’altrove che il poeta sfuma tra le sue ormai docili parole.
    E’ una scoperta avvenuta tardi ma presto ammirata, perchè nel primo fremito s’annida l’estro ed inseguirlo è follia, se no cos’altro sia la poesia questo non lo sò
    Con ammirazione
    Francesco

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