Intervista a Erri De Luca, di Giuseppe Granieri

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De Luca, se fosse un ragazzo di 25 anni, con la sua prima raccolta di racconti, o con il primo romanzo finito, quindi alla sua prima esperienza editoriale, pubblicherebbe con un editore a pagamento o con uno dei servizi online di self-publishing?

“Sconsiglio editori a pagamento che promettono inesistenti distribuzioni in librerie e promozione stampa. Pubblicarsi in rete è un modo per lanciare il proprio sassolino nello stagno, un modo per comprare un biglietto della lotteria, dunque se fossi un esordiente di oggi punterei sulla divulgazione in rete, evitando le incresciose attese di risposta da una casa editrice”.

Nel 2012, in Italia, sono stati pubblicati 59.230 titoli: è uno sproposito? Ha vinto la quantità?

“La grande produzione di titoli è una esigenza che prescinde dall’effetto commerciale. Serve a fare curriculum, a procurarsi un titolo di credito”.

Lei ha scritto, tra le tante, una poesia – Considero valore – che ancora oggi emoziona: può dirci che cosa considera valore, al di fuori dei valori citati in quelle righe?

“Il valore dell’oro ha una quotazione pubblicata giorno per giorno: ma il mio vocabolario dice che non è quello il valore dell’oro: quella è solo la sua valutazione. Il valore dell’oro sta in un anello che ha sancito un matrimonio e sta nella dannata necessità di doverlo svendere per tirare a campare. Il valore sta dalla parte opposta della valutazione”.

Ci consiglia un libro da leggere?

“Consigliare un libro è come consigliare un appuntamento, dunque rientra per me in una specie di indiscrezione. Comunque, di solito me la cavo invitando a sfogliare il Chisciotte di Cervantes”.

Un autore, giovane (sotto i 40 anni), da seguire?

“Un esordiente presso Feltrinelli, Giuseppe Catozzella con il suo fresco di stampa: Non dirmi che hai paura“.

Lei, in un’intervista rilasciata a Repubblica.it, ha detto: “Le parole hanno un peso. Per esempio: il più importante premio letterario di questo Paese è stato vinto da un libro che si intitola: Resistere non serve a niente (di Walter Siti, vincitore dello Strega, ndr). Ecco, io non avrei mai pensato di intitolare un libro così”. Domanda: a cosa serve, a cosa può servire, resistere? Un individuo solo può resistere contro i governi, contro i potenti, contro le multinazionali?

“Resistere alle intemperie fa bene allo spirito e alla salute. Resistere all’usura di parole pubbliche a vanvera, dette e non mantenute, fa la differenza tra cittadino e suddito. Resistere da soli si può, ma resistere alla maniera della Val di Susa contro l’avvelenamento garantito dallo scavo TAV dimostra che Golia è un mostro vulnerabile”.

Togliere la spalla al sistema, tornare all’autoproduzione, scegliere consapevolmente di consumare meno, vivere lontano dalle città, è modo di fare/vivere che può servire, che si sente di sottoscrivere?

“L’agricoltura dovrebbe essere uno dei tre ministeri principali di un governo italiano, insieme a quello della Cultura e del Turismo. Sono le specialità uniche al mondo sulle quali potremo sempre contare, anche quando chiuderanno le siderurgie, le fabbriche di automobili, i petrolchimici. Chiuderei l’inutile ministero della Difesa con le sue spese faraoniche e balorde”.

Quale sentimento prova mentre scrive?

“Mi affiorano una quantità di sentimenti che si mettono in ordinata fila per farsi nominare esattamente e non mi lasciano in pace finché non sono esauditi”.

NOTA AL TESTO – La proposta di intervistare Erri De Luca è venuta direttamente da don Fabrizio: per questo, lo ringrazio. Stimo molto De Luca, per quello che scrive e per come vive. Fabrizio mi ha fatto uno dei più bei regali del 2014. Quella che avete letto è un’intervista che si è svolta via e-mail: De Luca, cortese e disponibile, è in questi giorni all’estero e altre forme di interazione, al momento, non erano possibili. Sono stato libero di scegliere le domande: ho cercato di mediare tra la curiosità personale e l’interesse generale. Se desiderate approfondire o andare oltre a questa intervista, ho selezionato alcuni link utili. Rappresentano solo un spunto, non possono certo esaurire gli argomenti trattati.

Su “La produzione e la lettura di libri in Italia”.
http://giovannituri.wordpress.com/2014/01/07/la-produzione-e-la-lettura-di-libri-in-italia/

La poesia “Considero valore” letta da Erri De Luca
http://www.youtube.com/watch?v=XmFMwsDt8EE

Qualcosa su il Chisciotte di Cervantes
http://www.ibs.it/code/9788806177799/cervantes-miguel-de/don-chisciotte-della.html

Intervista di Giuseppe Giulio a Giuseppe Catozzella ed al suo Non dirmi che hai paura
http://oubliettemagazine.com/2014/01/19/intervista-di-giuseppe-giulio-a-giuseppe-catozzella-ed-al-suo
-non-dirmi-che-hai-paura/

Repubblica.it intervista ad Erri De Luca
http://www.repubblica.it/cronaca/2013/09/08/news/no_tav_erri_de_luca-66104929/

6 pensieri su “Intervista a Erri De Luca, di Giuseppe Granieri

  1. Cortese e disponibile vero, ma a tratti molto schivo.
    E per uno scrittore non può che essere un complimento.

    Mi piace

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