Eppure

da qui

Sai quando il tempo cambia
e sembra che esca il sole,
e già ti appresti a mettere da parte
la giacca che t’ingombra,
l’ombrello che ti pesa,
i sentimenti grigi dell’inverno,
con la corte maligna dei presagi
tristi? Già pregusti la fetta azzurra
di cielo (al di là della vetrata),
il merlo che s’arrampica sul palo,
condottiero che pianta la bandiera
sul punto più elevato della rocca
nemica. Eppure già senti lo scroscio
disonesto, il funesto temporale
che infradicia i pensieri, fino a sera.

10 pensieri su “Eppure

  1. Ci sono dei fiori che vogliono uscir fuori
    tra i sassi.
    Basterebbe forse una piccola scossa
    per farli spuntare.
    So che la Gioia esiste.

    Paul Claudel

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  2. Ilusione del miglioramento? Importante pensare positivo, essere ottimisti. Il sole ci arriva, prima o poi…

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  3. Eppur si move… la vita, che si annunci bufera o solleone e non importa se ci si bagna di sole o bruci di pioggia, va per la sua via, sia quel che sia e se non è, forse ripassa domani, probabilmente mai più. Non c’è tempo per sliding doors, varca la soglia ignara di cosa c’è oltre, vuoto o una nuova e solida strada , ciò che conta è che sia oltre, oltre il buio dell’immobilità.

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  4. La malinconia è la tua voce, voce di poesia, che fluttua sulla riva quieta del cuore come disinganno alle attese.

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  5. Un cuore così grande sa ospitare tanta pena, eppure sa battere così forte per accogliere altrettanto azzurro di quanto ne abbia sparso per colorare di speranza tanti cieli.

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  6. Bellissimo ritratto di un momento di rovescio dell’anima, che attraverso la vetrata colorata del tuo cuore diventa poesia e riflessione. Già si sente la luce.

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  7. Gioia o tristezza? Anche i commenti sembrano divisi nell’interpretare lo stato d’animo da cui è scaturita questa poesia e quello suscitato in chi la legge.
    Io propendo nettamente per una visione positiva, sia delle sensazioni suscitatemi dalla lettura, sia per quanto riguarda l’immedesimazione nell’autore.
    Certo, il terreno è quello della malinconia; ma è un terreno che, come noto, non contempla solo elementi di disperazione e, anzi, per molti rappresenta l’humus indispensabile per provare un vero piacere.
    Lo stile adottato, poi, mi è parso particolarmente adatto, ispirato, spontaneo; è lo stile di chi pare avere una gran voglia di farsi capire e soprattutto, per una volta, di rappresentare un’emozione non strettamente personale ma collettiva, che tanti possono condividere.
    La sensazione, insomma, è che pur parlando di un’amara illusione meteorologica e di un’anima fradicia di pioggia, l’intenzione fosse quella di regalare un raggio di sole e che, infatti, si provi calore nel leggere questi versi.
    Nessuno si offenda – e in particolare il poeta – se mi viene da dire che con questa poesia potremmo anche vincere Sanremo.
    E’ bello amare e farsi amare dalla gente.

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