Ritorno all’isola, di Gloria Gaetano

Ritorno all'isola - copertina completa (2)
di Manlio Talamo

Continua la storia di Giulia-Laura raccontata in Love, jazz and wine (Progetto Cultura).
Dove eravamo rimasti?
Ad una mail di un amico di Meshed che raccontava della scomparsa del suo grande amore durante i bombardamenti di Gaza.
Storie che s’intersecano, storie che nascono l’una dall’altra, storie svelate per occasionali ritrovamenti, tempi narrativi che incrociano percorsi di vita, di amori, dolori, rinunce, entusiasmanti sentimenti, abbandoni e ritorni.
Un mosaico ricomposto, infine, in una storia corale, dove ogni personaggio dà il suo contributo di esistenza che appartiene a sé, come appartiene e s’interseca e discende da quelle degli altri.
Le vicende della vita di Giulia (consulente presso una casa editrice e autrice di molto libri, volontaria nelle carceri e nelle comunità e cooperative psichiatriche) si svelano un po’ alla volta attraverso le sue tracce nelle cose, nei luoghi, nella memoria ritrovata dei figli e convergono, come scaglie di ferro calamitate, in quella casa di Procida, dove sono iniziati e si sono conclusi i cammini a volte tortuosi e bui, a volte rischiarati dal sole dei luoghi e dei sentimenti, della madre, già dimenticata dal figlio Francesco, di 35 anni, insolito e indisciplinato architetto. Per molti anni introvabile, fantasma ricomparso infine, per ricongiungersi idealmente alla madre attraverso le sorelle, Roberta e Mara.
A Roberta, 34 anni, anima femminile prigioniera di mondi invisibili e nascosti, Giulia ha dedicato gli ultimi dieci anni della sua vicinanza, delle sue cure, alla disperata ricerca di un “come”, per la sua infelice Roberta, dopo che ella non ci sarebbe stata più.
Idee, progetti, appelli lanciati ovunque non hanno trovato alcuna risposta utile.
Ma la continuità è ora nelle mani di Mara, figlia di un altro padre, leader palestinese impegnato nella liberazione del suo popolo. Ella attraversa una storia che si rivela sempre più simile a quella della madre. Mara, però, ben più consapevole, avrà la forza di porvi fine, per ritornare vicino a Roberta e legarsi, attraverso di lei, a un invisibile procedere dalla madre e con la madre.
Sarà Mara ad assicurare a Roberta la protezione dalle sue ossessive visioni.
Marginale la storia di Francesco, ma centro costante dell’amore della madre, che egli riscoprirà nei suoi scritti.
Ritorno all’isola è il secondo romanzo di Gloria Gaetano, una ricostruzione di eventi, stati d’animo ed emozioni vissute dalla scrittrice. È il racconto generoso di tutta una vita, di diversi incontri e di luoghi che hanno segnato la sua esistenza. È un fluire di riflessioni, monologhi, epifanie di versi che sono i canti attraverso cui si esprime la sua voce-anima, risalendo alla luce della scrittura dal più profondo umore dell’amore grande e del sentimento, narrazione che non da requie.
Ed è un omaggio all’isola di Procida amata da Elsa Morante e Dacia Maraini.
Con le stesse parole di Clarissa Pincola Estés, qui già citate, potremmo concludere che il libro è un viaggio nella conoscenza che viene dalla profondità del corpo, dalle profondità della mente, dalla profondità dell’anima.
La ricomposizione dei figli di Giulia avviene perché Giulia è la loro radice, la base originaria, il grano da semina con cui si può porre riparo a qualunque rovina e perché un nuovo seme possa di nuovo, dalla terra-madre, aprirsi e fiorire.
Flussi di coscienza che diventano parole, luoghi, sapori.
Una storia narrata dentro la storia e le storie di una città, delle sue armonie visive e sonore, delle sue tentazioni. Una storia d’amore che si rivela con timidezza, con il timore dell’abbandono che avviene, sì, ma non chiude un sipario, anzi fa intravedere nuovi scenari, nuovi incontri in un continuum non solo temporale, ma anche continuo. Una storia che vive, che può vivere in un ampio contesto di lotta, per la giustizia negata ai singoli e ai popoli, per i quali anche la speranza è quella di conquistare quel lembo di terra dove saranno felici e dove l’“io e il tu” infine, si ritroveranno.
Non un addio alla fine. Non si chiude con il calare del sipario, ma dà speranze e timori, paure ed entusiasmi, che sono la vita.
Un linguaggio che è essenziale alla narrazione individuale e corale. ni racconto è sempre storia di una vita. Si potrebbe ipotizzare forse un compromesso tra biografia e autobiografia, un assemblaggio di vita-nascita-morte, in un contesto temporale e spaziale che è, per necessità di analogie e richiami, discontinua.
Tutta la nostra storia è affidata al racconto altrui: in mezzo l’autonarrazione, come in un impossibile gioco di specchi.
Il sé infatti è l’attore e lo spettatore, il narratore e l’ascoltatore in una sola persona.
È un gioco prospettico in cui la memoria pretende di vedere ciò che si rivela solo agli occhi di chi ascolta. È il protagonista che celebra il sé come un altro, perché è presupposta l’assenza di un altro, per assaporare l’illusione di epos.
Ma il narrabile, ciò che è, è stato, si costituisce sempre nella relazione con l’altro.
Sa di essere l’unità narrabile, ma sa anche che ha bisogno di un altro che depuri la tendenza mitopoietica dell’impulso autobiografico.
L’unità affidata al racconto che ognuno desidera, non è infatti un aspetto della coscienza, ma l’oggetto di un desiderio per l’unità del sé nella forma del racconto. Così accade tra Giulia e la figlia, come quando Ulisse ascolta il canto dell’aedo sulle imprese, tra le lacrime, della guerra di Troia e le sue storie di viaggio.
Quando Ulisse narra la sua storia, non ha più l’impulso del pianto, perché la storia può essere narrata solo in presenza e in relazione a un altro.
Così Giulia lascia le sue carte nel baule e racconta a Mara la sua storia, ma è Mara che la comprende e la disegna
La conclusione dell’essenza di una vita.

Gloria Gaetano, Ritorno all’isola, Zona editrice, 2013.

4 pensieri su “Ritorno all’isola, di Gloria Gaetano

  1. Forse si chiude il cerch0i:madre-figlia-madre, attraverso un baule che ha fatto il giro del mondo, contenente foto, gadgets, fogli scritti, lettere. Genealogie di donne che usano la loro lingua e le loro storie per la memoria e la microstoria,che diventerà Storia, incrociando quella delle altre.

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  2. Vite che si intersecano, storie che s’intrecciano avvolgendo fatti e luoghi, amori e dolori, sul filo conduttore di un intenso pathos.
    Interessante la struttura, l’accompagnamento della poesia, i riferimenti storici di culture che si incontrano nell’attualità diversa eppure condivisa, la vividezza con cui si delinea l’isola e quasi ce la fa abitare.
    l’ho letto con immenso piacere.

    grazie
    cb

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  3. “Ritorno all’isola” è una storia nelle storie ,un mosaico calamitato da un nucleo di senso che esige una lettura complementare e parallela, un’ odissea di dolori e di rinunce,di viaggi e di iniziazioni che convergono verso il prima. Gloria intinge la sua penna in questa materia di fuoco che è Procida e rende corposi, dal punto di vista stilistico, i percorsi dei personaggi intessendoli di emozioni forti con ritmo ora incalzante ora misurato ma sempre sobrio e spontaneo.
    grazie Gloria
    m.a.

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  4. @ Gloria
    mi piacciono le tue storie circolari, le tue storie di donne attraverso la storia e la storia attraverso i sentimenti.
    Grazie anche a Manlio, un nome che mi evoca un ricordo dolcissimo e bellissimo di una persona a cui ho voluto tanto bene e me ne ha voluto tanto semplicemente perchè sono io, era lui, siamo stati noi, e a Fabrizio

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