In fila allo sportello

da qui

Perché debba morire per rinascere
non riuscirò a spiegarmelo, ma credo
di poterlo intuire contemplando
la tua ricerca mite, lo sfilare
insieme ai peccatori come fossi
uno di loro. Mi stupisco sempre
pensando che il mio Dio si mette in fila
allo sportello, che si guarda bene
dal pretendere qualche trattamento
speciale, qualche ovvio privilegio.
Se un gesto mi converte, è questo passo
paziente dietro l’uomo, questa guida
senza pulpito, priva d’apparato.
Mi chiedo se a qualcuno, qualche giorno
lontano, possa ritornare in mente
la santa assurdità di questa sfida,
l’esempio scandaloso di chi ha amato,
una rivolta esplosa così piano.

11 pensieri su “In fila allo sportello

  1. In fila allo sportello, in tanti a ricevere l’ostia, pur senza essere / sentirsi asceti. Forse è proprio quella spinta silenziosa a portarci lì, ognuno a chiedere, ogni domenica, dopo l’omelia che scava dentro, forte, che ci cambia, almeno solo per un po’; in fila allo sportello, a cercare quella morte, con la paura di sentirne troppo il male, ma che non ci fa tornare indietro, pace rivoltosa, veste bianca che di “pace nostra” spesso si macchia. “passo paziente dietro l’uomo”, carezza che si può sentire.

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  2. Se un gesto mi converte, è questo passo

    paziente dietro l’uomo, questa guida
    
senza pulpito, priva d’apparato.

    Un compagno di viaggio, una guida mite e paziente per fare la storia assieme all’uomo.

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  3. “e dimentica che esisti quando dici che ami.”

    Jan Twardowski

    Versi intimi e delicati, trovo davvero raro saper esprimere cosi’.
    Puo’ farlo solo chi, al di la del dono della scrittura, riesce a sentire profondamente la Presenza .
    Bellissimi.

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  4. Non so perché,ma leggendo questa poesia mi è venuta al mente una immagine: tanta gente si alza dal fango e corre, corre avanti, correndo il fango si sbriciola e si stacca da noi e noi corriamo sempre davanti, sempre più puliti. Davanti, lontano, sulla grande poltrona sta seduto Dio e ci sta osservando tutta questa gara. Poi, primo che ci arriva a Dio, stanco, sfinito, tocca il ginocchio di Dio dicendo- ho vinto.
    “Perché debba morire per rinascere”, perché devo uscire dal fango se così sto bene, mi piace lamentarsi (?!)

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  5. A noi è rimasto “solo poco cielo”, è l’amore forte come la morte dell’Agnello che porta il peccato del mondo, che lungo il Giordano, riapre la distesa del firmamento abitata dal Padre e dalla dolce colomba dall’ali spiegate sul suo capo. “Con passo paziente dietro l’uomo” peccatore, è Cristo, il vertice di ogni compiacimento: il Figlio, l’Amato, “abisso di pace”.

    Grazie d.Fabrizio

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  6. Una bella poesia di pace, grazie d. Fabrizio.
    “la tua ricerca mite lo sfilare
    insieme ai peccatori come fossi
    uno di loro.”
    Ci dai la forza di sentirci Amati anche quando non ce la facciamo più.
    La Sua presenza è per noi davvero tutto.
    ernestina.

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