Alto sulla sabbia – II

di Antonio Sparzani
II
Fu svegliato, alle prime luci, dai rumori variopinti e dissonanti di una carovana che si avvicinava: era un avvenimento ormai piuttosto insolito da quelle parti, ma evidentemente ancora qualche famiglia di mercanti si affidava a quell’antico modo di andare e trasportare e vivere. Shar fu presto in piedi, mentre la fila di cammelli e di persone, di colori e di odori, gli passava a lato. Su uno dei cammelli meglio bardati, intravide le insegne di una famiglia a lui nota e un tempo amica, così che si avvicinò per offrire un gesto di comunanza e di ricordi, ma non ebbe se non un formale cenno del capo. L’uniforme degli ufficiali delle guarnigioni non era molto amata dalla popolazione; chi la indossava era per lo più tollerato, quasi un indifferente elemento del paesaggio. Continua a leggere

Il calcio e l’acciaio di Gordiano Lupi

di Massimo Maugeri

Nel suo nuovo romanzo, “Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino” (Acar edizioni),  Gordiano Lupi traccia l’affresco di un luogo che conosce benissimo mettendo insieme alcuni degli elementi caratterizzanti di quel territorio: l’acciaio dell’industria siderurgica e il sogno del gioco del calcio. E il sogno mancato di Giovanni, ex calciatore di scarsa fortuna, si incrocia oggi con la speranza di Tarik, un giovane marocchino approdato in Toscana a bordo di una imbarcazione strampalata e che sui campi di calcio cerca il suo riscatto. Continua a leggere

“BUONA LETTURA” 3 – “IL MALE VENIVA DAL MARE” DI GIUSEPPE CONTE”

di Mara Pardini

Buona lettura è uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina, ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Il male veniva dal mareGiuseppe Conte è uno spirito sempre all’erta, dalle suggestive e liberissime conoscenze. Amante dell’avventura, del meraviglioso, dell’illuminazione acuta e fulminea attraverso cui sviluppa la capacità di comprendere i problemi della nostra civiltà, è la voce di una coscienza che sollecita quelle degli altri ad affrontare il mondo, con le sue tragedie e la sua bellezza.
Ne dà piena prova ne Il male veniva dal mare (Longanesi) dove, con le nuove sfumature del noir e della fantascienza, tocca argomenti attuali ed eterni: da un lato il degrado ambientale e sociale, la robotica, la biogenetica, la violenza sulle donne; dall’altro il rapporto tra l’umano e il non umano, l’oggettività e il sogno, il reale e il mito, la leggerezza e la pietrificazione.
Con lo sguardo rivolto ora verso Calvino, ora verso Ovidio e Whitman, Conte lascia scorrere i pensieri e racconta, attraverso un’epica avventura di mare, la storia di un mondo in affanno. Continua a leggere

Niente bagagli, siamo gabbiani

Gabbiani
di Augusto Benemeglio

Bisogna farsi gabbiani

Leggendo l’ultimo romanzo di Fabrizio Centofanti, Diventare se stessi, Effatà editrice,2013, ho scoperto ,nel 52° capitolo , Habemus papam, che tutto in noi dipende da una sola alternativa, e non è quella di essere o non essere rock, come diceva Celentano, ma essere o non essere gabbiani. E papa Francesco – fa intendere chiaramente Fabrizio – è certamente Gabbiano, un gabbiano di oggi, capace di volare in alto, ma anche di sporcarsi le ali nei bidoni della spazzatura, dove vanno a rovistare milioni di affamati, un gabbiano che non vuole starsene nei comignoli del Vaticano, ma volare presso di noi, ciascuno di noi, fare “un cammino di fratellanza, d’amore, di fiducia fra noi”. Continua a leggere

“Gli invisibili dell’Europa” di Barbara Spinelli

Il dolore sta producendo risultati”: fa impressione, proprio ora che è divenuto ministro dell’Economia, rileggere quel che Pier Carlo Padoan disse il 29 aprile 2013 al Wall Street Journal, quando era vice segretario generale dell’Ocse.

Già allora i dati sull’economia reale smentivano una così impudente glorificazione dell’austerità – e addirittura dei patimenti sociali che infliggeva – ma l’ultimo numero di Lancet, dedicato alla sanità pubblica in Grecia dopo sei anni di Grande Depressione, va oltre la semplice smentita. Più che correggersi, il ministro farebbe bene a scusarsi di una frase atroce che irresistibilmente ricorda Pangloss, quando imperterrito rassicura Candide mentre Lisbona è inghiottita dal terremoto raccontato da Voltaire: “Queste cose sono il meglio che possa accadere. La caduta dell’uomo e la maledizione entrano necessariamente nel migliore dei mondi possibili”. Continua a leggere

Cominciamo bene (Parlare di politica? 0.3)

di
Roberto Plevano

Cominciamo bene. Nuovo governo, stessi disegni. Se qualcuno avesse avuto mai dubbi (visto che chi davvero ha speranze e attese in questo governo non ha mica tanti dubbi…).

Sì, è il caso di dirlo, cominciamo bene, da parte di chi dovrebbe saper usare una qualche elementare argomentazione, se non altro per competenze specialistiche, e non ricorrere a slogan senza senso.

Stefania Giannini è da sabato 22 febbraio ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, non si capisce se in qualità di segretario di ciò che rimane di Scelta Civica, oppure perché fino al 2013 rettore dell’Università per stranieri di Perugia.

Passano poche ore dal giuramento e rilascia una breve intervista a la Repubblica: il fantasiosissimo lessico d’elezione – soldi, investimenti, capitale umano, bilanci, valutazione, gestire, scegliere, e via menagerialando – definisce la comunità linguistica di appartenenza e, presumibilmente, le sue convinzioni.

Tra le mosse subito esibite non può mancare la sviolinata alle scuole paritarie (così colpite dalla crisi…):
«I soldi [pubblici, si capisce ndr] sono necessari per la scuola pubblica e quella paritetica, che non lascerò indietro»
e curiosamente null’altro si dice a proposito, per esempio sulle modalità di “investimenti in capitale umano” da farsi anche in quelle scuole, per non “lasciarle indietro”: è ben noto il fatto che i docenti delle paritarie vengano assunti in modo abitrario dalle direzioni, salvo fatto, e non sempre, il requisito dell’abilitazione.
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Fil rouge, il romanzo epistolare di Alessando Seri

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(di Enrico De Lea)

“Fil rouge – Le lettere segrete di Yvette Mirabeau”, di Alessandro Seri (Vydia editore, 2013, disponibile anche in formato e-book), rappresenta il segno, per l’autore (oltre che narratore, assai intenso poeta e critico, nonché efficace organizzatore di cultura nelle Marche), di una scommessa creativa vinta, quella di un genere letterario – il romanzo epistolare – oggi all’apparenza inconsueto, eppure favorevolmente inattuale, per la storia narrata attraverso un epistolario e per il fascio di valori, emozioni, temperie storica che attraversa. Continua a leggere

Stefanie Golisch: Ferite. Storie di Berlino

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E’ uscito in questi giorni il mio nuovo libro su Berlino, pressso la casa editrice Edizioni Ensemble ( http://www.edizioniensemble.it) di Roma.

Dalla prefazione:

“Contare ciò che rimane, raccogliere gli avanzi-speranze, avidamente.
Mettere insieme pezzi e stracci, bambole senza più un paio di occhi. Cercare un filo conduttore, cercare di comprendere, ma non troppo, di avvicinarsi, ma non troppo, attenti su quella soglia che separa la verità dall’invenzione.
Riconoscere l’estremo limite di ogni possibile spiegazione: quando la migliore risposta è soltanto un’altra domanda e un’altra ancora. Sillabare l’antitesi delle barbarie e delle distruzioni che hanno segnato questa città, trovare sotto le macerie, il suo essere intatto, la sua Urgestalt, ciò che parla per la vita e non contro di essa, ciò che parla per l’uomo e non contro di lui.
Disegnare la sagoma di questa città nell’aria serale, incerta come il ritratto dell’amante ideale che sfugge appena gli si pone la prima domanda.
Luoghi, uomini, storie del vivere e del morire, di annientamenti definitivi e di rinascite improbabili.”

42. L’autentica felicità

da qui

Mi sono convinta che Dio non chiede molto: chiede tutto. Le mezze misure non gli piacciono, raccoglie le schegge disperse di un io disintegrato per rendercelo intero: uno scambio vantaggioso. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.69: C’era una volta la fantascienza… Renato Pestriniero, “La fattoria globale”

Renato Pestriniero, La fattoria globaleC’era una volta la fantascienza… Renato Pestriniero, La fattoria globale, Chieti, Solfanelli / Tabula Fati, 2012

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di Giuseppe Panella

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Renato Pestriniero è attivo nel campo della letteratura di anticipazione fin dal 1958 quando pubblicò i suoi primi racconti in Oltre il cielo, la rivista di Cesare Falessi che riuscì a operare prodigiosamente in un settore che appariva (come, in effetti, fu) ostracizzato nell’ambito della letteratura ufficiale e considerata di livello più elevato in quanto appartenente a un livello da ritenersi “inferiore” ad essa sia per contenuti che per qualità stilistica.

Un suo racconto del 1960, Una notte di 21 ore, uscito sul n. 61 (1/15 giugno) della rivista di Falessi, ha conosciuto una fortuna straordinaria dopo la sua utilizzazione come soggetto di un film, Terrore nello spazio, girato da Mario Bava nel 1965.

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Alto sulla sabbia

di Antonio Sparzani
I.
Alto sulla sabbia camminava, malinconico, un ufficiale dell’esercito druso. Molto cammino ancora mancava per raggiungere il primo avamposto disperso nel deserto. Il sole era vicino al tramonto: i colori che suscitava dalla sabbia, Shar li aveva visti solo nelle stanze arabescate della residenza estiva del suo diretto superiore, il colonnello Darezi, dove i soffitti e le pareti danzavano perennemente sotto gli occhi del visitatore e proponevano continue vertiginose lontananze.

L’ufficiale si chiedeva, con una certa indifferenza mentale, se sarebbe stato in grado di arrivare prima della notte del deserto, quella che arriva improvvisa e minacciosa, col freddo e con gli scorpioni. Continua a leggere

Armando Pajalich, Rondini, a un’altra primavera

Rondini, a un’altra primavera

14 marzo 2011

Inatteso stridente pigolìo.
Kerkyra. Tramonto. Eccovi qua.
Poche in volo. Tu, di fronte a me,
nella grondaia tua dell’anno scorso,
solfeggi una nota bassa senza posa.

Hanno rifatto la facciata al tuo palazzo.
Avran buttato il vecchio nido. Stridi!
E ti lanci in trilli di stizza.
Di fango e cose secche in giro ce n’è a iosa:
rametti, foglie e tutto il ben di Dio.
Canta, sorella: primavera arriverà.
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“Le elezioni europee e i trattati da rifare” di Luciano GALLINO

di Luciano Gallino

 
da MICROMEGA

Sulle condizioni di vita dei cittadini europei, già afflitti dalle politiche di austerità, incombono altri rischi presenti in alcuni trattati che la Ue si accinge a varare o sono appena entrati in vigore. Riguardano i salari pubblici e privati; i diritti del lavoro; le politiche sociali; lo stato della sanità pubblica; il sistema previdenziale; la sicurezza alimentare; infine la possibilità di una crisi economica ancora più grave dell’attuale. Le prossime elezioni europee offrono una importante occasione sia per cominciare finalmente a discutere in pubblico di tali rischi, sia per fermare un paio dei trattati ancora non sottoscritti perché su di essi il Parlamento europeo ha diritto di veto. Continua a leggere

Robert Louis Stevenson, Una vecchia canzone.

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di Guido Michelone

Le fiorentine Edizioni Clichy propongono per la prima volta in Italia un inedito del grande letterato scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) dal titolo Una vecchia canzone: si tratta di un racconto lungo o romanzo breve che esce a puntate nel 1877 sulla rivista ‘London’ alla maniera dei feuilletons allora di moda; i pezzi non vengono firmati e solo un casuale ritrovamento di una pagina autografa nel 1982 fa sì che l’attribuzione al testo allo scrittore di Edimburgo possa ritenersi certa e definitiva. Continua a leggere

Una risposta di Einstein su pensiero e linguaggio

di Antonio Sparzani
Jacques Salomon Hadamard

Nel 1945 Jacques Salomon Hadamard (1865―1963) pubblicò, dopo una lunga e assai prolifica carriera di matematico, come autore di molti notevoli risultati nell’analisi moderna e ormai illustre accademico e membro del Collège de France, un libro dal titolo accattivante: An essay on the psychology of invention in the mathematical field (Princeton Univ. Press ― Hadamard si era rifugiato negli USA durante la guerra ―; trad. it. e cura di B. Sassoli, La psicologia dell’invenzione in campo matematico, Raffaello Cortina, Milano 1993), nel quale si interrogava, con dovizia di esempi di situazioni e di illustri ricercatori, sui meccanismi psicologici che presiedono alla scoperta e al “progresso” nella costruzione di nuove scoperte matematiche. Continua a leggere

40. Un’altra prospettiva

da qui

La mia vita, ultimamente, è un paradosso. E cos’è, in definitiva, un paradosso? Secondo il dizionario, una proposizione che apparentemente, per forma o contenuto si oppone all’opinione comune o all’esperienza quotidiana. Apparentemente? Gli aspetti inconciliabili sono quanto mai evidenti, quando li si vive. Come si spiega, allora, la presenza dell’avverbio? In modo che pare, ma non è, recita ancora il dizionario. Continua a leggere

La Via XX Settembre di Simonetta Agnello Hornby

di Massimo Maugeri

Via XX Settembre si trova poco lontano dal teatro Politeama, nel cuore di Palermo. Proprio in questa via, nel 1958, lasciata Agrigento, la giovane Simonetta Agnello Hornby (all’epoca tredicenne), viene a vivere con tutta la famiglia. La storia di questi suoi anni, a partire da quel 1958, fino al momento in cui Simonetta decide di trasferirsi in Inghilterra, è raccontata tra le pagine di un volume – pubblicato di recente da Feltrinelli – che ha per titolo lo stesso nome della via citata.
“Un libro che”, rivela l’autrice, “nasce dal desiderio di onorare la memoria di mia madre e di mia zia Teresa, e di raccontare ai miei nipotini come era diversa la vita di un ragazza nella Palermo degli anni ’60. E dall’amore per Palermo”. Continua a leggere