Graphic novel oggi

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di Guido Michelone

Che cos’è la graphic novel oggi? Come si conforma questo neogenere letterario (sorto in realtà dal mondo dei fumetti) che sembra tenere banco in ogni dibattito culturale? E soprattutto cosa c’è di nuovo dentro a questo ‘prodotto’ dell’intellighenzia contemporanea postmoderna?
Per tentare di rispondere a questi tre interrogativi, si può iniziare, analizzando una graphic novel recente: è Canale Mussolini (2013) di Graziano e Massimiliano Lanzidei e di Mirka Ruggeri, i primi due attivi nella parte scritta, la seconda per quella illustrativa, anche se ovviamente parole e immagini vengono discusse realizzate insieme. Il libro è ovviamente tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Pennacchi uscito nel 2010 e del testo originario ripercorre le fasi essenziali, narrando le vicende, condizionate dall’ingombrante fascismo, di una povera famiglia contadina dal Veneto all’Agro Pontino nella prima metà del XX secolo proprio a cavallo delle due tremende guerre mondiali, con tutti gli annessi storici che le precedono e condizionano.
L’impressione è che della moderna epica proletaria, in odor di revisionismo, su cui si basa il testo originale, resti ben poco, ossia si attui, per questa graphic novel, nonostante l’ottima sceneggiatura (scolastico invece i disegni), un’eccessiva semplificazione e una banalizzante sintesi di Pennacchi; è un po’ come negli anni Sessanta accade con la rivista Selezione del Reader Digest, fatta apposta per riassumere i grandi libri, in modo che il lettore venga persuaso a conoscerne le trame, per potersene quindi vantare – come sostiene la pubblicità dell’epoca – con amici e conoscenti o nei luoghi di lavoro e ben figurare come persona aggiornata sulle mode culturali. Tale vocazione pedagogizzante accade in passato anche con il cinema e la televisione, ma i loro sistemi comunicativi si rafforzano in maniera così autonoma da rendere ‘altre’ o ‘diverse’ le riduzioni da libro a fiction cinetelevisiva. Ora invece il rischio che corre taluna graphic novel è un po’ quello di assomigliare troppo a un fotoromanzo disegnato o un fumettone pseudointellettuale.
Il discorso cambia quando nascono autori di graphic novel come tali e sono loro a creare storie originalissime come la giovane Julie Maroh con Blu è un colore caldo (2010) da cui, con operazione inversa rispetto alle precedenti,nel 2013 viene tratto il lungometraggio La vita di Adele di Abdellatif Kechiche (Palma d’oro al Festival di Cannes). La delicata storia di un amore saffico giovanile viene tratteggiato con garbo, malinconia e finezza, insistendo proprio sui valori intrinseci del fumetto tra strips e storyboard, con uno sguardo non a caso quassi filmico, che ha come unico neo proprio il disegno degli occhi dei personaggi (simile all’inespressività dei manga giapponesi).
E visto che si parla di transiti da un linguaggio all’altro, benché non sia strettamente una graphic novel, occorre citare, tra le uscite recenti The Raven (Il corvo) di Lou Reed e Mattotti: si tratta in origine di un’opera multimedia con la regia teatrale di Bob Wilson e la colonna sonora del grande rocker da poco scomparso: il celebre racconto di Edgar Alan Poe, riplasmato drammaturgicamente, diventa libro illustrato dai surreali disegni del noto illustratore bresciano, che evoca più che tradurre le parole riadattate con tantissimi personaggi.
C’è infine una nuova corrente della
graphic novel che tende a reinventare la saggistica, mettendo in scena concetti di filosofia, teorie politiche, avvenimenti storici, realtà scottanti, con il grosso rischio, anche in questo caso, di incorrere in verbosità, nozionismo, pesantezza. Ed è un rischio che non sempre evita il pur vivace Manuale per vincere le elezioni (2010) di Mathieu Sapin il quale narra, come in un diario, i duecento giorni della campagna elettorale di François Holland, uomo assai poco carismatico in partenza, ma che tenacemente diventa Presidente della Repubblica Francese.
Forse alla fine il tentativo più riuscito di una graphic novel saggistica è lo Stripbook (2013) di Marco Petrella, che raccoglie le decine di vignette che in mezza pagina recensiscono un libro (perlopiù di narrativa); nata come rubrica di un giornale, quest’idea, tra l’altro esposta da una voce narrante (il librario Arturo) si rivela subito vincente e la lettura di questo libro invoglia subito a leggerne altri, quasi tutti (perché scelti con intelligenza da un esperto appassionato) quelli visualizzati con pochi segni eloquenti.

Graziano e Massimiliano Lanzidei e Mirka Ruggeri, Canale Mussolini, Tunué Prospero’s Books (2013)
Julie Maroh, Blu è un colore caldo, Rizzoli Lizard (2013)
Lou Reed e Mattotti, The Raven, Giulio Einaudi Editore (2013)
Mathieu Sapin, Manuale per vincere le elezioni, Bao edizioni (2013)
Marco Petrella, Stripbook, Edizioni Clichy (2013).

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